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08/10/2024Riportiamo un caso di malasanità ortopedica che abbiamo recentemente trattato con successo davanti al Tribunale di Bologna nell’interesse di una nostra assistita.
Si tratta di una ragazza poco più che ventenne, affetta da coxartrosi destra non responsiva ai trattamenti incruenti, che veniva sottoposta ad intervento di protesi d’anca.
Tuttavia, il trattamento della coxartrosi tramite intervento chirurgico di protesi d’anca risultava errato e dagli errori scaturivano lesioni permanenti per la paziente.
Pertanto i nostri avvocati e consulenti medici legali si rivolgevano al Tribunale per l’espletamento di una perizia medico legale che, in effetti, confermava che il trattamento della coxartrosi tramite protesi d’anca era viziato da errori e riconosceva alla ragazza un risarcimento di più di 100mila euro.
Continua a leggere l’articolo per saperne di più sulla cura della coxartrosi tramite protesi d’anca e come puoi essere risarcito in caso di errori nell’intervento di protesi d’anca.
Coxartrosi: cos'è e come si cura
Come sempre, prima di procedere all’analisi giuridica del caso di malasanità, riportiamo alcune nozioni cliniche della patologia oggetto del caso di malasanità.
La coxartrosi, comunemente conosciuta come artrosi dell'anca, è una patologia degenerativa che colpisce l'articolazione coxo-femorale.
È una condizione cronica in cui la cartilagine che riveste la testa del femore e l'acetabolo del bacino si deteriora progressivamente.
Questo deterioramento porta a una riduzione dello spazio articolare, provocando dolore, rigidità e limitazione dei movimenti.
La coxartrosi può essere causata da diversi fattori:
- età avanzata: con il passare degli anni, la cartilagine tende a usurarsi
- predisposizione genetica: persone con una storia familiare di artrosi possono essere più soggette a sviluppare la condizione
- traumi o fratture: danni diretti all'anca possono accelerare l'insorgenza dell'artrosi
- sovrappeso: l'eccessivo peso corporeo esercita una pressione maggiore sull'articolazione dell'anca, favorendo l'usura della cartilagine
I sintomi della coxartrosi includono dolore localizzato all'inguine, alla coscia o persino al ginocchio, rigidità articolare e difficoltà nei movimenti, soprattutto al mattino o dopo periodi di inattività.
La cura della coxartrosi varia in base alla gravità dei sintomi e all'età del paziente. Le opzioni terapeutiche possono essere suddivise in due categorie:
trattamenti conservativi e interventi chirurgici.
I Trattamenti conservativi:
- farmaci: antidolorifici (paracetamolo, FANS) e farmaci condroprotettori per proteggere la cartilagine;
- fisioterapia: esercizi specifici per migliorare la mobilità e rinforzare i muscoli intorno all'articolazione dell'anca.
- infiltrazioni: acido ialuronico o corticosteroidi per ridurre il dolore e migliorare la funzione articolare.
- stile di vita: perdere peso e adottare uno stile di vita sano possono ridurre la pressione sull'anca e rallentare il progresso della malattia.
Interventi chirurgici:
- Nei casi più avanzati, quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci, si ricorre alla protesi d'anca, un intervento che sostituisce l'articolazione danneggiata con una artificiale.
Questa operazione ha un'alta percentuale di successo e permette al paziente di recuperare la mobilità e ridurre drasticamente il dolore.
Come si chiede il risarcimento per errato intervento di protesi d’anca
Il paziente che si affida all’ortopedico per la cura della coxartrosi tramite intervento di protesi d’anca, se riporta un peggioramento delle proprie condizioni di salute, ha diritto ad un risarcimento.
In particolare, si può chiedere il risarcimento quando gli errori commessi dal medico nel trattamento della coxartrosi erano prevedibili ed evitabili usando l’ordinaria diligenza medica.
Il risarcimento deve essere richiesto dal paziente entro e non oltre dieci anni di tempo da quando si è avuta consapevolezza che vi sono stati errori ortopedici che hanno causato le lesioni.
Per ottenere il risarcimento ci si deve affidare ad avvocati e consulenti medici legali, nonché nel caso specifico a consulenti specializzati in ortopedia.
