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05/06/2026
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09/06/2026Avvocati Collegati è un gruppo di avvocati che dal 2004 assiste vittime di malasanità in tutta Italia, anche tramite la collaborazione con consulenti medici legali e specialisti nelle varie branche della medicina.
In oltre venti anni di professione, i nostri avvocati hanno seguito anche casi di malasanità per errori medici legati ad ischemie o infarti intestinali, con conseguenti richieste risarcitorie per pazienti lesionati e familiari di pazienti deceduti.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più sulla procedura che segue ogni nostro avvocato per la richiesta di risarcimento in caso di errori medici legati all’ischemia o infarto intestinale, sulla patologia di cui trattiamo e su un caso giudiziario di risarcimento per ischemia intestinale mal trattata.
- Che Cos’è l’Ischemia Intestinale o Infarto Intestinale
- Cause, Sintomi, Diagnosi e Cure dell’Ischemia Intestinale
- Possibili Casi di Malasanità per Errori Medici legati all’Ischemia Intestinale
- Il Risarcimento per Errori Medici nel Trattamento di Ischemie Intestinali
- La Perizia Medico Legale per Accertare Errori Medici legati all’Ischemia Intestinale
- La Procedura di Avvocati Collegati per Risarcimento per Malasanità legata a Ischemia Intestinale
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori Medici nella Gestione di Ischemia Intestinale
- Articoli e Video dell’Avvocato Barsotti sulla Malasanità
Che Cos’è l’Ischemia Intestinale o Infarto Intestinale
L’ischemia intestinale, spesso chiamata anche infarto intestinale, è una condizione grave che si verifica quando una parte dell’intestino non riceve sangue e ossigeno in quantità sufficiente.
Il problema può riguardare l’intestino tenue, il colon o entrambi.
Quando il flusso sanguigno viene ridotto o bloccato, i tessuti intestinali iniziano a soffrire.
Se la diagnosi e le cure non arrivano in tempo, l’ischemia può evolvere in necrosi intestinale, perforazione, infezione generalizzata, shock, insufficienza multiorgano e, nei casi più gravi, morte del paziente.
Per questo motivo l’ischemia intestinale è una patologia tempo-dipendente: ogni ora può essere decisiva.
Dal punto di vista medico si possono distinguere diverse forme:
• ischemia mesenterica acuta, spesso improvvisa e potenzialmente letale;
• ischemia mesenterica cronica, legata a una riduzione progressiva del flusso sanguigno;
• colite ischemica, che interessa prevalentemente il colon;
• ischemia intestinale non occlusiva, che può verificarsi anche senza un vero trombo o embolo, ad esempio in pazienti in shock, in terapia intensiva o con grave riduzione della pressione arteriosa.
Quando un paziente riporta lesioni o muore per errori medici nella diagnosi o nel trattamento dell’ischemia intestinale, è possibile chiedere tramite i nostri avvocati un giusto risarcimento.
Chiama subito e senza costi il nostro Numero Verde Malasanità 800912301 o usa la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del sito per chiedere un parere a un avvocato esperto in risarcimento danni da malasanità.
Cause, Sintomi, Diagnosi e Cure dell’Ischemia Intestinale
Tra le cause più frequenti di una ischemia intestinale vi sono:
• embolia arteriosa, cioè un coagulo che parte da un altro distretto, spesso dal cuore, e blocca un’arteria intestinale;
• trombosi arteriosa, spesso collegata ad aterosclerosi;
• trombosi venosa mesenterica, con ostacolo al deflusso del sangue dall’intestino;
• riduzione grave della pressione o del flusso sanguigno, ad esempio in caso di shock, sepsi, scompenso cardiaco o interventi chirurgici complessi;
• fibrillazione atriale e altre patologie cardiache, che aumentano il rischio di emboli;
• stati di ipercoagulabilità, tumori, malattie infiammatorie, traumi o condizioni che favoriscono la formazione di trombi.
