
Avvocati Malasanità Veneto – Studio Legale Barsotti
04/12/2024
Divisione della casa familiare ereditata da fratelli e sorelle
09/12/2024Abbiamo trattato con successo un caso di malasanità relativo alla tardiva diagnosi di tumore al cervello nei confronti di un paziente ormai deceduto di cui assistiamo i familiari.
La causa si è svolta davanti al Tribunale di Latina e ha riguardato un paziente che nel 2012 si recava più volte al Pronto Soccorso per sintomatologie varie, senza che i medici disponessero gli opportuni accertamenti e, di conseguenza, senza effettuare una corretta diagnosi.
Dopo più di tre mesi di inutili accessi all’Ospedale, il paziente si recava presso altra Struttura Sanitaria dove gli veniva diagnosticato un tumore al cervello per il quale riportava un decadimento psicofisico e poi il decesso.
Con questo articolo parliamo quindi di risarcimento per tardiva diagnosi di tumore al cervello, dando qualche semplice nozione sulla patologia per poi riportare il caso che abbiamo trattato.
I nostri avvocati per risarcimento danni da malasanità restano a disposizione di pazienti che hanno subito una tardiva diagnosi di tumore o loro familiari per una valutazione del caso ai fini del risarcimento.
- Tumore al cervello: sintomi, diagnosi, trattamenti e rischi di una diagnosi tardiva
- Possibili complicanze di una diagnosi tardiva di tumore al cervello
- Il caso di tardiva diagnosi di tumore al cervello trattato dai nostri avvocati
- Come possiamo valutare un caso di danni da tardiva diagnosi di tumore
- Leggi altri articoli su casi di malasanità oncologica
Tumore al cervello: sintomi, diagnosi, trattamenti e rischi di una diagnosi tardiva
Il tumore al cervello è una patologia che coinvolge la crescita anomala di cellule nel cervello o nelle strutture circostanti.
Il tumore al cervello può essere primario, originato direttamente nel cervello, o secondario, derivante da metastasi di tumori in altre parti del corpo.
I tumori possono essere benigni, con crescita lenta e circoscritta, o maligni, caratterizzati da una crescita rapida e potenzialmente invasiva.
I tumori al cervello sono classificati in base al tipo di cellula coinvolta e alla loro localizzazione.
Alcuni esempi comuni includono:
• Gliomi (tra cui glioblastomi): originano dalle cellule gliali.
• Meningiomi: tumori delle meningi.
• Schwannomi: coinvolgono i nervi cranici.
• Medulloblastomi: più frequenti nei bambini.
I sintomi di un tumore al cervello possono variare in base alla dimensione, alla posizione e al tasso di crescita della massa tumorale.
Tra i segnali più comuni troviamo:
• Mal di testa persistente: spesso più intenso al risveglio.
• Nausea e vomito: sintomi legati all'aumento della pressione intracranica.
• Disturbi neurologici: difficoltà nel linguaggio, perdita di memoria, confusione mentale.
• Problemi motori: debolezza o paralisi a carico di un lato del corpo.
• Alterazioni visive e uditive: visione offuscata, diplopia o perdita dell’udito.
• Convulsioni: spesso uno dei primi segnali in pazienti precedentemente sani.
• Disturbi dell’equilibrio e della coordinazione: tipici nei tumori localizzati nel cervelletto.
Questi sintomi non sono specifici e possono essere associati a diverse condizioni; tuttavia, la loro persistenza o il peggioramento richiedono una valutazione immediata.
Per migliorare la prognosi e pianificare il trattamento una diagnosi precoce è cruciale.
Il processo diagnostico include diverse fasi:
1. Valutazione clinica
Il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sull'anamnesi personale e familiare, e svolge un esame neurologico per valutare riflessi, forza muscolare, equilibrio e funzione sensoriale.
2. Esami di imaging
- Risonanza Magnetica (RM): considerata il gold standard per identificare la posizione, le dimensioni e le caratteristiche del tumore.
- Tomografia Computerizzata (TC): utile per una valutazione preliminare o nei casi di emergenza.
- PET Scan: impiegata per distinguere le masse tumorali dalle lesioni benigne.
3. Biopsia
In alcuni casi, una biopsia cerebrale è necessaria per confermare la natura del tumore e determinarne il grado di malignità.
4. Esami di laboratorio
Test ematici e analisi del liquido cerebrospinale possono fornire ulteriori indicazioni diagnostiche.
Il trattamento del tumore al cervello dipende da diversi fattori, tra cui tipo, dimensione, posizione del tumore e condizioni generali del paziente.
