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I familiari di un paziente morto a seguito di sepsi, detta anche setticemia, possono chiedere il risarcimento dei danni subiti per perdita del rapporto con il congiunto.
Leggi questo articolo per capire cosa si intende per sepsi o setticemia e come puoi richiedere il risarcimento tramite i nostri avvocati e consulenti medici legali che hanno esperienza di oltre venti anni nel settore del risarcimento danni da malasanità ed assistono vittime di malasanità in tutta Italia.
Cosa si intende per sepsi o setticemia?
La sepsi, una grave condizione medica nota anche come setticemia, è una reazione infiammatoria sistemica del corpo a un'infezione. È una delle principali cause di morte nei reparti di terapia intensiva e può colpire persone di tutte le età, anche se le persone anziane e coloro con un sistema immunitario debole sono più suscettibili.
La sepsi può essere causata da una vasta gamma di batteri, virus e funghi che entrano nel corpo attraverso una ferita, un'ustione, una broncopolmonite, una meningite o una infezione del tratto urinario. Una volta che questi microrganismi invadono il flusso sanguigno, possono diffondersi in tutto il corpo e scatenare una risposta infiammatoria eccessiva.
La risposta infiammatoria è in realtà una risposta protettiva del corpo per combattere l'infezione. Tuttavia, in alcuni casi, questa risposta diventa così aggressiva da causare danni ai tessuti e agli organi del corpo. Questo porta a una serie di sintomi e complicazioni gravi, tra cui shock settico, insufficienza multi-organo e morte.
I sintomi iniziali della sepsi possono essere simili a quelli di altre infezioni, come febbre, brividi, aumento della frequenza cardiaca e respiro accelerato. Tuttavia, a differenza di altre infezioni, la sepsi può progredire rapidamente e causare una serie di sintomi gravi, come confusione mentale, estrema debolezza, bassa pressione sanguigna, insufficienza respiratoria e sanguinamento e lividi anomali.
Per diagnosticare la sepsi, i medici possono eseguire una serie di test, tra cui esami del sangue, colture di sangue per identificare l'agente patogeno responsabile dell'infezione e ulteriori esami per determinare la gravità e le complicazioni della condizione.
Il trattamento della sepsi si concentra principalmente sul controllo dell'infezione e sul supporto vitale. I pazienti affetti da sepsi vengono solitamente ricoverati in reparto di terapia intensiva per garantire un monitoraggio costante e un trattamento adeguato. Possono essere somministrati antibiotici ad ampio spettro per combattere l'infezione, mentre liquidi e farmaci vengono forniti per mantenere il supporto circolatorio e stabilizzare la pressione sanguigna.
In alcuni casi, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere l'area infetta o drenarla per prevenire la diffusione dell'infezione. Inoltre, se la sepsi causa danni agli organi, possono essere necessarie terapie di supporto, come la dialisi renale o la ventilazione meccanica.
Nonostante i progressi nella diagnosi e nel trattamento, la sepsi rimane una condizione molto pericolosa e, purtroppo, può essere fatale. Ad esempio, la sepsi grave ha un tasso di mortalità superiore al 30%. Tuttavia, con una diagnosi e un trattamento tempestivi, le probabilità di sopravvivenza migliorano notevolmente.
La prevenzione è un altro aspetto critico nella lotta contro la sepsi. Eseguire una corretta igiene delle mani, evitare ferite o tenere pulite le ferite, assumere vaccinazioni consigliate (come il vaccino antinfluenzale e quello antipneumococcico), prendere antibiotici solo quando prescritti correttamente e seguire le istruzioni mediche durante procedure invasive o interventi chirurgici sono tutte misure importanti per prevenire l'inizio della sepsi.
I familiari del paziente possono essere risarciti
Se un tuo familiare è morto per sepsi o setticemia puoi rivolgerti ad avvocaticollegati.it per far valutare la cartella clinica dai nostri consulenti medici legali e specialisti in infettivologia e capire se l’infezione che ha portato al decesso del tuo congiunto è stata contratta in ospedale e se la morte poteva essere evitata.
La morte del paziente potrebbe infatti essere derivata da un caso di malasanità, ossia derivata da responsabilità del personale medico sanitario che non ha posto in essere tutte le cautele volte a impedire la diffusione di una infezione in ambito ospedaliero e/o non ha adeguatamente curato il paziente.
Per sostenere una richiesta risarcitoria a favore dei congiunti di un paziente morto per sepsi derivata da un caso di malasanità, si dovrà quindi innanzitutto far valutare il caso da consulenti medici legali e specialisti nella materia di riferimento, come quelli che può metterti a disposizione avvocaticollegati.it.
Se i consulenti avranno individuato le cause del decesso del paziente, allora gli avvocati del nostro gruppo potranno procedere con la richiesta risarcitoria.
