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24/02/2026Parliamo dell’intervento chirurgico di laparoisterectomia e dei possibili errori medici da cui possono derivare lesioni per la paziente.
Nei casi in cui una paziente riporta un peggioramento della salute psicofisica per errato intervento di laparoisterectomia è previsto un risarcimento danni.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più sugli aspetti clinici della laparoisterectomia e su quelli legali per il risarcimento in caso di malasanità.
Se hai subito un caso di malasanità legato alla laparoisterectomia, chiama subito il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 per avere un parere dai nostri avvocati che si occupano di risarcimento da malasanità dal 2004 in tutta Italia.
- Asportazione dell’Utero tramite Laparoisterectomia
- Quando la Laparoisterectomia può diventare un Caso di Malasanità
- I Danni che può Riportare la Paziente vittima di Errori legati alla Laparoisterectomia
- Avvocato per Risarcimento da Errata Laparoisterectomia
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento Danni per Errata Laparoisterectomia
- FAQ su laparoisterectomia, Errori Medici e Risarcimento per Malasanità
Asportazione dell’Utero tramite Laparoisterectomia
La laparoisterectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dell’utero (isterectomia) eseguita con tecnica laparoscopica, cioè attraverso piccole incisioni addominali e l’uso di una telecamera e strumenti dedicati.
A seconda del caso clinico, l’intervento può includere anche l’asportazione della cervice (isterectomia totale) e, in alcune situazioni, di tube e/o ovaie.
La laparoisterectomia può essere indicata, per esempio, in presenza di fibromi sintomatici, sanguinamenti uterini anomali non controllabili, endometriosi severa, adenomiosi o patologie oncologiche (in base a protocolli e valutazioni specialistiche).
In generale, le fasi tipiche della laparoisterectomia includono:
• accesso in addome con piccole incisioni e insufflazione di gas;
• visualizzazione degli organi pelvici con ottica laparoscopica;
• isolamento e legatura/coagulazione dei vasi sanguigni;
• distacco dell’utero dalle strutture di supporto;
• estrazione dell’utero (con modalità variabili a seconda della tecnica e del caso);
• controllo dell’emostasi e chiusura.
È una procedura oggi molto diffusa perché, quando eseguita correttamente, può ridurre dolore post-operatorio, sanguinamento e tempi di recupero rispetto alla chirurgia “a cielo aperto”.
Tuttavia, proprio perché è un intervento delicato e ricco di passaggi tecnici, la laparoisterectomia può diventare terreno di malasanità se vengono commessi errori di indicazione, di tecnica operatoria o di gestione delle complicanze.
In questi casi, la paziente può subire danni importanti e può chiedere un giusto risarcimento tramite il nostro gruppo di avvocati e medici legali.
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Quando la Laparoisterectomia può diventare un Caso di Malasanità
Dobbiamo preliminarmente precisare che, non ogni complicanza è automaticamente un caso di malasanità, perché in medicina esistono rischi intrinseci.
Si può parlare di malasanità solo quando il danno deriva da un comportamento colposo del personale medico-sanitario, come errore tecnico evitabile, negligenza, imprudenza, imperizia, carenze organizzative o mancato rispetto delle buone pratiche.
Per quanto riguarda la malasanità legata agli interventi di laparoisterectomia, possiamo segnalare alcuni errori medici rilevanti ai fini del risarcimento:
• errata indicazione chirurgica (intervento non necessario o non proporzionato rispetto alle alternative);
• inadeguata valutazione pre-operatoria (esami incompleti, sottovalutazione di aderenze, patologie concomitanti o fattori di rischio);
• consenso informato insufficiente (rischi non spiegati con chiarezza, alternative non illustrate, mancanza di tracciabilità);
• errore tecnico intraoperatorio (lesioni a ureteri, vescica, intestino, grossi vasi; emostasi inadeguata);
• ritardo nel riconoscimento e nel trattamento delle complicanze nel post-operatorio (sottovalutazione di dolore, febbre, calo di emoglobina, segni di peritonite);
• gestione post-operatoria non adeguata (terapia antibiotica o antitrombotica non corretta, dimissioni premature, mancati controlli).
In presenza di questi errori medici prevedibili ed evitabili, la paziente può subire conseguenze permanenti o temporanee e può valutare una richiesta di risarcimento tramite i nostri avvocati.
Devi infatti sapere che il nostro gruppo è composto da avvocati presenti in tutta Italia dal 2004 che si occupano di risarcimento per casi di malasanità, anche tramite la consulenza di medici legali.