Sono particolarmente a rischio i pazienti anziani, cardiopatici, vasculopatici, diabetici, affetti da fibrillazione atriale, pazienti già operati o ricoverati in condizioni critiche.
I sintomi possono variare in base alla sede e alla gravità dell’ischemia.
Tuttavia, alcuni segnali devono sempre essere considerati con attenzione dal personale medico-sanitario, soprattutto in pronto soccorso.
Tra i sintomi più comuni di una ischemia o infarto intestinale vi sono:
• dolore addominale improvviso e molto intenso;
• dolore sproporzionato rispetto ai reperti dell’esame obiettivo;
• nausea e vomito;
• diarrea;
• sangue nelle feci;
• addome gonfio o dolorabile;
• febbre;
• peggioramento rapido delle condizioni generali;
• confusione, soprattutto nei pazienti anziani;
• aumento dei globuli bianchi, acidosi metabolica o lattati elevati negli esami del sangue.
Uno degli aspetti più insidiosi dell’ischemia mesenterica acuta è che, nelle fasi iniziali, il paziente può avere un dolore molto forte ma un addome ancora trattabile, senza segni evidenti di peritonite. Questo può portare a sottovalutare il quadro clinico.
La sottovalutazione del dolore addominale acuto, soprattutto in un paziente con fattori di rischio cardiovascolare, può rappresentare un profilo di responsabilità sanitaria se determina un ritardo diagnostico e terapeutico.
La diagnosi dell’ischemia intestinale richiede rapidità, esperienza clinica e corretta interpretazione dei segni del paziente.
Gli accertamenti diagnostici possono comprendere:
• visita medica accurata;
• esami del sangue;
• valutazione dei lattati e degli indici di sofferenza metabolica;
• TC addome con mezzo di contrasto;
• angio-TC;
• consulenza chirurgica;
• consulenza vascolare;
• colonscopia in casi selezionati di sospetta colite ischemica;
• laparoscopia o laparotomia esplorativa nei casi più gravi.
Nei casi sospetti, il tempo è fondamentale, perché un paziente con dolore addominale acuto, fattori di rischio cardiovascolare e peggioramento clinico deve essere valutato con urgenza.
La mancata esecuzione di una TC con contrasto o di una consulenza chirurgica tempestiva, quando indicate, può avere conseguenze molto gravi.
Il trattamento dipende dal tipo di ischemia, dalla causa, dalla gravità e dallo stato generale del paziente.
Le cure dell’ischemia o infarto intestinale possono includere:
• stabilizzazione del paziente;
• somministrazione di liquidi;
• antibiotici;
• anticoagulanti;
• correzione dello shock o dell’insufficienza circolatoria;
• procedure endovascolari per riaprire il vaso ostruito;
• intervento chirurgico;
• resezione del tratto intestinale necrotico;
• terapia intensiva;
• nutrizione parenterale nei casi di intestino corto o grave malassorbimento.
Quando l’intestino è già andato incontro a necrosi, può essere necessario rimuovere una parte più o meno estesa dell’intestino.
Questo può causare conseguenze permanenti, come stomia, sindrome dell’intestino corto, malnutrizione, diarrea cronica, disidratazione, necessità di nutrizione artificiale e riduzione significativa della qualità della vita.
Nei casi più gravi, purtroppo, l’ischemia intestinale può anche condurre al decesso del paziente.
Per una valutazione di un caso tuo o di un tuo familiare, puoi chiamare subito e senza costi il nostro Numero Verde Malasanità o utilizzare la chat WhatsApp e chiedere una perizia medico legale tramite i nostri avvocati e consulenti medici legali.
Possibili Casi di Malasanità per Errori Medici legati all’Ischemia Intestinale
Non tutti i casi di ischemia intestinale dipendono da un errore medico, perché si tratta di una patologia grave, talvolta improvvisa e difficile da diagnosticare.
Tuttavia, può esservi responsabilità sanitaria quando il danno è stato causato o aggravato da condotte non corrette, ritardi, omissioni o errori nella gestione del paziente.
