
Revisione del By Pass Femoro-Popliteo e Casi di Malasanità
06/05/2026
Malattie Cardiovascolari: Errori Medici e Risarcimento da Malasanità
12/05/2026Se hai subito un intervento di protesi o revisione di protesi a cui è seguita una infezione, puoi chiedere il risarcimento per malasanità tramite il nostro gruppo di Avvocati Collegati.
Dal 2004 ci occupano in tutta Italia di risarcimento per casi di infezioni protesiche, anche tramite perizie dei nostri consulenti medici legali, ortopedici e infettivologi.
Continua a leggere questo articolo, scritto in collaborazione con i nostri consulenti medici, per sapere come possiamo aiutare pazienti danneggiati e familiari di chi è rimasto lesionato o morto per infezione protesica ad ottenere il giusto risarcimento.
Riporteremo anche un caso giudiziario recentemente trattato dalla Corte di Cassazione, relativo ad un paziente risarcito dall’ospedale in cui aveva subito un intervento di protesi d’anca complicato da infezione.
- Cosa si Intende per Infezione di Protesi?
- Vari Casi di Infezione di Protesi e Risarcimento
- Possibili Errori Medici nella Diagnosi di Infezione della Protesi
- Infezione di Protesi e Possibili Errori Medici nella Cura
- Il Risarcimento per il Paziente e i Familiari Vittime di Malasanità
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Infezione Protesica da Malasanità
- Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Infezioni della Protesi
- Altri Video su Casi di Malasanità per Infezioni
Cosa si Intende per Infezione di Protesi?
L’infezione di protesi si verifica quando batteri o altri microrganismi contaminano la zona dell’impianto protesico.
L’infezione di protesi è una delle complicanze più gravi che possono verificarsi dopo un intervento chirurgico ortopedico, come l’impianto di una protesi d’anca, una protesi di ginocchio, una protesi di spalla o una revisione di protesi già esistente.
Tuttavia, quando l’infezione è conseguenza di errori, omissioni o carenze organizzative della struttura sanitaria, il paziente può trovarsi davanti a un caso di malasanità e avere diritto a chiedere un risarcimento.
In questi casi ci si può rivolgere ad Avvocati Collegati per valutare tramite una perizia medico legale dei nostri consulenti medici se l’infezione contratta durante o dopo l’intervento di protesi sia collegata a responsabilità della struttura sanitaria.
L’infezione può manifestarsi subito dopo l’intervento, nelle settimane successive, oppure anche a distanza di mesi o anni.
In alcuni casi l’infezione di protesi è evidente, con febbre, dolore intenso, secrezione dalla ferita chirurgica e gonfiore, mentre in altri casi l’infezione ha un andamento più lento e subdolo, con dolore persistente, difficoltà nei movimenti e progressivo fallimento della protesi.
Ebbene, è importante sapere che, quando l’infezione poteva essere evitata attraverso una corretta prevenzione, diagnosi tempestiva e gestione clinica adeguata, può configurarsi un caso di malasanità.
In queste situazioni il paziente danneggiato da una infezione protesica può chiedere assistenza ai nostri avvocati e medici legali per un giusto risarcimento.
Devi sapere che anche i familiari di un paziente rimasto lesionato o morto a seguito di una infezione della protesi possono chiedere il risarcimento, per compromissione del rapporto parentale.
Vari Casi di Infezione di Protesi e Risarcimento
Secondo l’esperienza del nostro gruppo di avvocati e consulenti medici legali, le infezioni di protesi più frequenti riguardano soprattutto gli interventi di chirurgia ortopedica maggiore.
Tra i casi più comuni di infezioni protesiche vi sono le seguenti.
Infezione di protesi d’anca
L’intervento di protesi d’anca è molto diffuso, soprattutto nei pazienti anziani o in chi soffre di artrosi grave, fratture o necrosi della testa femorale. L’infezione della protesi d’anca può causare dolore, difficoltà a camminare, febbre, instabilità dell’impianto e necessità di ulteriori interventi chirurgici.
Infezione di protesi di ginocchio
La protesi di ginocchio può andare incontro a infezione soprattutto nei pazienti fragili, diabetici, immunodepressi o sottoposti a interventi complessi. L’infezione può determinare gonfiore, rigidità, dolore continuo, limitazione funzionale e, nei casi più gravi, rimozione della protesi.
Infezione dopo revisione di protesi
La revisione di protesi è un intervento più complesso rispetto al primo impianto. Si esegue quando la protesi precedente è usurata, mobilizzata, instabile o già infetta. Proprio per la maggiore complessità chirurgica, il rischio di infezione può essere più elevato. Se la struttura sanitaria non adotta tutte le misure di prevenzione, può emergere una responsabilità per malasanità.
Infezione di protesi di spalla o altre articolazioni
Anche la protesi di spalla, gomito, caviglia o altre articolazioni può andare incontro a infezione. Queste infezioni possono essere difficili da diagnosticare e richiedere competenze specialistiche ortopediche e infettivologiche.
