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19/11/2025Gli esami diagnostici rappresentano uno dei pilastri fondamentali della medicina moderna, perché consentono ai medici di individuare patologie, monitorare l’evoluzione di una malattia e valutare l’efficacia delle terapie.
Quando però l’esecuzione di un esame diagnostico invasivo non rispetta gli standard di buona pratica clinica, il paziente può subire danni anche gravissimi.
In questi casi si parla di malasanità ed il paziente lesionato ed i familiari di chi ha subito lesioni o è morto per errori medici possono chiedere un risarcimento.
In questo articolo analizziamo i principali esami diagnostici invasivi, come gastroscopia, colonscopia, biopsia e coronarografia, e cosa può accadere se durante la procedura si verificano errori da parte del personale sanitario.
Se hai subito danni per errori medici nella esecuzione di esami diagnostici contatta subito i nostri avvocati con esperienza di oltre venti anni nel settore del risarcimento danni da malasanità.
- Cosa sono gli Esami Medici Diagnostici
- Il Consenso Informato non Esonera da Responsabilità il Medico
- Gastroscopia: in Cosa Consiste e quali sono i Rischi
- Colonscopia: un Esame Fondamentale, ma Non Privo di Rischi
- Biopsia: a cosa Serve e quali sono i Rischi
- Coronarografia: un Esame Salvavita che richiede Grande Esperienza
- Malasanità ed Errori negli esami Diagnostici: quando si può chiedere il Risarcimento
- Avvocati e dei Medici Legali per Malasanità da Esami Diagnostici
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori di Esecuzione di Esame Diagnostico
- Altri Articoli e Video su Casi di Malasanità Diagnostica
- 5 FAQ su Errori nell'Esecuzione di Esami Diagnostici, Malasanità e Risarcimento
Cosa sono gli Esami Medici Diagnostici
Gli esami diagnostici sono procedure cliniche che hanno lo scopo di identificare una malattia, confermare un sospetto diagnostico o monitorare una condizione già nota.
Possono essere non invasivi (come ecografie, TAC, risonanze magnetiche) oppure invasivi, cioè richiedere l’inserimento di strumenti all’interno del corpo del paziente.
Quando un esame diagnostico viene eseguito con accuratezza e secondo protocolli, riduce drasticamente il rischio di complicazioni.
Tuttavia, anche una minima disattenzione può trasformare una procedura routinaria in un episodio di malasanità, con possibili danni permanenti o addirittura il decesso del paziente.
Nel corso degli anni abbiamo affrontato più casi di pazienti rimasti lesionati per errori medici nella esecuzione di esami diagnostici invasivi, che hanno riportato gravi conseguenze ed in alcuni casi sono purtroppo deceduti.
Il Consenso Informato non Esonera da Responsabilità il Medico
Quando un paziente si sottopone ad esami invasivi, gli viene chiesto di firmare un modulo detto “consenso informato”.
Il modulo riporta le modalità di esecuzione dell’esame diagnostico e l’indicazione dei possibili rischi che può correre il paziente.
Ebbene, significa che sottoscrivendo il modulo del consenso informato il medico che commette errori di esecuzione dell’esame diagnostico viene esonerato da responsabilità?
La risposta è certamente negativa: prestando il consenso informato all’esame diagnostico invasivo, il paziente non accetta che il medico commetta errori e non lo esonera da responsabilità civili e penali.
Il consenso informato è un passaggio fondamentale nel rapporto tra medico e paziente: rappresenta il diritto della persona a conoscere in modo chiaro finalità, rischi, benefici e alternative di un trattamento sanitario.
Senza un consenso correttamente acquisito, qualsiasi procedura medica — compresi interventi chirurgici ed esami diagnostici — può essere considerata illegittima.
Tuttavia, come anticipato, la firma del consenso non esonera il medico da eventuali responsabilità.
Il consenso informato, infatti, tutela la libertà di scelta del paziente, ma non autorizza il professionista sanitario a commettere errori medici, né giustifica un’esecuzione negligente o imprudente della prestazione.
Invero, se il medico viola le regole della buona pratica clinica o causa un danno evitabile, si configura comunque responsabilità professionale, anche se il paziente aveva firmato il consenso.
In questi casi, il danneggiato ha diritto a chiedere un risarcimento, dimostrando che l’errore è dipeso da una condotta colpevole e non da un rischio imprevedibile della procedura.
Gastroscopia: in Cosa Consiste e quali sono i Rischi
La gastroscopia è un esame diagnostico endoscopico che permette di osservare esofago, stomaco e duodeno.