Secondo l’esperienza dei nostri consulenti medici, i casi più frequenti di possibile malasanità legati all’ischemia intestinale sono:
1. Ritardo nella diagnosi
Il ritardo diagnostico è uno dei profili più rilevanti. Può verificarsi quando il paziente si presenta con dolore addominale intenso, fattori di rischio e segni di peggioramento, ma non viene sottoposto agli accertamenti necessari.
Ad esempio, può esserci responsabilità se:
• il dolore viene attribuito superficialmente a gastrite, colica o disturbo intestinale;
• non viene considerata l’ipotesi di ischemia mesenterica;
• non vengono richiesti esami ematici adeguati;
• non viene eseguita una TC addome con mezzo di contrasto;
• non viene attivata una consulenza chirurgica o vascolare;
• il paziente viene dimesso nonostante sintomi importanti.
2. Ritardo nell’intervento chirurgico
Quando l’ischemia intestinale richiede un intervento urgente, il ritardo può determinare il passaggio da una sofferenza reversibile a una necrosi irreversibile.
In questi casi il tempo perso può incidere direttamente sull’estensione dell’intestino da rimuovere, sulla sopravvivenza del paziente e sulla gravità degli esiti permanenti.
3. Errata gestione del paziente in pronto soccorso
Il pronto soccorso è spesso il luogo in cui si gioca la possibilità di salvare il paziente. Possono emergere profili di responsabilità quando non viene attribuito il corretto codice di priorità, il paziente resta per ore senza rivalutazione o non vengono interpretati correttamente i segni clinici e laboratoristici.
4. Mancata prevenzione in pazienti ad alto rischio
In alcuni pazienti il rischio trombotico o embolico è noto. Si pensi a soggetti con fibrillazione atriale, protesi valvolari, patologie cardiache, precedenti trombosi o condizioni di ipercoagulabilità.
Una gestione inadeguata della terapia anticoagulante, una sospensione non corretta o la mancata valutazione del rischio possono contribuire all’evento ischemico.
5. Errori post-operatori
L’ischemia intestinale può insorgere anche dopo interventi chirurgici, soprattutto in pazienti complessi. In questi casi è necessario monitorare dolore, pressione, parametri ematici, funzionalità degli organi e segni di sofferenza intestinale.
Può esservi responsabilità se il peggioramento post-operatorio viene sottovalutato o se non vengono eseguiti tempestivamente gli accertamenti necessari.
6. Dimissione prematura
La dimissione di un paziente con dolore addominale importante, esami alterati o condizioni generali non stabilizzate può rappresentare un errore, soprattutto se il paziente torna successivamente in ospedale in condizioni peggiori e viene diagnosticata un’ischemia intestinale avanzata.
Per una valutazione di eventuali errori medici nella gestione di una ischemia intestinale, puoi rivolgerti al nostro gruppo di avvocati e medici legali chiamando subito gratuitamente il Numero Verde Malasanità 800912301.
Il Risarcimento per Errori Medici nel Trattamento di Ischemie Intestinali
In caso di ischemia intestinale causata o aggravata da errore medico, il paziente può chiedere il risarcimento dei danni subiti.
I danni risarcibili possono comprendere:
• danno biologico temporaneo e permanente;
• sofferenza morale;
• danno da perdita o riduzione della qualità della vita;
• danno da invalidità permanente;
• danno estetico e funzionale, ad esempio in caso di stomia;
• spese mediche e riabilitative;
• costi di assistenza;
• perdita di reddito o riduzione della capacità lavorativa;
• necessità di cure future;
• danni da malnutrizione, intestino corto o nutrizione artificiale;
• danni subiti dai familiari nei casi più gravi.
Se il paziente è deceduto, i familiari possono agire per ottenere il risarcimento dei danni da morte del congiunto, compresi il danno da perdita del rapporto parentale e gli eventuali danni subiti direttamente dalla vittima prima del decesso, quando giuridicamente trasmissibili agli eredi.
Quando l’ischemia intestinale conduce alla morte del paziente, è necessario verificare se il decesso fosse inevitabile oppure se sia stato causato o favorito da un errore sanitario.