Per ottenere un risarcimento da malasanità per infezione della protesi, occorre verificare se l’infezione sia riconducibile a condotte colpose dei medici o della struttura sanitaria.
Possibili Errori Medici nella Diagnosi di Infezione della Protesi
La diagnosi di infezione di protesi richiede un percorso accurato da parte del personale medico-sanitario dell’ospedale o della clinica dove avviene l’intervento ortopedico.
Un semplice dolore dopo l’intervento non è sufficiente per affermare che vi sia una infezione, ma alcuni sintomi devono essere valutati con attenzione.
I segnali più frequenti sono:
• dolore persistente o ingravescente nella zona della protesi;
• gonfiore, arrossamento e calore locale;
• febbre o malessere generale;
• secrezione dalla ferita chirurgica;
• difficoltà nel carico o nel movimento;
• mobilizzazione o fallimento precoce della protesi;
• valori infiammatori alterati negli esami del sangue.
Gli accertamenti più utilizzati per diagnosticare una infezione di protesi comprendono esami ematici, radiografie, ecografie, risonanza magnetica quando possibile, scintigrafia, PET, aspirazione del liquido articolare e analisi microbiologiche.
Particolarmente importante è l’identificazione del batterio responsabile dell’infezione, perché consente di impostare una terapia antibiotica mirata. Nei casi di sospetta malasanità, gli esami diagnostici sono decisivi anche per ricostruire la storia clinica, valutare la tempestività delle cure e accertare eventuali omissioni.
Un avvocato esperto in malasanità, insieme a medici legali, ortopedici e infettivologi, può analizzare la documentazione sanitaria per capire se l’infezione della protesi sia stata diagnosticata in ritardo o gestita in modo inadeguato.
Infezione di Protesi e Possibili Errori Medici nella Cura
La cura di una infezione di protesi dipende dal tipo di batterio, dalla gravità dell’infezione, dalle condizioni del paziente e dal tempo trascorso dall’intervento.
Nei casi meno gravi e diagnosticati precocemente, può essere possibile un trattamento con pulizia chirurgica, lavaggio dell’articolazione, sostituzione di alcune componenti della protesi e terapia antibiotica mirata.
Nei casi più complessi, invece, può rendersi necessaria la rimozione della protesi infetta, con successivo impianto di una nuova protesi dopo un periodo di terapia antibiotica. Talvolta il paziente deve affrontare più interventi chirurgici, lunghi ricoveri, riabilitazione, dolore, perdita di autonomia e gravi conseguenze sulla vita quotidiana.
Una infezione non trattata correttamente può provocare danni permanenti, riduzione della mobilità, invalidità, sepsi e, nei casi più gravi, rischio per la vita del paziente.
Proprio per questo, quando l’infezione di protesi è collegata a errori sanitari, carenze igieniche, ritardi diagnostici o terapie inadeguate, è possibile valutare un’azione per risarcimento da malasanità.
Le possibili responsabilità del personale medico-sanitario per una infezione protesica possono riguardare diversi momenti del percorso sanitario.
Prima dell’intervento di protesi
La struttura deve valutare correttamente il paziente, individuare eventuali fattori di rischio, eseguire gli esami necessari e adottare adeguate misure di profilassi antibiotica. Una preparazione insufficiente può aumentare il rischio di infezione.
Durante l’intervento di protesi
Devono essere rispettate rigorose regole di sterilità, igiene della sala operatoria, corretta gestione degli strumenti chirurgici, adeguata ventilazione degli ambienti e controllo del personale presente. Una violazione di queste procedure può favorire la diffusione di batteri e determinare una infezione della protesi.
Dopo l’intervento di protesi
Medici e infermieri devono controllare la ferita chirurgica, monitorare i sintomi, valutare gli esami, intervenire tempestivamente in caso di sospetta infezione e prescrivere cure adeguate. Un ritardo nella diagnosi o nella terapia può aggravare il danno e aumentare le conseguenze per il paziente.
La struttura sanitaria pubblica o privata può essere responsabile anche per carenze organizzative, come mancata sanificazione degli ambienti, protocolli anti-infezione inadeguati, insufficiente formazione del personale, mancato isolamento di pazienti infetti, errata gestione dei dispositivi medici o documentazione sanitaria incompleta.
In tutti questi casi, rivolgendoti ai nostri avvocati e consulenti medici potrai sapere se tu o un tuo familiare siete stati vittima di malasanità e potete ottenere un giusto risarcimento per infezione protesica derivata da responsabilità dell’ospedale o della clinica dove è avvenuto l’intervento.
Il Risarcimento per il Paziente e i Familiari Vittime di Malasanità
Il paziente che subisce una infezione di protesi causata da malasanità può chiedere tramite avvocato il risarcimento dei danni subiti entro il termine di dieci anni.
