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28/11/2024
Avvocati Malasanità Veneto – Studio Legale Barsotti
04/12/2024La gravidanza gemellare rappresenta una esperienza unica, ma anche una sfida che richiede cure specialistiche ed un monitoraggio costante.
Questa condizione, sebbene relativamente rara rispetto alle gravidanze singole, è peraltro in aumento grazie alla maggiore diffusione di trattamenti per la fertilità e alla tendenza a concepire in età avanzata.
In ogni caso, che si tratti di fecondazione naturale o assistita, quando si verificano casi di malasanità per errori medici nel corso della gravidanza, del travaglio o del parto gemellare, tutta la famiglia può ottenere un risarcimento dei danni.
Continua a leggere questo articolo per avere alcune cognizioni basilari sulla gravidanza, il travaglio ed il parto gemellare e per conoscere un caso di risarcimento danni, per errori medici nel corso di un parto gemellare, trattato dal Tribunale di Milano con sentenza n. 4690/2017.
Se tu o un tuo familiare avete subito un caso di malasanità per errori medici nel corso di una gravidanza, travaglio o parto gemellare, rivolgetevi ai nostri avvocati per risarcimento danni da malasanità che assistono dal 2004 in tutta Italia.
- Tipi di gravidanza gemellare
- Gravidanza gemellare: fasi e monitoraggio
- Possibili complicanze nella gravidanza gemellare
- Come si svolge il parto gemellare
- Possibili complicanze nel corso del travaglio e del parto gemellare
- Un caso giudiziario di risarcimento per errori medici nel parto gemellare
- Come ottenere il risarcimento danni da errori nel parto gemellare
- Leggi altri articoli su casi di malasanità ginecologica e ostetrica
Tipi di gravidanza gemellare
Le gravidanze gemellari si classificano in base al tipo di gemelli e alla condivisione delle strutture placentari e amniotiche:
1. Gemelli monozigoti (identici): derivano dalla divisione di un unico ovulo fecondato. Possono condividere la placenta (monocoriali) e/o la sacca amniotica (monoamniotici).
2. Gemelli dizigoti (fraterni): derivano dalla fecondazione di due ovuli distinti da due spermatozoi diversi. Ogni feto ha una propria placenta (bicoriale) e sacca amniotica (biamniotica).
La gestione della gravidanza varia notevolmente in base al tipo di gemelli, poiché quelli monocoriali o monoamniotici presentano maggiori rischi.
Gravidanza gemellare: fasi e monitoraggio
La gravidanza gemellare richiede un monitoraggio più frequente rispetto a una gravidanza singola.
Gli esami includono:
- Ecografie frequenti: utili per valutare la crescita dei feti e rilevare eventuali discrepanze.
- Controlli della pressione arteriosa: per prevenire e gestire l’ipertensione gestazionale e la preeclampsia.
- Monitoraggio del liquido amniotico: importante soprattutto nei gemelli monocoriali, per individuare condizioni come la sindrome da trasfusione feto-fetale.
I ginecologi possono raccomandare un piano di riposo o un supporto medico aggiuntivo nelle ultime settimane, poiché il rischio di parto pretermine è significativamente più alto.
Possibili complicanze nella gravidanza gemellare
La gravidanza gemellare è associata a un aumento del rischio di complicanze sia per la madre che per i feti.
Tra le principali:
1. Parto pretermine: circa il 60% delle gravidanze gemellari termina prima delle 37 settimane. La prematurità espone i neonati a problemi respiratori, neurologici e metabolici.
2. Sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS): nei gemelli monocoriali, uno dei due feti può ricevere più sangue dall’altro attraverso la placenta condivisa, causando squilibri gravi.
3. Restrizione di crescita intrauterina (IUGR): uno o entrambi i gemelli possono crescere meno del previsto a causa di insufficiente nutrizione o apporto di ossigeno.
4. Ipertensione gestazionale e preeclampsia: il rischio di queste condizioni aumenta con il numero di feti, richiedendo un monitoraggio attento della pressione e dell’eventuale presenza di proteine nelle urine.
5. Distacco di placenta: l’espulsione prematura della placenta può mettere in pericolo la vita della madre e dei feti.
Come si svolge il parto gemellare
La scelta del metodo di parto dipende dalla posizione dei gemelli, dall’età gestazionale e dalla salute generale della madre e dei feti.
- Parto vaginale: è possibile se il primo gemello è in posizione cefalica e non ci sono complicazioni. L’équipe medica deve essere preparata a gestire eventuali emergenze.
- Taglio cesareo: raccomandato in caso di gemelli con posizione non cefalica, gravidanza monocoriale o monoamniotica, o in presenza di complicazioni come il distacco di placenta.
Durante il parto, è essenziale un monitoraggio continuo dei parametri vitali della madre e dei feti per intervenire prontamente in caso di problemi.
Possibili complicanze nel corso del travaglio e del parto gemellare
Il travaglio e il parto di una gravidanza gemellare presentano sfide specifiche.