I familiari possono chiedere il risarcimento se, ad esempio, emerge che:
• la diagnosi è arrivata troppo tardi;
• il paziente è stato dimesso senza accertamenti adeguati;
• l’intervento chirurgico è stato eseguito in ritardo;
• non sono stati riconosciuti segni di shock, sepsi o necrosi intestinale;
• non è stata gestita correttamente la terapia anticoagulante;
• non è stata attivata tempestivamente la consulenza specialistica;
• il paziente non è stato monitorato in modo adeguato.
In questi casi è fondamentale ricostruire la cronologia degli eventi: ora di accesso in pronto soccorso, sintomi riferiti, esami richiesti, referti, terapie, consulenze, orario della diagnosi, orario dell’intervento e causa del decesso.
La valutazione medico-legale serve a stabilire se una condotta corretta avrebbe potuto evitare la morte o aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza.
La Perizia Medico Legale per Accertare Errori Medici legati all’Ischemia Intestinale
Per capire se un caso di ischemia intestinale può dare diritto al risarcimento non basta conoscere l’esito negativo ma occorre analizzare la documentazione sanitaria.
Per una perizia medico legale tramite Avvocati Collegati, volta ad accertare un caso di malasanità, sono particolarmente importanti:
• cartella clinica completa;
• verbale di pronto soccorso;
• triage;
• esami del sangue;
• referti radiologici;
• immagini TC;
• diario clinico;
• consulenze chirurgiche e specialistiche;
• verbale operatorio;
• consenso informato;
• scheda anestesiologica;
• documentazione di terapia intensiva;
• certificato di morte, se il paziente è deceduto;
• eventuale riscontro diagnostico o autopsia.
Solo l’analisi integrata di avvocati esperti in responsabilità sanitaria e medici specialisti consente di stabilire se vi siano i presupposti per una richiesta di risarcimento.
Infatti, per chiedere il risarcimento all’ospedale o alla clinica dove si è verificato il caso di malasanità per errori medici legati a una ischemia o infarto intestinale, è necessario uno studio approfondito del caso, sia dal punto di vista clinico (con i nostri consulenti medici) che giuridico (con i nostri avvocati).
La richiesta di risarcimento deve infatti essere costruita in modo tecnico e documentato.
In generale, il percorso prevede:
• acquisizione della documentazione sanitaria;
• studio della cartella clinica;
• valutazione medico-legale;
• individuazione degli errori o dei ritardi;
• quantificazione dei danni;
• invio della richiesta risarcitoria alla struttura sanitaria e alla compagnia assicurativa;
• tentativo di definizione stragiudiziale;
• eventuale azione giudiziaria, se il risarcimento non viene riconosciuto.
Nei casi di malasanità, è essenziale non limitarsi a una contestazione generica. Bisogna dimostrare quali condotte siano state errate, quale danno abbiano prodotto e quale sarebbe stato il comportamento sanitario corretto.
La Procedura di Avvocati Collegati per Risarcimento per Malasanità legata a Ischemia Intestinale
Avvocati Collegati è un gruppo di avvocati che assiste le vittime di malasanità e i loro familiari in tutta Italia dal 2004, con la collaborazione di consulenti medici e con una procedura pensata per valutare il caso in modo serio, rapido e documentato.
1. Primo contatto e ascolto della storia
Il primo passo è il racconto di ciò che è accaduto. Il paziente o i familiari possono spiegare quando sono comparsi i sintomi, come si è svolto l’accesso in ospedale, quali diagnosi sono state fatte, quali cure sono state eseguite e quali conseguenze si sono verificate.
Questa fase serve a comprendere se vi siano elementi compatibili con un possibile caso di malasanità.
2. Raccolta della documentazione sanitaria
Il gruppo Avvocati Collegati indica quali documenti sono necessari e aiuta il paziente o i familiari a ricostruire il percorso clinico.
