
Embolia Polmonare: casi di Malasanità e risarcimento
07/03/2025
Amministratore di Sostegno di un familiare e risarcimento da Malasanità
12/03/2025La tetraparesi spastica che colpisce il neonato è una patologia neurologica particolarmente invalidante per chi la subisce e, di riflesso, per i familiari di chi ne soffre.
Quando la tetraparesi spastica neonatale deriva da errori medici siamo di fronte a un grave caso di malasanità che da diritto al risarcimento per il paziente e per i suoi familiari.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più sul risarcimento danni per tetraparesi spastica del neonato derivata da malasanità.
Il nostro gruppo di avvocati e consulenti medici legali si occupa da oltre venti anni di risarcimento per casi di malasanità e restano a tua disposizione per casi di risarcimento danni da malasanità per errori medici da cui sia derivata una tetraparesi spastica neonatale.
- In cosa consiste la tetraparesi spastica neonatale
- Le cause più comuni della tetraparesi spastica neonatale
- Errori medici che possono causare tetraparesi spastica neonatale
- Il risarcimento danni per tetraparesi spastica da malasanità
- Come possiamo aiutarti per ottenere il risarcimento da tetraparesi spastica neonatale
- Un caso giudiziario di risarcimento per tetraparesi spastica da malasanità
- Leggi altri articoli su casi di malasanità in gravidanza, travaglio e parto
In cosa consiste la tetraparesi spastica neonatale
La tetraparesi spastica neonatale è una grave condizione neurologica che comporta una compromissione del controllo motorio di tutti e quattro gli arti, spesso accompagnata da altre disfunzioni neurologiche.
Infatti, la tetraparesi spastica è una forma di paralisi cerebrale caratterizzata da una rigidità muscolare e una riduzione della capacità di movimento.
Questa condizione è causata da un danno al sistema nervoso centrale, in particolare alla corteccia motoria del cervello.
Nei neonati, il danno può verificarsi durante la gravidanza, il parto o nei primi mesi di vita.
Quando questa patologia si manifesta nei neonati, può avere conseguenze devastanti sia per il bambino che per la sua famiglia.
Sebbene alcune cause siano di origine genetica o legate a complicanze prenatali inevitabili, in certi casi la tetraparesi spastica neonatale è il risultato di errori medici evitabili, per cui tutta la famiglia ha diritto al risarcimento.
Le cause più comuni della tetraparesi spastica neonatale
Tra le causa più frequenti per cui si manifesta una tetraparesi spastica neonatale possiamo annoverare le seguenti:
• Asfissia perinatale: si verifica per mancanza di ossigeno al nascituro durante il parto, con danneggiamento in modo irreversibile il cervello del neonato.
• Emorragie cerebrali: si tratta di lesioni vascolari che possono causare danni permanenti alle strutture cerebrali.
• Infezioni intrauterine: alcune infezioni materne, se non diagnosticate e trattate per tempo, possono causare infiammazioni che compromettono lo sviluppo cerebrale del feto.
• Iperbilirubinemia grave: l’ittero neonatale non trattato può portare alla kernittero, una condizione che danneggia il cervello.
Errori medici che possono causare tetraparesi spastica neonatale
Può accadere che la tetraparesi spastica del neonato derivi da errori medici commessi durante la gravidanza, il travaglio o il parto.
Alcuni degli errori medici più frequenti da cui deriva la tetraparesi spastica neonatale includono:
• Mancata monitorizzazione del battito cardiaco fetale: durante il travaglio, un'attenta sorveglianza del battito cardiaco del feto è essenziale per individuare segni di sofferenza fetale. Ritardi nell’intervento possono causare danni cerebrali irreversibili.
• Ritardo nel parto cesareo d’urgenza: in situazioni di sofferenza fetale, il taglio cesareo deve essere eseguito tempestivamente; ritardi o decisioni errate possono portare a ipossia cerebrale.
• Uso improprio del forcipe o della ventosa ostetrica: strumenti ostetrici come il forcipe o la ventosa, se usati in modo scorretto, possono causare traumi cranici e danni neurologici.
• Somministrazione errata di farmaci durante il parto: alcuni farmaci utilizzati per indurre il travaglio, se non dosati correttamente, possono provocare contrazioni troppo intense e prolungate, limitando l’ossigenazione del feto.