Viene utilizzata per individuare ulcere, gastriti, tumori e lesioni della mucosa.
Tra le complicanze che possono derivare da errori medici durante una gastroscopia rientrano:
• perforazione dell’esofago o dello stomaco
• sanguinamenti non controllati
• infezioni
• complicanze da sedazione
In caso di danni, il paziente ha il diritto di chiedere un risarcimento se viene dimostrato che la lesione è stata causata da un errore evitabile.
Affidandoci il tuo caso di lesioni o decesso del paziente per errori medici di esecuzione di una gastroscopia, avrai a disposizione avvocati e medici legali con esperienza di oltre venti anni nel settore della malasanità.
Colonscopia: un Esame Fondamentale, ma Non Privo di Rischi
La colonscopia consente di visualizzare il colon e individuare polipi, tumori o infiammazioni.
È uno degli esami diagnostici più diffusi e più importanti nella prevenzione del tumore del colon.
Tra le complicanze più frequenti troviamo:
• perforazione del colon
• emorragia post-polipectomia
• lesioni da manovre mal eseguite
• errata diagnosi o mancata individuazione di polipi
Un errore di esecuzione può comportare interventi chirurgici d’urgenza, peritoniti, shock settico e, nei casi più gravi, il decesso del paziente.
Nel corso di oltre venti anni di esperienza, il nostro gruppo di avvocati e medici legali ha seguito anche casi di malasanità per errori medici nella esecuzione di colonscopie.
Biopsia: a cosa Serve e quali sono i Rischi
La biopsia consiste nel prelevare un frammento di tessuto da analizzare.
Può essere eseguita in numerose parti del corpo e rappresenta spesso l’unico modo per diagnosticare in modo definitivo una patologia tumorale.
Un errore medico nella fase di prelievo o nella gestione del campione può causare:
• lesioni degli organi circostanti
• emorragie interne
• infezioni
• diagnosi errate per campioni mal conservati
Anche in questi casi, un esame diagnostico che diventa fonte di danno può configurare una responsabilità sanitaria con diritto al risarcimento.
Se hai bisogno di una valutazione medico legale del tuo caso di errori nell’esecuzione di una biopsia, contatta subito il nostro gruppo di avvocati e medici legali e ti diremo se hai diritto ad un giusto risarcimento.
Coronarografia: un Esame Salvavita che richiede Grande Esperienza
La coronarografia è un esame diagnostico invasivo eseguito mediante cateterismo cardiaco per visualizzare lo stato delle arterie coronarie.
È fondamentale per identificare stenosi, ischemie e altre patologie cardiache.
La procedura deve essere eseguita da personale altamente qualificato. Errori o distrazioni possono provocare:
• dissezione dell’arteria coronaria
• arresto cardiaco
• ictus
• aritmie letali
• complicanze vascolari nei punti di accesso
In caso di lesioni gravi o morte del paziente, il diritto al risarcimento è strettamente legato alla dimostrazione che l’evento avverso era evitabile e non dovuto a un rischio imprevedibile della procedura.
Il risarcimento spetta al paziente lesionato ed ai familiari di un soggetto rimasto lesionato o morto per errori medici commessi nella esecuzione di una biopsia.
Malasanità ed Errori negli esami Diagnostici: quando si può chiedere il Risarcimento
Quando un paziente subisce un danno durante un esame diagnostico, non basta che si sia verificata una complicanza: è necessario dimostrare che l’evento è derivato da malasanità, ovvero da una condotta negligente, imprudente o imperita del medico.
Si può chiedere un risarcimento quando:
• l’esame è stato eseguito in modo improprio
• sono state ignorate controindicazioni
• non è stato fornito un adeguato consenso informato
• non sono stati rispettati i protocolli clinici
• la diagnosi è errata a causa di cattiva esecuzione dell’esame
Il risarcimento può riguardare danni fisici, danni morali, perdita di capacità lavorativa, spese mediche e, nei casi più drammatici, il risarcimento per il decesso del paziente a favore dei familiari.
Il paziente che ha subito lesioni può chiedere il risarcimento dei danni subiti entro dieci anni da quando è emerso che le lesioni derivano da errori medici commessi nel corso di un esame diagnostico.
Anche i familiari di un paziente rimasto lesionato o morto per malasanità legata ad esami diagnostici possono chiedere il risarcimento, per lesiono o perdita del rapporto parentale, entro il minor termine di cinque anni.
