
Casi di Malasanità e Principali Branche della Medicina
27/05/2026
Laminectomia e Risarcimento per Malasanità da Errori Medici
29/05/2026Se hai riportato la sindrome della cauda equina a seguito di errati interventi medici, chiama gratuitamente il Numero Verde Malasanità 800912301 per parlare subito con un avvocato del nostro gruppo.
Avvocati Collegati rappresenta un gruppo di avvocati fondato nel 2004 ed attivo in tutta Italia che si occupa di risarcimento danni per errati interventi, tra cui quelli da cui è derivata una invalidità per cauda equina.
Continua a leggere per saperne di più sui possibili errori medici da cui può derivare la sindrome della causa equina su un recente caso giudiziario di risarcimento per malasanità legata a questo tipo patologia e per capire come possiamo aiutarti ad ottenere il risarcimento anche tramite una perizia medico legale dei nostri consulenti.
- La Sindrome della Cauda Equina: in Cosa Consiste?
- Quando la Cauda Equina Dipende da Malasanità
- Il Risarcimento Per il Paziente vittima di Cauda Equina
- Avvocati e Medici Legali per il Risarcimento da Cauda Equina per Malasanità
- Il Caso Giudiziario di Cauda Equina trattato dal Tribunale di Frosinone
- Guarda i Nostri Video sulla Malasanità in Neurochirurgia
La Sindrome della Cauda Equina: in Cosa Consiste?
La sindrome della cauda equina si verifica quando le radici nervose presenti nella parte bassa della colonna vertebrale vengono compresse o danneggiate.
Può manifestarsi con dolore lombare, perdita di sensibilità, debolezza agli arti inferiori, difficoltà a camminare, disturbi urinari, incontinenza, problemi intestinali e disfunzioni sessuali.
La sindrome della cauda equina è una delle conseguenze più gravi che un paziente può subire a seguito di un errore medico, di un intervento chirurgico non corretto o di una complicanza che non è stata riconosciuta e gestita tempestivamente.
Quando la cauda equina deriva da malasanità, il paziente non deve rassegnarsi all’idea che si sia trattato semplicemente di una “complicanza”.
In molti casi, infatti, dietro questa patologia possono esserci ritardi diagnostici, errori chirurgici, omissioni nei controlli post-operatori o mancate decisioni terapeutiche che avrebbero potuto evitare il danno o ridurne la gravità.
In queste situazioni, il paziente può avere diritto a ottenere il risarcimento dei danni dall’ospedale, dalla clinica privata o dalla struttura sanitaria responsabile.
Se hai riportato la sindrome della cauda equina per malasanità, puoi rivolgerti ad Avvocati Collegati, puoi chiedere un giusto risarcimento tramite avvocati esperti in risarcimento da malasanità e medici
Quando la Cauda Equina Dipende da Malasanità
Per chiedere un risarcimento da malasanità è necessario munirsi prima di una consulenza specialistica e medico legale che accerti se la sindrome della causa equina deriva da errori medici prevedibili ed evitabili.
Secondo l’esperienza dei nostri consulenti medici legali e specialisti neurochirurghi, la responsabilità medica può emergere, ad esempio, quando:
• l’intervento alla colonna vertebrale è stato eseguito in modo scorretto;
• durante l’operazione sono state lesionate radici nervose;
• un ematoma post-operatorio non è stato diagnosticato in tempo;
• i sintomi neurologici del paziente sono stati sottovalutati;
• la risonanza magnetica è stata eseguita con ritardo;
• il paziente è stato dimesso nonostante segnali di allarme;
• non è stato disposto un reintervento urgente;
• la complicanza era prevedibile, ma non è stata adeguatamente prevenuta o gestita;
• il paziente non è stato correttamente informato sui rischi dell’intervento e sulle possibili alternative.
Uno degli ostacoli più frequenti per i pazienti è sentirsi dire che la cauda equina è stata una complicanza inevitabile.