• Mancata gestione dell’ittero neonatale grave: se un neonato presenta livelli elevati di bilirubina, è essenziale intervenire tempestivamente per prevenire danni cerebrali permanenti.
Il risarcimento danni per tetraparesi spastica da malasanità
Se tuo figlio o tua figlia ha riportato tetraparesi spastica neonatale, chiedi un parere al nostro gruppo di avvocati, consulenti medici legali e specialisti in ginecologia e ostetricia.
Rivolgendoti ai nostri professionisti saprai se la tetraparesi spastica di tuo figlio è derivata da un caso di malasanità, ossia da errori medici commessi durante la gravidanza, il travaglio o il parto.
Infatti, mettendo a disposizione dei nostri professionisti la cartella clinica del parto e di tuo figlio, potrai avere una valutazione medico legale del caso, e quindi sapere se ci sono stati errori medici che potevano essere evitati.
Le conseguenze della tetraparesi spastica neonatale sono estremamente invalidanti per il bambino che è affetto da questa malattia, ma condizionano anche la vita dei genitori e degli altri familiari che si prenderanno cura del malato.
La Suprema Corte a Sezioni Unite ha peraltro stabilito che anche i prossimi congiunti della vittima primaria di lesioni personali hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale consistito nel dolore e nell'afflizione provati per la sofferenza del proprio caro (così Cass. Sez. Un. n. 9556/2002).
Per questo motivo la legge consente al neonato vittima di tetraparesi spastica per malasanità (vittima primaria degli errori medici) ed ai suoi prossimi congiunti (vittime secondarie di malasanità) di ottenere il giusto risarcimento.
Il risarcimento comprenderà tutte le voci di danno non patrimoniale (lesioni psichiche e fisiche, sofferenza, danni di relazione…) e patrimoniale (spese mediche sostenute e da sostenere, spese di assistenza, diminuzione di reddito…) per il figlio affetto da tetraparesi spastica neonatale e i suoi familiari (genitori, fratelli, sorelle, nonni…).
Come possiamo aiutarti per ottenere il risarcimento da tetraparesi spastica neonatale
Affidando il tuo caso di malasanità per tetraparesi spastica neonatale potrai chiedere il risarcimento per te e tuo figlio tramite i nostri professionisti secondo queste fasi:
1. Contattaci per parlare del tuo caso con un avvocato: per prima cosa chiamaci gratis, tramite il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01, o chatta con i nostri avvocati tramite la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito, e un avvocato ti dirà subito se ci sono i presupposti di legge per prendere in esame il caso.
2. Fai valutare la cartella clinica dai nostri consulenti medici: la cartella clinica del parto e di tuo figlio sarà accuratamente letta dai nostri consulenti medici legali e specialisti in ginecologia ed ostetricia, affinché verifichino se ci sono stati errori medici nel corso della gravidanza, travaglio o parto, scrivendo una relazione preliminare positiva (se ci sono stati errori) o negativa (se non vengono riscontrati errori).
3. Ti assistiamo per la perizia medico legale: in caso di valutazione positiva da parte dei nostri consulenti medici, i nostri professionisti chiederanno per te che il caso sia valutato da periti nominati dal Tribunale, affinché confermino che siamo di fronte a un caso di malasanità per cui tutta la famiglia ha diritto al risarcimento.
4. Le trattative stragiudiziali con ospedale o clinica: nei casi di malasanità è sempre opportuno cercare un accordo in tempi stretti con l’ospedale o la clinica dove sono avvenuti gli errori medici, per evitare lungaggini e costi di una causa. Per questo motivo nel corso della perizia medico legale è frequente che si raggiungano accordi per un giusto risarcimento.
5. L’eventuale causa civile: se non troveremo un valido accordo con l’ospedale o la clinica, i nostri avvocati inizieranno la causa civile per il risarcimento danni, affiancati dai nostri consulenti medici. All’esito della causa il Tribunale emetterà una sentenza che i responsabili del caso di malasanità dovranno rispettare.
Un caso giudiziario di risarcimento per tetraparesi spastica da malasanità
Riportiamo i passi principali della sentenza n. 2128/2021 della Corte di Appello di Napoli sez. VIII relativa al caso di risarcimento danni a figlia e suoi genitori per tetraparesi spastica neonatale da malasanità.
