
Cisti Ovariche: Errori Medici e Risarcimento
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03/09/2025Parliamo di ernia del disco e di errori medici che possono verificarsi nella fase di diagnosi o di trattamento di questa grave patologia della colonna vertebrale.
Si tratta di una patologia che, se non tempestivamente e correttamente curata, può anche comportare gravi lesioni permanenti per il paziente.
Nei casi di errori medici per errori diagnostici o chirurgici nella cura dell’ernia del disco, il paziente che ha subito danni ha diritto al risarcimento per malasanità.
Affidandoci il tuo caso di risarcimento danni per errori medici nel trattamento dell’ernia del disco, avrai a disposizione avvocati e medici legali con esperienza di oltre venti anni nel settore della malasanità.
Continua a leggere per saperne di più sui possibili errori medici nel trattamento dell’ernia discale e per tutelarti tramite il nostro gruppo di avvocati e medici legali al fine di essere risarcito.
Ernia del Disco: Diagnosi e Cura
L’ernia del disco è una delle patologie più comuni della colonna vertebrale che si verifica quando una parte del disco intervertebrale fuoriesce dalla sua sede naturale e comprime le radici nervose o il midollo spinale, provocando dolore, formicolii, perdita di sensibilità e, nei casi più gravi, deficit motori.
Il percorso diagnostico inizia solitamente con la visita clinica e l’anamnesi del paziente.
L’ortopedico o il neurochirurgo valuta i sintomi e prescrive accertamenti strumentali per una corretta diagnosi come:
Risonanza magnetica (RMN): esame di riferimento per individuare la posizione e l’entità dell’ernia.
Tac (TC): utile soprattutto nei casi in cui la risonanza non sia eseguibile.
Elettromiografia (EMG): per valutare l’eventuale sofferenza delle radici nervose.
Un errore medico nella fase diagnostica, come una diagnosi superficiale o la mancata prescrizione degli esami adeguati, può ritardare il trattamento e peggiorare le condizioni del paziente.
Nei casi di errori medici diagnostici da cui siano derivate lesioni per il paziente, quest’ultimo potrà ottenere il risarcimento per i danni psicofisici ed economici.
Per quanto riguarda la cura dell’ernia del disco, le terapie dipendono dalla gravità della patologia e dallo stato clinico del paziente:
Trattamenti conservativi: farmaci antidolorifici e antinfiammatori, fisioterapia, infiltrazioni.
Trattamento chirurgico: indicato nei casi più gravi o quando le terapie conservative non portano beneficio. Le tecniche più diffuse sono la microdiscectomia e la discectomia tradizionale.
Una chirurgia non necessaria, un intervento eseguito in modo non corretto o un follow-up inadeguato possono determinare complicanze gravi, fino a deficit neurologici permanenti.
Possibili Errori Medici e Complicanze nel Trattamento dell’Ernia Discale
Quando si procede al trattamento dell’ernia del disco possono verificarsi errori medici tra cui:
Diagnosi errata o tardiva, che porta a un peggioramento delle lesioni.
Errori chirurgici, come lesioni ai nervi, emorragie o infezioni post-operatorie.
Gestione inadeguata del post-operatorio, con mancate indicazioni terapeutiche o controlli insufficienti.
Questi errori medici possono causare danni irreversibili al paziente, consistenti in limitazioni funzionali e invalidità permanente.
Quando il paziente rimane vittima di malasanità per errori medici, è previsto un risarcimento di tutti i danni psicofisici, morali ed economici subiti.
Affidandoti al nostro gruppo di avvocati e medici legali potrai svolgere la perizia medico legale e chiedere il risarcimento all’ospedale o la clinica dove è avvenuto il grave fatto.
Il Risarcimento per Errori Medici nel trattamento dell’Ernia del Disco
Quando un paziente subisce lesioni permanenti a causa di un errore nella diagnosi o nel trattamento dell’ernia del disco, ha diritto a ottenere un risarcimento per i danni subiti.
Il termine per chiedere il risarcimento per errori medici nella diagnosi o cura dell’ernia discale è di dieci anni, e decorre dal momento in cui il paziente ha preso conoscenza che la sua patologia è stata aggravata da un caso di malasanità.
Se sei un paziente che è rimasto invalido per colpa medica in sede diagnostica o interventistica puoi chiedere aiuto al nostro gruppo di avvocati e medici legali che da oltre 20 anni assiste vittime di malasanità ortopedica in tutta Italia.
Gli avvocati e i medici legali di avvocaticollegati.it offrono assistenza completa per ricostruire la dinamica dell’errore, valutare il nesso causale tra la condotta sanitaria e il danno, e quantificare il risarcimento spettante.
Il nostro metodo di lavoro che seguiamo per ottenere il risarcimento a favore del paziente vittima di malasanità consiste in:
1. Colloquio con il paziente in studio o da remoto
2. Valutazione della cartella clinica del paziente da parte dei nostri medici legali
3. Perizia medico legale per accertare responsabilità e danni
4. Tentativo di accordo con l’ospedale, la clinica, il medico
5. Eventuale causa civile in caso di mancato accordo.
Per chiedere un parere chiamaci subito al Numero Verde Malasanità 800912301 o scrivi tramite la Chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito, ti risponderà uno dei nostri avvocati che si occupa di risarcimento da malasanità.
Attraverso un lavoro di squadra tra legali e specialisti medici, è possibile intraprendere un’azione legale mirata a tutelare i diritti del paziente e ottenere un ristoro economico adeguato alle sofferenze e le limitazioni derivanti dall’errore medico.
Un Caso di Risarcimento da Errata Cura di Ernia del Disco
Riportiamo un caso di risarcimento danni per errori medici nel trattamento di ernia del disco, trattato dal Tribunale di Bologna con la sentenza n. 559/2023 che ha riconosciuto ad una paziente un risarcimento di più di 500mila euro.