Ma non tutte le complicanze sono davvero inevitabili, perché una complicanza può essere prevedibile, può essere diagnosticata in ritardo, può essere gestita male, può diventare grave perché il paziente non è stato monitorato correttamente o perché i medici non sono intervenuti quando avrebbero dovuto.
Per questo motivo, il fatto che l’ospedale o la clinica parlino di “complicanza” non significa che il paziente non abbia diritto al risarcimento.
Occorre quindi verificare dal punto di vista medico legale:
• se l’evento poteva essere previsto;
• se erano presenti segnali clinici che imponevano ulteriori accertamenti;
• se i medici hanno rispettato le linee guida e le buone pratiche cliniche;
• se il trattamento è stato tempestivo;
• se un intervento più rapido avrebbe evitato o ridotto le lesioni;
• se il consenso informato è stato completo e comprensibile.
Solo una valutazione tecnica accurata può stabilire se il danno sia davvero inevitabile oppure se derivi da un errore medico risarcibile.
Il Risarcimento Per il Paziente vittima di Cauda Equina
Quando la sindrome della cauda equina è collegata a responsabilità sanitaria, il paziente può chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti.
Si deve sapere che il paziente che vuole chiedere un risarcimento deve farlo entro il termine di dieci anni da quando si è manifestata la sindrome della cauda equina e ne sono noti i motivi.
Tra le varie voci di danno che può comprendere il risarcimento, vi possono rientrare:
• il danno biologico temporaneo e permanente;
• il danno morale;
• la sofferenza psicologica;
• la perdita della qualità della vita;
• la riduzione della capacità lavorativa;
• la perdita di reddito;
• le spese mediche e riabilitative;
• le spese per farmaci, visite specialistiche e fisioterapia;
• la necessità di assistenza personale;
• l’adattamento dell’abitazione;
• l’acquisto di ausili;
• il danno alla vita sessuale e relazionale.
Quando il paziente subisce lesioni permanenti particolarmente gravi, o addirittura muore per errori medici, anche i familiari possono chiedere un risarcimento per compromissione del rapporto parentale, entro il minor termine di cinque anni.
La cauda equina può avere conseguenze pesantissime sulla vita quotidiana e per questo è importante che il risarcimento non venga calcolato in modo superficiale, ma tenga conto di tutte le conseguenze concrete sulla persona, sul lavoro, sulla famiglia e sull’autonomia del paziente.
Ogni avvocato del gruppo Avvocati Collegati ha esperienza nel settore del risarcimento per errori neurochirurgici o ortopedici e può dirti la somma che puoi chiedere come risarcimento per te stesso o un tuo familiare con sindrome della causa equina.
Avvocati e Medici Legali per il Risarcimento da Cauda Equina per Malasanità
I casi di cauda equina da errore medico sono complessi e richiedono competenze giuridiche e medico-legali specifiche.
Per fare una valida richiesta di risarcimento è opportuno affidarsi a professionisti che trattano la materia della responsabilità sanitaria, capaci di leggere la documentazione clinica insieme ai consulenti medici, impostare correttamente la richiesta risarcitoria e affrontare le contestazioni della struttura sanitaria.
Dal 2004 il nostro gruppo di avvocati segue pratiche di risarcimento danni da malasanità; quindi, ha sviluppato conoscenze che ci permettono di:
• gli aspetti giuridici del caso;
• individuare i medici specialisti da avere come consulenti;
• valutare i documenti a sostegno della richiesta di risarcimento;
• contestare i profili di colpa medica;
• quantificare correttamente il danno;
• decidere se procedere con una richiesta stragiudiziale, una mediazione, un accertamento tecnico preventivo o una causa civile.
La scelta dell’avvocato e dei consulenti medici può incidere in modo decisivo sull’esito della richiesta di risarcimento.
Nei casi di sindrome della cauda equina causata da errori medici, ritardi diagnostici, interventi chirurgici sbagliati o complicanze prevedibili non correttamente gestite, Avvocati Collegati aiuta il paziente a valutare se esistono i presupposti per chiedere il risarcimento.