I Danni che può Riportare la Paziente vittima di Errori legati alla Laparoisterectomia
Gli errori medici durante o dopo la laparoisterectomia possono determinare danni anche molto seri alla paziente.
Di seguito riportiamo i più frequenti scenari di lesione e le relative conseguenze cliniche (variabili da caso a caso):
1) Lesioni delle vie urinarie (ureteri e vescica)
Durante la laparoisterectomia, ureteri e vescica sono vicini al campo operatorio. Un errore può causare: perforazione o sezione dell’uretere; ustioni termiche da energia (diatermia) con danno che può manifestarsi anche dopo ore o giorni; lesione della vescica.
Conseguenze possibili: fistole urinarie, infezioni ricorrenti, dolore pelvico; necessità di reinterventi, stent ureterali o interventi ricostruttivi; possibile riduzione della funzione renale se la lesione ureterale è diagnosticata tardi.
In casi di malasanità, questi esiti possono fondare una domanda di risarcimento con l’assistenza dei nostri avvocati e medici legali.
2) Lesioni intestinali
Un errore nella dissezione o un danno termico possono causare perforazioni o lesioni dell’intestino, con rischio di: peritonite; sepsi; necessità di stomia temporanea o permanente; ricoveri prolungati e conseguenze funzionali importanti.
Quando c’è ritardo diagnostico o gestione inadeguata, la malasanità può essere ipotizzata e il risarcimento diventa un tema da valutare con i nostri avvocati.
3) Emorragie e danni vascolari
La laparoisterectomia comporta la gestione di vasi uterini e pelvici.
Possibili errori: emostasi insufficiente; lesione di vasi importanti.
Conseguenze: emorragia intraoperatoria o post-operatoria; trasfusioni, shock, rianimazione; conversione urgente a laparotomia (chirurgia “aperta”).
4) Infezioni, complicanze della ferita e aderenze
Anche qui il discrimine è se la complicanza era prevenibile/gestibile con condotte adeguate.
Possibili esiti possono essere: ascessi pelvici; infezioni severe; dolore cronico e aderenze con disturbi intestinali o pelvici.
5) Trombosi ed embolia
Se la profilassi antitrombotica è omessa o inadeguata in una paziente a rischio, possono verificarsi: trombosi venosa profonda; embolia polmonare.
Si tratta di eventi potenzialmente gravissimi: quando correlabili a omissioni e scelte non in linea con le buone pratiche, possono essere inquadrati come malasanità e oggetto di risarcimento con avvocato.
6) Esiti funzionali e qualità della vita
La paziente vittima di malasanità per errori medici legati alla laparoisterectomia può riportare: dolore pelvico persistente; disfunzioni urinarie o intestinali; peggioramento della sessualità (dolore, secchezza, difficoltà); impatto psicologico (ansia, depressione reattiva, stress post-traumatico).
In un percorso di risarcimento da malasanità, la quantificazione del danno è centrale e richiede una valutazione da parte del medico legale in sinergia con l’avvocato.
Avvocato per Risarcimento da Errata Laparoisterectomia
Se sei una paziente che sospetta di essere vittima di malasanità legata a una laparoisterectomia, puoi chiedere aiuto ai nostri avvocati che si occupano di responsabilità sanitaria e si avvalgono della consulenza di medici legali.
Rivolgendoti al nostro gruppo di avvocati e medici legali, potrai chiedere un risarcimento all’ospedale o alla clinica dove sono stati commessi gli errori medici.
In pratica, la procedura tipica per richiedere un risarcimento con i nostri avvocati e medici legali è la seguente.
1) Raccolta della documentazione sanitaria
Cartella clinica completa, diario operatorio, anestesiologico, esami pre e post-operatori, referti, lettere di dimissione, eventuali accessi successivi in pronto soccorso. Questa fase è fondamentale: senza documenti, è difficile dimostrare la malasanità.
2) Valutazione medico-legale del nesso causale
Il medico legale analizza se il danno (lesione, complicanza, invalidità) è collegabile a errore o gestione inadeguata e se era evitabile con condotta corretta. Qui si chiarisce se si tratta di rischio noto oppure di possibile malasanità. L’avvocato coordina il quadro giuridico.
