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08/04/2024Il rifiuto di atti d’ufficio del medico è un reato previsto dall’articolo 328 del codice penale che punisce chi senza valido motivo rifiuta un atto che, nello specifico per ragioni di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo.
Come ogni altro pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, quindi, anche il medico che rifiuta di eseguire un’attività medico-sanitaria urgente può essere condannato penalmente.
Con questo articolo approfondiamo l’argomento del rifiuto di atti d’ufficio del medico e riportiamo vari casi di rifiuto di atti d’ufficio di medici e operatori sanitari in genere.
Il reato di rifiuto di atti d’ufficio
L’art. 328 comma 1 del codice penale prevede che “il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”.
Quindi il reato punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che volontariamente rifiuta di compiere una attività di sua competenza, nonostante sia consapevolmente della sua urgenza.
Il reato di rifiuto di atti di ufficio è un reato di pericolo, di talché la violazione dell'interesse tutelato dalla norma incriminatrice al corretto svolgimento della funzione pubblica ricorre ogni qual volta venga denegato un atto non ritardabile alla luce delle esigenze prese in considerazione e protette dall'ordinamento, prescindendosi dal concreto esito della omissione.
Lo specifico caso del medico
Il reato di rifiuto di atti d’ufficio può riguardare anche il medico, perché quest’ultimo è considerato pubblico ufficiale quando è in servizio in struttura sanitaria e rivolge un ruolo di vertice (primario e aiuto primario), e incaricato di un pubblico servizio quando è in servizio in struttura sanitaria ma non riveste un ruolo apicale (medici di reparto e pronto soccorso).
Inoltre, il reato prevede tra i vari casi di atti urgenti quelli di igiene e sanità, per i quali si intende qualunque atto relativo alla salute sia fisica che psichica del cittadino intesa quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività ai sensi dell’art. 32 della Costituzione.
Affinché il medico possa considerarsi colpevole del reato di rifiuto di atti di ufficio è previsto che la sua condotta deve essere dolosa, cioè volontaria e non semplicemente dovuta a colpa.
Alcuni casi di rifiuto di atti d’ufficio del medico
Integra il delitto di rifiuto di atti di ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che, pur richiesto, decida di non eseguire l'intervento domiciliare urgente per accertarsi delle effettive condizioni di salute del paziente, nonostante gli venga prospettata una sintomatologia grave, trattandosi di un reato di pericolo per il quale a nulla rileva che lo stato di salute del paziente si riveli in concreto meno grave di quanto potesse prevedersi. In sostanza, il delitto di omissione di atti d'ufficio è integrato ogniqualvolta il medico di turno, pubblico ufficiale, a fronte ad una riferita sintomatologia ingravescente e alla richiesta di soccorso, che presenti inequivoci connotati di gravità e di allarme, neghi un atto non ritardabile, quale appunto quello di un accurato esame clinico volto ad accertare le effettive condizioni del paziente (Cassazione Penale Sezione VI, n. 11085/2024).
La necessità e l'urgenza di effettuare una visita domiciliare è rimessa alla valutazione discrezionale del sanitario di guardia, sulla base della propria esperienza, ma tale valutazione sommaria non può prescindere dalla conoscenza del quadro clinico del paziente, acquisita dal medico attraverso la richiesta di indicazioni precise circa l'entità della patologia dichiarata. Laddove il quadro clinico descritto dall'utente avrebbe imposto di recarsi immediatamente al domicilio del malato, affetto da difficoltà respiratorie e in un contesto di età avanzata, con frattura alle costole, si concretizza la fattispecie di omissione di atti d'ufficio (Cassazione Penale Sezione VI, n. 45057/2022).
