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04/06/2026Se hai subito un peggioramento della tua salute psicofisica dopo un intervento di laminectomia, puoi chiamare subito il Numero Verde Malasanità o usare la nostra Chat WhatsApp per avere un nostro parere e chiedere il giusto risarcimento.
Avvocati Collegati rappresenta un gruppo di avvocati fondato nel 2004 ed attivo in tutta Italia che si occupa di risarcimento danni per errati interventi, tra cui quelli neurochirurgici come la laminectomia.
Continua a leggere per saperne di più sulla laminectomia, su un recente caso giudiziario di risarcimento per malasanità legata a questo tipo di intervento e per capire come possiamo aiutarti ad ottenere il risarcimento anche tramite una perizia medico legale dei nostri consulenti.
- Che Cos’è la Laminectomia e Quali sono i Rischi per il Paziente
- Casi di Malasanità per Errori Medici nella Laminectomia
- Il Risarcimento per Lesioni da Errori Medici legati alla Laminectomia
- La Perizia Medico Legale per Accertare Errori nella Laminectomia
- Il Caso del Tribunale di Salerno: Risarcimento da 870mila Euro
- Avvocati Collegati: Risarcimento da Errori Neurochirurgici
- Guarda i Nostri Video sulla Malasanità in Neurochirurgia
Che Cos’è la Laminectomia e Quali sono i Rischi per il Paziente
La laminectomia è un intervento chirurgico eseguito sulla colonna vertebrale con lo scopo di decomprimere il midollo spinale o le radici nervose.
La laminectomia consiste nella rimozione totale o parziale della lamina vertebrale, cioè di una porzione dell’arco posteriore della vertebra, con l’obiettivo di aumentare lo spazio all’interno del canale vertebrale e ridurre la compressione sulle strutture nervose.
Viene generalmente indicata nei casi in cui il paziente presenti una compressione neurologica dovuta, ad esempio, a stenosi del canale vertebrale, ernie discali, artrosi vertebrale, ispessimento dei legamenti, tumori spinali o altre patologie che riducono lo spazio a disposizione delle strutture nervose.
A seconda del quadro clinico, la laminectomia può essere associata ad altre procedure, come discectomia, artrodesi vertebrale, stabilizzazione con mezzi di sintesi o rimozione di lesioni compressive.
Proprio perché interessa una zona anatomica vicina al midollo spinale, alle radici nervose e alla dura madre, la laminectomia deve essere programmata ed eseguita con estrema attenzione, perché certi errori medici o complicanze possono gravemente danneggiare il paziente e dare diritto a un risarcimento per malasanità.
Si tratta infatti di un intervento delicato, spesso eseguito in ambito neurochirurgico o ortopedico, che richiede un’attenta valutazione preoperatoria, una corretta indicazione chirurgica, una tecnica operatoria adeguata e un accurato monitoraggio post-operatorio.
Quando qualcosa va storto, le conseguenze per il paziente possono essere molto gravi: dolore persistente, peggioramento dei sintomi neurologici, deficit motori, perdita di sensibilità, disturbi urinari o intestinali, necessità di nuovi interventi e, nei casi più severi, invalidità permanente.
Nel corso di oltre veni anni di assistenza legale a vittime di malasanità, i nostri avvocati e medici legali hanno seguito più casi di risarcimento danni a pazienti e loro familiari per errori medici legati alla laminectomia.
Casi di Malasanità per Errori Medici nella Laminectomia
In base all’esperienza dei nostri consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia, con cui collaboriamo dal 2004, i casi di malasanità legati alla laminectomia possono verificarsi in momenti diversi: prima dell’intervento, durante l’operazione o nella fase successiva.
Seguono i principali casi di errori medici legati alla laminectomia per cui il paziente può chiedere un risarcimento quando ha subito lesioni permanenti.
Errori nell’indicazione chirurgica di laminectomia
Uno dei primi profili da valutare riguarda la correttezza dell’indicazione all’intervento.
Può esserci responsabilità sanitaria quando il paziente viene sottoposto a laminectomia senza che vi siano reali indicazioni chirurgiche, oppure quando non vengono considerate alternative terapeutiche meno invasive.
Allo stesso modo, può esserci responsabilità quando l’intervento viene eseguito troppo tardi, nonostante la presenza di sintomi neurologici ingravescenti, come perdita di forza, disturbi della deambulazione, anestesia a sella, incontinenza o ritenzione urinaria.