3) Inquadramento della responsabilità e quantificazione del danno
Si valutano danno biologico, danno morale, spese mediche, perdita di reddito, necessità assistenziali, peggioramento della qualità di vita. La richiesta di risarcimento deve essere completa e ben documentata: è un punto in cui l’avvocato fa la differenza.
4) Avvio della richiesta e gestione della fase stragiudiziale/giudiziale
Spesso si procede con una richiesta formale alla struttura sanitaria/assicurazione e, se necessario, con un percorso giudiziario. In molti casi, una consulenza medico-legale solida aiuta a evitare contenziosi lunghi o a ottenere un risarcimento più adeguato.
In sintesi: nei casi di malasanità da laparoisterectomia, l’alleanza tra avvocato e medico legale è decisiva per ricostruire i fatti, individuare gli errori, dimostrare il nesso causale e ottenere un risarcimento congruo.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento Danni per Errata Laparoisterectomia
Riportiamo un caso di risarcimento per errori medici legati commessi nell’esecuzione di una laparoisterectomia trattato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con sentenza n. 2747 del 2025.
Il caso concerne la lamentata responsabilità professionale dei sanitari di una casa di cura cui è addebitato, sia un errore di manualità intraoperatorio nel corso dell'intervento di isterectomia totale e annessiectomia destra produttivo di fistola retto-vaginale e vescico-vaginale, che una inidonea gestione post-operatoria delle insorte lesioni fistolose.
In sintesi, una donna di ricoverava in casa di cura con diagnosi di “fibromiomatosi uterina, iperplasia endometriale con atipia” e veniva sottoposta ad intervento chirurgico di “laparoisterectomia totale con annessiectomia destra”.
Dopo un mese dalle dimissioni veniva nuovamente ricoverata presso il medesimo nosocomio per secrezione di pus e feci dalla ferita chirurgica, oltreché perdita di feci dalla vagina, con diagnosi di “fistola stercoracea sigma-vaginale e vescico-vaginale. Sindrome aderenziale”, per cui veniva praticato intervento chirurgico di “interruzione fistola (retto-vaginale), viscerolisi, ileostomia su bacchetta”, con ricanalizzazione del transito intestinale.
Secondo i periti incaricati dal Tribunale, al fine di valutare l'incidenza della condotta degli esercenti la professione sanitaria della casa di cura nell'insorgenza della fistola sigma-vaginale e vescico-vaginale, appare opportuno segnalare preliminarmente quanto prospettato in letteratura specialistica nella genesi di siffatti tragitti fistolosi e, quindi, contestualizzare i dati raccolti.
Venendo al caso di specie, il collegio peritale precisa che, in merito alla formazione della fistola vescico- vaginale, nella letteratura specialistica concernente le lesioni uro-ginecologiche post-chirurgiche è segnalato che il 90% delle fistole urinarie ha origine iatrogena.
In particolare, le lesioni della vescica si verificano durante la manovra di scollamento della base della vescica dal collo uterino o nel corso della sezione del legamento cervico-vescicale, punto di fusione fra la fascia vescicale e la fascia cervico-vaginale di Halban. Il tragitto fistoloso può essere prodotto con le forbici, il bisturi, il batuffolo usati per scollare la vescica o con l'ago durante la chiusura del fondo vaginale.
Se la lesione della parete vescicale passa inosservata o viene riparata in modo non corretto, si forma la fistola che appare, dopo l'isterectomia, come un orifizio ubicato sul fondo vaginale (...). La fistola di norma si rende clinicamente manifesta circa 8-10 giorni dopo l'intervento di asportazione dell'utero.
Ancora, il collegio chiarisce che “sebbene la formazione di fistole genito-urinarie sia annoverata tra le complicanze dell'isterectomia, va detto che in letteratura sono prospettate tecniche chirurgiche finalizzate a prevenire l'insorgenza di tale evento indesiderato”.
La letteratura specialistica in particolare segnala il ricorso alla cistoscopia in caso di dissezioni complicate o di sospetto di lesioni delle vie urinarie. Sono, altresì, suggerite tecniche operatorie per minimizzare il rischio di formazione delle fistole.
Ebbene, nel caso oggetto di valutazione, gli elementi circostanziali disponibili indicano che la paziente era un soggetto a maggior rischio di sviluppare lesioni genito-urinarie in considerazione della sua abitudine tabagica e della sindrome aderenziale apprezzata all'apertura del cavo addominale.
Pur tuttavia, dalla descrizione dell'intervento di isterectomia non risulta attuata alcuna manovra finalizzata a ridurre il rischio di insorgenza di una lesione urologica.
