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26/11/2024L’encefalopatia epilettica rappresenta una categoria di disturbi neurologici gravi, caratterizzati da crisi epilettiche difficilmente controllabili e da un significativo impatto sullo sviluppo neurologico e cognitivo del paziente.
Questa condizione può manifestarsi in età pediatrica e spesso è legata a lesioni cerebrali che si verificano in fase neonatale.
Tra le possibili cause scatenanti, particolare attenzione va posta agli errori medici durante la gravidanza, il travaglio o il parto, che possono avere conseguenze devastanti per il neonato e la sua famiglia.
In questo articolo, analizzeremo le caratteristiche principali dell’encefalopatia epilettica, il suo legame con gli eventi che possono verificarsi al momento della nascita e le implicazioni medico-legali di questa condizione.
Riporteremo poi anche un caso giudiziario relativo al risarcimento da encefalopatia epilettica per errori medici che è stato recentemente trattato dal Tribunale di Rovigo con sentenza n. 583/2023 che ha riconosciuto un risarcimento di 5milioni di euro a figlio e genitori.
Cosa si intende per encefalopatia epilettica?
L’encefalopatia epilettica non è una singola patologia, ma un gruppo di disturbi neurologici caratterizzati da:
- Crisi epilettiche frequenti e refrattarie ai trattamenti.
- Un’evoluzione negativa sul piano cognitivo, motorio e comportamentale.
- Alterazioni evidenti nell’attività elettrica cerebrale, spesso rilevate tramite elettroencefalogramma (EEG).
Queste condizioni possono avere un’origine genetica o acquisita.
Tra le cause acquisite, eventi avversi durante il parto possono essere determinanti nel provocare danni cerebrali che evolvono in forme di encefalopatia epilettica.
Gli errori medici durante il parto: una possibile causa
Gli errori medici durante il parto rappresentano una delle principali cause di lesioni neonatali che possono evolvere in encefalopatia epilettica e dare diritto al risarcimento.
Tra gli eventi più rilevanti troviamo:
1. Asfissia perinatale
L’asfissia perinatale si verifica quando il neonato non riceve ossigeno a sufficienza durante il travaglio o il parto. La mancanza di ossigeno può causare danni irreversibili alle cellule cerebrali, predisponendo allo sviluppo di crisi epilettiche.
2. Trauma cranico o lesioni cerebrali
La manipolazione errata durante il parto, l’uso improprio di strumenti come forcipe o ventosa, o un intervento tardivo in caso di sofferenza fetale possono causare emorragie intracraniche o lesioni cerebrali.
3. Infezioni non trattate o mal gestite
Un’infezione contratta dalla madre e trasmessa al feto durante la gravidanza o il parto può provocare infiammazione cerebrale (meningoencefalite) e successivi disturbi neurologici, inclusa l’encefalopatia epilettica.
4. Errori nella gestione del travaglio
Ritardi nel riconoscere segnali di sofferenza fetale, errori nella somministrazione di farmaci per indurre il parto o l’assenza di un monitoraggio adeguato possono contribuire a gravi complicazioni.
Come ottenere il risarcimento per figlio e familiari
Il bambino che ha riportato lesioni neurologiche come l’encefalopatia epilettica per colpa di errori medici ha diritto al risarcimento dei danni psicofisici, morali ed economici che ha subito e subirà per tutta la vita.
Ma anche i familiari di un bambino che ha riportato danni per errata gestione di gravidanza, travaglio o parto, hanno diritto al risarcimento per la sofferenza ed il cambiamento di vita che è derivato.
Per iniziare la procedura diretta ad ottenere il risarcimento dei danni a favore del bambino affetto da encefalopatia epilettica e dei suoi familiari, si deve innanzitutto fare una valutazione della cartella clinica e delle condizioni attuali del danneggiato.
Questa valutazione deve essere effettuata da medici specialisti nelle diverse materie della medicina che riguardano il caso concreto, ossia specialisti in ginecologia ed ostetricia e medici legali.
I consulenti specialisti in ginecologia ed ostetricia sapranno individuare dalla cartella clinica della partoriente e del neonato se e quali sono stati gli errori commessi dai medici che hanno assistito al parto.
I consulenti medici legali, invece, sapranno individuare le lesioni permanenti che sono derivate al bambino e, almeno a livello psichico, ai suoi familiari, per colpa degli errori medici subiti.
Quando i consulenti ritengono che il caso sia caratterizzato da errori medici, provvedono a scrivere una relazione con cui evidenziano errori e danni e con cui, tramite i nostri avvocati esperti in malasanità, si chiederà il risarcimento dei danni.
Una causa per risarcimento danni da encefalopatia epilettica si svolge tramite una perizia medico legale che viene effettuata da consulenti tecnici d’ufficio del Tribunale.
Se la perizia medico legale si conclude dando ragione a paziente e suoi familiari, normalmente l’ospedale o la clinica procede al pagamento del risarcimento.
Ma se così non avvenisse, i nostri avvocati e consulenti provvederanno a chiedere al Tribunale un formale provvedimento di condanna dell’ospedale o della clinica al risarcimento di tutti i danni subiti dal paziente malato di encefalopatia epilettica e dai suoi familiari.
