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16/06/2026Troppe volte l’accesso al pronto soccorso diventa un parcheggio per chi soffre, tanto che la cronaca ci parla di persone che attendono giorni prima di ricevere le cure o che muoiono ancor prima di poter essere visitate.
L’attesa al pronto soccorso è un tipico caso di malasanità per disorganizzazione dell’ospedale e, quando un paziente riporta un peggioramento di salute o muore, è previsto un risarcimento.
Se tu o un tuo familiare avete subito un caso di malasanità per troppa attesa al pronto soccorso, potete contattare tutti i giorni il Numero Verde Malasanità 800912301 per parlare con un avvocato del nostro gruppo.
Avvocati Collegati è una struttura che comprende avvocati esperti in risarcimento per malasanità che dal 2004 si occupa anche di casi di ritardi nelle diagnosi e nelle cure in tutta Italia.
- L’Importanza del Tempo per Diagnosi e Trattamenti Medici
- Quando l’Attesa al Pronto Soccorso diventa Malasanità
- Malattie più a Rischio per Diagnosi o Cure Tardive al Pronto Soccorso
- Ritardi al Pronto Soccorso e Disorganizzazione dell’Ospedale
- Quando l’Ospedale Deve Risarcire il Paziente e i Suoi Familiari
- Perizie Medico Legali per Ritardi e Danni da Pronto Soccorso
- La Procedura di Avvocati Collegati per Chiedere il Risarcimento
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Ritardi al Pronto Soccorso
L’Importanza del Tempo per Diagnosi e Trattamenti Medici
Quando una persona si reca al Pronto Soccorso, spesso lo fa perché presenta sintomi improvvisi, un dolore intenso o condizioni di salute che potrebbero richiedere accertamenti e cure urgenti.
In questi casi, il tempo può avere un’importanza decisiva, perché un’attesa eccessiva, una valutazione tardiva o un errore nell’attribuzione della priorità possono ritardare la diagnosi e impedire al paziente di ricevere tempestivamente le terapie necessarie.
Quando al triage del pronto soccorso di verificano ritardi nell’accesso del paziente alle cure o errori di individuazione del codice di priorità, possono verificarsi anche eventi fatali per il paziente, come abbiamo riportato in un precedente articolo intitolato Errori Medici nel Triage del Pronto Soccorso.
Se il ritardo nell’assistenza determina un peggioramento delle condizioni di salute, provoca lesioni permanenti o contribuisce alla morte del paziente, può configurarsi un caso di malasanità per attesa al Pronto Soccorso, con conseguente diritto al risarcimento dei danni, quando ne ricorrono i presupposti.
Quando l’Attesa al Pronto Soccorso diventa Malasanità
Bisogna subito precisare che non ogni attesa al Pronto Soccorso costituisce automaticamente un errore sanitario.
I pazienti, infatti, non vengono normalmente visitati in base all’ordine di arrivo, ma secondo la gravità delle loro condizioni e il livello di priorità attribuito durante il triage.
Il problema nasce quando il sistema di emergenza non riesce a riconoscere tempestivamente una situazione grave oppure quando il paziente, pur presentando sintomi che richiedono un intervento rapido, rimane senza adeguata assistenza per un periodo eccessivo.
Secondo l’esperienza dei nostri consulenti medici legali, la responsabilità del personale medico sanitario del pronto soccorso può derivare, per esempio, da:
• un codice di priorità non adeguato rispetto ai sintomi manifestati;
• una valutazione iniziale incompleta o superficiale;
• la mancata rivalutazione del paziente durante l’attesa;
• il ritardo nell’esecuzione di esami urgenti;
• il ritardo nella visita medica o nella formulazione della diagnosi;
• la mancata attivazione dello specialista necessario;
• il ritardo nel ricovero, nell’intervento chirurgico o nella somministrazione di una terapia;
• una carenza di personale o una gestione inadeguata dei flussi dei pazienti;
• problemi organizzativi e di comunicazione tra i diversi reparti.
In tali situazioni, l’attesa non rappresenta soltanto un disagio, ma può diventare la causa di un vero e proprio danno alla salute del paziente.
Quando i tempi di attesa in pronto soccorso dipendono da errori del personale medico sanitario e il paziente subisce danni, è possibile chiedere un risarcimento tramite gli avvocati e medici legali del nostro gruppo.
Malattie più a Rischio per Diagnosi o Cure Tardive al Pronto Soccorso
Numerose patologie richiedono una diagnosi tempestiva. Anche un ritardo apparentemente limitato può ridurre le possibilità di guarigione o rendere più gravi le conseguenze della malattia.
Secondo l’esperienza dei nostri consulenti medici, i casi più frequenti di ritardi diagnostici o terapeutici al pronto soccorso avvengono in presenza di patologie quali:
• infarto;
• ictus;
• emorragie interne;
• embolia polmonare;
• trombosi;
• aneurismi;
• sepsi e infezioni gravi;
• meningite;
• occlusioni intestinali;
• appendicite o peritonite;
• traumi cranici;
• fratture e lesioni interne;
• complicazioni della gravidanza;
• difficoltà respiratorie;
• reazioni allergiche gravi;
• patologie acute nei bambini o negli anziani.