Tra i danni che il paziente vittima di infezione protesica può chiedere vi sono:
• danno biologico psicofisico permanente o temporaneo;
• la sofferenza interiore morale per quanto gli è accaduto;
• perdita o riduzione della capacità lavorativa;
• spese mediche, riabilitative e assistenziali;
• perdita di autonomia personale;
• peggioramento della qualità della vita;
• danni da ritardo nella diagnosi dell’infezione;
• danni conseguenti alla rimozione o revisione della protesi.
Anche i familiari del paziente danneggiato possono avere diritto al risarcimento, facendo richiesta entro il minor termine di cinque anni, soprattutto quando l’infezione ha causato gravi conseguenze sulla vita familiare, sulla necessità di assistenza quotidiana o, nei casi più drammatici, il decesso del paziente.
Per ottenere il risarcimento si deve dimostrare il nesso tra l’infezione, la condotta dei sanitari o della struttura e il danno subito.
Per questo è essenziale affidarsi ad avvocati e medici legali con esperienza nel settore del risarcimento da malasanità.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Infezione Protesica da Malasanità
Con la sentenza n. 16186/2024 della Corte di Cassazione Civile Sezione III, è stato riconosciuto un risarcimento di 350mila euro ad un paziente vittima di infezione di protesi d’anca per colpa dell’ospedale dove era stato operato.
In particolare, il paziente venne sottoposto all'intervento chirurgico di sostituzione di artroprotesi all'anca sinistra presso una struttura sanitaria di Ferrara e, a seguito di complicanze post-operatorie, successivamente chiarite nei termini di "infezione protesica", fu sottoposto a tre successivi interventi.
Dopo le dimissioni fu ricoverato presso una diversa struttura sanitaria a Bologna, con la diagnosi di accoglimento di "sepsi artroprotesi anca sx - espianto e spaziatura", subendo il giorno successivo l'asportazione dello stelo protesico e del cerchiaggio femorale.
Infine, a seguito di un'ischemia all'arto insorta come conseguenza del precedente intervento, fu trasferito d'urgenza presso una unità operativa vascolare dove si procedette, con un ultimo intervento chirurgico, alla ricostruzione della biforcazione della arteria femorale comune ed alla evacuazione del trombo mediante resezione della parte traumatizzata e l'innesto di una protesi.
Nel precedente giudizio di merito, la Corte d’Appello di Bologna accertava la concorrente responsabilità delle strutture nella perdita funzionale dell'arto inferiore, in quanto l'intervento della struttura di Ferrara era caratterizzato dalla contrazione dell’infezione protesica da parte del paziente, mentre quello della struttura bolognese dell’aver rimosso solo parzialmente la protesi all'anca determinando una menomazione invalidante di tipo permanente dell'arto inferiore.
La Corte di Cassazione ha confermato nel merito la decisione della Corte di Appello, limitandosi a rideterminare il risarcimento a favore del paziente vittima di protesi infetta nella suddetta somma.
Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Infezioni della Protesi
Avvocati Collegati è un gruppo che assiste pazienti e familiari nei casi di malasanità legati a infezione di protesi, interventi ortopedici, revisioni di protesi e infezioni ospedaliere.
Chiama subito e gratuitamente il nostro Numero Verde Malasanità 800912301 o utilizza la nostra Chat WhatsApp per parlare del tuo caso di danni da infezione protesica con un avvocato.
L’avvocato esamina dal punto di vista giuridico il caso e raccoglie cartelle cliniche, referti, esami diagnostici, lettere di dimissione, terapie, immagini radiologiche e ogni documento utile a ricostruire il percorso del paziente.
La pratica viene poi valutata con il supporto di consulenti specializzati, tra cui medici legali, ortopedici e infettivologi. Questo consente di comprendere se l’infezione della protesi poteva essere evitata, se è stata diagnosticata in ritardo, se le cure sono state adeguate e se vi sono profili di responsabilità per malasanità.
Solo dopo questa valutazione tecnica, l’avvocato può indicare al paziente e ai familiari se esistono i presupposti per richiedere il risarcimento. L’obiettivo è evitare iniziative generiche e costruire invece una richiesta di risarcimento fondata su elementi medici, giuridici e documentali concreti.
Avvocati Collegati segue il danneggiato in ogni fase: dallo studio preliminare del caso alla richiesta di risarcimento, dalla trattativa con la compagnia assicurativa o la struttura sanitaria fino all’eventuale giudizio.
I casi di infezione di protesi sono complessi, perché richiedono competenze mediche e giuridiche molto specifiche. Occorre conoscere le regole sulla responsabilità sanitaria, i protocolli di prevenzione delle infezioni ospedaliere, le tecniche chirurgiche ortopediche, le terapie infettivologiche e i criteri medico-legali per quantificare il danno.
Un avvocato esperto in malasanità può aiutare il paziente a capire se l’infezione sia una complicanza inevitabile oppure il risultato di errori, omissioni o carenze della struttura sanitaria.
La differenza è decisiva: se l’infezione di protesi è stata causata da responsabilità medica o organizzativa, il paziente e i suoi familiari possono chiedere il risarcimento dei danni.
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