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07/03/2025Prendiamo lo spunto per questo articolo da un caso che stiamo seguendo insieme ai nostri consulenti medici legali e specialisti in chirurgia dell’apparato digerente.
Si tratta del caso di una nostra assistita che ha riportato serie lesioni al nervo vago a seguito di errato intervento chirurgico, per la quale è in corso la procedura risarcitoria.
Le lesioni del nervo vago che derivano da casi di malasanità, infatti, danno diritto al risarcimento a favore del paziente che le ha subite.
Per chiedere il risarcimento dei danni da lesione del nervo vago per malasanità, il paziente ha dieci anni di tempo da quando ha avuto contezza dell’errore e delle relative conseguenze.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più sul nervo vago e sui possibili errori medici per cui si può chiedere un risarcimento e contattaci per assistenza.
Il Nervo Vago: cos’è e quali patologie possono riguardarlo
Il nervo vago è il decimo nervo cranico (nervo cranico X) ed è uno dei più importanti del nostro organismo.
Si estende dal tronco encefalico fino all’addome, attraversando il torace e innervando diversi organi vitali, tra cui il cuore, i polmoni e il sistema digestivo.
Il suo ruolo principale è quello di regolare funzioni autonome come la frequenza cardiaca, la respirazione, la digestione e la risposta infiammatoria del corpo.
Grazie alla sua funzione parasimpatica, il nervo vago contribuisce a mantenere l’omeostasi dell’organismo, riducendo lo stress e favorendo il rilassamento.
Le patologie che colpiscono il nervo vago possono avere conseguenze gravi, poiché interferiscono con il controllo di funzioni essenziali del corpo.
Tra le principali condizioni patologiche del nervo vago troviamo:
• Nevralgia del nervo vago: si tratta di una condizione rara caratterizzata da dolore intenso lungo il percorso del nervo;
• Disautonomia: è un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo che può causare sintomi come svenimenti, tachicardia e problemi gastrointestinali;
• Sindrome da iperattivazione del nervo vago: può provocare bradicardia (frequenza cardiaca troppo bassa), ipotensione e svenimenti;
• Compressione del nervo vago: è una situazione patologica dovuta a tumori, aneurismi o anomalie anatomiche che interferiscono con il normale funzionamento del nervo.
• Lesione iatrogena del nervo vago: può verificarsi a seguito di interventi chirurgici alla testa, al collo o al torace, con conseguenze che includono difficoltà nella deglutizione (disfagia), alterazioni della voce (disfonia) e problemi respiratori.
La diagnosi delle patologie del nervo vago si basa su un’anamnesi accurata, esami neurologici e test specifici come l’elettromiografia, la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata.
Per quanto riguarda il trattamento, esso varia a seconda della patologia e può includere:
• Terapia farmacologica: uso di farmaci per controllare i sintomi, come beta-bloccanti per la bradicardia o anticolinergici per la disautonomia.
• Stimolazione del nervo vago (VNS): un dispositivo impiantato chirurgicamente che invia impulsi elettrici per regolare il funzionamento del nervo. Questa tecnica è usata principalmente per il trattamento dell’epilessia resistente ai farmaci e della depressione grave.
• Intervento chirurgico: necessario nei casi di compressione o lesione del nervo.
• Terapie di riabilitazione: logopedia per i disturbi della voce e della deglutizione, fisioterapia per il recupero motorio.
Possibili errori medici nel trattamento del Nervo Vago
Data l’importanza del nervo vago, errori medici nella sua gestione possono avere conseguenze gravi e, in alcuni casi, permanenti.
Alcuni degli errori più comuni includono:
• Danni al nervo vago durante interventi chirurgici: operazioni su tiroide, cuore, polmoni o esofago possono causare lesioni accidentali al nervo, portando a complicanze respiratorie, cardiache e digestive.
• Mancata diagnosi o diagnosi errata: il nervo vago è coinvolto in molteplici funzioni, e sintomi come svenimenti, problemi gastrointestinali o alterazioni della voce possono essere confusi con altre patologie, ritardando la diagnosi corretta.
• Errori nella stimolazione del nervo vago: un impianto VNS mal regolato può provocare effetti collaterali come problemi respiratori o alterazioni della voce.
• Gestione inadeguata del paziente post-intervento: dopo una lesione del nervo vago, è fondamentale un monitoraggio accurato per prevenire complicanze e garantire un recupero ottimale.
Come si chiede il risarcimento per lesioni del Nervo Vago da Malasanità
Il paziente che ha subito una lesione del nervo vago per colpa di errori medici ha diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti entro dieci anni da quando ha avuto consapevolezza che vi sono stati errori e conseguenze dannose.
Per accertare se ci sono stati errori, quali sono stati e quali conseguenze hanno avuto, è preliminarmente necessario far valutare cartella clinica e paziente dai nostri consulenti medici legali e specialisti nelle diverse branche della medicina che riguardano il caso concreto.
Solo medici specializzati potranno individuare gli errori e quantificare a livello medico legale le lesioni permanenti subite dal paziente, in misura variabile dall’1 al 9% (micro-lesioni permanenti) o dal 10 al 100% (macro-lesioni permanenti).
Dopo la relazione medico legale, i nostri avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità provvederanno a richiedere il risarcimento all’ospedale o alla clinica dove si sono verificati gli errori che hanno lesionato il nervo vago.
Se non si raggiunge un accordo sul risarcimento in tempi brevi, i nostri avvocati e consulenti medici provvederanno a richiedere una perizia medico legale al Tribunale, che sarà espletata da periti imparziali nominati dal giudice e consentirà di definire il caso.