Ai fini dell'accoglimento della domanda di risarcimento, infatti, i parenti del paziente deceduto dovranno dimostrare, non solo l'esistenza del danno lamentato, ma anche il nesso di causalità che avvince tale danno alla condotta dei sanitari.
Per liberarsi da responsabilità, invece, la struttura sanitaria dovrà fornire prova di aver adoperato la diligenza richiesta nel caso di specie, provando altresì che il danno sarebbe identificabile quale conseguenza imprevedibile e, perciò, inevitabile.
Il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale
I familiari di un paziente morto per un caso di malasanità hanno diritto, tra l’altro, al risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale, che è una voce di danno non patrimoniale che spetta iure proprio ai prossimi congiunti del soggetto deceduto.
Il pregiudizio risarcibile conseguente alla perdita del rapporto parentale si ricollega alla lesione della relazione che legava i familiari al defunto e richiede la prova dell'effettività e la consistenza di tale relazione, dovendo il giudice verificare la sussistenza della interiore sofferenza morale soggettiva e di quella riflessa sul piano dinamico relazionale e apprezzare la gravità ed effettiva entità del danno in considerazione dei concreti rapporti col congiunto, anche ricorrendo ad elementi presuntivi quali la maggiore o minore prossimità del legame parentale la qualità dei legami affettivi, la sopravvivenza di altri congiunti, la convivenza o meno col danneggiato, l'età delle parti ed ogni altra circostanza del caso.
La responsabilità della struttura sanitaria per i danni da perdita del rapporto parentale, invocati iure proprio dai congiunti di un paziente deceduto, va qualificata come extracontrattuale e incombe sulla parte che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra la insorgenza di una nuova malattia e l'azione o la omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare la impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile e inevitabile con la ordinaria diligenza.
Quanto tempo si ha per chiedere il risarcimento?
I parenti di un paziente morto per un caso di malasanità come quello derivato da infezioni ospedaliere, hanno 5 anni di tempo per chiedere il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale.
Si tratta di un termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, decorso il quale non si può più agire, a meno che, nel frattempo, la prescrizione non sia stata interrotta tramite una pec o raccomandata o un atto giudiziale volto a manifestare la volontà di essere risarciti.
Come confermato da una recente sentenza della Corte di Cassazione Cassazione Civile sez. III, la n. 29859 del 27 ottobre 2023, il momento da cui decorre il termine di 5 anni di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da attività medico chirurgica si identifica non già con quello della verificazione materiale dell'evento lesivo, bensì con quello (che può non coincidere col primo) in cui il pregiudizio, alla stregua della diligenza esigibile all'uomo medio e del livello di conoscenze scientifiche proprie di un determinato contesto storico, possa essere astrattamente ricondotto alla condotta colposa o dolosa del sanitario.
Come possono assisterti i nostri professionisti
avvocaticollegati.it è un network di avvocati fondato nel 2004 dall’avv. Nicola Barsotti, ed ha come principale obiettivo quello di aiutare pazienti e loro familiari laddove abbiano riportato gravi danni per casi di malasanità.
Il nostro gruppo di avvocati opera quindi da venti anni nel settore del risarcimento danni da malasanità ed assiste pazienti e loro familiari in tutta Italia.
I nostri avvocati hanno ormai maturato esperienza nel settore della malasanità e si avvalgono della stabile consulenza di medici legali e specialisti nelle varie branche della medicina che aiutano gli avvocati a far valere le ragioni dei clienti.
Se tu o un tuo familiare avete subito danni a seguito di un caso di malasanità, i nostri professionisti ti seguiranno come segue fino al raggiungimento del miglior risarcimento possibile:
1. I nostri avvocati ti chiederanno di raccontare il caso, con indicazione di tutti i particolari utili a ricostruire la vicenda
2. I nostri consulenti medici legali faranno una valutazione del caso sulla base della cartella clinica e di tutti i documenti e le testimonianze dei familiari
3. Se i nostri consulenti riterranno che la morte del paziente sia derivata da malasanità, provvederanno a redigere una relazione medico legale
4. Sulla base della relazione medico legale i nostri avvocati chiederanno il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale alla struttura sanitaria ritenuta responsabile del decesso del paziente
5. Se non verrà raggiunto un accordo in sede stragiudiziale i nostri professionisti chiederanno una perizia medico legale al Tribunale e una pronuncia di condanna della struttura sanitaria al risarcimento dei danni
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NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico-sanitaria.
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2 Comments
Salve mia madre è morta di sepsi in ospedale e secondo me ha contratto una infezione dopo un intervento al cuore. Il decesso è avvenuto il 30 maggio del 2022 sono ancora in tempo per chiedere giustizia?! Grazie
Salve Angelo, una denuncia penale può essere fatta senza limiti di tempo, mentre per una causa civile per risarcimento danni i familiari di un paziente morto per colpa medica hanno 5 anni di tempo. La invito a recuperare la cartella clinica e poi a contattarci per una valutazione del caso