Il gruppo si avvale di consulenti medico-legali e specialisti che analizzano la documentazione sanitaria, ricostruiscono il percorso clinico e verificano se vi siano stati errori, omissioni o ritardi imputabili alla struttura sanitaria.
Questo lavoro consente di ottenere una perizia medico legale utile a dimostrare:
• l’errore medico;
• il nesso causale tra errore e danno;
• la gravità delle lesioni;
• le conseguenze permanenti;
• il valore economico del risarcimento.
Il gruppo Avvocati Collegati assiste vittime di malasanità in tutta Italia e in tutte le fasi: dalla prima valutazione del caso alla richiesta danni, dalla trattativa con la compagnia assicurativa fino all’eventuale azione giudiziaria contro ospedale o clinica.
Se dopo un intervento alla colonna, una diagnosi tardiva o una complicanza non gestita correttamente hai riportato una sindrome della cauda equina, chiama subito e gratuitamente il nostro Numero Verde Malasanità 800912301.
Il Caso Giudiziario di Cauda Equina trattato dal Tribunale di Frosinone
Riportiamo la sentenza n. 259 del 15 aprile 2026 con cui il Tribunale Civile di Frosinone ha trattato un caso di risarcimento danni per lesioni subite da una paziente, consistenti in sindrome della cauda equina.
La causa è stata fatta da una paziente che, affetta da lombosciatalgia da ernia discale L5-S1, veniva sottoposta in data 21 gennaio 2021 ad intervento chirurgico di discectomia.
Deduceva che, nell’immediato decorso post-operatorio, la paziente manifestava un quadro sintomatologico riconducibile alla sindrome della cauda equina, caratterizzato da deficit motori agli arti inferiori e disturbi della funzione vescicale.
Assumeva che, nonostante gli accertamenti diagnostici eseguiti, ed in particolare le risonanze magnetiche, avessero evidenziato la persistenza di materiale discale erniario e dunque una condizione di compressione, i sanitari omettevano di procedere ad un tempestivo intervento di chirurgica d’urgenza, optando invece per una condotta attendista e disponendo la dimissione della paziente.
Riferiva che solo a distanza di diversi mesi, a fronte della persistenza e del peggioramento del quadro clinico, si sottoponeva ad un nuovo intervento neurochirurgico presso altra struttura sanitaria; tuttavia, tale intervento non risultava idoneo ad evitare la stabilizzazione di esiti neurologici irreversibili, consistenti in deambulazione steppante, ipoestesia diffusa e disturbi sessuali.
Il Tribunale ha disposto una perizia medico legale da cui p emerso che entrambe le diagnosi, tanto quella preoperatoria di ernia discale, quanto quella di sindrome della cauda equina nell’immediato postoperatorio, ivi riferendosi all’intervento del 21.01.2021, sono state corrette.
In merito al trattamento dell’ernia discale, l’operazione può considerarsi fallita tecnicamente, in quanto non è stato asportato il materiale erniato, perlomeno non nella quantità necessaria a risolvere la problematica in parola.
L’intervento, inoltre, ha prodotto un trauma (inevitabile) iatrogeno che ha determinato la sindrome della cauda equina, su cui si è intervenuti in maniera conservativa, e non già con una revisione chirurgica.
Per i periti nominati dal Tribunale, i sanitari avrebbero dovuto procedere a una revisione chirurgica, così come suggerito dalle Linee Guida SIOT nel merito.
È opinione dei periti che la scelta di trattare la sindrome della cauda equina con un aumento della posologia della terapia cortisonica già in atto - seppur in termini generali corretto - non era sufficiente nel caso concreto e, per questo, censurabile.
Gli esiti degli errori medici suddetti hanno comportato per la paziente gli esiti di una patologia discale di III classe, mentre, se i medici avessero agito correttamente, avrebbe riportato quelli meno gravi relativi a una I classe.
Di conseguenza, è stato riscontrato e riconosciuto dal Tribunale un risarcimento in base a un danno biologico differenziale del 13%, a partire dal 5%.
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