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04/09/2025Quando ci riferiamo alle aderenze parliamo di problemi del tessuto corporeo che rappresentano casi molto più comuni e potenzialmente gravi di quanto si pensi.
Le aderenze possono comparire dopo un intervento chirurgico o a causa di infezioni e infiammazioni e possono comportare gravi danni per il paziente.
In alcuni casi le aderenze sono una complicanza imprevedibile e inevitabile, ma in altri casi le aderenze possono derivare da errori medici ed il paziente lesionato ha diritto al risarcimento.
Se sei un paziente che ha riportato lesioni per errori medici legati alle aderenze, puoi rivolgerti a noi: siamo avvocati e medici legali che si occupano di risarcimento per malasanità dal 2004 in tutta Italia!
Cosa sono le Aderenze e quando sono causate da Malasanità
Prima di passare agli aspetti legali e ad un caso pratico di risarcimento da aderenze per errori medici, parliamo brevemente delle aderenze: cosa sono e quando derivano da errori medici.
Le aderenze sono fasce di tessuto cicatriziale che “incollano” tra loro organi e tessuti interni che normalmente dovrebbero rimanere separati.
La presenza di aderenze si rivela particolarmente frequente a seguito di operazioni addominali o pelviche.
In alcuni casi le aderenze non danno sintomi, mentre in altri casi le aderenze possono manifestare i seguenti problemi:
- dolore cronico,
- infertilità,
- occlusioni intestinali,
- necessità di nuovi interventi chirurgici.
Non sempre le aderenze derivano da errori medici, ma ci sono situazioni in cui la malasanità è evidente.
Tra i vari casi di malasanità per errori medici legati alle aderenze annoveriamo:
- tecniche chirurgiche inidonee
- sintomi ignorati o diagnosticati troppo tardi,
- terapia non idonea.
In caso di uno o più errori medici da cui derivano aderenze, il paziente non solo soffre, ma subisce un danno reale alla propria qualità della vita.
Ecco allora che il paziente che ha subito lesioni per aderenze che potevano essere evitate con la diligenza medica, ha diritto ad un risarcimento dei danni.
Come ottenere un Risarcimento in caso di Errori Medici sulle Aderenze
Per affrontare nel miglior modo un caso di risarcimento danni derivati da errori medici è opportuno affidarsi ad un gruppo di avvocati e medici legali.
Il nostro gruppo di avvocati si occupa di risarcimento danni da malasanità da oltre 20 anni in tutta Italia ed ha già trattato vari casi di errori medici e aderenze.
Affidandoci il tuo caso di aderenze derivate da errori medici, avrai a disposizione anche i nostri consulenti medici legali per una valutazione del tuo caso.
Rivolgendoti agli avvocati e medici legali del nostro gruppo otterrai i nostri servizi:
- colloquio preliminare con un avvocato per esporre il caso tuo o di un tuo familiare
- valutazione della cartella clinica da parte dei nostri medici legali
- richiesta di risarcimento all’ospedale o alla clinica dove è avvenuto il caso di malasanità
- perizia medico legale per confermare errori medici e danni subiti dal paziente
- causa civile solo in caso di mancato accordo soddisfacente per il paziente.
Il lavoro di avvocati e medici legali che si occupano di malasanità è importante per trasformare una storia di sofferenza in una possibilità di giustizia!
Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Aderenze per Errori Medici
I tribunali sono spesso interessati da causa per risarcimento danni da malasanità, compresi quelli relativi ad aderenze per errori medici.
Un caso di risarcimento per aderenze derivate da errori medici è stato recentemente trattato dal Tribunale Civile di Bari con la sentenza n. 2147/2024 di cui riportiamo i passi salienti.
A sostegno della domanda di risarcimento del danno gli attori esponevano:
- che in data 11.5.2009 Si.Lo. (coniuge di Ce.Gi. e madre di Ce.Vi., Vi. e Ma.) si ricoverava, a cause di algie addominali, e in data 16.5.2009 era sottoposta presso il reparto di Chirurgia a intervento di derotazione di volvolo tenuale;
- che in data 19.5.2009 si rendeva necessaria la sottoposizione della paziente ad un secondo intervento per re-volvolo e in data 24.5.2009 era eseguito terzo intervento per necrosi ischemica del segmento tenuale terminale defunzionalizzato;
- che a seguito del ricovero del 28.2.2010, la Si. era sottoposta in data 1.3.2010 a intervento di ricanalizzazione intestinale e, successivamente, in data 5.3.2010, per dubbio di complicanza anastomotica, a un quinto intervento chirurgico;
- che in data 9.11.2011 la Si. era sottoposta a sesto intervento chirurgico di escissione del tramite fistoloso entero-cutaneo, annessiectomia destra e plastica della parete, per sutura diretta, a trattamento del laparocele antero-laterale destro;
- che seguivano ancora gli interventi del 12.9.2012 per riparazione di doppio laparocele, del 15.5.2014 per recidiva laparoclica e del 27.5.2014 per comparsa di flemmone in sede di colostomia;
- che dall'iter clinico della Si. emergevano chiaramente le plurime inadempienze in cui erano incorsi i sanitari che avevano avuto in cura la paziente dovendosi, in particolare, evidenziare:
1. un ritardo diagnostico e di trattamento in relazione alle conseguenze del primo intervento che comportava la necessità in data 19.5.2009 di eseguire una resezione tenuale;
2. una cattiva esecuzione dell'intervento del 19.5.2009;
3. un ritardo nell'esecuzione dell'intervento del 24.5.2009 volto a rimediare all'errore cagionato nel corso dell'intervento del 19.5.2009;
4. l'inutilità dell'intervento del 5.3.2010 che aveva altresì comportato un indebolimento di parete e un peggioramento della situazione aderenziale;
5. una errata tecnica nell'esecuzione dell'intervento del 12.9.2012.
A seguito di perizia medico legale disposta dal Tribunale gli attori hanno sostanzialmente visto confermare le proprie ragioni.
Si legge infatti nella sentenza che le risultanze documentali e quelle della consulenza medico-legale, convergono univocamente nel far ritenere che nel corso dell'intervento del 16 maggio 2009 non furono adottati provvedimenti terapeutici finalizzati ad escludere la possibilità di nuove occlusioni o di un volvo, poi ripresentatosi, e che nel corso del successivo intervento del 19.5.2024 si verificò un errore nel confezionamento della tecnica della fistola mucosa concretizzandosi in un eccessivo stiramento della stessa allorquando fu fatta passare attraverso la parete addominale.
In particolare, venendo alle aderenze, è dato leggere nella perizia medico legale che "nel caso di ostruzioni intestinali da aderenze e soprattutto se le aderenze sono estese e ben organizzate, per cui l'intervento di viscerolisi viene a creare ampie superfici speritoneizzate e quindi fatalmente nuove coalescenze capaci di ostacolare ancora il transito intestinale, l'indirizzo terapeutico è quello di porre in opera una adeguata fissazione della matassa intestinale secondo un modello che escluda la possibilità di nuove occlusioni".
Per tali motivi il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento per errori medici legati ad aderenze.
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