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23/12/2025La trombosi è una patologia grave e spesso sottovalutata, che può avere conseguenze molto serie sulla salute del paziente o essere addirittura fatale.
Quando la trombosi deriva da una diagnosi tardiva o errata o da una gestione clinica non corretta, il paziente lesionato ha diritto ad un risarcimento per errori medici.
Nei casi più gravi, se il paziente rimane macroleso o muore per errori medici, anche i familiari del paziente possono chiedere un risarcimento.
Continua a leggere per saperne di più sui possibili casi di malasanità per errori medici da cui è derivata una trombosi e contatta subito i nostri avvocati per chiedere il risarcimento.
- Cos’è la Trombosi
- Sintomi, Diagnosi e Cura della Trombosi
- Trombosi da Malasanità per Errori Medici
- Un Caso Giudiziario di Trombosi per Errori Medici e Risarcimento
- Avvocati e Medici Legali per Casi di Malasanità legati a Trombosi
- Altri Articoli e Video su Casi di Malasanità
- 5 FAQ su Trombosi, Errori Medici, Malasanità e Risarcimento
Cos’è la Trombosi
La trombosi consiste nella formazione di un coagulo di sangue (trombo) all’interno di un vaso sanguigno, che può essere una vena o un’arteria.
Il coagulo ostacola o blocca il normale flusso del sangue, con possibili conseguenze anche molto gravi.
Le principali forme di trombosi sono:
• Trombosi venosa profonda (TVP), che colpisce soprattutto gli arti inferiori
• Trombosi arteriosa, spesso associata a infarto o ictus
• Embolia polmonare, quando il trombo si stacca e raggiunge i polmoni
In ambito di malasanità, la trombosi è spesso al centro di contenziosi legali a causa di errori medici nella prevenzione, nella diagnosi o nel trattamento.
Per dimostrare errori medici da cui è derivata una trombosi, è necessario affidarsi ad avvocati e medici legali per una perizia che dimostri il caso di malasanità.
Sintomi, Diagnosi e Cura della Trombosi
I sintomi della trombosi possono variare a seconda della sede del trombo, ma tra i più comuni troviamo:
• dolore e gonfiore a un arto
• arrossamento e aumento della temperatura locale
• difficoltà respiratoria e dolore toracico (nei casi di embolia polmonare)
• perdita di forza o difficoltà nel parlare (in caso di trombosi cerebrale)
La diagnosi tempestiva della trombosi è essenziale per evitare complicazioni gravi o fatali.
In caso di errata o tardiva diagnosi di trombosi il paziente può subire lesioni permanenti o addirittura morire.
Gli strumenti diagnostici più utilizzati includono:
• ecocolordoppler
• esami del sangue (come il D-dimero)
• TAC o risonanza magnetica
Un ritardo nella diagnosi o la mancata esecuzione di esami appropriati può costituire un errore medico rilevante ai fini di un risarcimento per malasanità.
Il trattamento della trombosi dipende dalla gravità e dal tipo di trombo, ma generalmente prevede:
• terapia anticoagulante
• farmaci trombolitici
• interventi chirurgici o endovascolari nei casi più gravi
Anche una terapia errata, una dose sbagliata di farmaci o la mancata somministrazione di cure preventive (ad esempio in pazienti allettati o post-operatori) può rappresentare un caso di malasanità e generare il diritto a un risarcimento.
Ricordiamo che un caso di malasanità richiede l’assistenza di avvocati e medici legali in grado di valutare gli aspetti giuridici e clinici per chiedere il risarcimento per il paziente lesionato.
Trombosi da Malasanità per Errori Medici
La trombosi, se non viene diagnosticata e trattata in modo corretto e tempestivo, può trasformarsi rapidamente in una condizione estremamente pericolosa per la vita del paziente.
In ambito sanitario, proprio la gestione clinica della trombosi è spesso al centro di procedimenti per malasanità, poiché gli errori medici possono incidere in modo determinante sull’evoluzione della patologia.
Uno dei principali rischi è rappresentato dalla diagnosi tardiva.
I sintomi della trombosi, infatti, possono essere inizialmente aspecifici e facilmente sottovalutati.
Tuttavia, la mancata prescrizione di esami diagnostici adeguati, come l’ecocolordoppler o gli esami ematochimici, può costituire un errore medico grave.
Un ritardo nella diagnosi può permettere al trombo di aumentare di dimensioni o di staccarsi, causando complicanze come l’embolia polmonare, evento potenzialmente letale.
Un altro rischio rilevante riguarda la mancata prevenzione della trombosi. In ambito ospedaliero, soprattutto nei pazienti allettati, anziani, sottoposti a interventi chirurgici o con fattori di rischio noti, il personale sanitario ha l’obbligo di adottare misure preventive, come la somministrazione di terapia anticoagulante o l’utilizzo di dispositivi specifici.
