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20/02/2026Parliamo di casi di malasanità per errori medici nella diagnosi, cura e follow up di soggetti sottoposti a trapianto di fegato, ed in generale affetti da patologia del fegato.
Si tratta di malattie particolarmente gravi che il paziente può comunque affrontare nel miglior modo se il personale medico non commette errori.
Se invece dovessero verificarsi errori medici nel trattamento di un paziente affetto da patologia del fegato e/o sottoposto a trapianto, è previsto un risarcimento per il paziente danneggiato e la sua famiglia.
Per saperne di più sui possibili casi di malasanità legati a malattie del fegato e ai casi di trapianto di fegato, continua a leggere e chiama il Numero Verde Malasanità se hai bisogno dell’aiuto dei nostri avvocati e medici legali.
- Fegato: a Cosa Serve e quali sono le Patologie Principali
- Trapianto di Fegato: Quando è Opportuno?
- Possibili Complicanze di un Trapianto di Fegato
- Errori Medici nella Cura del Fegato che danno Diritto al Risarcimento
- Avvocati per Risarcimento da Malasanità legata alla Cura o Trapianto del Fegato
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Malasanità legata a Errate Cure di Fegato
Fegato: a Cosa Serve e quali sono le Patologie Principali
Prima di analizzare gli aspetti giuridici dei casi di malasanità per errori medici nella cura del fegato, spieghiamo con l’aiuto dei nostri consulenti medici a cosa serve il fegato e quali patologie può riportare.
Il fegato è un organo “centrale” per la vita: filtra e metabolizza sostanze (farmaci, alcol, tossine), produce bile per la digestione dei grassi, sintetizza proteine fondamentali (come albumina e fattori della coagulazione), regola il metabolismo di zuccheri e lipidi e contribuisce alle difese immunitarie.
Ecco un elenco delle principali patologie del fegato:
Malattie infiammatorie e infettive: Epatiti virali (A, B, C, D, E), Epatiti da farmaci / tossiche (es. paracetamolo, alcuni antibiotici, integratori, sostanze chimiche), Epatite alcolica, Epatite autoimmune;
Malattie da accumulo e metaboliche: Steatosi epatica (fegato grasso) e steatoepatite, MASLD (ex NAFLD: associata a sindrome metabolica), MASH (ex NASH: forma infiammatoria), Emocromatosi (accumulo di ferro), Morbo di Wilson (accumulo di rame), Deficit di alfa-1 antitripsina, Glicogenosi e altre
Malattie metaboliche (più rare):Malattie colestatiche e delle vie biliari:Colangite biliare primitiva (PBC), Colangite sclerosante primitiva (PSC), Colangiti (infezioni delle vie biliari), Calcolosi biliare con complicanze(ostruzione/coledocolitiasi), Stenosi o ostruzioni delle vie biliari (benigne o maligne);
Malattie croniche evolutive: Fibrosi epatica, Cirrosi epatica (da virus, alcol, MASLD/MASH, autoimmunità, colestasi, ecc.), Ipertensione portalee complicanze (ascite, varici esofagee, encefalopatia, splenomegalia);
Malattie vascolari del fegato: Trombosi della vena porta, Sindrome di Budd–Chiari (ostruzione delle vene sovraepatiche), Ischemia epatica, Congestione epatica da scompenso cardiaco (“fegato da stasi”);
Tumori del fegato e lesioni focali: Carcinoma epatocellulare (HCC), Colangiocarcinoma (tumore delle vie biliari), Metastasi epatiche (molto frequenti rispetto ai tumori primitivi), Lesioni benigne comuni (Emangioma, Iperplasia nodulare focale (FNH), Adenoma epatico, Cisti epatiche (semplici o, più raramente, parassitarie)
Altre condizioni rilevanti:
Insufficienza epatica acuta, Ascessi epatici(batterici o amebici), Malattia policistica epatica(associata o meno al rene policistico)
Trapianto di Fegato: Quando è Opportuno?
I casi in cui è ipotizzabile un trapianto di fegato possono essere i seguenti:
1) Cirrosi avanzata o “scompensata”
La cirrosi può restare a lungo “compensata”, ma quando compaiono complicanze (per esempio ascite refrattaria, encefalopatia epatica, emorragia da varici, infezioni ricorrenti, ittero marcato, peggioramento della coagulazione), la situazione cambia.
2) Carcinoma epatocellulare (HCC) su cirrosi
Il trapianto può curare sia il tumore sia la cirrosi sottostante. I risultati migliori si osservano quando l’HCC rientra nei “criteri di Milano” (in estrema sintesi: lesione singola ≤5 cm oppure fino a 3 lesioni ciascuna ≤3 cm).
3) Insufficienza epatica acuta
In alcune situazioni di insufficienza epatica acuta (rapido crollo della funzione del fegato) il trapianto può essere urgente e salvavita.
4) Altre indicazioni selezionate
Ci sono ulteriori scenari (da valutare caso per caso in centri trapianto): alcune colestasi croniche, malattie metaboliche, complicanze severe non ben “catturate” dal MELD (le cosiddette eccezioni), e condizioni emergenti incluse nelle più recenti estensioni delle indicazioni.
