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26/02/2026Quando un paziente riporta lesioni o il decesso per un caso di malasanità è necessario accertare quale o quali soggetti hanno provocato il fatto.
Con questo articolo ci concentriamo sulla responsabilità degli operatori socio sanitari (OSS) nell’ambito di strutture di cura e ricovero, allorché un paziente riporta danni per malasanità.
Continua a leggere questo articolo per sapere come tutelare te stesso o un tuo familiare che ha subito un caso di malasanità per responsabilità di uno o più operatori socio sanitari.
Se intendi chiedere il risarcimento per un caso di malasanità ascrivibile ad uno o più OSS, chiama il nostro Numero Verde Malasanità per parlare subito con un avvocato.
- Il Ruolo dell’Operatore Socio Sanitario (OSS)
- Responsabilità Penale e Civile dell’OSS per Lesioni o Morte del Paziente
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Malasanità per Colpa dell’OSS
- Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Malasanità per Colpa dell’OSS
- Altri Articoli e Video sulla Responsabilità del Personale Medico Sanitario
- FAQ su Malasanità per Colpa dell’OSS e Risarcimento Danni
Il Ruolo dell’Operatore Socio Sanitario (OSS)
Iniziamo col dire che l’Operatore Socio Sanitario (OSS) è il personale che assiste persone fragili in ospedali, cliniche, RSA, case di riposo, strutture socio-sanitarie e servizi domiciliari.
L’OSS rappresenta una figura importante per il corretto funzionamento della struttura di accoglienza del paziente, coordinandosi con medici, infermieri ed altri operatori della sanità.
Tra le mansioni principali degli operatori socio sanitari vi sono:
• l’assistenza alla persona nelle attività quotidiane (igiene personale, vestizione, mobilizzazione, alimentazione, aiuto nell’assunzione dei pasti);
• supporto alla deambulazione e ai trasferimenti (letto-carrozzina, prevenzione cadute);
• cura dell’ambiente di vita e del comfort del paziente;
• osservazione e segnalazione di condizioni anomale al personale sanitario (es. agitazione, peggioramento clinico, comparsa di lesioni cutanee, difficoltà respiratorie);
• supporto relazionale alla persona assistita e ai familiari;
• attività di sanificazione/riordino e supporto organizzativo secondo procedure della struttura.
Una funzione importante che caratterizza il lavoro degli OSS è quella del dovere di segnalazione di situazioni di criticità del paziente a medici o infermieri, affinché procedano a cure o trattamenti nel minor tempo.
Se l’OSS rileva un rischio o un peggioramento della salute del paziente e non lo segnala, quella omissione può diventare rilevante sotto il profilo giuridico.
Responsabilità Penale e Civile dell’OSS per Lesioni o Morte del Paziente
Facendo parte del personale preposto all’assistenza di soggetti fragili in strutture di cura o riposo, l’operatore socio sanitario può essere chiamato a rispondere per danni subiti dal paziente.
Se un paziente subisce una lesione o muore, tra i vari soggetti che possono essere responsabili del danno vi può essere quindi anche l’OSS.
L’accertamento della responsabilità dell’operatore socio sanitario per un aggravamento della salute del paziente o la sua morte, richiede un’indagine che può essere svolta dalla magistratura o da un avvocato.
Quando il nostro gruppo di avvocati indaga su un caso di malasanità in cui è coinvolto anche uno o più operatori socio sanitari, si è soliti soffermarci sui seguenti aspetti:
• individuazione della condotta attiva o omissiva dell’OSS;
• verificare se la condotta dell’OSS è stata negligente, imprudente, imperita o contraria a linee guida sanitarie;
• valutare con l’aiuto di consulenti medici legali la sussistenza di un nesso causale tra la condotta dell’OSS e l’evento dannoso.
Quindi, per chiedere un risarcimento per un caso di malasanità per colpa dell’OSS, è necessario dimostrare che il danno subito dal paziente si è verificato per effetto di un comportamento scorretto o di una omissione rilevante dell’operatore.
L’accertamento della responsabilità dell’operatore socio sanitario può avenire in sede penale e/o civile.
Responsabilità penale dell’OSS
Se il paziente riporta delle lesioni alla salute psicofisica o addirittura il decesso, l’operatore socio sanitario risponderà, rispettivamente, di lesioni colpose (art. 590 c. p.) o omicidio colposo (art. 590 sexies c. p.).
In questi casi può accadere che l’OSS risponda singolarmente o in concorso con altri soggetti.