Tra le complicazioni più comuni:
1. Distocia del secondo gemello: dopo la nascita del primo gemello, il secondo può posizionarsi in modo non favorevole, rendendo necessario un intervento manuale o un taglio cesareo d’urgenza.
2. Emorragia post-partum: più frequente a causa delle dimensioni maggiori dell’utero e della sua difficoltà a contrarsi dopo il parto.
3. Compressione del cordone ombelicale: può compromettere l’apporto di ossigeno al feto, soprattutto durante il parto del secondo gemello.
4. Rottura uterina: un rischio raro ma grave, più comune in gravidanze gemellari precedenti o in caso di travaglio prolungato.
Un caso giudiziario di risarcimento per errori medici nel parto gemellare
Al fine di comprendere quando può verificarsi un caso di malasanità legato a gravidanza, travaglio o parto gemellare, riportiamo quello trattato dal Tribunale Civile di Milano con la sentenza n. 4690/2017.
Segue trascrizione dei passi salienti della sentenza.
S. F. e M.Z.B., in proprio e nella qualità di genitori esercenti potestà sui minori D., M. e D. F., hanno convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano, l'Az. Osp. G. S. (di seguito, solo S.) esponendo la seguente vicenda sanitaria: il 23.12.2009, alla 34esima settimana di gravidanza gemellare, M.B., constatata la rottura delle membrane, veniva ricoverata presso l'Ospedale S. e sottoposta ad ecografia; alle ore 19.23 del 23.12.2009 l'attrice aveva dato alla luce il primo gemello, M., con parto vaginale spontaneo; dopo pochi minuti i sanitari della struttura convenuta avevano cercato di far nascere, con parto naturale, anche il secondo gemello, il quale però non si trovava in posizione cefalica; alle ore 19.54 i medici avevano praticato il taglio cesareo e, subito dopo la nascita, avevano constatato “sofferenza neonatale acuta, asfissia neonatale grave, sindrome postasfittica con deficit neurologico grave, prematurità in secondo gemello, sindrome respiratoria idiopatica, bronchiolite RSV positiva”.
Premesse tali circostanze, gli attori hanno dedotto: che i sanitari della struttura convenuta avevano commesso errori nella scelta della via del parto e nell'esecuzione della via scelta; che D. aveva subito ingenti danni, patrimoniali e non patrimoniali; che anche la famiglia di D. aveva subito un danno da lesione del rapporto parentale ed un danno patrimoniale (legato alla riduzione dei redditi subiti dalla madre del minore, in ragione della necessità di assistere il figlio, gravemente ammalato).
L'espletata perizia medico legale in corso di causa ha consentito di accertare i seguenti elementi di malasanità:
- il 23.12.2009, alle ore 6.20, la sig. B., dell'età di 36 anni, gravida di due gemelli alla 34esima settimana, è stata ricoverata per rottura prematura delle membrane presso l'Ospedale S. di Rho;
- la gravidanza gemellare era monocoriale biamniotica e aveva presentato un decorso del tutto regolare;
- l'ecografia eseguita il giorno antecedente aveva evidenziato che entrambi i gemelli erano in presentazione cefalica, mentre al momento di presentazione in pronto soccorso il secondo gemello veniva descritto in presentazione obliqua;
- alle 18.30 la paziente veniva trasferita in sala parto per attività contrattile uterina. Dopo travaglio regolare, alle ore 19.23 del 23.12.2009 era nato il primo gemello per via vaginale;
- alle 19.40 veniva eseguita rexi del sacco del secondo gemello, con prolasso di un arto superiore;
- il medico di guardia aveva proceduto ad un tentativo di riduzione di tale prolasso, senza successo, e alle ore 19.45 veniva allertato il blocco operatorio;
- alle 19.50 la paziente veniva portata in sala operatoria e alle 19.54 veniva effettuata l'incisione chirurgica, in esito alla quale, alle ore 19.56, veniva estratto il secondo gemello.
Premessi tali elementi, i periti nominati dal giudice hanno precisato che:
- le gravidanze gemellari sono notoriamente considerate gravidanze a rischio;
- i gemelli monocoriali, come nel caso in esame, hanno un rischio più elevato di un'ampia gamma di complicanze e la mortalità prenatale è di circa il 10%. Ulteriore elemento che può complicare il buon esito di una gravidanza gemellare ed innalzare il tasso di mortalità perinatale è il momento del parto;
- al momento dei fatti non vi erano chiare linee guida circa la gestione del parto delle gravidanze gemellari, atteso che non vi erano studi clinici ben organizzati;
- ad eccezione della gravidanza gemellare biamniotica a termine, con entrambi i gemelli in posizione cefalica (caso diverso da quello in esame), tutti i parti gemellari dovrebbero avvenire nelle strette adiacenze di una sala operatoria, con la possibilità di effettuare tempestivamente un parto cesareo urgente;
- il parto combinato, parto vaginale del primo gemello e cesareo del secondo (come avvenuto nel caso di specie) rimane il tipo di parto più rischioso per la salute del secondo gemello e dovrebbe essere evitato il più possibile;
- al momento di decidere che via del parto seguire è stata scelta la via rischiosa, atteso che il parto era prematuro, la gravidanza gemellare era monocoriale e il secondo gemello era in posizione obliqua. A ciò deve poi aggiungersi che il S. non era una struttura di secondo livello e, quindi, il personale addetto alla sala parti, non gestendo di routine casi simili, non era in possesso delle abilità richieste.