In questi casi il ritardo può determinare un danno neurologico irreversibile che avrebbe potuto essere evitato con una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato.
Errori di livello chirurgico nella laminectomia
Un errore particolarmente grave è l’intervento sul livello vertebrale sbagliato.
La colonna vertebrale è composta da numerosi segmenti e, soprattutto nei pazienti con alterazioni degenerative diffuse, deformità, precedenti interventi o anomalie anatomiche, l’identificazione del livello corretto può essere complessa.
Per questo devono essere adottate procedure di verifica prima e durante l’operazione, anche attraverso il controllo delle immagini radiologiche e la corretta marcatura del sito chirurgico.
Operare sul livello sbagliato può comportare il mancato trattamento della patologia originaria, la necessità di un nuovo intervento e l’esposizione del paziente a rischi inutili.
Lesione delle radici nervose o del midollo spinale
Durante la laminectomia possono verificarsi lesioni delle strutture nervose.
Una lesione diretta o indiretta delle radici nervose, del midollo spinale o della cauda equina può causare conseguenze molto gravi, tra cui:
• perdita di forza a uno o più arti;
• difficoltà nel camminare;
• formicolii o perdita di sensibilità;
• dolore neuropatico cronico;
• paralisi parziale;
• disturbi sfinterici;
• disfunzioni sessuali;
• invalidità permanente.
In alcuni casi la lesione neurologica può essere una complicanza non evitabile. In altri, invece, può dipendere da una manovra chirurgica imprudente, da una trazione eccessiva, da un utilizzo non corretto degli strumenti, da un errore tecnico o da una mancata gestione di un sanguinamento o di una compressione post-operatoria.
Lesione della dura madre e perdita di liquor
Un’altra possibile complicanza della laminectomia è la lesione della dura madre, la membrana che riveste il midollo spinale e le radici nervose.
La lesione durale può provocare fuoriuscita di liquor cerebrospinale.
Se la lesione viene riconosciuta e trattata correttamente durante l’intervento, le conseguenze possono essere contenute. Diversamente, una mancata diagnosi o una riparazione inadeguata possono causare cefalea intensa, nausea, raccolte liquorali, fistole, infezioni, meningite, peggioramento neurologico e necessità di un nuovo intervento.
Il profilo di responsabilità deve essere valutato con attenzione: non sempre la lesione durale è di per sé indice di errore, ma può diventarlo quando non viene prevenuta, riconosciuta, documentata o trattata secondo le corrette regole tecniche.
Ematoma post-operatorio e compressione neurologica
Dopo una laminectomia può formarsi un ematoma nella sede chirurgica. Se l’ematoma comprime le strutture nervose, il paziente può sviluppare rapidamente dolore intenso, debolezza, perdita di sensibilità o disturbi sfinterici.
In questi casi il tempo è decisivo, perché un ritardo nel riconoscimento dei sintomi, nella richiesta degli esami diagnostici o nel reintervento chirurgico può causare danni neurologici permanenti.
Per questo la fase post-operatoria è fondamentale: il paziente deve essere controllato, i sintomi devono essere ascoltati e ogni peggioramento neurologico deve essere valutato con urgenza.
Infezioni post-operatorie
Le infezioni della ferita chirurgica o dei tessuti profondi rappresentano un’altra possibile complicanza.
In alcuni casi l’infezione può interessare il sito operatorio, le vertebre, il disco intervertebrale o gli spazi vicini alle strutture nervose. Se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può evolvere in condizioni gravi, con febbre, dolore, sepsi, necessità di ulteriori interventi, terapia antibiotica prolungata e danni permanenti.
La responsabilità può emergere quando non sono state rispettate le procedure di sterilità, profilassi antibiotica, monitoraggio, diagnosi e trattamento dell’infezione.
Instabilità vertebrale dopo l’intervento di laminectomia
La rimozione di strutture posteriori della vertebra può, in alcuni casi, contribuire a una condizione di instabilità della colonna.
Se l’intervento non viene pianificato correttamente, oppure se non viene valutata la necessità di associare una stabilizzazione vertebrale, il paziente può sviluppare dolore persistente, deformità, scivolamento vertebrale o necessità di un nuovo intervento di artrodesi.
