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21/03/2024Quotidianamente la cronaca ci riporta casi di malasanità spesso letali per pazienti che si sono affidati alle cure di medici in ospedali pubblici o cliniche private.
Tra i casi di malasanità più recenti riportati dalla cronaca, riportiamo quello della tragica morte della giovane attrice Francesca Carocci, avvenuta a Roma nel marzo 2024.
La giovane è morta per miocardite dopo pochi giorni da un accesso al Pronto Soccorso in cui le era stata semplicemente diagnosticato un disturbo di ansia.
I familiari hanno sporto denuncia e dalle indagini sembra emergere una responsabilità medica a carico dei medici che l’avevano incautamente visitata e dimessa.
Differenza tra disturbi d’ansia e miocardite
Prima di riportare il caso di malasanità occorso a Roma all’attrice Francesca Carocci, è utile descrivere le due patologie confuse dai medici che hanno avuto in cura al Pronto Soccorso la giovane ragazza.
I medici hanno diagnosticato alla paziente un disturbo di ansia.
Ebbene, per ansia si intende una reazione di tipo apprensivo e pauroso di fronte a preoccupazioni, da cui derivano reazioni comportamentali e fisiologiche.
Quando l’ansia si presenta anche in assenza di condizioni di pericolo oggettive si può essere in presenza di disturbi d’ansia, quindi una patologia psichiatrica, da cui possono derivare palpitazioni o altri sintomi cardiaci, dolore toracico, sensazione di mancanza di respiro, vertigini e sensazioni di giramento di testa, nausea, formicolii, sensazioni di derealizzazione, tensione muscolare, tremore, sudorazione eccessiva.
I disturbi d’ansia possono essere curati con psicoterapia o cure farmacologiche prescritte da medici specialisti in psichiatria.
A differenza dei disturbi d’ansia, la miocardite è una patologia cardiaca che consiste nella infiammazione del tessuto muscolare del cuore (miocardio) che provoca la morte del tessuto.
La miocardite può derivare da infezioni, tossine e farmaci, ma molte cause non possono essere identificate e in questi casi di parla di cause idiopatiche.
I sintomi della miocardite possono consistere in palpitazioni, respiro affannosi, affaticamento e morte improvvisa.
La diagnosi della miocardite può avvenire tramite elettrocardiogramma (ECG), misurazione dei biomarcatori cardiaci, esami diagnostici per immagini del cuore e biopsia del muscolo cardiaco.
Infine, il trattamento della patologia cardiaca della miocardite può includere farmaci e interventi di cardiochirurgia.
I fatti accertati dalla Procura di Roma
La giovane Francesca a fine febbraio 2024 si era recata al pronto soccorso di una Struttura sanitaria di Roma lamentando forti dolori al petto, ma, nonostante i sintomi, era stata dimessa con una diagnosi di ansia e una prescrizione di antidolorifici.
Pochi giorni dopo, è deceduta a causa di una miocardite non diagnosticata in tempo, che ha portato a un arresto cardiaco.
Secondo le indagini, l'elettrocardiogramma effettuato durante la visita in ospedale aveva mostrato valori anomali degli enzimi cardiaci, segnali chiari di un problema al miocardio.
Tuttavia, questi dati non furono approfonditi.
I medici, confondendo i dolori al petto con un attacco di ansia, avevano deciso di dimetterla senza ulteriori accertamenti.
Il peggioramento repentino delle sue condizioni ha portato alla morte nel giro di tre giorni.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e ha iscritto due medici nel registro degli indagati.
La consulenza del consulente medico legale incaricato dalla Procura di Roma ha confermato che, se Francesca fosse stata trattenuta in ospedale per ulteriori esami, la miocardite avrebbe potuto essere diagnosticata e curata per tempo.
Gli avvocati dell’ospedale, tuttavia, respingono le accuse, sostenendo che la terapia prescritta era coerente con i sintomi iniziali della paziente.
La famiglia Carocci, distrutta dal dolore, ha deciso di intraprendere una battaglia legale per fare luce sulle responsabilità.
Questo caso, purtroppo, si inserisce in un contesto più ampio di episodi di malasanità che continuano a sollevare interrogativi sull’efficienza del sistema sanitario e sulla qualità delle diagnosi fornite in situazioni critiche.
Possibili evoluzioni giudiziarie della vicenda
Vediamo adesso come il caso di malasanità che abbiamo descritto potrà evolversi nel contesto del procedimento penale della Procura di Roma.
Intanto, l’ipotesi di reato per cui si procede nei confronti dei medici che hanno avuto in cura Francesca è quella di omicidio colposo medico di cui agli artt. 589 e 590 sexies c. p. punito da sei mesi a cinque anni di reclusione.
Se il Pubblico Ministero, all’esito delle indagini preliminari (autopsia, acquisizione di cartelle cliniche, escussione di persone informate…) riterrà che non sussistano elementi per una ragionevole condanna dei medici, potrà chiedere l’archiviazione del procedimento.
A questo punto, se i familiari della paziente si opporranno, si terrà una udienza in cui il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) dovrà decidere se archiviare o meno.
Se invece il Pubblico Ministero, all’esito delle indagini, riterrà che i medici siano colpevoli della morte della paziente, procederà a citare a giudizio i medici di fronte al Tribunale.
Si terrà una udienza predibattimentale in cui il P. M. chiederà al Tribunale di procedere contro i medici ed i familiari della paziente potranno costituirsi parte civile ed associarsi alla richiesta del P. M., mentre e i medici potranno chiedere riti alternativi o una sentenza di non luogo a procedere.
Se il processo andrà avanti ed i medici saranno condannati, i familiari della paziente che si sono costituiti parte civile potranno ottenere in sede penale il risarcimento dei danni morali.
Per quanto riguarda il risarcimento danni per un caso di malasanità come quello di cui parliamo, è fatta salva la possibilità per i familiari di procedere direttamente con una causa civile.
Infatti, fermi i rapporti tra azione civile e azione penale di cui all’art. 75 c. p. p., i familiari di un paziente morto per malasanità possono chiedere al Tribunale Civile il risarcimento di tutti i danni derivati dalla perdita del rapporto parentale.
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