Avvocati e dei Medici Legali per Malasanità da Esami Diagnostici
Da oltre vent’anni gli avvocati e i medici legali di avvocaticollegati.it assistono in tutta Italia pazienti e familiari vittime di malasanità, con particolare esperienza nei casi di errori medici commessi durante esami diagnostici come gastroscopia, colonscopia, biopsia e coronarografia.
Nel corso degli anni il nostro gruppo di avvocati e medici legali ha affrontato numerosi casi di errori medici nell’esecuzione di esami diagnostici invasivi (colonscopia, gastroscopia, biopsia, coronografia etc.), anche con conseguenze gravissime che hanno comportato lesioni permanenti o il decesso del paziente.
Lavorando dal 2004, abbiamo sviluppato una procedura chiara ed efficiente per chiedere il risarcimento a favore di pazienti vittima di errori medici e loro familiari, articolata in cinque fasi fondamentali:
1) Colloquio con l’assistito
Il percorso inizia con un confronto diretto con il paziente o con i familiari, per ascoltare la storia clinica, raccogliere i primi elementi e comprendere l’impatto umano, sanitario ed economico dell’evento.
2) Raccolta della cartella clinica
Gli avvocati si occupano di ottenere la documentazione sanitaria completa presso la struttura coinvolta. La cartella clinica è il punto di partenza per ogni valutazione di responsabilità medica.
3) Valutazione medico-legale
I medici legali del network analizzano nel dettaglio gli esami diagnostici eseguiti, le manovre effettuate, i protocolli seguiti (o non seguiti) e le eventuali anomalie, per stabilire se vi siano state violazioni della buona pratica clinica e quantificare il danno subito.
4) Richiesta di risarcimento in sede stragiudiziale
Quando gli elementi raccolti dimostrano un caso di malasanità, gli avvocati avviano una richiesta di risarcimento direttamente alla struttura sanitaria o alla compagnia assicurativa, cercando di ottenere un indennizzo senza ricorrere subito al giudice, così da ridurre tempi e costi per l’assistito.
5) Eventuale causa con perizia medico legale
Se la struttura sanitaria non riconosce le proprie responsabilità, si procede con l’azione giudiziaria. In questa fase diventa decisiva la perizia medico-legale, che consente al giudice di accertare la dinamica dei fatti e l’esistenza dell’errore medico.
Grazie a questo metodo solido e multidisciplinare, avvocaticollegati.it offre ai pazienti un supporto completo, professionale ed efficace, aiutandoli a ottenere il risarcimento che meritano e a ricostruire la propria vita dopo un grave episodio di malasanità.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento per Errori di Esecuzione di Esame Diagnostico
Tra i vari casi di malasanità legati alla errata esecuzione di esami diagnostici, riportiamo quello trattato dal Tribunale Civile di Ancona che, con la sentenza n. 75/2022, ha riconosciuto circa 200mila euro a ciascun familiare di una donna morta per errata esecuzione di biopsia.
Gli eredi della donna esponevano al Tribunale che la donna si era recata presso una clinica dove si sarebbe dovuta sottoporre ad una biopsia osteo midollare di controllo.
L'esame diagnostico le era stato prescritto quale attività routinaria di controllo connessa alla patologia, sindrome mielo displastica citopenica, a causa della quale la signora si era sottoposta a terapia con steroidi ed oncocarbide.
L'esame, descritto alla paziente come diagnostico e privo di rischi, non implicava il ricovero ospedaliero e la paziente vi si era già sottoposta in diverse occasioni.
Tuttavia, durante l'espletamento dell'esame la paziente subiva una lesione perforativa all'arteria glutea di destra, ramo dell'arteria iliaca corrispondente.
Subito dopo le fu scoperto un ematoma con copiosa emorragia interna, causata dell'esame diagnostico effettuato, che conduceva ad un ricovero di urgenza al pronto soccorso ove decedeva per arresto cardiaco.
Il perito medico legale incaricato dal Tribunale ha confermato la tesi dei familiari della paziente, ritenendo che chi ha eseguito la biopsia non ha introdotto l'ago nella sede idonea a prelevare un campione adeguato alla diagnosi, cioè il comparto midollare osseo da esaminare.
Peraltro, il perito osserva che, dalla letteratura medica considerata valida da entrambe le parti, si apprende che una sola volta, su oltre cento mila biopsie, si è avuto un esito infausto sovrapponibile a quello per cui è causa, per cui è evidente che la rottura del vaso è sicuro indice di un errato posizionamento dell’ago, non corretto come avrebbe ben potuto ove si fosse seguita la corretta tecnica.