In tutti i casi di trapianto di fegato, il paziente ha diritto ad ottenere informazioni utili per esprimere un valido consenso ed a cure mediche corrette, altrimenti può chiedere un risarcimento se subisce danni.
Possibili Complicanze di un Trapianto di Fegato
Le complicanze che possono verificarsi in caso di trapianto di fegato si distinguono spesso in precoci (settimane–mesi) e tardive (mesi–anni).
Di seguito le più rilevanti complicanze in caso di trapianto di fegato:
Complicanze precoci
• Non funzionamento primario / insufficienza iniziale del grafi: il fegato trapiantato non avvia adeguatamente la funzione, con possibile necessità di urgenza.
• Rigetto (più spesso acuto, ma esiste anche quello cronico): richiede diagnosi tempestiva e adeguata modulazione della terapia immunosoppressiva.
• Complicanze vascolari: in particolare trombosi/stenosi dell’arteria epatica o trombosi portale, potenzialmente gravi e time-dependent.
• Complicanze biliari: stenosi o perdite biliari, che possono determinare colangiti, ittero, sepsi e necessità di procedure endoscopiche/interventistiche.
• Infezioni: il rischio è aumentato dall’immunosoppressione e dalla complessità dell’intervento e del decorso post-operatorio.
Complicanze tardive e correlate alla terapia
• Infezioni opportunistiche o recidivanti e riattivazioni virali.
• Danno renale e tossicità da immunosoppressori; necessità di stretto equilibrio tra prevenzione del rigetto ed effetti collaterali.
• Diabete post-trapianto e alterazioni metaboliche (anche influenzate da corticosteroidi e altri immunosoppressori).
• Neoplasie (il rischio aumenta nel tempo per l’immunosoppressione; servono programmi di sorveglianza).
Quando la complicanza deriva da un caso di malasanità per errori medici che potevano essere previsti ed evitati, il paziente ha diritto ad un risarcimento.
Per chiedere un risarcimento in caso di malasanità nel trattamento di patologie del fegato e trapianto, puoi rivolgerti agli avvocati e medici legali del nostro gruppo, che dal 2004 assiste vittime di malasanità in tutta Italia.
Errori Medici nella Cura del Fegato che danno Diritto al Risarcimento
Parlare di “errore” in medicina dei trapianti richiede prudenza: il percorso è complesso e ad alto rischio.
Tuttavia, in ambito medico-legale, alcuni profili di criticità ricorrono con frequenza nei contenziosi promossi da pazienti e/o loro familiari contro strutture sanitarie preposte alla cura del fegato o al trapianto di fegato.
Tra i più frequenti casi di malasanità per errori medici nella diagnosi, nel trattamento o nel post-intervento di trapianto di fegato, che danno diritto ad un risarcimento in caso di lesioni o morte del paziente, segnaliamo i seguenti:
1) Ritardi diagnostici e terapeutici su complicanze tempo-dipendenti
• mancato riconoscimento precoce di trombosi arteriosa/portale o di segni di ischemia del graft;
• sottovalutazione di colangite, stenosi/perdite biliari o segni di sepsi;
• dimissioni non appropriate o mancata escalation verso centro trapianti/terapia intensiva quando indicato.
2) Gestione non corretta dell’immunosoppressione
• dosaggi inadeguati o interazioni farmacologiche non intercettate;
• assenza o inadeguatezza del monitoraggio terapeutico dei livelli (TDM) quando richiesto;
• mancata gestione tempestiva di sospetto rigetto (esami, imaging, biopsia quando indicata) o, al contrario, immunosoppressione eccessiva con aumento del rischio infettivo.
3) Prevenzione e controllo infezioni: carenze organizzative o cliniche
• profilassi non aderente ai protocolli del centro, mancata sorveglianza su febbre e segni precoci;
• ritardi nell’avvio di antibiotici/antivirali quando clinicamente indicati;
• scarsa integrazione tra ospedale, centro trapianti e territorio nella fase di follow-up.
4) Follow-up incompleto e mancata sorveglianza delle complicanze tardive
• controllo insufficiente di funzione epatica/renale, glicemia, lipidi, pressione;
• mancata attivazione di percorsi di screening (ad esempio per neoplasie e complicanze metaboliche);
• mancata educazione del paziente su aderenza terapeutica e segnali d’allarme (ittero, febbre, dolore, urine scure, prurito, confusione, riduzione diuresi).
5) Consenso informato e comunicazione clinica
• informazione non completa o non comprensibile su rischi/benefici e alternative;
• documentazione clinica lacunosa o incoerente rispetto alle scelte terapeutiche.
Avvocati per Risarcimento da Malasanità legata alla Cura o Trapianto del Fegato
Se ritieni di aver subito un peggioramento di salute per errori medici legati alla cura del fegato, o che un tuo familiare sia stato vittima di malasanità per casi del genere, chiama subito il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 o usa la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito.