Una paziente conveniva in giudizio il medico ortopedico che le aveva provocato lesioni e conseguenti danni irreversibili per intempestiva diagnosi.
Esponeva in fatto che, dall'inizio dell'anno 2015, incominciava a soffrire di dolori alla colonna vertebrale, parestesie e ipoestesie alle dita della mano sinistra anche con sofferenze notturne; pertanto, si rivolgeva ad un Poliambulatorio Privato e, in particolare, si affidava alle cure dell'odierno convenuto, specialista in ortopedia.
Il Medico specialista alla prima visita, effettuata in data 5.5.2015, così refertava: "da circa 40 giorni riferisce perdita di sensibilità dal tronco in giù ed agli inferiori fino alle ginocchia. Al controllo clinico deambula con difficoltà, lamenta dolore al rachide al confine tra rachide cervicale e dorsale, sensibilità molto ridotta dal rachide dorsale fino al rachide lombare, sensibilità ridotta ai glutei con sensazione di gonfiore, parestesie molto importanti agli arti inferiori in territorio di L2-L3, L3-L4 e L4-L5, normale sensibilità a livello di L5-S1, ROT normo evocabili, parestesie alla mano sx che coinvolgono il 3°, 4° e 5° dito. Esami richiesti: RMN rachide in toto (Urgente). Esami del sangue (emocromo con formula, VES, PCR, fibrinogeno) Urgenti. Diagnosi: parestesia dorso-lombare ed arti inferiori e mano sx. Terapie consigliate dopo controllo esami prescritti".
In data 03/06/2015 la donna si sottoponeva ad esame di risonanza magnetica di tutta la rachide cervicale all'esito del quale veniva steso il seguente referto: "Grossolana ernia parzialmente estrusa a sede centrale al passaggio intersomatico C4-C5 e C5-C6, con evidenti associati segni di discomalacia e marcata compressione sugli spazi peri-liquorali corrispondenti. Il canale vertebrale a detti livelli appare marcatamente stenotico. Iniziali aspetti gliotici reattivi del midollo in detti tratti. Ulteriori modiche protrusioni a sede centrale sottolegamentosa sono evidenti da D8 a DI0. Grossolana protrusione centrale sottolegamentosa del disco intersomatico al passaggio L5-S 1 con iniziali segni di discomalacia. Normale trofismo dei restanti dischi esaminati. Artrosinovite reattiva delle articolazioni interapofisarie da L3 a L5 bilateralmente. Canale vertebrale normale in ampiezza nei tratti dorsale e lombosacrale".
Alla successiva visita, avvenuta in data 23.6.2015, l’ortopedico scriveva: "Viene al controllo, porta la RMN del rachide in toto che evidenzia a livello di C4-C5 e C5-C6 formazioni erniarie che comprimono il midollo con forte restringimento del canale vertebrale, presenza a livello di L5-S 1 di ampia protrusione discale con presenza di artrosinovite articolare, porta anche esami del sangue che mostrano lieve alterazione dei Leucociti (assume da circa 1 mese e mezzo cortisone) e normalità degli altri parametri. Al controllo clinico appare sostanzialmente invariata. Diagnosi: Cervicalgia e lombalgia associata a parestesie al tronco e agli arti inferiori e alle mani. Terapie consigliate: consiglio controllo da Neurochirurgo per eventuali decisioni chirurgiche. Exinef 90 mg, 1 cp al bisogno max 1 volta al dì".
Parte attrice, successivamente alla visita del 23.6.2015, si adoperava per la prenotazione della visita neurochirurgica consigliata, visita che veniva fissata, dal Centro Unico di Prenotazione dell'ASL di Bologna ad un anno di distanza, in quanto priva del codice 'U' indicativo dell'urgenza, non indicato dal medico e conseguentemente dal medico di medicina generale.
Dopo qualche mese, i sintomi di parte attrice si aggravavano tanto da indurre la stessa a rivolgersi al medico di medicina generale al fine di ottenere una prescrizione urgente per visita neurochirurgica, che veniva effettuata in data 08.10.2015. In tale sede veniva rassegnate le seguenti conclusioni diagnostiche: "omissis....La RMN in toto del rachide, eseguita nel mese di giugno 2015, documentava due ernie discali cervicali voluminose a livello C4-C5 e C5-C6 con già refertato danno midollare. Canale spinale stenotico. Si constata tetraparesi emiparesi emisoma sinistro e segni di clono inesauribile a livello dell'arto superiore sinistro e dell'arto inferiore sinistro. Deficit dell'estensione ulnare della mano sinistra. Si predispone ricovero per lunedì prossimo e intervento in urgenza. Il danno midollare instaurato appare irreversibile e l'intervento è finalizzato a stabilizzare lo stato attuale ed evitare aggravamenti ulteriori...omissis".
In data 14.10.2015 l'attrice si sottoponeva ad intervento chirurgico d'urgenza di micro osteofitodiscectomia che stabilizzava lo stato irreversibile di 'tetraparesi spastica ed emiparesi sx' con prescrizione di sedia a rotelle a vita.
Il medico legale incaricato da parte attrice ravvisava una condotta negligente dell’ortopedico che aveva avuto in cura inizialmente la donna, relativamente alla omessa tempestiva diagnosi alla quale sarebbe da ricondurre l'aggravamento delle condizioni neurologiche dell'attrice e l'irreversibilità delle stesse.
Il Tribunale disponeva una perizia medico legale che, effettivamente, riconosceva l’errore ortopedico per omessa tempestiva diagnosi, da cui era derivata la grave invalidità permanente della donna alla quale, pertanto, veniva riconosciuto il risarcimento.
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