
Avvocati Malasanità Genova – Studio Legale Barsotti
26/09/2024
Aneurisma dell’aorta non diagnosticato e morte del paziente: risarciti i familiari
01/10/2024Tra i tanti casi di malasanità che, come avvocati, seguiamo dal 2004, ci sono anche quelli per risarcimento delle lesioni subite dal neonato per colpa di errori medici.
Si tratta di tutti quei casi in cui il neonato - per colpa dei medici che hanno assistito alla gravidanza, al travaglio o al parto – riporta danni psicofisici per tutta la vita.
In questi casi, i genitori possono denunciare penalmente il personale medico-sanitario ritenuto responsabile e chiedere all’ospedale o alla clinica un risarcimento per il figlio e sé stessi.
Continua a leggere questo articolo per sapere in particolare come si calcola il risarcimento per i danni subiti dal neonato rimasto gravemente leso e per i suoi familiari.
I nostri avvocati esperti in risarcimento danni per lesioni o decesso del neonato da malasanità restano a disposizione tramite il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 o tramite la nostra chat WhatsApp presente in tutte le pagine del sito.
- Le lesioni neonatali più frequenti causate da errori medici
- Come tutelarsi se il neonato rimane vittima di malasanità?
- Il risarcimento che spetta al bambino per le lesioni da parto
- Il risarcimento che spetta ai familiari del neonato lesionato
- Altri articoli sulla responsabilità ginecologica e ostetrica
- Guarda il video di uno dei casi di danni da parto seguiti dai nostri avvocati
Le lesioni neonatali più frequenti causate da errori medici
La nascita di un bambino è il momento più atteso nella vita di una famiglia, ma può trasformarsi in un incubo a causa di errori medici avvenuti durante la gravidanza, il travaglio, il parto o le prime ore di vita del neonato.
Questi errori possono infatti provocare lesioni gravi e permanenti che influenzano, non solo la vita del bambino, ma anche quella della sua famiglia.
Riportiamo alcune delle lesioni più comuni causate da negligenza medica.
1. Lesione del plesso brachiale
Una delle lesioni più comuni che possono verificarsi durante il parto è la lesione del plesso brachiale, una rete di nervi che controlla i movimenti delle spalle, delle braccia e delle mani.
Questa lesione può avvenire quando il bambino resta bloccato nel canale del parto (spalla incastrata), e il medico applica una trazione eccessiva sulla testa o sul collo del neonato per facilitare l'uscita.
La lesione può variare in gravità: in alcuni casi il bambino può recuperare completamente, ma in altri può causare debolezza permanente o paralisi completa del braccio.
2. Asfissia perinatale
L'asfissia perinatale è uno stato clinico che si verifica quando il neonato non riceve sufficiente ossigeno prima, durante o subito dopo il parto.
Questa condizione può essere causata da problemi come un cordone ombelicale avvolto intorno al collo del neonato, un distacco della placenta o un ritardo nell'esecuzione di un taglio cesareo d'emergenza.
Le conseguenze dell'asfissia perinatale possono essere gravissime, con danni cerebrali irreversibili che portano a condizioni come la paralisi cerebrale.
In molti casi, un monitoraggio inadeguato delle condizioni fetali o un ritardo nell'intervento medico possono essere responsabili di queste lesioni.
3. Paralisi cerebrale
La paralisi cerebrale è una condizione neurologica permanente che può essere causata da un danno al cervello del neonato durante la gravidanza o il parto.
Una delle cause principali è l'ipossia (mancanza di ossigeno) durante il travaglio e il parto.
Questo danno può avvenire quando il medico non rileva tempestivamente segnali di sofferenza fetale o non interviene in modo appropriato per prevenire complicazioni.
I bambini affetti da paralisi cerebrale possono presentare una vasta gamma di sintomi, tra cui difficoltà motorie, disabilità cognitive e problemi di linguaggio.
4. Fratture ossee
Le fratture ossee, in particolare delle clavicole, sono un'altra lesione comune durante il parto.
Queste fratture si verificano spesso quando il bambino è particolarmente grande o in posizione podalica (con i piedi in avanti).
In alcuni casi, le manovre eseguite dal medico per facilitare il parto possono causare queste fratture.
