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Si tratta di casi in cui il paziente è stato sottoposto ad interventi ortopedici che si sono rivelati dannosi, ossia hanno comportato un peggioramento permanentemente ed irrimediabile delle condizioni di salute del paziente.
Vediamo in particolare con questo articolo il caso di errato intervento di ricostruzione di legamento crociato del ginocchio, riportando anche un caso pratico trattato recentemente dal Tribunale di Pisa e poi dalla Corte di Appello di Firenze.
Contattaci subito per una valutazione del tuo caso di malasanità ortopedica da parte di avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità da oltre venti anni in tutta Italia insieme a consulenti medici legali e specialisti in ortopedia!
- L’intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
- Possibili Complicanze dell’Intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
- Come ottenere il risarcimento dei danni da errato intervento di ricostruzione del legamento crociato
- Un Caso Giudiziario di errato intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
- Altri nostri Articoli e Video su Errori Ortopedici
L’intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
La ricostruzione del legamento crociato è un intervento chirurgico ortopedico finalizzato a riparare i danni al legamento crociato anteriore (LCA) o posteriore (LCP) del ginocchio.
Queste lesioni sono comuni negli sportivi, ma possono verificarsi anche a causa di incidenti o traumi.
In questo articolo, esploreremo i sintomi, la diagnosi, le opzioni chirurgiche e le possibili complicanze dell’intervento, con un focus sugli errori medici che possono compromettere la qualità della vita del paziente.
I principali sintomi della rottura del legamento crociato includono:
- Dolore acuto e improvviso al ginocchio
- Instabilità articolare, con sensazione di "cedimento"
- Gonfiore immediato o successivo
- Difficoltà a camminare o sostenere il peso
- Riduzione della mobilità articolare
Per giungere ad una diagnosi della lesione e valutare la migliore terapia i medici possono eseguire:
- Esame clinico: valutazione del medico tramite test di Lachman e Pivot Shift
- Imaging: la risonanza magnetica (RMN) è fondamentale per confermare la rottura
- Artroscopia diagnostica: in alcuni casi, l’esplorazione diretta consente di valutare l’entità del danno
Per quanto riguarda il trattamento, esso può variare a seconda della gravità della lesione:
- Terapia conservativa: riposo, fisioterapia e utilizzo di tutori nei casi meno gravi.
- Intervento chirurgico: la ricostruzione è indicata nei pazienti giovani, sportivi o con instabilità persistente.
L’operazione chirurgica di ricostruzione del legamento crociato prevede il prelievo di un innesto (autologo o da donatore) per ricostruire il legamento lesionato.
La procedura viene generalmente eseguita in artroscopia e richiede una lunga fase di riabilitazione post-operatoria.
Possibili Complicanze dell’Intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
Quando si procede ad un intervento ortopedico chirurgico di ricostruzione del legamento crociato, possono verificarsi diverse complicanze:
- Infezione post-operatoria.
- Fallimento dell’innesto.
- Rigidezza articolare o perdita di mobilità.
- Lesioni vascolari o nervose.
- Dolore cronico o recidiva della lesione.
Quando le complicanze potevano essere previste ed evitate dal medico, si può essere in presenza di un caso di malasanità che da diritto al risarcimento a favore del paziente lesionato.
Infatti, un intervento di ricostruzione del legamento del crociato caratterizzato da errori medici può comportare gravi conseguenze per il paziente, tra cui:
- Persistenza dell’instabilità articolare
- Necessità di ulteriori interventi chirurgici
- Invalidità permanente o temporanea
- Danni morali e psicologici
Quando il paziente riporta lesioni per colpa di errori medici nel trattamento di una lesione del legamento crociato, si può chiedere il risarcimento di tutti i danni fisici e psichici subiti per malasanità.
Come ottenere il risarcimento dei danni da errato intervento di ricostruzione del legamento crociato
Quando il paziente subisce un peggioramento della propria salute per colpa di errori medici commessi nel trattamento del legamento crociato, può chiedere il risarcimento entro dieci anni da quando ha avuto consapevolezza dell’errore e delle conseguenze.
Anche i familiari di un paziente rimasto gravemente lesionato o morto per errori medici ortopedici possono chiedere un risarcimento per lesione o perdita del rapporto parentale, nel minor termine di cinque anni.
Per valutare una richiesta risarcitoria contro l’ospedale o la clinica dove si sono verificati gli errori ortopedici nel trattamento del legamento crociato, è opportuno affidarsi ai seguenti professionisti:
1) Avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità: si tratta di avvocati che conoscono la normativa della responsabilità professionale medica (Legge Gelli Bianco) e la procedura stragiudiziale (tra cui la Mediazione) e giudiziale (Accertamento Tecnico Preventivo ed eventuale Causa Civile) per raggiungere il miglior risultato per paziente e suoi familiari. Il nostro gruppo di avvocati si occupa di risarcimento da errori ortopedici dal 2004 in tutta Italia.