La cartella clinica è il documento centrale: da essa si possono ricavare tempi, decisioni mediche, esami effettuati, omissioni, ritardi e passaggi critici.
3. Valutazione medico-legale del caso
La documentazione viene esaminata con il supporto di professionisti esperti. Nei casi di ischemia intestinale possono essere coinvolti medici legali, chirurghi, gastroenterologi, radiologi, anestesisti o altri specialisti, a seconda delle caratteristiche del caso.
L’obiettivo è capire se il danno fosse evitabile e se vi siano profili di responsabilità sanitaria.
4. Quantificazione del danno
Se emergono elementi fondati, viene valutata l’entità del danno subito dal paziente o dai familiari.
Nei casi di gravi lesioni si considerano invalidità permanente, sofferenza, perdita di autonomia, necessità di assistenza, spese mediche e conseguenze lavorative.
Nei casi di morte si valutano i danni spettanti ai familiari e agli eredi.
5. Richiesta di risarcimento
Avvocati Collegati predispone una richiesta risarcitoria completa, fondata sulla documentazione clinica, sulla valutazione medico-legale e sulla quantificazione dei danni.
La richiesta viene rivolta alla struttura sanitaria responsabile e alla relativa compagnia assicurativa.
6. Trattativa o causa
Quando possibile, si cerca una soluzione stragiudiziale, per ottenere il risarcimento senza affrontare un lungo giudizio.
Se però la struttura o l’assicurazione negano la responsabilità o offrono un importo non adeguato, Avvocati Collegati valuta l’azione giudiziaria più opportuna per tutelare il paziente o i familiari.
I casi di ischemia intestinale sono complessi: richiedono competenze mediche e giuridiche specifiche, perché spesso la responsabilità si gioca su tempi, sintomi, esami mancati, interpretazione di referti e scelte terapeutiche.
Un avvocato esperto in responsabilità sanitaria sa quali documenti cercare, quali profili contestare, quali specialisti coinvolgere e come costruire una richiesta risarcitoria efficace.
Affidarsi a professionisti abituati a trattare casi di malasanità può fare la differenza tra una contestazione generica e una domanda di risarcimento fondata.
Se tu o un tuo familiare avete subito gravi conseguenze dopo un’ischemia intestinale, un infarto intestinale, una colite ischemica o un ritardo nella diagnosi, è importante verificare se vi siano i presupposti per chiedere il risarcimento.
Avvocati Collegati può esaminare il caso, valutare la documentazione sanitaria e aiutarti a capire se il danno subito sia collegato a un errore medico, a un ritardo diagnostico o a una gestione sanitaria non corretta.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori Medici nella Gestione di Ischemia Intestinale
Per far capire come si svolge una causa per risarcimento a favore di familiari di un paziente morto per malasanità da errori medici nella gestione di una ischemia intestinale, riportiamo il caso trattato dal Tribunale Civile di Terni con la sentenza n. 60/2022.
La causa è stata promossa dai familiari di un uomo morto in data 17 gennaio 2013 alle ore 17,40 presso l'Ospedale Santa Maria di Terni, ove si trovava ricoverato a seguito di trasferimento dagli ospedali di Amelia e di Narni, per i motivi sotto riportati.
Precisamente, in data 16 gennaio 2013, alle ore 20,00 circa, l’uomo fu accompagnato presso il Pronto Soccorso del Presidio ospedaliero di Amelia per un profondo malessere caratterizzato da dolori addominali e, in sede anamnestica, veniva riportato “riferita ipertensione arteriosa. Problemi valvolari che il paziente non sa precisare. Insufficienza aortica. Coartazione aortica”, senza alcun accertamento specifico per problemi cardiaci.
Alle ore 22.30 del 16 gennaio 2013 il paziente venne trasferito al Presidio Ospedaliero Territoriale di Narni, nel quale sarebbero stati realizzati una serie di grossolani errori diagnostici, non praticando al paziente le cure che avrebbero impedito la progressione della patologia verso l'esito letale.