Fortunatamente, molte fratture guariscono senza complicazioni a lungo termine, ma in alcuni casi, se non trattate adeguatamente, possono portare a problemi di sviluppo muscolare o scheletrico.
5. Ernia del Diaframma
L'ernia del diaframma congenita si verifica quando il diaframma del neonato non si sviluppa correttamente, consentendo agli organi addominali di spostarsi nella cavità toracica, comprimendo i polmoni.
Se non diagnosticata tempestivamente, questa condizione può compromettere gravemente la capacità del neonato di respirare.
Negli ospedali ben attrezzati, l'ecografia prenatale è in grado di rilevare questa condizione in anticipo, permettendo una pianificazione adeguata a un parto sicuro e una chirurgia immediata.
Tuttavia, in alcuni casi, una diagnosi mancata o ritardata può portare a gravi complicazioni respiratorie e alla morte del neonato.
6. Danni cerebrali per errori farmacologici
L'uso errato di farmaci durante la gravidanza o il parto può causare gravi lesioni al neonato.
In particolare, errori nella somministrazione di ossitocina (utilizzata per indurre il travaglio) o anestetici possono portare a sofferenza fetale e, in casi estremi, a danni cerebrali permanenti.
È essenziale che i medici monitorino attentamente la somministrazione dei farmaci e i segni vitali del feto durante tutto il processo.
7. Sepsi neonatale
La sepsi neonatale è un'infezione grave che può colpire i neonati, specialmente nelle prime ore o giorni di vita.
In molti casi, l'infezione può essere causata da batteri trasmessi dalla madre durante il parto.
La mancata identificazione tempestiva e il ritardo nel somministrare antibiotici appropriati possono portare a danni irreversibili e, in alcuni casi, alla morte del neonato.
Come tutelarsi se il neonato rimane vittima di malasanità?
Prima di passare ai punti relativi alla quantificazione del risarcimento nei casi di lesioni permanenti subite da un neonato per colpa del ginecologo o altro personale medico-sanitario, vediamo come la famiglia può subito tutelarsi.
Innanzitutto, quando si sospetta che il neonato sia rimasto vittima di errori commessi dal medico che ha seguito la gravidanza, il travaglio o il parto, è necessario chiedere un parere medico legale.
Per avere un parere medico legale ed avere conferma o meno che il bambino ha subito lesioni per un caso di malasanità, si dovrà innanzitutto chiedere all’ospedale o alla clinica dove è avvenuto il parto una copia della cartella clinica del parto, del neonato e della partoriente.
Sarà anche utile avere a disposizione sia il libretto della gravidanza che tutti gli esami antecedenti e successivi al parto, nonché certificati ed esami del bambino relativi alle lesioni subite.
Ebbene, facendo visitare il bambino e facendo visionare la cartella clinica a specialisti in ginecologia ed ostetricia nonché a medici legali, come quelli con cui collaborano i nostri avvocati dal 2004, si potrà capire da quali errori sono derivate le lesioni e, di conseguenza, si potrà procedere come segue.
Sulla base della relazione medico legale, i nostri avvocati potranno inviare una richiesta di risarcimento alla struttura sanitaria dove è avvenuto il fatto, a favore del bambino e dei suoi familiari.
È importante sapere che il risarcimento dei danni subiti dal neonato va richiesto entro dieci anni da quando si è avuta conoscenza della causa delle lesioni; mentre il diritto dei familiari (genitori, fratelli, nonni…) a richiedere il risarcimento si prescrive nel minor termine di cinque anni.
Seguendo questi passi la famiglia potrà iniziare una pratica stragiudiziale o giudiziale per ottenere giustizia in sede civile per il caso di malasanità che ha coinvolto direttamente il neonato e, di riflesso, tutta la sua famiglia.
Oltre alla procedura civile per il risarcimento, gli avvocati potranno anche consigliare alla famiglia di denunciare penalmente il medico o i medici che hanno provocato le lesioni al bambino.
In questo caso i genitori dovranno proporre una querela entro tre mesi davanti alla Procura della Repubblica del luogo in cui è avvenuto il fatto e, nel corso del processo contro il medico o i medici, potranno costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento.