Integra il reato di rifiuto di atti d'ufficio il medico di pronto soccorso che si rifiuti di visitare un paziente, anche se le condizioni dello stesso non sia successivamente risultate particolarmente gravi o che comunque l'omissione non abbia determinato un aggravamento delle condizioni di salute. Ciò in quanto la fattispecie di reato ha natura pluri-offensiva, che lede oltre agli interessi del privato danneggiato dall'omissione o dal ritardo, anche l'interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza dell'amministrazione (Tribunale Lecce, n. 2321/2022).
Integra rifiuto di atti d'ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che non aderisca alla richiesta di recarsi al domicilio di un paziente malato terminale per la prescrizione di un antidolorifico per via endovena e si limiti a formulare per via telefonica le sue valutazioni tecniche e a consigliare la somministrazione di un altro farmaco di cui il paziente già dispone, trattandosi di un intervento improcrastinabile che, in assenza di altre esigenze del servizio idonee a determinare un conflitto di doveri, deve essere attuato con urgenza, valutando specificamente le peculiari condizioni del paziente (Cassazione Penale Sezione VI, n. 43123/2017).
Integra il reato di rifiuto di atti di ufficio, la condotta del medico di guardia in servizio presso una casa di cura che, richiesto di prestare il proprio intervento da personale infermieristico in relazione alla progressiva ingravescenza delle condizioni di salute di un paziente ivi ricoverato, ometta di procedere alla visita ed alla diretta valutazione della situazione, a nulla rilevando che il paziente sia comunque assistito dal suddetto personale, incaricato di monitorarne le condizioni fisiche e i parametri vitali, e che, in tal caso, la valutazione del sanitario si fondi soltanto su dati clinici e strumentali (Cassazione Penale Sezione VI, n. 21631/2017).
Risponde del reato di cui all'art. 328 il dirigente medico, in servizio presso il Pronto Soccorso con mansioni di medico di guardia, che aveva omesso di visitare una paziente che si era presentata lamentando un dolore al braccio sinistro in conseguenza di una caduta, nonostante il reiterato invito fattogli dall'infermiera di sottoporre a visita la paziente per una probabile frattura alla spalla (Cassazione Penale Sezione VI, n. 40753/2016).
È stato ritenuto configurabile il reato di rifiuto di atti d’ufficio a carico del medico ospedaliero, di turno presso il reparto di chirurgia d'urgenza, il quale si era rifiutato di visitare e redigere la consulenza richiesta dai colleghi del servizio “118”, propedeutica al ricovero, adducendo la provenienza del paziente da altro ospedale esclusivamente per eseguire una Tac cerebrale (Cassazione Penale Sezione VI, n. 45844/2014).
È stato ritenuto responsabile del delitto di omissione di atti di ufficio il sanitario ospedaliero che, in servizio di pronta reperibilità e chiamato dal medico già presente nel nosocomio, rifiuti di recarsi in ospedale, sul presupposto che non sarebbe ravvisabile alcuna situazione di urgenza, non avendo il sanitario medesimo alcuna possibilità di sindacare la necessità e l'urgenza della chiamata (Cassazione Penale Sezione VI, n. 12376/2013).
Come tutelarsi in caso di rifiuto d’atti d’ufficio del medico
Come abbiamo visto, il medico che ingiustificatamente e senza valido motivo rifiuta di compiere un atto medico-sanitario urgente è passibile di condanna per il reato di rifiuto di atti d’ufficio.
Il reato di cui trattasi è un reato procedibile d’ufficio, quindi non ci sono termini per proporre una denuncia nei confronti dell’ipotetico responsabile alla Procura della Repubblica competente per territorio.
Se il Pubblico Ministero a seguito di indagini preliminari dovesse riscontrare una effettiva responsabilità del medico per l’ipotesi di reato di rifiuto di atti di ufficio, allora provvederà a chiedere il rinvio a giudizio del responsabile.
Nel corso del procedimento penale a carico del medico od operatore sanitario ritenuto responsabile di rifiuto d’atti di ufficio, la vittima potrà costituirsi parte civile con un avvocato al fine di richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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