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09/04/2024Gli errori nel triage al Pronto Soccorso possono provocare gravi danni per il paziente, che vanno da un semplice aggravamento delle condizioni di salute al decesso.
Si parla di errori nel triage al Pronto Soccorso quando il personale medico-sanitario del Pronto Soccorso non attribuisce il giusto codice di triage al paziente che ha fatto accesso in ospedale, ritardandone le cure.
Se dall’errore nel triage il paziente riporta lesioni o addirittura il decesso, si può richiedere all’ospedale il risarcimento dei danni.
- In cosa consiste il Triage?
- Come si svolge il Triage?
- Le Raccomandazioni del Ministero della Salute
- Cosa sono i Codici del Triage al Pronto Soccorso?
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori di Triage
- Anche l'Infermiere del Triage di Pronto Soccorso è responsabile
- Avvocati per Risarcimento da Malasanità per Errori al Triage del Pronto Soccorso
- Altri Articoli sull'argomento
In cosa consiste il Triage?
Il triage è un termine inglese che si può tradurre in “smistamento” e rappresenta il primo momento di accoglienza e valutazione di pazienti da parte del personale medico-sanitario al fine di stabilire la priorità di intervento.
Il triage consiste in un processo dinamico, volto a garantire che i pazienti ricevano il livello e la qualità di cura più appropriate alle loro necessità, in relazione alla migliore utilizzazione possibile delle risorse disponibili (o destinabili).
Si distinguono tre modalità di triage: telefonico (svolto dal 118), sul posto (dall’equipe dei mezzi di soccorso), in Pronto Soccorso (svolto in ospedale da parte del personale medico-sanitario).
I pazienti a cui è stato assegnato un codice di accesso sottostimato, rispetto alla condizione clinica e al rischio evolutivo, possono andare incontro a morte o subire un danno severo a causa del mancato o ritardato intervento medico ovvero dell’invio del paziente ad un percorso diagnostico-terapeutico inappropriato.
Come si svolge il Triage?
Dal punto di vista metodologico, il processo di Triage si articola in quattro fasi:
1) Fase della Valutazione immediata (c.d. sulla porta): consiste nella rapida osservazione
dell’aspetto generale della persona con l’obiettivo di individuare i soggetti con problemi
assistenziali che necessitano di un intervento immediato.
2) Fase della Valutazione soggettiva e oggettiva:
a. valutazione soggettiva, viene effettuata attraverso l’intervista (anamnesi mirata),
b. valutazione oggettiva, viene effettuata mediante la rilevazione dei segni clinici e dei
parametri vitali e l’analisi della documentazione clinica disponibile.
3) Fase della Decisione di Triage: consiste nell’assegnazione del codice di priorità, l’attuazione
dei necessari provvedimenti assistenziali e l’eventuale attivazione di percorsi diagnosticoterapeutici.
4) Fase della Rivalutazione: si intende la conferma o modifica del codice di priorità assegnato ai
pazienti in attesa.
Le Raccomandazioni del Ministero della Salute
Il Ministero della Salute nel febbraio 2013 ha predisposto Raccomandazioni affinchè l’attività di triage sia svolta in modo tale da evitare danni alla salute dei pazienti.
Al fine di migliorare il servizio di triage il Ministero indica le seguenti Raccomandazioni:
• Identificazione in modo certo il paziente: il paziente in carico al Pronto Soccorso, destinatario della iniziale valutazione di gravità (triage) e delle successive rivalutazioni, deve essere identificato ogni volta in modo attendibile, per garantire l’univoca attribuzione del codice di priorità stesso e consentire l’avvio del paziente stesso al percorso diagnostico-terapeutico più appropriato.
• Rivalutazione del paziente in attesa: la rivalutazione è una fase fondamentale dell’attività di triage, in quanto permette di evidenziare elementi di aggravamento del quadro clinico iniziale che potrebbero portare ad una modificazione del codice di priorità assegnato.
• Comunicazioni tra personale medico-sanitario: è fondamentale che il personale preposto al triage si premuri di compilare la scheda di triage (o scheda clinica) in modo tale da essere comprensibile agli altri operatori, che si confronti con paziente e familiari per meglio comprendere il caso, che fornisca informazioni a chi subentra di turno.
Cosa sono i Codici del Triage al Pronto Soccorso?
La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato l'1 agosto 2019 l'accordo sulle Linee guida di triage.
Sono stati quindi individuati i seguenti codici di triage:
• Codice Rosso: indica una emergenza, per paziente affetto da interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali, e richiede l’accesso immediato con precedenza alla rete di trattamento.
• Codice Arancione: indica una urgenza, per rischio di compromissione delle funzioni vitali con rischio di peggioramento, e richiede l’accesso alle cure entro 15 minuti.
• Codice Azzurro: indica una urgenza differibile, per condizione stabile del paziente senza rischio evolutivo con sofferenza e ricaduta sulle condizioni generali di salute, e prevede un accesso alle cure entro 60 minuti.
• Codice Verde: indica una urgenza minore, per una condizione stabile del paziente senza rischio evolutivo che richiede prestazioni semplici e monospecialistiche, e prevede un accesso alle cure entro 120 minuti.
• Codice Bianco: indica che non c’è urgenza, perché il problema del paziente non è urgente o è di minima rilevanza clinica, e l’accesso è previsto in 240 minuti.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori di Triage
Tra i vari casi giudiziari di malasanità legati alla errata attribuzione per difetto del codice di triage c’è quello trattato dal Tribunale Civile di Crotone con la sentenza n. 363/2018.
Il caso ha riguardato un bambino che accidentalmente ingeriva una disk battery di un telecomando e che, portato dai genitori in ospedale dove riferivano l’accaduto, veniva accettato con codice verde, che all’epoca dei fatti identificava un caso poco critico, con assenza di rischi evolutivi e prestazioni differibili.