Il caso trattato dal Tribunale di Rovigo: 5milioni di euro di risarcimento
Il Tribunale di Rovigo ha esaminato la richiesta di risarcimento danni proposta dai familiari di un bambino, anche nell’interesse di quest’ultimo, per encefalopatia epilettica derivata da errori ginecologici ed ostetrici.
Ed invero, secondo i periti nominati dal Tribunale, dopo aver qualificato come "rischiosa" la gravidanza, in ragione delle condizioni di base del diabete da cui era afflitta, i medici hanno commesso più errori durante la fase finale del travaglio e del parto.
Durante tale fase, infatti, i medici, nonostante la natura della gravidanza di cui si tratta, tale da richiedere un costante monitoraggio, ed a fronte del peggioramento dell'andamento dei tracciati, qualificati dagli esperti come "sospetti" dalla 20.40 alle 21.20, "patologici" dalle 21.20 alle 21.40 e "severamente patologici" dalle 22.51 (ripresa della registrazione) alle 23.20 circa, anziché osservare le linee guida che raccomandavano, nel secondo caso (tracciato patologico), di "adoperarsi, senza indugio, per l'espletamento veloce del parto" e, nel terzo (tracciato severamente patologico) , di attivarsi per "l'espletamento immediato del parto", optavano per una diversa condotta ostetrica attendista, che prolungava il mantenimento del feto in una condizione di franca asfissia, ampiamente documentata dal tracciato cardiotocografico fetale.
In particolare, un medico, nonostante il peggioramento delle condizioni fetali, risultante dalla suddetta evoluzione negativa dei tracciati, alle ore 21.40 decideva di interrompere il monitoraggio carditocografico sino alle 22.51 e condurre la paziente in sala parto.
In queste condizioni il medico sceglieva di non registrare l'attività cardiaca fetale, ma di eseguire una auscultazione intermittente del battito cardiaco, giudicata dagli esperti del tutto inadeguata sia alla evidente condizione di sofferenza del feto, segnalata dai tracciati, che alla particolare condizione di salute della partoriente (paziente con diabete). Inoltre, in sala parto eseguiva manovre di Kristeller per accelerare il parto, anch'esse ritenute inadeguate dagli esperti.
Solo alle ore 22.50, dopo 1 ora e 10 minuti di tentativi, il medico decideva finalmente di chiamare il medico reperibile per gli interventi chirurgici e di attaccare nuovamente il cardiotocografo.
A questo punto il tracciato appariva severamente patologico e, nonostante ciò, il chirurgo, anziché predisporre immediatamente la sala operatoria al fine di effettuare il taglio cesareo, decideva di insistere con il parto naturale, eseguendo due tentativi con una ventosa ostetrica del tipo metallico, peraltro senza eseguire una preliminare visita ostetrica, e solo a seguito dell'insuccesso del parto operativo, finalmente decideva di sottoporre la paziente al taglio cesareo e disponeva di contattare il personale sanitario reperibile per la sala operatoria.
Per i periti ed il Tribunale, merita condanna la condotta attendista tenuta dal medico che, nonostante il gravissimo stato di sofferenza del feto, risultante dall'esame dei tracciati, e nonostante i necessari tempi di preparazione della sala operatoria, di cui era a conoscenza, ha ritardato ulteriormente la preparazione della sala operatoria, effettuando i tentativi di parto vaginale operativo prima ancora di contattare il personale reperibile per la sala operatoria, allungando in tal modo i tempi di estrazione del feto in stato di conclamata sofferenza.
Secondo i periti del Tribunale, “l'adozione da parte di entrambi i medici di un'adeguata condotta professionale (corretta interpretazione del tracciato, mantenimento del monitoraggio e tempestiva disposizione dell'intervento cesareo quanto a Di. ed immediata esecuzione dell'intervento cesareo quanto a Ci.) avrebbe, con un elevato grado di probabilità, evitato l'evento lesivo o quantomeno ne avrebbe ridotto le conseguenze”.
Preso atto degli errori che hanno portato alla encefalopatia epilettica neonatale, il Tribunale di Rovigo ha riconosciuto un risarcimento a favore del bambino di 4milioni e 700mila euro per i danni patiti e quelli che dovrà patire vita natural durante.
Ai familiari del bambino vittima di encefalopatia epilettica è stato invece riconosciuto un risarcimento di 400mila euro ciascuno a titolo di lesione del rapporto parentale.
Altri casi di danni al neonato per errori nel parto
- Malasanità: il calcolo del risarcimento delle lesioni subite dal neonato per errori medici
- Morte del neonato per errori di lettura del tracciato e di assistenza al parto
- Errata gestione del travaglio e danni al neonato
- Morte del neonato per colpa del ginecologo
- Distocia delle spalle del neonato per colpa medica
- Danni permanenti al bambino per ipossia perinatale
- Danni alla neonata per ritardo nel parto
- Encefalopatia ipossico-ischemica del neonato per colpa medica
- Ritardo del parto cesareo e tetraparesi spastica del bambino
- Risarcimento dei danni da errata gestione del parto
- Neonata morta per ritardo nel cesareo
- Omessa diagnosi di spina bifida del feto
- I medici ritardano diagnosi e taglio cesareo
- Malasanità: ginecologo e ostetrica condannati
- Se il feto è sofferente il parto va anticipato
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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