L’omissione di tali misure può configurare un caso di malasanità e dar luogo a una richiesta di risarcimento.
Un altro possibile caso di malasanità può derivare da errori medici nella fase terapeutica.
Una terapia anticoagulante errata, un dosaggio inadeguato, la mancata sospensione o il ritardo nell’avvio del trattamento possono aggravare la trombosi, causando danni permanenti agli organi coinvolti.
In alcuni casi, il paziente può andare incontro a invalidità parziale o totale, con conseguenze rilevanti sulla qualità della vita.
Particolarmente gravi sono le situazioni in cui la trombosi conduce al decesso del paziente o a gravi lesioni permanenti.
In questi casi, la responsabilità sanitaria deve essere valutata attraverso una attenta analisi medico legale per accertare se gli errori medici abbiano avuto un ruolo causale nell’evento.
Quando il nesso di causalità viene dimostrato, i familiari possono avere diritto a un risarcimento per danno da perdita del rapporto parentale.
Un Caso Giudiziario di Trombosi per Errori Medici e Risarcimento
Riportiamo il caso trattato dal Tribunale Civile di Varese con la sentenza n.117 del 2025, che ha riconosciuto il risarcimento ai familiari di una paziente deceduta per trombosi derivata da malasanità per errori medici.
Una donna si rivolgeva nel 2014 al ginecologo per il trattamento dei sintomi della menopausa, avvenuta quando aveva compiuto 58 anni, ovvero nel 2009, ed il medico ad aprile 2014 sostituiva la TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) in corso con Estalin Sequi con Minulet Copresse.
A novembre 2014 lo specialista confermava la terapia individuata alla visita precedente e suggeriva terapia marziale con Tecnofer Compresse effervescenti.
Successivamente, nel marzo 2016, il ginecologo confermava nuovamente la terapia con Minulet Compresse e poi, a luglio, aumentava la terapia marziale.
A dicembre 2016 la donna contattava il medico di famiglia per un aumento della dispnea presente da qualche giorno e il medico le prescrisse esami di laboratorio.
Pochi giorni dopo, la donna accusava un malore e perdeva conoscenza a causa di un arresto cardiocircolatorio, dopodiché moriva per tromboembolia polmonare bilaterale.
Il Tribunale disponeva una perizia medico legale da cui derivava che:
• l'associazione tra l'assunzione degli estro-progestinici e la piastrinosi rappresentasse un concreto aumentato rischio di trombosi; perciò, considerata l'età, il perdurare dell'anemia e la concomitanza di una piastrinosi, sarebbe stato imperativo sospendere la TOS, almeno dall'ottobre 2014, epoca in cui gli esami hanno confermato la persistenza della piastrinosi e ricercare le causa dell'anemia e della piastrinosi.
• l'aumento del rischio trombotico conseguenza della TOS e della piastrinosi è una nozione alla portata di qualsiasi laureato in medicina, a prescindere dalla disciplina specialistica di cui si è titolari e, pertanto, tanto lo specialista quanto il medico di base erano tenuti a disporre la sospensione della terapia in corso;
• la mancata sospensione della TOS da parte dello specialista ginecologo configurava un sicuro profilo di responsabilità di quest'ultimo, ma che doveva ritenersi censurabile anche il comportamento del medico di medicina generale il quale, pur non essendo uno specialista nella materia, non avrebbe dovuto limitarsi a seguire pedissequamente la prescrizione dello specialista ginecologo, in quanto avrebbe dovuto essere consapevole dell'aumentato rischio trombotico a causa sia della TOS che della piastrinosi.
I consulenti hanno poi concluso che “il decesso della paziente avrebbe potuto essere evitato, col criterio del ‘più probabile che non' con una precoce sospensione della TOS, mentre un'approfondita indagine sulle cause dell'anemia e della piastrinosi avrebbe permesso di instaurare, sempre col criterio del ‘più probabile che non', un trattamento terapeutico idoneo ad evitare la malattia tromboembolica”.
Il Tribunale ha quindi accolto la richiesta di risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale per i familiari della paziente morta per malasanità da errori medici, con risarcimenti da 125mila euro a 325mila euro.
Avvocati e Medici Legali per Casi di Malasanità legati a Trombosi
Se un tuo familiare è rimasto gravemente lesionato o è morto per un caso di malasanità da errori medici da cui è derivata una trombosi, contattaci subito tramite il nostro Numero Verde Malasanità o la chat WhatsApp.
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Nel primo colloquio con l’avvocato potrai esporre il caso di malasanità ed avere i primi consigli legali, per non perdere tempo e iniziare la procedura per la richiesta di risarcimento.