Quindi, secondo i periti effettivamente siamo di fronte ad un caso di malasanità per errori medici perché, non risultano adottate quelle misure segnalate in letteratura scientifica finalizzate a contrarre il rischio di produzione di lesioni genito-urinarie, tanto più che l'intervento di laparoisterectomia è stato condotto in una donna che presentava conosciuti fattori di rischio per l'insorgenza di tale complicanza, né hanno proceduto ad effettuare una cistoscopia intraoperatoria al fine di escludere un tal genere di lesione.
Ecco allora che il Tribunale, sulla base della perizia medico legale che ha riconosciuto un caso di malasanità per errori medici nell’esecuzione della laparoisterectomia, ha riconosciuto alla paziente un risarcimento di circa 40mila euro oltre spese legali e di consulenza.
FAQ su laparoisterectomia, Errori Medici e Risarcimento per Malasanità
1. Che cos’è la laparoisterectomia e quando può configurarsi un caso di malasanità?
La laparoisterectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dell’utero mediante tecnica laparoscopica, utilizzata per trattare diverse patologie ginecologiche, in base alle condizioni della paziente. Si può ipotizzare un caso di malasanità quando l’intervento viene indicato senza un’adeguata valutazione delle alternative, viene eseguito con errori tecnici oppure le complicanze non vengono riconosciute e trattate tempestivamente. Non ogni complicanza, tuttavia, costituisce un errore medico: per ottenere un risarcimento occorre verificare la condotta sanitaria e il rapporto causale con il danno subito.
2. Quali errori medici possono verificarsi durante una laparoisterectomia?
Tra i possibili errori medici rientrano una valutazione preoperatoria inadeguata, un consenso informato incompleto, lesioni accidentali della vescica, degli ureteri, dell’intestino o dei vasi sanguigni e un controllo insufficiente delle emorragie. Possono inoltre assumere rilievo il mancato riconoscimento di lesioni durante l’intervento e una gestione postoperatoria inadeguata. La responsabilità sanitaria deve essere valutata considerando le condizioni della paziente, i fattori di rischio, la tecnica chirurgica utilizzata e le buone pratiche applicabili al caso concreto.
3. Quali danni può subire una paziente a causa di un errore durante o dopo una laparoisterectomia?
Gli errori medici possono provocare lesioni delle vie urinarie, perforazioni intestinali, emorragie, infezioni, fistole e complicanze tromboemboliche. Nei casi più gravi, possono rendersi necessari ulteriori interventi chirurgici, ricoveri prolungati o procedure come il confezionamento di una stomia. La paziente può inoltre riportare dolore cronico, disturbi urinari o intestinali e conseguenze psicologiche. La possibilità di ottenere un risarcimento dipende dall’accertamento della responsabilità sanitaria e dalla dimostrazione dei danni effettivamente riconducibili all’errore.
4. Quali danni possono essere risarciti dopo una laparoisterectomia eseguita in modo errato?
Quando viene accertata la responsabilità sanitaria, la paziente può chiedere il risarcimento dei danni riconosciuti dalla legge. Possono essere considerati il danno biologico temporaneo o permanente, la sofferenza morale e i danni patrimoniali, come le spese per ulteriori cure, interventi chirurgici, riabilitazione e assistenza, oltre all’eventuale perdita di reddito. La quantificazione richiede una valutazione medico-legale che tenga conto della gravità delle lesioni, della durata della guarigione e delle conseguenze sulla vita personale, familiare e lavorativa.
5. Come si può dimostrare la malasanità dopo una laparoisterectomia e chiedere il risarcimento?
Il primo passo consiste nel raccogliere la cartella clinica completa, il verbale operatorio, la documentazione anestesiologica, gli esami preoperatori e i referti relativi alle complicanze e alle cure successive. Un medico legale, con il supporto di uno specialista in ginecologia e chirurgia quando necessario, può verificare se siano stati commessi errori e se questi abbiano causato o aggravato il danno. Successivamente, un avvocato esperto in responsabilità sanitaria può valutare la richiesta risarcitoria nei confronti della struttura sanitaria o degli altri soggetti eventualmente responsabili.
Per una prima valutazione di un possibile caso di malasanità, è possibile rivolgersi ad Avvocati Collegati, che si occupa di risarcimento danni da errori medici in tutta Italia. Il sito indica il Numero Verde Malasanità 800 912 301.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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