Nei casi di malasanità è necessario muoversi in fretta per accertare gli errori e chiedere il giusto risarcimento, e rivolgendoti ad avvocaticollegati.it puoi avere assistenza da parte di avvocati e medici legali che si combattono contro la malasanità dal 2004 in tutta Italia.
Nei casi di malasanità legati alla cura del fegato o a trapianto di fegato, la nostra procedura per chiedere il risarcimento è strutturata come segue:
1. Raccolta completa della documentazione: cartelle cliniche, esami, terapie, referti, consulenze, lettere di dimissione, follow-up, eventuali accessi in PS, e tracciabilità delle comunicazioni.
2. Ricostruzione cronologica: una timeline clinica per capire “quando” e “perché” sono state prese decisioni critiche (diagnosi, terapia immunosoppressiva, gestione infezioni, dimissioni).
3. Valutazione medico-legale e specialistica: analisi del caso alla luce di linee guida/protocolli e della pratica clinica, con attenzione a tre punti: condotta (appropriatezza e tempestività), nesso causale (se e quanto l’evento avverso sia conseguenza di una condotta evitabile), danno (biologico, patrimoniale, morale/esistenziale, e impatto sulla vita quotidiana).
4. Richiesta di risarcimento: diffida/istanza risarcitoria motivata verso struttura e assicurazione, con allegata relazione tecnica; quando utile, si valuta un percorso conciliativo.
5. Azione giudiziaria se necessario: impostazione della causa con perizia e documentazione; scelta dei consulenti; richiesta di CTU e gestione del contraddittorio tecnico.
Devi sapere che il paziente che ha subito un peggioramento della salute psicofisica per malasanità legata alle cure del fegato, ha dieci anni di tempo per chiedere il risarcimento.
Invece, i familiari di un paziente rimasto gravemente lesionato o morto per malasanità da errori medici nel trattamento del fegato o nel trapianto del fegato, hanno il minor termine di cinque anni per chiedere il risarcimento.
Rivolgiti subito ai nostri avvocati per un parere sul tuo caso di malasanità per errori nella diagnosi, cura o gestione operatoria o post-operatoria di patologie del fegato o di un trapianto di fegato.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Malasanità legata a Errate Cure di Fegato
Riportiamo il caso trattato dal Tribunale di Pisa con sentenza n. 191/2025 che ha riconosciuto ai familiari di un paziente vittima di malasanità un risarcimento di 350mila euro.
I prossimi congiunti di un paziente morto si sono rivolti al Tribunale di Pisa per risarcimento da malasanità, esponendo che il paziente aveva ricevuto nel 1995 una diagnosi di diabete mellito e nel 2008 di epatocarcinoma di 1,8 cm, sviluppando una cirrosi dismetabolica, dopodiché era stato preso in cura da una struttura sanitaria pisana ritenuta colpevole di più errori che avevano portato al prematuro decesso dell’uomo.
Presso la struttura, l’uomo era stato sottoposto a trapianto di fegato intero da donatore deceduto, da cui veniva poi dimesso con prescrizione di terapia immunosoppressiva.
Decorsi sette mesi dal trapianto, l’uomo era stato sottoposto a colangiografia RM, a seguito della quale gli era stata diagnosticata stenosi biliare e, solo dopo alcuni mesi, veniva effettuata la procedura ERCP per il trattamento della stenosi biliare, dopodiché non era stata effettuata ulteriore ERCP per accertare il buon esito della manovra.
Seguiva poi un ricovero perché la stenosi biliare era risultata ancora del tutto presente e invariata e si evinceva un danno epatico da colestasi cronica dell'emifegato destro.
I sanitari non avevano considerato l'ipotesi del ritrapianto e il congiunto degli attori era deceduto.
Il Tribunale di Pisa disponeva una perizia medico legale che confermava le accuse dei familiari del paziente morto e giustificava un risarcimento per perdita di chance di sopravvivenza.
Secondo i periti, infatti, "l'evento morte del paziente è chiaramente conseguenza della condotta della struttura sanitaria”.
I periti hanno riferito: “il ritardo diagnostico per il corretto inquadramento della complicanza post trapianto ITBL ha influenzato un ritardo nel possibile trattamento della stessa e quindi una chiara perdita di chances. Sono mancate quindi una tempestiva gestione endoscopica della complicanza biliare ed il mancato re-trapianto, nel momento in cui il decadimento dell'organo appariva non responsivo al trattamento. L'eziologia del danno del graft, che sia legata al mancato trattamento delle ITBL, o legato alla diagnosi di rigetto cronico, comparsa alla fine della storia clinica, non cambia l'esito nefasto della gestione del paziente perché indipendentemente dal tipo di danno l'indicazione era di tipo chirurgico trapiantologico ovvero retrapianto”.
Hanno, pertanto, concluso, che "le criticità nell'iter diagnostico- terapeutico del paziente in particolare i ritardi nell'esecuzione degli atti diagnostico-terapeutici, il mancato monitoraggio del risultato degli stessi nonché il tardivo inquadramento del rigetto cronico hanno determinato la perdita di chances di sopravvivenza del paziente in misura non inferiore al 35%".
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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