Le principali opzioni di trattamento del tumore al cervello includono interventi chirurgici, terapie farmacologiche e radioterapie.
1. Chirurgia
La rimozione chirurgica è spesso il primo passo per il trattamento di tumori cerebrali. L'obiettivo è eliminare il più possibile la massa tumorale senza danneggiare le funzioni neurologiche.
Tecnologie avanzate, come la neuronavigazione e la chirurgia guidata da fluorescenza, migliorano l’accuratezza dell’intervento.
2. Radioterapia
La radioterapia utilizza radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali o rallentarne la crescita.
Tecniche come la radioterapia stereotassica (Gamma Knife o CyberKnife) consentono di trattare tumori localizzati con precisione millimetrica.
3. Chemioterapia
La chemioterapia impiega farmaci citotossici per eliminare le cellule tumorali.
Molecole come la temozolomide sono spesso utilizzate per il trattamento di glioblastomi.
La somministrazione può avvenire per via orale, endovenosa o attraverso dispositivi impiantabili.
4. Terapie mirate
Le terapie mirate, come gli inibitori del VEGF, agiscono su specifici bersagli molecolari presenti nelle cellule tumorali, limitando la crescita del tumore e l’angiogenesi.
5. Trattamenti palliativi
Nei casi avanzati, l'obiettivo è migliorare la qualità della vita del paziente attraverso la gestione del dolore, dei sintomi neurologici e degli effetti collaterali delle terapie.
Possibili complicanze di una diagnosi tardiva di tumore al cervello
Una diagnosi tardiva può avere conseguenze devastanti, in quanto il tumore può crescere indisturbato, provocando danni irreversibili al tessuto cerebrale.
Tra le complicazioni più comuni troviamo:
• Aumento della pressione intracranica: con rischio di erniazione cerebrale, una condizione potenzialmente letale.
• Deterioramento neurologico permanente: difficoltà motorie, cognitive o sensoriali irreversibili.
• Difficoltà nel trattamento: i tumori avanzati sono spesso inoperabili o meno responsivi alle terapie.
• Riduzione della qualità della vita: sintomi debilitanti e complicazioni associate al trattamento tardivo.
Una diagnosi precoce, al contrario, aumenta le possibilità di successo terapeutico e riduce il rischio di complicanze gravi.
In merito al concetto di complicanza in ambito di responsabilità medica è opportuno riportare il principio ribadito anche recentemente dalla Corte di cassazione Civile Sezione III con ordinanza n. 9198/2024 di seguito riportato.
In tema di responsabilità medica, per superare la presunzione di colpa del medico è necessario distinguere tra complicanze prevedibili ma non evitabili, ed eventi prevedibili.
Ciò significa che, per superare la presunzione di cui all'articolo 1218 del c. c. non è sufficiente dimostrare che l'evento dannoso per il paziente costituisca una complicanza, rilevabile nella statistica sanitaria, dovendosi ritenere tale nozione - indicativa nella letteratura medica di un evento, insorto nel corso dell'iter terapeutico, astrattamente prevedibile ma non evitabile - priva di rilievo sul piano giuridico, nel cui ambito il peggioramento delle condizioni del paziente può solo ricondursi ad un fatto o prevedibile ed evitabile, e dunque ascrivibile a colpa del medico, ovvero non prevedibile o non evitabile, sì da integrare gli estremi della causa non imputabile.
Il caso di tardiva diagnosi di tumore al cervello trattato dai nostri avvocati
Il paziente e familiare dei nostri assistiti, la vedova ed il figlio, veniva portato più volte in Pronto Soccorso nel periodo compreso tra il 7.04.2012 ed il 29.07.2012.
L’uomo riferiva di una sintomatologia quali disturbi dell’equilibrio, vertigini, vomito persistente ed a getto, cefalea retro nucale, stipsi, perdita di peso, manifestazioni che avrebbero dovuto indurre i sanitari del Pronto Soccorso all’espletamento di adeguato approfondimento clinico-strumentale di tipo neurologico.
In assenza di tali approfondimenti, si formulavano in occasione dei vari accessi diagnosi eterogenee ed errate riconducendo le problematiche evidenziate a patologie dell’apparato gastro-digerente (gastrite, ernia gastrica iatale), con conseguente prescrizione di trattamenti sanitari inadeguati
Persistendo ed aggravandosi la sintomatologia, nonostante l’assunzione dei farmaci prescritti, a seguito di due ravvicinati accessi presso altre strutture sanitarie, in data 30.07.2012 il paziente si recò presso altra struttura ospedaliera, ove a seguito di una TAC cerebrale e di risonanza magnetica, venne formulate la corretta diagnosi di “ependimoma del IV ventricolo” di grado II, con aree focali suggestive di un iniziale viraggio verso un terzo grado.
