
Danni da Malpractice Medica
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21/02/2025Tra i vari casi di malasanità di cui ci occupiamo da più di venti anni in tutta Italia, ci sono anche quelli per errori medici nella cura dello pneumotorace (abbreviato in PNX).
Quando lo pneumotorace non viene diagnosticato, o viene scoperto in ritardo o non viene correttamente curato dai medici, il paziente può riportare conseguenze anche letali.
Se il paziente rimane semplicemente leso per pneumotorace mal curato ha diritto al risarcimento, mentre quando muore per un caso di malasanità il risarcimento spetterà ai suoi familiari.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più su casi di malasanità nella cura dello pneumotorace e per sapere come ottenere con il nostro gruppo di avvocati il risarcimento in caso di errori medici nella cura di questa patologia.
- Pneumotorace: in cosa consiste e quali sono i sintomi e le cure
- Possibili errori medici nel trattamento dello Pneumotorace
- Come si chiede il risarcimento per Malasanità nella cura dello Pneumotorace
- Un recente caso giudiziario di risarcimento per errata cura di pneumotorace
- Leggi altri nostri articoli su casi di Malasanità
Pneumotorace: in cosa consiste e quali sono i sintomi e le cure
Lo pneumotorace è una condizione medica che si verifica quando l'aria si accumula nello spazio pleurico, lo spazio tra i polmoni e la parete toracica.
Questo fenomeno può causare il collasso parziale o totale del polmone interessato, compromettendo la funzione respiratoria.
Lo pneumotorace può essere spontaneo, traumatico o secondario ad altre patologie polmonari.
I sintomi dello pneumotorace possono variare in base alla gravità della condizione. I principali sintomi da tenere sotto controllo includono:
• Dolore toracico improvviso e acuto, spesso unilaterale
• Difficoltà respiratorie (dispnea)
• Tachicardia
• Sensazione di pressione al petto
• Cianosi (colorazione blu delle labbra e delle unghie nei casi più gravi)
• Riduzione o assenza di rumori respiratori all'auscultazione.
La cura dello pneumotorace dipende dall'estensione dello pneumotorace e dalla condizione generale del paziente.
Nei casi lievi, l'aria intrappolata può essere riassorbita spontaneamente, senza necessità di interventi invasivi.
Tuttavia, nei casi più gravi si possono adottare le seguenti opzioni terapeutiche:
• Ossigenoterapia: per facilitare il riassorbimento dell'aria intrapleurica.
• Drenaggio toracico: mediante l'inserimento di un tubo per rimuovere l'aria e consentire la riespansione del polmone.
• Chirurgia toracica (toracoscopia o toracotomia): nei casi di pneumotorace recidivante o di mancata espansione del polmone.
Possibili errori medici nel trattamento dello Pneumotorace
Gli errori medici nella gestione dello pneumotorace possono avere conseguenze gravi per il paziente.
Alcuni degli errori più comuni includono:
• Mancata diagnosi o diagnosi tardiva: lo pneumotorace può essere scambiato per altre patologie toraciche come attacco cardiaco, embolia polmonare o crisi asmatica.
• Errore nell'interpretazione degli esami diagnostici: una radiografia toracica o una TAC mal valutate dai medici possono ritardare il trattamento.
• Gestione inadeguata del trattamento: un errato posizionamento del drenaggio toracico o la mancata indicazione di un intervento chirurgico possono peggiorare il quadro clinico del paziente.
• Negligenza post-operatoria: una scarsa attenzione del personale medico nel monitoraggio del paziente dopo il trattamento può portare a recidive o complicanze come pneumotorace iperteso, condizione potenzialmente fatale.
In tutti i casi in cui il paziente riporta lesioni o il decesso per casi di malasanità nella cura dello pneumotorace, si ha diritto al risarcimento dei danni.
Come si chiede il risarcimento per Malasanità nella cura dello Pneumotorace
Se un paziente ha subito danni psicofisici a causa di errori medici nella diagnosi o nel trattamento dello pneumotorace, è possibile richiedere un risarcimento danni.
