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10/09/2025Con questo articolo trattiamo un tipico caso di Malasanità legato ad errori medici nella errata o tardiva diagnosi di fibroma all’utero, al seno o altro tipo.
Il fibroma è una delle patologie benigne più comuni che possono colpire diversi tessuti dell’organismo, in particolare l’utero (fibroma uterino), il seno, la pelle o la bocca.
Ma quando si verificano errori medici nella diagnosi o nel trattamento del fibroma all’utero o al seno, le pazienti possono riportare gravi peggioramenti della salute o anche il decesso.
Se tu o un tuo familiare avete subito danni per Malasanità dovuta ad errori medici legati al fibroma, contattate subito i nostri avvocati che si occupano di risarcimenti da malasanità.
Siamo un gruppo di avvocati che difende vittime di malasanità in tutta Italia dal 2004 ed al nostro fianco abbiamo medici legali di fiducia.
Cos’è un Fibroma all’Utero o al Seno
Il fibroma consiste in una formazione tumorale non cancerosa, composta da tessuto fibroso, che nella maggior parte dei casi non rappresenta un rischio per la vita del paziente.
Tuttavia, la diagnosi e la cura del fibroma devono essere eseguite con attenzione: errori medici nella valutazione o nella gestione possono comportare gravi conseguenze per la salute, fino a configurare casi di malasanità.
Il fibroma si presenta come una massa benigna che può avere dimensioni molto variabili.
Un tipico caso di fibroma è quello localizzato nell’utero, che può provocare:
- dolori pelvici,
- sanguinamenti abbondanti,
- problemi di fertilità,
- sintomi compressivi su vescica o intestino.
Per quanto riguarda le patologie dell’utero, ti invitiamo a leggere anche il nostro articolo intitolato “Tumore all’Utero: Tardiva Diagnosi e Risarcimento” .
Il fibroma al seno, più correttamente chiamato fibroadenoma, è invece una crescita benigna molto comune, specialmente nelle donne giovani e in età fertile, che si manifesta come una massa solida e indolore composta da tessuto ghiandolare e connettivo.
Altri tipi di fibroma, come quelli cutanei o orali, generalmente hanno un andamento meno invasivo, ma richiedono comunque un controllo medico accurato per distinguere la natura benigna della massa da altre lesioni potenzialmente maligne.
Il trattamento del fibroma dipende da fattori come dimensioni, sintomi e sede.
Le cure del fibroma possono includere:
- Monitoraggio clinico per i fibromi asintomatici.
- Terapia farmacologica per ridurre i sintomi.
- Chirurgia (miomectomia o isterectomia per i fibromi uterini di grandi dimensioni).
- Tecniche mininvasive come embolizzazione o ablazione.
Una gestione corretta richiede diagnosi precoce, indagini radiologiche adeguate e una valutazione personalizzata del paziente.
Possibili Errori Medici nella Diagnosi e Cura del Fibroma
Dopo aver esposto sinteticamente in cosa consiste il fibroma, quali sono i sintomi e come si cura, passiamo ad analizzare i possibili casi di malasanità per errori medici nella diagnosi o nella cura del fibroma.
Infatti, il nostro lavoro di avvocati e medici legali è diretto ad aiutare pazienti che hanno subito danni alla salute per errori medici nella diagnosi o nel trattamento del fibroma.
Gli errori medici più frequenti legati al fibroma riguardano:
- diagnosi errata o tardiva da parte del medico, che può confondere un fibroma con altre masse tumorali maligne;
- mancata indicazione chirurgica in presenza di sintomi gravi;
- complicanze intraoperatorie dovute a imperizia medica, con lesioni a organi vicini;
- gestione inadeguata delle complicanze post-operatorie;
- mancato monitoraggio dei fibromi recidivi.
Questi errori medici possono trasformarsi in casi di malasanità, con conseguenze molto serie per il paziente: infertilità, emorragie, lesioni permanenti o, nei casi più gravi, decesso.
Ecco perché i pazienti che hanno subito lesioni per errori medici legati a un fibroma possono chiedere un risarcimento, così come possono chiedere un risarcimento i familiari di pazienti rimasti gravemente lesionati o morti per un caso di malasanità.
Come ottenere il Risarcimento per Malasanità legata al Fibroma
Un paziente colpito da errori medici nella diagnosi o cura di un fibroma può riportare danni psicofisici permanenti, peggioramento della qualità della vita e traumi psicologici.
Quando tali danni sono la diretta conseguenza di una gestione sanitaria negligente, il paziente (o i familiari, in caso di gravi lesioni del paziente o suo decesso) ha diritto a chiedere un risarcimento per malasanità.