Dopo lunghe ore, trascorse presso l'ospedale di Narni ed a seguito dell'ematemesi massiva che colpì il paziente alle ore 15,15 del 17/01/2013, quest'ultimo fu nuovamente trasferito all'Ospedale di Terni ove morì alle ore 17,40 dello stesso giorno, a causa di 'Shock emorragico in paziente con fistola aorto-esofagea secondaria e perforazione di aneurisma metastenotico post-coartazione'.
Tanto premesso in fatto, gli attori hanno allegato la violazione da parte dei medici della ASL Umbria 2, in particolare degli Ospedali di Amelia e Narni, delle regole della corretta scienza medica, lamentando negligenza e imperizia nel percorso diagnostico e terapeutico del de cuius, con violazione delle regole di condotta contenute nelle linee guida della Società Italiana ecografia cardiovascolare.
In particolare, quanto alla condotta dei sanitari del Pronto Soccorso di Amelia, gli attori hanno lamentato: la mancata valorizzazione del dato relativo al marcato stato ipertensivo del soggetto, anche in considerazione della giovane età (25 anni); errori nella esecuzione dell'esame obiettivo non avendo i sanitari rilevato che il paziente al momento dell'accesso in Pronto Soccorso era portatore di insufficienza aortica non considerando oltre ai dati obiettivi le dichiarazioni del paziente che aveva segnalato la presenza di pregressi problemi cardiaci; errore nella scelta della struttura verso la quale trasferire il paziente indirizzato alla Divisione di Medicina dell'Ospedale di Narni, mentre avrebbe dovuto essere trasferito, per la gravità dei sintomi, presso struttura di II livello.
Con riferimento alle prestazioni ricevute presso la Divisione di Medicina dell'Ospedale di Narni gli attori hanno lamentato: errori nella raccolta dell'anamnesi per non avere i sanitari valutato adeguatamente quanto dichiarato dal paziente in merito a pregresse patologie cardiache; superficialità nell'esecuzione del primo esame obiettivo; negligenza ed omissioni nell'esecuzione degli esami diagnostici; omessa visita del paziente a fronte dei forti dolori addominali dallo stesso lamentati; grossolani errori nella esecuzione dell'esame obiettivo del giorno successivo al ricovero e nella interpretazione degli esami diagnostici; grave omissione nel non richiedere un accertamento ecocardiografico urgente e nel non trasferire il paziente in struttura sanitaria di secondo livello.
Rilevando l'esistenza di un nesso di causalità tra le condotte negligenti e le omissioni evidenziate e l'evento morte, con possibilità di ravvisare il presupposto del 'più probabile che non' , affermando che un'esatta diagnosi e corretti e tempestivi interventi avrebbero potuto scongiurare il rischio del verificarsi del decesso e che, pertanto, le condotte tenute dai sanitari durante il periodo di degenza sarebbero state la causa della perdita di chances di sopravvivenza del paziente, come evidenziato dalla perizia medico legale di parte, gli attori hanno chiesto la condanna della parte convenuta al risarcimento dei danni.
Ebbene, a seguito di espletamento di perizia medico legale è effettivamente emerso che:
- sull'errore nella diagnosi: 'La diagnosi, sia presso il Pronto Soccorso Di Amelia che di Narni, non è stata né corretta, né tempestiva'; 'i dati clinici a disposizione dei sanitari, in particolare l'anamnesi unitamente al riscontro della grave ipertensione, non erano di difficile interpretazione.';
- sulla sussistenza del nesso causale tra errore diagnostico, mancati corretti interventi ed evento: 'Il grande ritardo, 20 ore circa, nella prospettazione diagnostica è in rapporto causale con l'evento morte’
- con riferimento alla c.d. perdita per il paziente della "chance" di vivere per un periodo di tempo più lungo rispetto a quello poi effettivamente vissuto 'Certamente la mancata diagnosi della patologia in essere, ha comportato la possibilità per il paziente di vivere un periodo di tempo più lungo rispetto a quello effettivamente vissuto.'
Articoli e Video dell’Avvocato Barsotti sulla Malasanità
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