Il bambino veniva poi visitato e gli veniva attribuito un codice giallo, che all’epoca dei fatti indicava un caso mediamente critico, con presenza di rischio evolutivo e potenziale pericolo di vita con prestazioni non differibili, dopodichè lo stesso era dimesso e trasportato in ambulanza presso altro ospedale più attrezzato dove giungeva e gli veniva, giustamente, attribuito codice rosso.
Seguivano numerosi interventi per salvare il bambino, ma quest’ultimo rimaneva invalido per stenosi laringea ipoglottica associata a paralisi in adduzione delle corde vocali.
Ebbene, in corso di causa è stata espletata una perizia medico legale che ha individuato carenze per un “ritardo grave dell'intervento terapeutico di rimozione della disk battery a causa di un atteggiamento attendista” da parte dei sanitari del presidio ospedaliero.
In particolare, la perizia medico legale ha rilevato che i sanitari sottostimarono in modo incauto la gravità del caso sin dall'accesso in pronto soccorso, tanto che al triage venne imprudentemente assegnato un codice verde, per il fatto che il personale di pronto soccorso ebbe a basarsi esclusivamente sulle condizioni generali del bambino che in quel momento - posto che l'evento era appena accaduto - apparivano buone e lo stesso presentava una saturazione arteriosa di ossigeno pari al 99%.
L'imprudenza con cui venne trattato il caso nonostante i familiari avessero riferito l'ingestione di una batteria al litio e nonostante la radiografia del torace evidenziasse la presenza di un corpo estraneo con forma nummulare a elevata densità e posizionato nell'esofago cervicale, si tradusse in una minimizzazione dell'importanza di tale evento nonostante fosse molto chiaro che si trattava di una batteria a bottone e non di una batteria stilo.
L'atteggiamento attendista assunto dagli stessi sanitari causò, peraltro, un ritardo abnorme e consentì il realizzarsi degli eventi come precedentemente riportati e che si sarebbero potuti evitare qualora fossero intervenuti il più rapidamente.
Anche l'Infermiere del Triage di Pronto Soccorso è responsabile
Con la sentenza n. 15076 del 12.02.2025, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla responsabilità sanitaria legata al Triage in Pronto Soccorso, chiarendo quali siano i doveri dell’infermiere e quando un errore nella valutazione iniziale possa determinare un ritardo fatale fino alla morte del paziente.
Il caso riguarda una donna che si era recata in Pronto Soccorso a causa di una grave crisi asmatica. Al momento dell’accoglienza, l’infermiera addetta al Triage le aveva assegnato un codice verde, ritenendo la situazione non urgente. La paziente veniva quindi fatta accomodare in sala d’attesa, senza ulteriori controlli né monitoraggio delle condizioni cliniche.
Il medico interveniva solo dopo circa un’ora. A quel punto, però, il quadro clinico era ormai gravemente compromesso: nonostante le cure, sopraggiungeva la morte della paziente per arresto cardio-respiratorio. Secondo i giudici, il ritardo nell’intervento medico era direttamente collegato all’erronea valutazione effettuata in fase di Triage.
La Suprema Corte ha ribadito che l’infermiere di Pronto Soccorso non è tenuto a formulare una diagnosi medica, ma ha l’obbligo di effettuare una valutazione completa e accurata dei sintomi e dei parametri clinici. Il Triage non si esaurisce in una semplice rilevazione dei parametri vitali, ma richiede un giudizio professionale sulla possibile evoluzione del quadro clinico.
Nel caso esaminato, l’infermiera aveva omesso di rilevare e registrare elementi fondamentali, come le gravi difficoltà respiratorie e la storia clinica della paziente. Inoltre, dopo l’assegnazione del codice verde, non era stato effettuato alcun monitoraggio successivo. Questa condotta ha determinato un ritardo nell’accesso alle cure, ritenuto causalmente rilevante nella morte del paziente.
Dal punto di vista giuridico, la Cassazione ha confermato che l’infermiere di Pronto Soccorso riveste una posizione di garanzia nei confronti del paziente. Ciò significa che ha il dovere di vigilare costantemente sulle condizioni cliniche e di allertare tempestivamente il medico in caso di peggioramento. La violazione di tali obblighi, specie in fase di Triage, può integrare una responsabilità per evento letale.
Questa pronuncia rafforza un orientamento ormai consolidato: errori nel Triage, sottovalutazioni cliniche e ritardi nell’assistenza in Pronto Soccorso possono costituire grave colpa sanitaria, soprattutto quando incidono in modo determinante sull’esito finale e conducono alla morte del paziente.
La sentenza rappresenta un punto di riferimento importante per la tutela delle vittime di malasanità, confermando che anche la fase iniziale di accesso al Pronto Soccorso è decisiva e che un ritardo evitabile può avere conseguenze irreversibili.
Avvocati per Risarcimento da Malasanità per Errori al Triage del Pronto Soccorso
Il nostro gruppo di avvocati si occupa di risarcimento danni per casi di malasanità in tutta Italia dal 2004, compresi quelli derivati da errori di triage.
Se tu o un tuo familiare avete subito danni alla salute perché al Pronto Soccorso il caso è stato sottovalutato, ed è stato dato un codice di minore gravità, potete contattarci per avere un parere.
Per prima cosa i nostri consulenti medici legali valuteranno la cartella clinica e sapranno dirci se effettivamente l’errore nell’attribuzione del codice di triage ha pregiudicato il corso delle cure.
Se i nostri consulenti medici legali avranno individuato un errore medico relativo al triage, i nostri avvocati ti aiuteranno ad ottenere il risarcimento dei danni che hai subito personalmente o quelli che hai subito per il decesso di un familiare.
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