Il risarcimento può essere richiesto all’ospedale o alla clinica o direttamente al medico, tramite una richiesta inoltrata via pec o raccomandata.
È fondamentale sapere che il paziente può chiedere il risarcimento entro 10 anni, mentre i familiari di un paziente rimasto lesionato o morto per errori medici legati al fibroma hanno il minor termine di 5 anni.
Affidando il tuo caso di danni da malasanità al nostro gruppo puoi avere a disposizione un gruppo composto da avvocati e medici legali con esperienza di oltre venti anni.
La procedura che seguiamo per chiedere il risarcimento a favore del paziente danneggiato e suoi familiari prevede:
1. Valutazione giuridica del caso da parte degli avvocati
2. Analisi della cartella clinica da parte dei medici legali
3. Avvio di una procedura stragiudiziale per il risarcimento
4. Perizia medico legale con tentativo di conciliazione
5. Causa civile solo in caso di mancato accordo con ospedale o clinica o medico
Grazie al supporto di avvocati che si occupano di risarcimenti da malasanità, il paziente può far valere i propri diritti ed ottenere un giusto risarcimento proporzionato al danno subito.
Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Errori Medici legati al Fibroma
Riportiamo un caso di errori medici nella diagnosi di fibroma al seno trattato dal Tribunale di Catania con la sentenza n. 1971/2023 che ha riconosciuto il risarcimento alla paziente.
Quest’ultima si è rivolta al Tribunale riferendo che, in data 28.8.2013, si presentava presso l'ambulatorio del proprio ginecologo accusando algie al seno sinistro, che risultava arrossato, e riferendo di avere notato una piccola "nocciolina" nonché disfunzioni a livello mestruale da circa tre mesi.
In pari data il ginecologo sottoponeva l'attrice a visita medica senologica ed esame ecografico (ecografia mammaria) e, in esito agli esami, il medico rassicurava la paziente e poneva diagnosi di "mastite diffusa bilaterale", senza rilasciare alcuna prescrizione medica per il trattamento della patologia diagnosticata né indicare alcun accertamento mammografico da effettuare.
Tuttavia, nei mesi successivi, le condizioni della donna non miglioravano poiché continuava a percepire dolore alla mammella sinistra (in cui, nel frattempo, si era manifestata una forma di tumefazione dura alla palpazione) e lamentava disfunzioni a livello mestruale.
In data 12.03.2014, a causa della persistenza ed ingravescenza della patologia, si rivolgeva nuovamente allo stesso ginecologo, il quale effettuava un controllo ecografico refertato per "fibroma alla mammella sinistra di circa 28X30 mm a carico della regione periareolare mediale".
Rilevata la gravità della situazione, il medico richiedeva indagine mammografica da cui veniva rilevata, al QII della mammella sinistra, una opacità ad alta densità, a margini irregolari, di circa cm 3 di diametro ritenuta sospetta per eteroplasia.
Si prospettava, pertanto, l'opportunità di effettuare una biopsia mammaria ecoguidata, la cui lettura istologica evidenziava un carcinoma duttale infiltrante.
In data 28.04.2014, attese le superiori evidenze, l'attrice veniva sottoposta a mastectomia sottocutanea sinistra tipo nipple-areola sparing con associata una linfoadenectomia ascellare sx vista la positività del linfonodo sentinella.
La donna veniva poi sottoposta a chemioterapia antiblastica ed ormonoterapia e radioterapia e poi indirizzata alla ricostruzione mammaria con lipofilling, riempimento dell'espansore ed inserimento di protesi.
La paziente chiedeva il risarcimento al ginecologo perché, nonostante i chiari e manifesti sintomi lamentati dalla paziente, il professionista non aveva riscontrato la neoformazione (del diametro di mm 30 a margini irregolari, molto sospetta per formazione eterologa) già ecograficamente rilevabile e presente al quadrante inferiore interno della mammella sinistra.
A seguito di perizia medico legale, il Tribunale ha dato ragione alla donna, ritenendo che si fosse verificato un ritardo diagnostico di circa sette mesi, da cui era derivato: un aumento volumetrico della neoplasia di circa il 50%; l'accrescimento del numero di linfonodi ascellari coinvolti dalla malattia; il rilevante avanzamento dello stadio della malattia (passando dal II al III stadio avanzato) correlato ad un maggiore e più gravoso impegno terapeutico e, cosa ancor più grave, un peggioramento di prognosi statisticamente più sfavorevole; inoltre, a causa dell'aumentato volume del tumore mammario, si era impedito che la paziente potesse essere sottoposta ad un intervento meno mutilante come la quadrantectomia anziché la mastectomia, con conseguente danno estetico.
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