Dopo la valutazione degli aspetti giuridici, il caso di malasanità tuo o di un tuo familiare sarà sottoposto a valutazione medico legale da parte dei nostri consulenti.
Nel caso di riconoscimento di errori medici da parte del personale che ha avuto in cura il paziente, i nostri avvocati e medici legali ti assisteranno nella perizia medico legale per dimostrare il caso di malasanità e chiedere il risarcimento.
Nel corso di oltre venti anni di esperienza nel settore del risarcimento da malasanità per errori medici, il nostro gruppo di avvocati e medici legali ha già affrontato casi di trombosi fatali per il paziente.
Rivolgendoti agli avvocati e medici legali di avvocaticollegati.it, avrai quindi al tuo fianco professionisti che sapranno assisterti in tutte le fasi della richiesta di risarcimento da malasanità.
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5 FAQ su Trombosi, Errori Medici, Malasanità e Risarcimento
1. Quando una trombosi può essere causata da errori medici e costituire un caso di malasanità?
Una trombosi può costituire un caso di malasanità quando deriva da errori medici nella prevenzione, nella diagnosi o nel trattamento della patologia. Tra gli errori più frequenti rientrano la mancata valutazione dei fattori di rischio, l'omessa prescrizione di esami diagnostici, il ritardo nell'inizio della terapia anticoagulante e la mancata prevenzione della trombosi nei pazienti ricoverati o sottoposti a interventi chirurgici. Se tali errori provocano gravi lesioni o il decesso del paziente, può essere richiesto un risarcimento per malasanità, previa dimostrazione della responsabilità sanitaria attraverso una perizia medico-legale.
2. È possibile chiedere un risarcimento per una trombosi non diagnosticata tempestivamente?
Sì, il paziente che subisce danni alla salute per una diagnosi tardiva di trombosi può chiedere un risarcimento quando il ritardo diagnostico dipende da una condotta medica inadeguata e ha causato un aggravamento evitabile della patologia. Una trombosi venosa profonda non riconosciuta, ad esempio, può evolvere in embolia polmonare, mentre una trombosi arteriosa può provocare ischemie, ictus o danni permanenti agli arti. Per accertare la malasanità è necessario verificare se il personale sanitario avrebbe dovuto riconoscere i sintomi e prescrivere tempestivamente gli accertamenti appropriati, come l'ecocolordoppler.
3. La mancata somministrazione di farmaci anticoagulanti può comportare un risarcimento per malasanità?
La mancata somministrazione di una terapia anticoagulante può rappresentare un errore medico quando il trattamento preventivo o terapeutico era clinicamente indicato e non sussistevano controindicazioni. Il rischio di trombosi deve essere valutato con particolare attenzione nei pazienti allettati, sottoposti a interventi chirurgici o affetti da patologie che favoriscono la formazione di coaguli. Anche una prescrizione farmacologica inadeguata o il mancato controllo dei fattori di rischio possono determinare una responsabilità sanitaria. Il risarcimento è possibile quando una perizia medico-legale dimostra che la condotta omissiva o errata ha causato, secondo i criteri applicabili, il danno subito dal paziente.
4. I familiari di un paziente morto per trombosi possono chiedere il risarcimento dei danni?
Sì, i familiari di un paziente deceduto per trombosi causata da errori medici possono chiedere il risarcimento dei danni subiti, compreso il danno da perdita del rapporto parentale, quando viene dimostrata la responsabilità sanitaria. Nell'articolo viene richiamata la sentenza n. 117/2025 del Tribunale di Varese, relativa al decesso di una paziente per tromboembolia polmonare in un contesto di inadeguata gestione dei fattori di rischio e della terapia ormonale. Il Tribunale ha riconosciuto risarcimenti ai familiari compresi, secondo quanto riportato nell'articolo, tra 125.000 e 325.000 euro. Ogni caso richiede comunque una valutazione specifica delle responsabilità, del nesso causale e dei danni effettivamente subiti.
5. Come dimostrare che una trombosi deriva da malasanità e a quali avvocati rivolgersi per ottenere il risarcimento?
Per dimostrare che una trombosi è stata provocata o aggravata da errori medici, occorre acquisire la cartella clinica, gli esami diagnostici, le prescrizioni farmacologiche e tutta la documentazione relativa alle cure ricevute. Successivamente, un medico legale, con il supporto degli specialisti competenti, deve valutare se siano state rispettate le corrette procedure di prevenzione, diagnosi e trattamento della trombosi. Il gruppo Avvocati Collegati, fondato dall'Avv. Nicola Barsotti e attivo dal 2004 nel settore del risarcimento da malasanità, si avvale di medici legali e specialisti per valutare i casi di trombosi che hanno provocato gravi invalidità o il decesso del paziente. Per richiedere assistenza è possibile contattare il Numero Verde Malasanità 800 91 23 01.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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