Il risarcimento che spetta al bambino per le lesioni da parto
In una vicenda di malasanità per errori ginecologici o ostetrici, da cui il neonato subisce lesioni permanenti, il principale danneggiato è ovviamente il neonato che dovrà vivere con delle limitazioni psicofisiche per il resto della vita.
Il neonato è infatti la vittima primaria degli errori medici ed il risarcimento dei danni psicofisici o biologici verrà quantificato in base alla percentuale di invalidità permanente che residuerà.
La percentuale di invalidità permanente riportata dal neonato viene stimata all’esito di una perizia medico legale e varia dall’1% al 100%, distinguendosi le lesioni permanenti tra micropermanente (se inferiori al 10%) e macropermanenti (se superiori al 10%).
Per fare un esempio della quantificazione di un danno da parto, possiamo riportare il caso che abbiamo trattato davanti alla Corte di Appello di Firenze, riguardante un neonato che aveva subito la lesione del plesso brachiale per errate scelte ginecologiche e manovre ostetriche (Vedi il video infondo a questo articolo).
I periti medici legali hanno stimato la lesione del plesso brachiale nella misura del 60% di invalidità permanente che, in base alle tabelle del Tribunale di Milano, che vengono utilizzate da tutti i tribunali italiani, ha comportato un risarcimento con personalizzazione massima di 880mila euro.
Ipotizzando invece il caso di un neonato che rimanga invalido a vita al 100%, quindi totalmente privato delle condizioni psicofisiche, in base alle tabelle del Tribunale di Milano del 2024 il risarcimento del danno non patrimoniale risarcibile sarebbe di 1milione e 670mila euro.
Nel danno biologico viene ricompresa anche la lesione della capacità lavorativa generica, ossia di svolgere un lavoro in genere.
Diversamente, il danno alla capacità lavorativa specifica è una voce di danno distinta dal danno biologico ed è di natura patrimoniale e corrisponde all’impossibilità o minore possibilità per il danneggiato di fare un lavoro specifico.
Quest’ultimo tipo di danno viene quindi riconosciuto e liquidato quando, in base a presunzioni o attitudini già sviluppate dal danneggiato (ad esempio il ragazzo lesionato da neonato che studia una determinata materia), si ritiene che sarà limitato a livello reddituale.
Nel caso che i nostri avvocati hanno vinto davanti alla Corte di Appello di Firenze il danno da incapacità specifica lavorativa è stato riconosciuto in 200mila euro.
Ebbene, anche queste voci di danno non patrimoniale dovranno essere riconosciute a titolo di risarcimento del danno subito dal neonato, oltre ovviamente a quelle relative a spese sostenute e da sostenere per cure e assistenza.
Il risarcimento che spetta ai familiari del neonato lesionato
La presenza in famiglia di un figlio che ha riportato gravi danni a livello psichico e/o fisico per un caso di malasanità ginecologica, comporta il cambiamento dello stile di vita di tutti i componenti nonché ripercussioni psicologiche non indifferenti.
Ecco allora che anche i familiari del bambino o della bambina lesionata avranno diritto jure proprio ad un risarcimento per la lesione del rapporto parentale.
Si parla di perdita del rapporto parentale quando un familiare muore, mentre di lesione del rapporto parentale quando un familiare rimane leso per un fatto illecito quale un caso di malasanità.
Ebbene, ai familiari spetterà quindi un risarcimento per danni non patrimoniali da trauma psicologico, biologico, morale ed esistenziale.
Infatti, essi potranno dimostrare che la loro vita ha subito un drastico peggioramento a livello psicofisico, morale, relazionale.
Il risarcimento del danno non patrimoniale può quindi essere composto da: a) danno biologico permanente (dall’1% al 100%) maggiorato dal danno morale; b) un ulteriore danno non patrimoniale, di natura esistenziale per la trasformazione della propria vita dopo la nascita del figlio macroleso.
I familiari, ed in particolare i genitori, potranno anche richiedere un risarcimento dei danni patrimoniali per le spese future da sostenere per un figlio invalido, nonché il rimborso di quelle già sostenute per cura e assistenza.
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Guarda il video di uno dei casi di danni da parto seguiti dai nostri avvocati
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
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