Quando il paziente non viene visitato o sottoposto agli accertamenti necessari in tempo utile, la patologia può progredire e portare invalidità permanenti o il decesso.
Possono infatti rendersi necessari interventi più invasivi, periodi di ricovero più lunghi o terapie che sarebbero state evitabili con un’assistenza tempestiva.
Nei casi più gravi, un ritardo al pronto soccorso per errori del personale medico sanitario può anche portare al decesso del paziente.
Ritardi al Pronto Soccorso e Disorganizzazione dell’Ospedale
Il ritardo nelle cure al Pronto Soccorso rappresenta un tipico esempio di malasanità organizzativa.
La struttura sanitaria non deve soltanto mettere a disposizione medici e infermieri competenti, ma l’ospedale deve anche organizzare il servizio in modo adeguato, predisponendo personale, strumenti, procedure e sistemi di controllo idonei a garantire la sicurezza dei pazienti.
La responsabilità dell’ospedale può quindi dipendere non solo dall’errore del singolo medico, ma anche da problemi strutturali e organizzativi, come:
• turni insufficienti rispetto al numero degli accessi;
• carenza di personale sanitario;
• assenza di protocolli adeguati;
• mancato monitoraggio dei pazienti in attesa;
• indisponibilità o cattiva gestione delle apparecchiature;
• ritardi nella comunicazione degli esami;
• difficoltà nel trasferimento verso altri reparti;
• insufficiente disponibilità di posti letto;
• mancato coordinamento tra Pronto Soccorso, radiologia, laboratorio e reparti specialistici.
Ma della disorganizzazione dell’ospedale non può certo rispondere un paziente, che ha diritto a cure adeguate e tempestive ed al risarcimento in caso di danni derivati da errori o ritardi al pronto soccorso.
La sicurezza delle cure costituisce parte integrante del diritto alla salute. La normativa italiana sulla responsabilità sanitaria riconosce inoltre la responsabilità civile delle strutture sanitarie pubbliche e private per i danni riconducibili all’assistenza prestata al paziente.
Quando l’Ospedale Deve Risarcire il Paziente e i Suoi Familiari
Per ottenere un risarcimento non è sufficiente dimostrare che il paziente ha atteso a lungo, ma è necessario verificare, attraverso una valutazione medico-legale, che:
• il paziente presentasse condizioni che richiedevano una visita, un esame o una terapia più tempestivi;
• l’assistenza sia stata prestata con un ritardo non giustificato dalle circostanze;
• il ritardo abbia causato o contribuito a causare un peggioramento della salute;
• un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare il danno o ridurne la gravità.
Il punto centrale è quindi il rapporto tra il ritardo e le conseguenze riportate dal paziente.
Occorre ricostruire tramite una perizia medico legale ciò che è realmente accaduto e confrontarlo con ciò che, secondo le corrette pratiche sanitarie, sarebbe dovuto accadere.
Questa analisi può essere fatta tramite i consulenti medici legali e gli specialisti nelle varie branche della medicina con cui il gruppo Avvocati Collegati collabora ogni giorno dal 2004.
Se la perizia medico legale riconosce che il ritardo al pronto soccorso ha comportato danni alla salute del paziente, quest’ultimo ha un termine di dieci anni per chiedere un risarcimento per:
• il danno biologico temporaneo e permanente;
• le sofferenze fisiche e psicologiche;
• le spese mediche e riabilitative sostenute;
• le future spese di cura e assistenza;
• la perdita o la riduzione della capacità lavorativa;
• il mancato guadagno;
• la necessità di assistenza da parte di familiari o professionisti;
• il peggioramento delle normali attività personali, familiari e relazionali.
Anche i familiari di un paziente rimasto gravemente lesionato o morto per ritardi al pronto soccorso possono chiedere un risarcimento, nel minor termine di cinque anni.
In particolare, quando il paziente muore a causa di un ritardo nella diagnosi o nell’accesso alle cure, i familiari possono chiedere il risarcimento dei danni subiti, tra cui:
• la perdita del rapporto familiare e affettivo;
• la sofferenza conseguente al decesso;
• il danno economico derivante dalla perdita del contributo del familiare;
• le spese mediche e funerarie;
• gli eventuali danni maturati direttamente dal paziente prima della morte e trasmessi agli eredi, quando ne sussistono i presupposti.
Per riconoscere la responsabilità dell’ospedale deve essere dimostrato che una corretta e tempestiva assistenza avrebbe avuto concrete possibilità di evitare il decesso o di prolungare la vita del paziente.
Perizie Medico Legali per Ritardi e Danni da Pronto Soccorso
Chi ritiene di aver subito un danno da ritardo al pronto soccorso non deve limitarsi ad ottenere il solo verbale rilasciato al momento delle dimissioni.