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5 FAQ su Errori nell'Esecuzione di Esami Diagnostici, Malasanità e Risarcimento
1. Quando un errore nell'esecuzione di un esame diagnostico costituisce un caso di malasanità?
Un errore nell'esecuzione di un esame diagnostico può costituire un caso di malasanità quando il medico non rispetta le corrette procedure cliniche, provocando lesioni evitabili al paziente. Gli errori possono verificarsi durante esami invasivi come gastroscopia, colonscopia, biopsia e coronarografia. Tra le possibili responsabilità rientrano l'utilizzo improprio degli strumenti, le manovre eseguite in modo scorretto, la mancata valutazione delle controindicazioni e l'inadeguata gestione delle complicanze. Non tutte le conseguenze negative di un esame costituiscono automaticamente errori medici. Per ottenere il risarcimento per malasanità è necessario dimostrare, attraverso una perizia medico-legale, che il danno sia riconducibile a una condotta sanitaria inappropriata.
2. È possibile ottenere un risarcimento per perforazione intestinale durante una colonscopia o una gastroscopia?
Sì, il paziente che subisce una perforazione intestinale durante una colonscopia oppure una lesione dell'esofago o dello stomaco durante una gastroscopia può chiedere il risarcimento quando viene accertata una responsabilità medica. Queste complicanze possono provocare emorragie, peritoniti, infezioni, necessità di interventi chirurgici urgenti e, nei casi più gravi, il decesso del paziente. La perforazione di un organo non dimostra però automaticamente la malasanità, poiché alcune complicanze possono verificarsi anche durante procedure correttamente eseguite. È fondamentale verificare se siano state rispettate le tecniche appropriate, se la lesione fosse evitabile e se il personale sanitario abbia riconosciuto e trattato tempestivamente la complicanza.
3. Il consenso informato firmato dal paziente esclude la responsabilità del medico per errori durante un esame diagnostico?
No, la firma del consenso informato non esonera il medico dalla responsabilità per errori nell'esecuzione di esami diagnostici. Il consenso informato permette al paziente di conoscere la natura della procedura, i benefici, i rischi e le possibili alternative, ma non autorizza il personale sanitario a eseguire l'esame in modo negligente, imprudente o imperito. Se durante una biopsia, una coronarografia o un'endoscopia viene provocata una lesione evitabile per un errore medico, il paziente può chiedere il risarcimento anche se aveva firmato il modulo di consenso. La violazione del diritto all'autodeterminazione può inoltre costituire un distinto profilo di responsabilità, quando ne ricorrono i presupposti.
4. I familiari di un paziente morto durante una biopsia possono ottenere il risarcimento per malasanità?
Sì, i familiari di un paziente deceduto a causa di errori medici durante una biopsia possono chiedere il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale e degli eventuali ulteriori danni risarcibili. Nell'articolo viene illustrato un caso deciso dal Tribunale Civile di Ancona con sentenza n. 75/2022, relativo a una donna deceduta dopo una biopsia osteomidollare. Durante l'esame era stata lesionata un'arteria, provocando una grave emorragia interna e il successivo decesso. La perizia medico-legale svolta in giudizio aveva individuato un errato posizionamento dell'ago utilizzato per il prelievo. Il Tribunale ha riconosciuto, secondo quanto riportato nell'articolo, un risarcimento di circa 200.000 euro a ciascun familiare. La vicenda dimostra l'importanza della perizia medico-legale per accertare le responsabilità negli esami diagnostici invasivi.
5. Come dimostrare un errore medico durante un esame diagnostico e a quali avvocati rivolgersi per ottenere il risarcimento?
Per dimostrare un caso di malasanità per errori nell'esecuzione di esami diagnostici è necessario acquisire la cartella clinica completa, il referto dell'esame, la documentazione relativa alle procedure eseguite, il consenso informato e gli eventuali esami successivi che documentano le lesioni. Una perizia medico-legale, svolta con la collaborazione degli specialisti competenti, permette di verificare se siano stati commessi errori medici e se questi abbiano provocato danni permanenti o il decesso del paziente. Il gruppo Avvocati Collegati, fondato dall'Avv. Nicola Barsotti e attivo dal 2004 in tutta Italia, assiste le vittime di malasanità e i loro familiari nei casi di gravi lesioni o morte conseguenti a gastroscopia, colonscopia, biopsia, coronarografia e altri esami diagnostici. Per richiedere una valutazione del caso è possibile contattare il Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 oppure utilizzare la chat WhatsApp presente sul sito avvocaticollegati.it
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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