A seguito di intervento chirurgico eseguito in data 3.08.2012 presso il suddetto presidio ospedaliero, la massa tumorale venne asportata.
A seguito dell’intervento il paziente trascorse un periodo di breve benessere, le sue condizioni tuttavia a partire dal febbraio anno 2014 iniziarono nuovamente ad aggravarsi e fu sottoposto a ripetuti ricoveri, trattamenti sanitari ed interventi chirurgici invasive; a seguito di ripetute recidive tumorali morì quindi in data 26.02.2019.
Nel corso della causa per il risarcimento dei danni subiti dal paziente, il Tribunale di Latina disponeva una perizia medico legale.
Ebbene, gli ausiliari del Tribunale hanno confermato le censure nella gestione sanitaria del paziente, addebitabili al personale sanitario dell’ospedale in cui erano avvenuti più accessi, per criticità che hanno determinato un ritardo nella diagnosi di un tumore cerebrale (ependimoma) di circa quattro mesi.
Invero, pur presenti importanti e gravi sintomi (nausea, vomito, vertigini, ipoacusia, acufeni) costanti ed ingravescenti, i sanitari perseveravano nelle diagnosi “più disparate” e, solo in data 15.07.2012, a seguito di una cefalea retro nucale, effettuavano una TAC cerebrale che non veniva tuttavia refertata e nemmeno posta in correlazione con la sintomatologia manifestata dal paziente nei successive accessi al PS effettuati alla fine Luglio, condotte gravemente censurabili sotto il profilo della negligenza ed imperizia.
Tali immagini evidenziavano alla data del 15.07.2012 la massa tumorale poi riscontrata e diagnosticata presso l’ospedale in cui veniva operato in data 30.07.2012.
Il ritardo diagnostico, ad avviso dei periti, pur non in nesso causale con la comparsa delle recidive ad oltre una anno dalla asportazione della massa, avrebbe comunque comportato un danno biologico temporaneo di 115 giorni derivante dalle maggiori sofferenze cui è andato incontro il paziente per essere stato sottoposto durante il periodo della ritardata diagnosi a cure non adeguate, tenuto conto della progressive comparsa di una sindrome di ipertensione endocranica ( cefalea, disequilibrio, vomito ecc.) sofferenze che non si sarebbero verificate se il paziente fosse stato operato prima.
Il Tribunale ha pertanto condannato l’ospedale al risarcimento del danno biologico temporaneo subito dal paziente che, essendo deceduto, è stato liquidato ai familiari in qualità di eredi.
Come possiamo valutare un caso di danni da tardiva diagnosi di tumore
Un caso di malasanità per errata o tardiva diagnosi di tumore al cervello può essere valutato dai nostri avvocati in collaborazione con i nostri consulenti medici legali e specialisti in oncologia.
Per ottenere una valutazione da parte dei nostri avvocati per malasanità puoi chiamare tutti i giorni il nostro Numero Verde Malasanità o chattare con noi tramite l’icona WhatsApp che trovi in tutte le pagine del nostro sito.
L’avvocato saprà subito dirti se ci sono i presupposti legali per prendere in esame il caso, considerando ad esempio che un paziente ha 10 anni di tempo per chiedere il risarcimento mentre i suoi familiari hanno solo 5 anni.
Se ci sono i presupposti legali, il caso sarà poi analizzato dai nostri consulenti medici legali e specialisti in oncologia, che valuteranno la cartella clinica del paziente per individuare errori e conseguenti danni.
Con l’assistenza di avvocati e consulenti medici che si occupano di risarcimento danni da malasanità da più di venti anni, il paziente e/o i suoi familiari affronteranno la perizia medico legale, ossia l’esame del caso da parte dei periti nominati dal Tribunale del luogo in cui ha sede l’ospedale o la clinica dove è avvenuto il caso.
Se la perizia medico legale riconoscerà che ci sono stati errori o ritardi nella diagnosi di un tumore al cervello, potremo trovare un accordo per il risarcimento o chiedere al Tribunale di emettere una sentenza.
Affidando il tuo caso di errata o tardiva diagnosi di tumore al cervello ai nostri avvocati e consulenti medici avrai a disposizione un team multidisciplinare che dal 2004 assiste vittime di errori e ritardi oncologici in tutta Italia.
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NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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