Anche in questo caso occorre verificare se la scelta tecnica adottata fosse adeguata al quadro clinico e radiologico del paziente.
Mancata informazione e consenso non valido
Prima di un intervento di laminectomia il paziente deve ricevere informazioni chiare e complete.
Il consenso informato non deve essere una semplice firma su un modulo generico. Il paziente deve essere messo in condizione di comprendere:
• perché viene proposto l’intervento;
• quali benefici ci si attendono;
• quali sono i rischi specifici;
• quali alternative esistono;
• cosa può accadere se non si interviene;
• quali conseguenze possono derivare da complicanze neurologiche, infettive o meccaniche.
Quando il paziente non viene adeguatamente informato, può configurarsi un autonomo profilo di danno, soprattutto se avrebbe potuto scegliere diversamente o prepararsi in modo consapevole ai rischi dell’operazione.
Il Risarcimento per Lesioni da Errori Medici legati alla Laminectomia
Gli errori del personale medico nella laminectomia possono avere conseguenze invalidanti molto importanti sulla vita del paziente.
Tra i danni più frequenti legati alla laminectomia che riscontrano i nostri consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia, vi sono:
• dolore lombare, cervicale o dorsale persistente;
• dolore irradiato agli arti;
• deficit di forza;
• perdita o riduzione della sensibilità;
• difficoltà nella deambulazione;
• zoppia o necessità di ausili;
• incontinenza urinaria o fecale;
• ritenzione urinaria;
• disfunzioni sessuali;
• sindrome della cauda equina;
• infezioni gravi;
• necessità di nuovi interventi chirurgici;
• peggioramento della qualità della vita;
• perdita della capacità lavorativa;
• invalidità permanente.
Quando il paziente riporta lesioni psicofisiche permanenti, il risarcimento che gli spetta non è soltanto quello per il danno biologico.
Infatti, un paziente che dopo l’intervento non riesce più a camminare come prima, non può tornare al lavoro, ha bisogno di assistenza quotidiana o convive con dolore cronico subisce un cambiamento profondo della propria vita personale, familiare e professionale.
Per questo la valutazione del risarcimento deve tenere conto non solo della lesione anatomica, ma anche delle sue conseguenze concrete sul piano morale e lavorativo.
Se hai subito lesioni per errori medici legati alla laminectomia e cerchi un avvocato per chiedere il giusto risarcimento, chiama subito il Numero Verde Malasanità 800912301 per parlare con un avvocato di Avvocati Collegati.
La Perizia Medico Legale per Accertare Errori nella Laminectomia
Rivolgendoti ad Avvocati Collegati per una richiesta di risarcimento danni per errata laminectomia, puoi avere a disposizione un avvocato esperto del settore e i nostri consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia.
Infatti, per stabilire se un danno dopo laminectomia sia risarcibile è necessario ricostruire l’intero percorso sanitario tramite una perizia medico legale.
I nostri consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia possono verificare:
• se l’intervento fosse realmente indicato;
• se gli esami preoperatori fossero adeguati;
• se il paziente sia stato correttamente informato;
• se sia stato operato il livello vertebrale corretto;
• se la tecnica chirurgica sia stata eseguita correttamente;
• se eventuali complicanze siano state riconosciute e trattate tempestivamente;
• se il decorso post-operatorio sia stato monitorato in modo adeguato;
• se il danno neurologico fosse evitabile;
• se vi sia un nesso causale tra la condotta sanitaria e le conseguenze riportate.
Questa analisi non può essere svolta in modo superficiale ma è necessaria una valutazione medico-legale specialistica con il supporto di neurochirurghi e talvolta ortopedici vertebrali, neuroradiologi e altri consulenti esperti.
Il nostro gruppo di avvocati si avvale da oltre venti anni di consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia, tra cui professori universitari, che possono valutare la cartella clinica del paziente e partecipare alla perizia medico legale.
Se vuoi una perizia medico legale da parte dei nostri consulenti, ti basta chiamare il nostro Numero Verde Malasanità 800912301 per parlare del tuo caso con un avvocato del nostro gruppo e poi trasmetterci la cartella clinica per una valutazione.