I consulenti medici svolgeranno una relazione con cui l’avvocato chiederà all’ospedale o alla clinica dove è avvenuto il caso di malasanità il risarcimento.
Se non si dovesse trovare in tempi brevi un accordo, si procederà davanti al Tribunale per chiedere lo svolgimento di una perizia medico legale o consulenza tecnica d’ufficio (C. T. U.) volta ad accertare il caso di malasanità tramite consulenti nominati dal giudice.
Se anche la C. T. U. confermerà che l’intervento di protesi d’anca per la cura della coxartrosi è stato errato allora il paziente sarà risarcito.
Il caso di coxartrosi trattata male con protesi d’anca della nostra assistita
Una nostra assistita di soli 25 anni, affetta da coxartrosi precoce primaria evoluta a destra con blocco clinico delle rotazioni, veniva sottoposta ad intervento di protesi d’anca da cui scaturivano lesioni permanenti per errori medici.
I nostri avvocati si rivolgeva quindi al Tribunale di Bologna, luogo in cui era avvenuto il caso di malasanità, per l’espletamento di una perizia medico legale a tutela dei diritti della malata.
I periti nominati dal giudice (un medico legale ed uno specialista in ortopedia) accertavano che alla base del fallimento protesico vi era un conflitto collo-coppa acetabolare protesica, generatosi per errata versione combinata delle componenti protesiche.
Il post operatorio fu inoltre caratterizzato da due aventi aversi: un deficit nervoso periferico dell’arto inferiore destro ed una protesi dolorosa.
In merito al deficit nervoso dell’arto inferiore destro, secondo i periti appare evidente che sia da ascriversi a deficit nervoso a genesi post-operatoria e non intra-operatoria da errata tecnica, bensì da ematoma secondario con relativo aumento della pressione compartimentale tale da dare segni clinici con disturbi SS e SM periferici dell’arto inferiore destro.
Per i periti si tratta di evento avverso (ematoma con compressione del nervo ischiatico destro) da ricondursi a complicanza prevedibile ma non prevenibile, quindi senza colpa del chirurgo.
Per porre rimedio alla complicanza, la paziente venne sottoposta a nuovo intervento chirurgico di evacuazione dell’ematoma e sostituzione, in accorciamento, della testina protesica.
Ma tale intervento di ripristino secondo i periti avvenne in ritardo, oltre quattro giorni dal primo intervento, perché eliminare/ridurre la noxa patogena che sottende allo stiramento o alla compressione di un nervo è atto da eseguirsi il prima possibile e che tanto più tempo intercorre tra l’atto idoneo a tale riduzione/eliminazione e la sua messa in opera, minore sarà la capacità di recupero del nervo stesso.
Dopo più di un anno di cure farmacologiche e fisioterapia, non passando il dolore, la paziente veniva operata per revisione dell’impianto protesico che, a conferma, presentava segni di conflitto che deponevano per un mal allineamento dell’impianto.
Dopo aver accertato gli errori commessi nella cura della coxartrosi tramite protesizzazione d’anca, i periti hanno quantificato le lesioni permanenti riportate dalla paziente, indicandole quale danno differenziale.
Per danno differenziale si intende la differenza tra le lesioni che sarebbero comunque rimaste alla paziente anche in caso di cure corrette, e quelle superiori derivate da colpa medica.
Nello specifico, se le cure fossero state effettuate correttamente la paziente sarebbe rimasta invalida permanente nella percentuale del 18%, mentre a causa della condotta medica errata ha riportato lesioni permanenti in misura pari al 28%.
Quindi il danno differenziale è stato stimato nella misura del 10% (28% - 18%) che viene monetizzato come segue:
Danno per lesioni del 28% con personalizzazione massima € 205.508,00
Danno per lesioni del 18% con personalizzazione massima € 98.968,00
Danno differenziale (28% - 18%) € 106.540,00
Oltre al risarcimento del danno non patrimoniale per le lesioni psicofisiche subite, la nostra assistita avrà diritto anche al risarcimento di tutte le spese mediche sostenute, delle spese legali, di quelle dei propri consulenti.
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NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
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