Per una valutazione tramite perizia medico legale del possibile caso di malasanità, è infatti necessario acquisire e conservare tutta la documentazione utile, tra cui:
• scheda di triage;
• verbale di Pronto Soccorso;
• orari di accesso, visita, esami e dimissione;
• cartella clinica dell’eventuale ricovero;
• referti di laboratorio e diagnostica;
• immagini radiologiche;
• consulenze specialistiche;
• documentazione del servizio di emergenza;
• certificati e cartelle delle cure successive;
• ricevute delle spese sostenute.
Gli orari riportati nella documentazione possono essere determinanti per ricostruire il percorso del paziente e individuare eventuali ritardi.
È inoltre utile annotare i sintomi riferiti, le richieste di aiuto formulate durante l’attesa, i peggioramenti osservati e i nomi delle persone presenti.
Per stabilire se, rispetto alle sue condizioni, l’attesa sia stata inappropriata e abbia prodotto conseguenze evitabili, la perizia medico legale deve esaminare:
• la correttezza del triage;
• la gravità dei sintomi iniziali;
• i tempi delle rivalutazioni;
• il momento in cui sono stati disposti gli esami;
• il momento in cui è stata formulata la diagnosi;
• le terapie somministrate;
• l’evoluzione della patologia;
• le possibilità di guarigione con un intervento tempestivo;
• l’entità delle lesioni e dei danni permanenti.
Solo dopo questa verifica è possibile comprendere se vi siano basi concrete per procedere contro la struttura sanitaria.
Quando i nostri consulenti medici legali ritengono che il paziente abbia subito danni per ritardi al pronto soccorso, la pratica viene proseguita dal nostro gruppo di avvocati per la richiesta di risarcimento.
La Procedura di Avvocati Collegati per Chiedere il Risarcimento
La richiesta di risarcimento per malasanità deve essere gestita con un percorso preciso.
In linea generale, la procedura che il nostro gruppo di avvocati ha stabilito nel corso di oltre venti anni, comprende:
• acquisizione completa della documentazione sanitaria;
• ricostruzione cronologica dell’accesso al Pronto Soccorso;
• esame preliminare del caso da parte degli avvocati;
• valutazione dei medici legali e degli specialisti;
• individuazione degli errori e del rapporto causale con il danno;
• quantificazione dei danni subiti;
• invio della richiesta di risarcimento alla struttura sanitaria e agli eventuali soggetti assicurativi;
• svolgimento della procedura prevista dalla legge prima dell’eventuale causa;
• avvio dell’azione giudiziaria quando non sia possibile raggiungere un accordo adeguato.
Nei procedimenti di responsabilità sanitaria, prima della causa è normalmente necessario svolgere uno dei percorsi preventivi previsti dalla legge, come il procedimento di consulenza tecnica preventiva finalizzato alla conciliazione o, nei casi consentiti, la mediazione.
Chi ha subito un peggioramento delle proprie condizioni di salute a causa di un ritardo al Pronto Soccorso, oppure ha perso un familiare per il mancato accesso tempestivo alle cure, può rivolgersi al gruppo Avvocati Collegati.
Il nostro gruppo di avvocati si occupa di casi di malasanità attraverso una procedura sperimentata e utilizzata da oltre venti anni.
Il caso viene esaminato con il supporto di consulenti medici legali e specialisti, allo scopo di verificare:
• se il paziente avrebbe dovuto ricevere cure più rapide;
• se vi siano stati errori nel triage, nella diagnosi o nell’organizzazione ospedaliera;
• se il ritardo abbia causato il peggioramento o il decesso;
• quali danni possano essere richiesti alla struttura sanitaria.
Quando la valutazione conferma la responsabilità, gli avvocati possono formulare la richiesta di risarcimento e seguire l’intera procedura, dalla raccolta dei documenti fino alla trattativa o all’eventuale giudizio.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Ritardi al Pronto Soccorso
Per comprendere uno dei tanti casi di malasanità legata al personale medico sanitario del pronto soccorso, riportiamo il caso trattato dalla sentenza n. 12144/2021 della Corte di Cassazione penale sez. IV che ha confermato la responsabilità penale di un medico di pronto soccorso per i fatti che di seguito riportiamo.
Nei primi due gradi di merito, è stata ritenuta la penale responsabilità dell’imputato in ordine al reato di cui all'art. 589 c.p. per avere, nella sua qualità di medico del Pronto Soccorso, nel corso della visita di una paziente - cui era stato assegnato dal Triage il codice rosso, giunta in ospedale dopo essere stata ritrovata a terra in un giardino condominiale, riferendo di essere stata oggetto di aggressione e violenza carnale - con colpa consistita in per imprudenza, negligenza ed imperizia, omesso di valutare compiutamente i sintomi di una possibile patologia pneumologica latente, non disponendo l'anteposizione degli esami strumentali (Radiografia torace per parenchima e fratture costali, ecografia addominale completa), pur prescritti, alla visita ginecologica, rivolta all'accertamento della violenza sessuale, così cagionando il peggioramento del quadro clinico della paziente, che evolveva nella morte della medesima, rendendo vano ogni approccio terapeutico, in particolare l'applicazione di drenaggio in aspirazione, che, se tempestivamente adottato, avrebbe scongiurato il decesso.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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