I documenti più importanti per una perizia medico legale per un caso legato alla laminectomia sono:
• cartella clinica completa;
• verbale operatorio;
• consenso informato;
• esami radiologici pre e post-operatori;
• risonanze magnetiche, TAC e radiografie;
• diario clinico;
• schede infermieristiche;
• referti neurologici e neurochirurgici;
• documentazione relativa a eventuali reinterventi;
• certificati di dimissione;
• visite successive;
• documentazione riabilitativa;
• certificazioni di invalidità;
• documentazione lavorativa e reddituale, se il danno ha inciso sull’attività professionale.
La cartella clinica e le immagini radiologiche sono spesso decisive per comprendere se vi sia stato un errore tecnico, un ritardo diagnostico o una gestione inadeguata delle complicanze.
Il Caso del Tribunale di Salerno: Risarcimento da 870mila Euro
Riportiamo la sentenza n. 2543 del 24 aprile 2026 con cui il Tribunale Civile di Salerno ha riconosciuto a una donna un risarcimento di 870mila euro per le gravissime lesioni permanenti subite per un caso di malasanità per errori medici legati alla laminectomia.
La donna, in data 12 novembre 2022, veniva ricoverata in ospedale per essere sottoposta a intervento di vertebroplastica della decima vertebra dorsale a seguito di frattura osteoporotica conseguente a caduta accidentale.
In data 14 novembre 2022 veniva eseguito l’intervento di vertebroplastica percutanea di D10 con silicone medicato dal primario del reparto di Neurochirurgia.
Immediatamente dopo l’intervento, presentato come routinario e di rapida guarigione, la paziente sviluppava un completo deficit motorio agli arti inferiori. Una risonanza magnetica eseguita in urgenza evidenziava la presenza di corpo estraneo (cemento fuoriuscito) con compressione midollare.
Pertanto, in data 16 novembre 2022 la paziente veniva sottoposta a intervento di decompressione osteo-midollare con asportazione del corpo estraneo mediante laminectomia di (omissis) e parziale di D8.
Dopo circa 4-5 giorni si verificava un marcato peggioramento del deficit motorio con paraplegia completa. Una nuova risonanza magnetica evidenziava raccolta ematica subdurale acuta estesa da D6 a L3.
In data 22 novembre 2022 la paziente veniva sottoposta a terzo intervento di laminectomia decompressiva completa da D5 a D11 con asportazione della raccolta ematica.
La paziente veniva dimessa in data 15 dicembre 2022 in stato di completa paraplegia con incontinenza sfinterica.
A seguito del ricovero si verificava anche emorragia subaracnoidea parietale bilaterale endoventricolare, successivamente riassorbita.
Il Tribunale disponeva una perizia medico legale che, come di seguito riportato, confermava gli errori medici e le gravissime lesioni permanenti subite dalla paziente.
I consulenti tecnici d’ufficio, dopo avere esaminato la copiosa documentazione sanitaria (cartelle cliniche, esami strumentali, refertazioni) e visitato la perizianda, hanno ricostruito con dovizia di particolari l’iter clinico-assistenziale.
Le conclusioni della CTU possono essere così sintetizzate:
- corretta indicazione all’intervento di vertebroplastica: i sanitari hanno correttamente posto indicazione chirurgica dopo fallimento del trattamento conservativo;
- negligenza e imprudenza nell’esecuzione: l’intervento, pur essendo “routinario” e non caratterizzato da particolare difficoltà tecnica, è stato eseguito con superficialità, come evidenziato dalla mancata esecuzione di esame TC preoperatorio del rachide dorsale che avrebbe permesso di studiare l’integrità del muro posteriore della vertebra D10;
- mancato rilevamento immediato della dispersione del cemento: durante l’iniezione del cemento, pur essendo previsto il controllo fluoroscopico continuo, i sanitari non hanno rilevato immediatamente la fuoriuscita del materiale nel canale spinale e non hanno interrotto tempestivamente l’infusione;
- complicanza del secondo intervento: l’intervento di decompressione del 16 novembre 2022 è stato a sua volta complicato da ematoma epidurale spinale post-operatorio, che ha reso necessario un terzo intervento;
- nesso causale pieno: la sofferenza midollare da compressione è da porsi in relazione causale con l’intervento chirurgico di vertebroplastica nel corso del quale vi è stata una errata condotta medica dei neurochirurghi che hanno operato la paziente.
I consulenti hanno inoltre esplicitamente escluso che l’intervento presentasse particolari difficoltà tecniche tali da limitare la responsabilità ai sensi dell’art. 2236 c.c., affermando che si trattava di “un intervento da considerare routinario in un reparto di neuro-chirurgia (o di ortopedia) in cui sono presenti figure professionali con la necessaria preparazione di base e con idonea strumentazione”.