Il caso è importante perché, oltre a riconoscere un risarcimento a favore della figlia per € 1.165.500, la Corte ribadisce che anche i suoi familiari hanno diritto ad un risarcimento per le gravi ripercussioni che la descritta patologia ha determinato e continuerà a determinare sulle relazioni sociali di ciascuno dei genitori, tanto all'interno del nucleo familiare, attese le minori attenzioni che gli appellanti potranno destinare agli altri due figli minori, quanto nel contesto sociale nel quale gli stessi sono inseriti.
A fondamento della domanda, gli istanti deducevano che: con gravidanza gemellare alla 28 settimana, avvertiva nella mattinata del 05.11.2004 una perdita ematica dai genitali; la stessa, consigliata dal proprio ginecologo dott. (…), si recava presso il P.S. dell'Ospedale di Ariano Irpino (AV), ove alle ore 10.00 veniva sottoposta a visita dal dott. (…); disposto esame ecografico, veniva sottoposta a ricovero con diagnosi d'ingresso: "distacco della placenta in gravidanza gemellare alla 28 settimana"; dopo lo svolgimento degli esami preliminari, la stessa gestante veniva trasferita in sala operatoria per intervento di taglio cesareo; alle ore 13:05, la predetta paziente dava alla luce il piccolo, il quale veniva intubato dal medico di TNE e trasportato immediatamente presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, con diagnosi d'ingresso: "nato da T.C. per distacco di placenta, gemellarità, grave prematurità, pretermine, stress respiratorio"; subito dopo nasceva la piccola per la quale veniva emessa la stessa diagnosi del fratellino; la piccola, che presentava inizialmente un quadro clinico migliore rispetto al fratello, improvvisamente accusava un peggioramento delle sue condizioni di salute; a causa di tale peggioramento, la piccola veniva trasportata a mezzo del servizio 118 presso l'Ospedale "Fatebenefratelli" di Benevento (ove giungeva alle ore 16.35), con diagnosi d'ingresso: "stress respiratorio"; solo a far data dal giorno 11.11.2004, la piccola non mostrava più indici di stress respiratorio con il conseguente scollegamento dal respiratore automatico; la crescita della piccola paziente era segnata da turbe neurologiche determinate dalle lesioni cerebrali, le quali comportavano un ritardo nello sviluppo psico - motorio con veri e propri deficit posturali e del linguaggio; la responsabilità nella produzione di tali lesioni gravi era da ricondursi alla condotta colposa dei sanitari in servizio presso la convenuta Azienda Sanitaria di Avellino.
All’esito del giudizio di primo grado veniva accertata la responsabilità medica e il risarcimento per la minore veniva quantificato in € 1.125.000, mentre non veniva riconosciuto il risarcimento richiesto anche dai genitori.
Ecco allora che essi proponevano appello alla Corte di Appello di Napoli che dava loro ragione per i seguenti motivi.
I genitori avevano puntualmente allegato entrambi i profili del danno non patrimoniale, dinanzi considerati, costituiti dalla sofferenza interiore da essi vissuta, per avere appreso delle gravissime condizioni di salute nelle quali la loro figlia versava a seguito dei fatti di causa, nonché dalle significative ripercussioni che la necessità di fronteggiare la nuova realtà aveva avuto sulla vita di entrambi i genitori.
Venendo alla quantificazione del pregiudizio in esame, valorizzando tutte le circostanze (giovane età dei genitori e giovanissima età del macroleso, composizione del nucleo familiare, caratterizzato dalla presenza di altri due figli, dei quali uno minorenne, gravità delle lesioni, relazione di convivenza, intensità del legale parentale ed affettivo), il Collegio ha ritenuto che sia equo liquidare a ciascuno dei genitori l'importo di euro 168.250,00 (corrispondente al valore minimo previsto, a favore di un genitore per morte di un figlio, dall'edizione 2021 delle tabelle elaborate dall'Osservatorio della Giustizia Civile di Milano per la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale).
Infatti, nel caso di specie, la gravità delle lesioni riportate dalla minore è tale da avere, di fatto, sostanzialmente annullato la relazione parentale, riversando sui giovani genitori della bambina macrolesa il peso di un'assistenza morale e materiale, che trascende ampiamente quanto normalmente rientra nei compiti di un genitore.
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