Tali circostanze inducono univocamente a ritenere che la struttura sanitaria non ha adempiuto con la necessaria diligenza e la dovuta prudenza alle proprie obbligazioni.
In particolare, è emerso che le condizioni di prematura rottura delle membrane, la gemellarità monocoriale biamniotica e la posizione non cefalica del secondo gemello costituivano elementi tali da richiedere la programmazione di un taglio cesareo elettivo che avrebbe consentito di evitare, secondo un criterio di preponderanza dell'evidenza, i gravi danni subiti dal piccolo D..
A tali considerazioni i periti aggiungono che, quando si sceglie un parto per via vaginale, occorre essere preparati ad un cambiamento di posizione del secondo gemello (che può essere prevenuta comprimendo strettamente in senso latero-mediale con le mani il corpo uterino per ridurre lo spazio di manovra a disposizione del secondo gemello) e che tale manovra non è stata effettuata nel caso di specie.
In merito all'entità delle lesioni subite dal minore, dalla relazione di c.t.u., non specificamente contestata con riferimento alla quantificazione dei danni, emerge che:
- D. F. è affatto da compromissione dello sviluppo neurologico e psichico con alterazione della muscolatura innervata dal VII piano di nervi cranici e lesioni cerebrali documentate strumentalmente a carico dei nuclei lenticolari bilateralmente, a livello bulbo-pontino dorsali e della sostanza bianca peritrigonale e dei centri semiovali;
- lo sviluppo psicomotorio è in ritardo: le strategie cognitive sono poco organizzate e flessibili, con risposta immatura alle richieste dell'esaminatore. Sul piano motorio la deambulazione è sufficientemente organizzata e risulta adeguata la capacità di camminare sulle punte e sui talloni, mentre manca la possibilità di saltellare su un piede solo;
- il minore presenta, in esito al danno nervoso, disartria che riduce l'intellegibilità delle espressioni vocali, dalla mancanza di una occlusione labiale completa e della ridotta mimica facciale;
- la condizione di D. F. rappresenta una compromissione permanente dell'integrità psicofisica, nella misura del 55%.
Al minore viene quindi riconosciuto dal Tribunale di Milano un risarcimento per lesioni psicofisiche pari a più di 700mila euro, con riconoscimento inoltre ai familiari del bambino di un risarcimento per lesione del rapporto parentale.
Come ottenere il risarcimento danni da errori nel parto gemellare
Se sei genitore di un bambino o una bambina che ha riportato lesioni nel corso di una gravidanza o un parto gemellare puoi contattarci tutti i giorni per un parere da parte dei nostri avvocati, medici legali e specialisti in ginecologie ed ostetricia.
I danni riportati da neonati nel corso di una gravidanza o parto gemellare possono essere letali o talmente gravi da determinare una invalidità permanente che condiziona tutta la vita del bambino e dei suoi familiari.
In questi casi il risarcimento per casi di malasanità è riconosciuto sia al neonato che a tutti i suoi familiari che subiranno un innegabile cambiamento di vita.
Rivolgendoti ad avvocaticollegati.it avrai al tuo fianco avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità dal 2004 in tutta Italia ed hanno già seguito casi di malasanità ginecologica e ostetrica.
Con noi valuteranno il tuo caso anche i nostri consulenti medici legali e specialisti in ginecologie ed ostetricia che sapranno individuare errori e lesioni nel corso della perizia medico legale.
Per una valutazione del tuo caso è sufficiente contattarci tramite il nostro Numero Verde Malasanità o la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito.
Ti verrà chiesto di raccontarci la vicenda da cui sono derivate lesioni o decesso del neonato nel corso del parto gemellare e di inviarci copia della cartella clinica del parto e del neonato.
I nostri consulenti medici legali e specialisti in ginecologia ed ostetricia valuteranno la cartella clinica e scriveranno per te una relazione in cui evidenzieranno quali errori medici sono stati commessi nel corso della gravidanza, del travaglio o del parto gemellare.
Sulla base della relazione medico legale i nostri avvocati sosterranno la richiesta di risarcimento danni da malasanità nel corso della gravidanza o del parto gemellare davanti al Tribunale del luogo in cui si trova la clinica o l’ospedale in cui è avvenuto il caso.
Affidati ad avvocati che conoscono il settore del risarcimento danni da malasanità ginecologica ed ostetrica da più di venti anni!
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