Infatti, se la perizia medico legale darà ragione al paziente, l’azienda sanitaria pubblica o privata sarà indotta a corrispondere il risarcimento, mentre in caso contrario di potrà proseguire giudizialmente con una causa civile per ottenere una sentenza di condanna al risarcimento.
I nostri avvocati e consulenti medici seguono casi di malasanità da più di venti anni in tutta Italia, per cui possono consigliarti la soluzione migliore per concludere la pratica di risarcimento in tempi rapidi e con il giusto risarcimento.
Un caso pratico di lesione del Nervo Vago per errori medici
Una nostra assistita risultava da tempo affetta da ernia iatale non riducibile in ortostasi con presenza di abbondante e costante reflusso gastro-esofageo con esofago ipotonico e marcati segni di esofagite a carico di tutto il viscere.
A seguito di un peggioramento della patologia, effettuava esame endoscopico da cui risultava diagnosi di Esofagite di grado C secondo Los Angeles; Ernia iatale da scivolamento grado I di Hill; Gastroduodenopatia iperemico-congestizia.
Lo specialista in chirurgia dell’apparato digerente le consigliava di sottoporsi a intervento chirurgico di plastica antireflusso secondo Nissen, ciò che veniva effettuato con riduzione dell’ernia, jatoplastica posteriore sec. Allison e fundoplicatio posteriore totale a 360° sec. Nissen per via laparoscopica.
Dopo l’intervento la paziente riportava una sintomatologia mai presentatasi in precedenza e caratterizzata da disfagia, episodi di ipoglicemia, vomito, diarrea e profonda astenia, per cui, su indicazione del chirurgo che aveva fatto l’operazione, veniva ricoverata in Diabetologia ove venne dimessa con una vaga diagnosi di “ipoglicemia reattiva”.
Seguivano poi vari esami, tra cui una gastroscopia con dilatazione, un Rx TD esofago/stomaco/duodeno con m. d. c. idrosolubile, altre gastroscopie, fino alla diagnosi di “Slippage di Nissen; Gastropatia iperemico-congestizia”.
Il chirurgo dispose un nuovo intervento, con diagnosi di ingresso di “Slipped fundoplicatio”, consistito in “smontaggio della plastica, controllo della integrità della iatoplastica posteriore (mantenuta) e re-do fundoplicatio posteriore parziale a 270° sec. Toupet”.
La patologia permaneva e la paziente si sottoponeva ad ulteriori visite specialistiche ed esami, tra cui Rx digerente superiore che manifestava il rallentato transito con aspetto di “stomaco a cascata”.
Ritenendo opportuno far valutare il caso da altro specialista, la paziente si sottoponeva a visita neurologica da cui emergeva che la sintomatologia accusata dalla paziente era in stretta relazione con una lesione vagale, come successivamente confermato anche da altro specialista chirurgo.
La paziente si rivolgeva infine al nostro gruppo di avvocati e consulenti medici per una valutazione del caso; quindi, per capire se la lesione del nervo vago dipendeva da errori medici commessi nel corso del primo intervento.
Ebbene, i nostri consulenti medici legali e specialisti in chirurgia dell’apparato digerente hanno ritenuto che l’indicazione di curare il reflusso gastro-esofageo da ernia iatale, tramite undoplicatio a 360° sec. Nissen per via laparoscopica, fosse corretta.
Tuttavia, hanno ritenuto che l’intervento non è stato correttamente eseguito perché vi è stata una lesione del nervo vago mono o molto più probabilmente bilaterale: tale lesione avvenne nel tratto in cui i 2 nervi decorrono addossati all’esofago nel tratto trans-diaframmatico. Ciò sarebbe confermato dal fatto che il rifacimento della fundoplicatio con tecnica di Toupet non ha in alcun modo modificato/migliorato la sintomatologia.
I nostri consulenti ricordano che in corso di fundoplicatio nella preparazione dell’esofago nel tratto sottodiaframmatico, al fine di poterlo circondare con il fondo gastrico ruotato, i due nervi vaghi decorrendo in stretta vicinanza con il viscere possono essere lesionati o stirati da manovre chirurgiche incaute.
Ricordano ancora che di norma nella prima fase dell’intervento viene aperto il legamento gastroepatico partendo dalla pars flaccida: qui occorre prestare molta attenzione onde evitare lesioni ai nervi vaghi. Successivamente si procede all’incisione del legamento frenoesofageo destro per esporre le fibre del pilastro diaframmatico destro. Si procede, quindi, alla dissezione del pilastro diaframmatico sinistro, dividendo il rispettivo legamento frenoesofageo. In tali fasi operatorie una incauta manovra può portare alla lesione dei nevi vaghi con trauma diretto o da stiramento o da elettrocuzione.
Quindi nel caso in esame si può i nostri consulenti ritengono che la sintomatologia della paziente, che persiste ancora dal primo post-operatorio, derivi da una lesione iatrogena dei nervi vaghi.
I disturbi presentati dalla paziente, dalla paresi gastrica agli episodi di tachicardia, alla disfagia con vomito e diarrea, alla marcata astenia sono peraltro caratteristicamente quelli legati ad una lesione vagale.
La lesione riportata dalla paziente per colpa di errori medici è da considerarsi un danno iatrogeno differenziale, ed invero i nostri consulenti hanno individuato il danno iatrogeno differenziale tra il 35% (lesione permanente di cui attualmente soffre la paziente) ed il 10% (lesione che sarebbe rimasta se l’intervento fosse stato correttamente eseguito).
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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