2) Consulenti medici ortopedici: il caso deve essere preliminarmente valutato da consulenti ortopedici che potranno studiare la cartella clinica e visitare il paziente al fine di individuare errori commessi e lesioni subite. Solo medici specializzati in ortopedia potranno comprendere se sono stati commessi errori dai medici che hanno avuto in cura il paziente. Il nostro gruppo di avvocati per malasanità collabora da oltre venti anni con ortopedici.
3) Consulenti medici legali: il medico legale è lo specialista della medicina che valuta le cause di una lesione e quantifica la percentuale di invalidità permanente e temporanea residuata. Il medico legale si confronta con lo specialista ortopedico e l’avvocato e fornisce una relazione medico legale che sarà poi utile per sostenere le ragioni del risarcimento. Affidando il tuo caso al nostro Studio Legale avrai a disposizione anche medici legali di nostra fiducia.
A seguito dello studio del caso da parte dei nostri avvocati, ortopedici e medici legali, valuteremo come procedere per una richiesta risarcitoria.
La procedura per chiedere il risarcimento dei danni per errori ortopedici nel trattamento del legamento crociato consiste in:
1) Invio di Richiesta di Risarcimento all’ospedale, la clinica o il medico libero professionista che ha causato il danno
2) Tentare un Accordo Transattivo favorevole per l’assistito in tempi rapidi
3) In caso di mancato accordo, procedere con la richiesta di Perizia Medico Legale al Tribunale territorialmente competente, con l’assistenza dei nostri avvocati e consulenti medici legali e specialisti in ortopedia
4) Eventuale Causa Civile solo in caso di mancato accordo all’esito della perizia medico legale.
Affidando ai nostri avvocati il tuo caso di malasanità per errato intervento di ricostruzione del legamento crociato, avrai a disposizione professionisti che si occupano da oltre venti anni di risarcimento danni da malasanità.
Il nostro gruppo di avvocati e consulenti medici segue da oltre venti anni casi di malasanità ortopedica in tutta Italia.
Puoi contattarci tutti i giorni tramite il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 o la chat WhatsApp che trovi infondo ad ogni pagina del nostro sito.
Un Caso Giudiziario di errato intervento di Ricostruzione del Legamento Crociato
Riportiamo il caso trattato dalla Corte di Appello di Firenze con la sentenza n. 1672 del 4 ottobre 2024 che ha riconosciuto un risarcimento di circa 900 mila euro a favore di una paziente rimasta gravemente lesionata a seguito di errato intervento di ricostruzione artroscopica del legamento crociato posteriore.
Nel corso della operazione si era infatti verificata una lesione delle strutture nervose sciaticopoplite esterne ed interne, nonché una rottura parziale dell'arteria poplitea associata a lesione anche della vena contigua, con formazione di fistola post traumatica ed alta portata e pseudoaneurisma.
Secondo il Collegio Peritale (CCTTUU), le suddette lesioni erano da ritenere conseguenze di un difetto della tecnica chirurgia posta in essere nella procedura artroscopica, con particolare riferimento ad un non adeguato posizionamento, nel corso dell'intervento, del ginocchio sinistro, cui era seguita l'omessa tempestiva esecuzione dei necessari controlli in fase post-operatoria, nonché il ritardo nell'esecuzione dell'intervento di riparazione della fistola arterovenosa.
In corso di causa è emerso che la paziente subiva plurime lesioni iatrogene sia ai due nervi principali della gamba - il nervo tibiale ed il peroneale comune - sia dell'arteria poplitea, con parziale rottura della stessa e creazione di un aneurisma popliteo, complicato dalla presenza di una fistola ad alta portata arteria/vena.
In proposito risulta chiarito dalla perizia medico legale, posta alla base della decisione del giudice di primo grado, che il non adeguato posizionamento del ginocchio in sede di intervento – meno flesso di quanto raccomandato per tale procedura - avrebbe fatto sì che la fresa utilizzata per la realizzazione del tunnel osseo determinasse un taglio a livello dell'arteria e della vena poplitea, nonché una lesione del nervo sciatico prima della sua biforcazione.
Solo 18 giorni dopo il subito intervento al ginocchio la paziente veniva sottoposta ad un primo intervento per la sutura della lesione e la ricostruzione dell'arteria poplitea lacerata, risultato particolarmente complesso anche a causa del tempo trascorso rispetto alla lesione.
E' altresì pacifico che le lesioni nervose determinavano un deficit sensitivo e motorio della gamba sinistra, con arto atteggiato in intrarotazione e retrazione ‘en griffe' di tutte le dita del piede, oltra a un quadro algodistrofico di rilevante entità in tutta la gamba, caratterizzato da allodinia (ovvero un impulso doloroso percepito anche a seguito di uno stimolo ‘innocuo') lungo tutta la superficie di arto e piede, evocata anche da semplice sfioramento, con comparsa di clonie (ovvero scosse e contrazioni improvvise dell'arto).
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