Il paziente che ha riportato un peggioramento della propria salute per errato trattamento di pneumotorace può chiedere il risarcimento entro dieci anni per responsabilità contrattuale dell’ospedale o della clinica dove sono avvenuti gli errori medici.
I familiari di un paziente rimasto gravemente leso o deceduto per negligenza medica nella causa dello pneumotorace, invece, possono chiedere il risarcimento per lesione o perdita del rapporto parentale entro cinque anni, a titolo di responsabilità extracontrattuale.
Per avviare una richiesta di risarcimento, è fondamentale raccogliere tutta la documentazione clinica, comprese cartelle mediche, referti diagnostici e testimonianze di esperti.
L'assistenza di un avvocato che si occupa di risarcimento danni da malasanità è essenziale per valutare la fondatezza giuridica del caso e intraprendere le azioni legali necessarie tramite la collaborazione con consulenti medici di parte.
Il nostro gruppo di avvocati si occupa di risarcimento danni da malasanità del 2004 in tutta Italia ed ha già seguito casi di responsabilità medica per errata cura di pneumotorace.
Per una valutazione del caso da parte dei nostri avvocati e consulenti medici sono previste queste fasi:
1) Racconta all’avvocato il caso di errata cura di pneumotorace che ha coinvolto te o un tuo familiare, per avere subito un parere giuridico, ossia sapere se ancora sei in tempo per chiedere il risarcimento, contro chi potresti agire, quali sono gli specialisti medici che possono valutare il caso etc.;
2) Fai valutare la cartella clinica dai nostri consulenti medici che sono specializzati in medicina legale e pneumologia, i quali sapranno individuare gli errori commessi dai medici che hanno avuto in cura il paziente e le conseguenze subite dal paziente;
3) I nostri professionisti saranno al tuo fianco nella perizia medico legale che è lo strumento processuale fondamentale per ottenere il risarcimento e consiste nella nomina da parte del Tribunale di un collegio peritale che andrà a esaminare in maniera imparziale il caso di malasanità, riferendo al giudice se ci sono stati errori e quali conseguenze sono derivate;
4) Tenteremo un accordo rapido con ospedale o clinica sulla base di una perizia medico legale che ha riconosciuto il caso di malasanità per errori medici nel trattamento dello pneumotorace;
5) Solo in caso di mancato accordo faremo una causa affinché il Tribunale quantifichi il risarcimento dei danni subiti da paziente e/o suoi familiari per errato trattamento dello pneumotorace, sulla base della perizia medico legale.
Affidando il tuo caso di malasanità potrai quindi avere al tuo fianco avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità da più di venti anni, nonché medici legali e specialisti in pneumologia che sapranno far valere le tue ragioni nella perizia medico legale.
Un recente caso giudiziario di risarcimento per errata cura di pneumotorace
Riportiamo la sentenza n. 1266/2021 del Tribunale Civile di Lecce che ha trattato un caso di malasanità nel trattamento dello pneumotorace con conseguente risarcimento.
I familiari di una paziente hanno evidenziato l'inadeguatezza del trattamento dei sanitari del pronto soccorso di (OMISSIS) nella gestione della paziente, la negligenza degli stessi nell'utilizzo dei mezzi diagnostici nel riconoscimento di uno pneumotorace iatrogeno provocato in corso di drenaggio toracico nonché la perforazione della trachea durante l'intervento di tracheotomia, sulla scorta degli esiti dell'accertamento della CTU redatta in sede di ATP - che ha riconosciuto efficacia eziologica all'infezione da Klebsiella di origine nosocomiale e ad un errore tecnico durante il tentativo di tracheotomia che ha aggravato il quadro clinico già critico conducendo al decesso dell'assistita.
La perizia medico legale riporta: “come emerge dalla ricostruzione della storia clinica della paziente, la malattia di base (broncopolmonite) esordita bruscamente già al domicilio e due giorni prima del ricovero ospedaliero con iperpiressia e tosse e poi dispnea al momento del ricovero, ebbe un'evoluzione progressivamente peggiorativa, con scompenso cardiocircolatorio, pneumotorace con collasso polmonare, multi-addensamenti polmonari, insufficienza respiratoria grave. Solo dopo numerosi esami colturali negativi (sangue, liquido pleurico, broncoaspirato) si ottenne l'isolamento di Klebsiella pneumoniae multiresistente agli antibiotici (sensibile solo alla colistina, considerato antibiotico di salvataggio per la sua elevata tossicità)”.