Il paziente che ha subito lesioni, o i familiari del paziente morto, potranno costituirsi parte civile nel processo penale con un avvocato per chiedere il risarcimento.
Responsabilità civile
Se il paziente subisce un danno (o i familiari, in caso di decesso), può essere richiesto il risarcimento dei danni all’OSS.
Se la responsabilità penale è personale, nel senso che solo l’OSS può essere condannato a pena detentiva, quella civile può invece estendersi al datore di lavoro dell’operatore socio sanitario.
Ciò significa che, se il paziente rimane danneggiato per colpa dell’OSS, il risarcimento potrà essere chiesto direttamente all’operatore socio sanitario ma anche al suo datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2049 c. c..
Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Malasanità per Colpa dell’OSS
Riportiamo un caso di responsabilità penale e civile dell’operatore socio sanitario che è stato trattato dalla Corte di Cassazione penale sez. IV, con sentenza n. 17887/2022.
Si tratta della vicenda di un operatore sociosanitario condannato per la morte di un degente in RSA, determinata da arresto cardiocircolatorio da ipossia per bolo alimentare conseguente all'ingestione di cibo.
La persona offesa era affetta da ritardo mentale e da grave instabilità motoria, soffriva anche di disfagia, disturbo della deglutizione che imponeva la somministrazione di cibo non solido.
In data 8 giugno 2014, dopo essersi alzato da tavola nella sala da pranzo dell'istituto, ove si trovavano altri cinque degenti assistiti da personale della struttura, si recava nel vicino bagno dove era colto da malore e si accasciava a terra. Accanto al corpo disteso erano trovati residui di cibo.
Prontamente soccorso veniva trasportato presso l'ospedale di Como, dove era diagnosticato un arresto cardiaco da ipossia per bolo alimentare e dove decedeva il 24 giugno 2014.
I giudici di merito del Tribunale di Como e della Corte di Appello di Milano, nelle due sentenze conformi, addebitavano all’OSS una condotta negligente e imprudente.
Infatti, durante la somministrazione dei pasti, momento particolarmente delicato nell'attività di cura del paziente, il quale, come detto sopra, soffriva della patologia indicata, era risultato che l’OSS si assentò dalla sala pranzo per mettere nei piatti il cibo, mancando di esercitare la dovuta sorveglianza sul paziente e, quindi, non impedendo che questi ingurgitasse il boccone di pane che determinò il suo soffocamento.
L’imputato, condannato in primo e secondo grado, ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione che, tuttavia, ha rigettato il ricorso dell’imputato ed ha confermato la sua responsabilità penale.
Per la Corte di Cassazione, quindi, la regola cautelare violata, fondante l'affermazione di responsabilità dell'operatore socio sanitario, è stata individuata nella mancata sorveglianza del paziente, a cui l'operatore era tenuto in base al suo lavoro ed al rapporto contrattuale di lavoro che lo legava alla struttura.
Più in generale, la giurisprudenza di legittimità ha posto in evidenza come l'obbligo di salvaguardare l'incolumità di un paziente ospitato in una struttura sanitaria tragga la sua giustificazione nella necessità di osservare un dovere di solidarietà che ha fondamento nei principi costituzionali stabiliti dagli artt. 2 e 32 Cost..
In base al dovere di solidarietà suddetto, l'operatore socio sanitario (OSS), come tutti gli operatori di una struttura sanitaria, è "ex lege" portatore di una posizione di garanzia, espressione dell'obbligo di solidarietà costituzionalmente imposto ex artt. 2 e 32 Cost., nei confronti dei pazienti, la cui salute deve tutelare contro qualsivoglia pericolo che ne minacci l'integrità, per l'intero tempo del turno di lavoro.
Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Malasanità per Colpa dell’OSS
Se sospetti che un tuo familiare sia rimasto vittima di un caso di malasanità per condotta colpevole di uno o più OSS, chiama subito il nostro Numero Verde Malasanità 800912301 o chatta con noi tramite WhatsApp.
Ti risponderà direttamente un avvocato che si occupa di risarcimento danni per colpa di personale medico-sanitario, compresi OSS, che saprà subito darti i consigli utili per chiedere un risarcimento.
Rivolgendoti al nostro gruppo di avvocati e medici legali, hai a disposizione professionisti che si occupano di risarcimento danni da malasanità dal 2004 in tutta Italia.