Il Tribunale di Salerno ha condiviso le conclusioni della perizia medico legale ed ha condannato l’ospedale al risarcimento di 870mila euro a favore della paziente.
Avvocati Collegati: Risarcimento da Errori Neurochirurgici
Il gruppo Avvocati Collegati si occupa dal 2004 di risarcimento danni da malasanità e assiste pazienti danneggiati da interventi neurochirurgici errati, tra cui la laminectomia, in tutta Italia.
Nei casi di sospetto errore medico dopo laminectomia, il nostro lavoro parte da un’analisi approfondita della documentazione sanitaria da parte dei nostri consulenti medici legali e specialisti in neurochirurgia.
Ogni avvocato del nostro gruppo non si limita a valutare il racconto del paziente, ma ricostruisce l’intero percorso clinico, dall’indicazione all’intervento fino al decorso post-operatorio e alle conseguenze riportate, tramite la consulenza dei nostri medici.
Nel corso di oltre venti anni come avvocati per risarcimenti da interventi chirurgici errati, abbiamo sviluppato una nostra procedura per chiedere il risarcimento da malasanità:
1. Raccolta della documentazione sanitaria
Il primo passo consiste nell’acquisire la cartella clinica completa, il verbale operatorio, il consenso informato, gli esami diagnostici e tutta la documentazione successiva all’intervento.
Quando necessario, assistiamo il paziente anche nella richiesta dei documenti alla struttura sanitaria.
2. Studio preliminare del caso
Una volta raccolta la documentazione, viene svolta una prima valutazione legale e medico-legale per comprendere se vi siano elementi di sospetta responsabilità.
In questa fase si analizzano la storia clinica, i sintomi prima dell’intervento, l’indicazione chirurgica, la tecnica utilizzata e il peggioramento successivo.
3. Valutazione con consulenti medico-legali e neurochirurghi
Il caso viene poi esaminato insieme a consulenti medico-legali e, quando necessario, a specialisti in neurochirurgia, ortopedia vertebrale, neuroradiologia o neurologia.
L’obiettivo è verificare se il danno sia collegato a un errore medico e se vi siano i presupposti tecnici per sostenere una richiesta di risarcimento.
4. Ricostruzione del nesso causale tra errori medici e lesioni del paziente
Uno degli aspetti più importanti è stabilire il rapporto tra errore sanitario e danno subito.
Occorre dimostrare che la lesione neurologica, il peggioramento clinico, l’infezione, la necessità di un nuovo intervento o l’invalidità permanente siano conseguenza della condotta dei sanitari e non di una naturale evoluzione della patologia.
5. Quantificazione del risarcimento
Quando emergono profili di responsabilità, si procede alla quantificazione del danno.
La valutazione tiene conto dell’invalidità temporanea e permanente, delle sofferenze patite, delle spese mediche, della perdita di reddito, della necessità di assistenza e dell’impatto sulla vita quotidiana del paziente.
6. Richiesta di risarcimento stragiudiziale ed eventualmente in giudizio
Dopo la valutazione tecnica, viene formulata la richiesta di risarcimento nei confronti della struttura sanitaria, della compagnia assicurativa e degli eventuali soggetti responsabili.
L’obiettivo è ottenere un risarcimento adeguato, attraverso una trattativa stragiudiziale quando possibile o, se necessario, mediante azione giudiziaria.
I casi di laminectomia errata sono complessi e richiedono competenze giuridiche, medico-legali e specialistiche.
Non basta sapere che il paziente è peggiorato dopo l’intervento ma bisogna dimostrare come e perché quel peggioramento si è verificato, quali condotte sanitarie sono state inadeguate e quali conseguenze sarebbero state evitabili.
Avvocati Collegati segue dal 2004 casi di responsabilità sanitaria in tutta Italia, con particolare attenzione ai danni derivanti da interventi chirurgici e neurochirurgici errati.
Se dopo una laminectomia hai riportato un peggioramento neurologico, dolore persistente, perdita di forza, difficoltà a camminare, disturbi urinari o la necessità di un nuovo intervento, puoi richiedere una valutazione del tuo caso chiamando subito il Numero Verde Malasanità 800912301.
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NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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