Il decesso per i periti è dunque imputabile a sindrome da Disfunzione multiorgano in paziente con shock settico e grave insufficienza respiratoria.
La paziente giunse in ospedale per una grave insufficienza respiratoria instauratasi da almeno due giorni al proprio domicilio con tosse e febbre, sostenuta da un grosso focolaio broncopneumonico a destra con versamento pleurico e multi-addensamenti polmonari con carattere di confluenza sinistra.
Fu possibile isolare nel broncoaspirato colonie di Klebsiella pneumoniae, mentre in precedenza erano state.
Solo a seguito dell'isolamento di quel germe fu possibile avviare una terapia antibiotica specifica e peraltro particolarmente tossica.
Il decorso clinico fu poi complicato da Critical Illnes Polineuropaty associata a miopatia.
Per tali ragioni, la gestione clinica della paziente, particolarmente complicata fino a quel momento, fu adeguata anche in relazione alla severità del quadro generale.
Un netto peggioramento si ebbe a dopo il tentativo, infruttuoso, di praticare una tracheostomia percutanea.
Alcune cause di complicanze sono tendenzialmente di natura iatrogena, in genere con un danno accidentale della parts membranacea durante la procedura di confezionamento della tracheostomia.
In proposito è annotato che, "nonostante la tecnica non è parsa particolarmente indaginosa, è comparso enfisema sottocutaneo. È stata rimossa la cannula tracheostomica. Eseguita FBS (fibroscopia- nota del consulente) che non evidenzia lesioni della parete tracheale".
Lo stesso giorno, a causa di un grave guasto alla rete elettrica del reparto, la paziente fu trasferita presso l'U.O. di rianimazione del presidio ospedaliero (OMISSIS). In proposito, non è noto su quali attività assistenziali della paziente aveva inciso il "guasto elettrico" né se anche tutti gli altri pazienti furono trasferiti presso altre strutture per la medesima ragione. Di certo, se - come annotato in cartella clinica, "la tecnica (tracheostomica- nota del consulente) non è parsa particolarmente indaginosa", è assai verosimile che la lacerazione tracheale fu causato da un errore di tecnica. La consulenza di chirurgia toracica ha consentito di evidenziare una lesione a tutto spessore della parete latero-posteriore destra a 4 cm dalla carena.
La paziente venne condotta in sala operatoria per intervento combinato di chirurgia toracica e ORL a causa della perforazione della trachea cervicale e segni di mediastinite.
Le condizioni generali erano critiche e fu indicato intervento chirurgico per colecistectomia mentre vi era assenza di ulteriori perdite di liquido purulento dal drenaggio ispirativo mediastinico e dal drenaggio pleurico. Tuttavia, in sala operatoria la paziente presentò desaturazione improvvisa non responsiva alle modifiche della ventilazione, pertanto, si decise di soprassedere all'intervento chirurgico. Fu posizionato un secondo drenaggio pleurico con fuoriuscita di notevole aria e versamento ematico.
La TAC di controllo del torace e addome mostrava invariata la lesione tracheale ma netto peggioramento del quadro parenchimale polmonare con un completo consolidamento del polmone destro, addensamenti multipli del polmone sinistro ed una raccolta mediastinica paratracheale destra (polmonite batterica non controllata dalla terapia antibiotica).
La diagnosi conclusiva di grave insufficienza respiratoria in paziente con shock settico concorda con il dato clinico ed anatomo istopatologico.
Alla luce delle chiare conclusioni cui è giunto il consulente, risulta evidente che i sanitari abbiano errato nell'esecuzione della tracheotomia percutanea che, come sottolineato nella cartella clinica della paziente e più volte evidenziato dal perito, non è parsa particolarmente indaginosa, provocando con tale condotta una lesione tracheale all'origine dell'ennesima infezione (mediastinite).
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