Il metodo di lavoro del nostro gruppo di avvocati per chiedere il risarcimento per malasanità derivata da colpa di uno o più operatori socio sanitari, prevede:
• uno o più colloqui con il paziente e/o i suoi familiari
• valutazione della cartella clinica da parte dei nostri medici legali
• redazione della perizia medico legale con descrizione di errori e conseguenze
• richiesta di risarcimento all’OSS e alla struttura dove è avvenuto il caso di malasanità
• definizione stragiudiziale per un accordo in tempi rapidi sul giusto risarcimento
• causa civile solo in caso di mancato accordo.
Devi sapere che il paziente che ha subito lesioni per malasanità ha 10 anni di tempo per chiedere il risarcimento.
Invece, i familiari di un paziente rimasto gravemente leso o morto per colpa di OSS hanno il minor termine di 5 anni per chiedere un risarcimento per lesione o perdita del rapporto parentale.
Contatta subito gli avvocati del nostro gruppo per sapere come tutelarti in caso di malasanità per responsabilità di uno o più OSS.
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FAQ su Malasanità per Colpa dell’OSS e Risarcimento Danni
1. Quando un Operatore Socio Sanitario (OSS) può essere responsabile per malasanità?
Un Operatore Socio Sanitario può essere ritenuto responsabile quando, nello svolgimento delle proprie mansioni, tiene una condotta negligente, imprudente o inadeguata che provoca un danno al paziente. Tra i possibili esempi vi sono la mancata sorveglianza di una persona fragile durante i pasti, l’assistenza inadeguata negli spostamenti con conseguenti cadute oppure l’omessa segnalazione tempestiva di un peggioramento delle condizioni del paziente. La responsabilità deve essere accertata caso per caso, verificando gli obblighi dell’OSS, la condotta tenuta e il collegamento con il danno.
2. Quali errori commessi da un OSS possono provocare danni gravi al paziente?
Gli errori possono riguardare la somministrazione dei pasti a persone con difficoltà di deglutizione, la mancata prevenzione delle cadute, le attività di mobilizzazione e trasferimento oppure l’omessa segnalazione di sintomi preoccupanti al personale infermieristico o medico. In pazienti particolarmente fragili, queste omissioni possono provocare soffocamento, fratture, lesioni da pressione o un ritardo nell’intervento sanitario. È necessario verificare che l’attività rientrasse nei compiti dell’operatore e che una condotta corretta avrebbe potuto evitare o ridurre il danno.
3. È possibile chiedere un risarcimento se un paziente cade o si soffoca mentre è assistito da un OSS?
Sì, è possibile valutare una richiesta di risarcimento se l’evento è riconducibile a una condotta colposa dell’OSS o a carenze nell’organizzazione e nell’assistenza della struttura. Per esempio, può essere rilevante la mancata sorveglianza di un paziente con un rischio noto di caduta o di soffocamento. Tuttavia, il verificarsi dell’incidente non dimostra automaticamente la responsabilità: occorre esaminare le condizioni del paziente, le misure di sicurezza previste, l’assistenza effettivamente prestata e il nesso causale con le lesioni subite.
4. Chi deve risarcire i danni causati dalla condotta negligente di un OSS?
A seconda delle circostanze, la richiesta di risarcimento può essere rivolta all’operatore responsabile e anche alla struttura sanitaria, alla RSA o al datore di lavoro, secondo le regole applicabili alla responsabilità civile. La struttura può essere chiamata a rispondere, ad esempio, per condotte dei propri dipendenti nello svolgimento delle mansioni o per eventuali carenze organizzative. L’individuazione dei soggetti responsabili richiede un’analisi giuridica dei rapporti di lavoro, delle modalità dell’accaduto e delle prove disponibili.
5. Come si può dimostrare la malasanità causata da un OSS e ottenere il risarcimento?
È importante raccogliere la cartella clinica, la documentazione della struttura, i referti del Pronto Soccorso, le relazioni infermieristiche e mediche e ogni altro elemento utile a ricostruire l’accaduto. Possono essere rilevanti anche le testimonianze di chi ha assistito all’evento e le registrazioni delle segnalazioni effettuate al personale sanitario. Un avvocato può esaminare gli aspetti della responsabilità civile e, quando necessario, penale, mentre il medico legale può valutare le lesioni e il loro rapporto causale con l’evento. Se vengono accertati i presupposti di legge, sarà possibile richiedere il risarcimento dei danni subiti dal paziente o, in caso di decesso, dai familiari che ne abbiano diritto.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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