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14/06/2024Il risarcimento per errato intervento di tiroidectomia (asportazione totale o parziale della tiroide) spetta al paziente che ha riportato lesioni ed ai familiari del paziente rimasto gravemente leso o addirittura morto.
Il nostro gruppo di avvocati e consulenti medici legali si occupa da venti anni di casi di malasanità come quelli per errato intervento di tiroidectomia, per cui puoi affidarti a noi per richiedere il risarcimento per te o un tuo familiare.
Con questo articolo ti spieghiamo quando si ha diritto al risarcimento danni per errato di tiroidectomia e come si può ottenere il risarcimento.
Da ultimo, inoltre, riportiamo anche un recente caso trattato dal Tribunale di Ravenna relativo a gravi danni subiti da una paziente a seguito di errori medici nell’intervento di tiroidectomia.
Come possono verificarsi errori nella chirurgia della tiroide
Il risarcimento danni da chirurgia della tiroide può essere chiesto quando il medico ha commesso errori nella esecuzione dell’intervento (per imprudenza, negligenza o imperizia) che hanno causato lesioni al paziente o addirittura il suo decesso.
Gli errori possono verificarsi anche nelle fasi precedenti o successive all’intervento alla tiroide, ed anche per colpa di medici diversi dal medico che ha effettuato l’intervento.
Per evitare la commissione di errori nel settore della chirurgia della tiroide è opportuno che nel corso delle cure della tiroide vengano seguite dai medici le linee guida stilate dalla American Accociation of Endocrine Surgeons (AAES).
Queste linee guida comprendono 66 raccomandazioni specifiche e analizzano vari aspetti della tiroidectomia (tra cui indicazioni, definizioni, tecnica, morbilità e risultati) e il medico che non si attiene alle linee guida può commettere errori a discapito del paziente.
I temi trattati includono la patogenesi e l'epidemiologia, la valutazione iniziale, l'imaging, la diagnosi tramite agoaspirato con ago sottile, i test molecolari, le indicazioni, l'estensione e i risultati della terapia chirurgica, la preparazione preoperatoria, la tiroidectomia iniziale, la diagnosi perioperatoria del campione di tessuto, la dissezione del nodulo, la paratiroidectomia simultanea, le diverse condizioni di ipertiroidismo, il gozzo, gli approcci alla tiroidectomia, la laringologia, il carcinoma tiroideo familiare, le terapie e le complicanze postoperatorie, la gestione del cancro e il reintervento.
Come si ottiene il risarcimento da tiroidectomia
Quando un paziente si rivolge all’ospedale o alla clinica privata per problemi della tiroide si istaura un c. d. contratto di spedalità, per cui i medici si impegnano a curarlo secondo le migliori conoscenza mediche del caso.
Quando il paziente subisce lesioni psicofisiche per errori medici nella cura della tiroide, ha 10 anni di tempo per chiedere il risarcimento dei danni.
I familiari di un paziente rimasto gravemente leso o morto per errori commessi nell’intervento di tiroidectomia hanno invece solo 5 anni di tempo per chiedere all’ospedale o alla clinica il risarcimento.
Per avanzare una richiesta di risarcimento danni da tiroidectimia errata, è necessario preliminarmente avere un parere da parte di uno specialista in otorinolaringoiatria e di un medico legale.
Se i consulenti riterranno che l’intervento di tiroidectomia sia stato viziato da errori (in sede di diagnosi, esecuzione o terapia etc.) ed individueranno i danni subiti dal paziente, allora gli avvocati potranno proporre la richiesta risarcitoria.
Per avere il risarcimento sarà poi necessario richiedere al Tribunale del luogo in cui è avvenuto il fatto l’espletamento di una perizia medico legale, nel corso della quale il Giudice nominerà propri consulenti specialisti in medicina legale e otorinolaringoiatria che riferiranno se effettivamente la tiroidectomia è stata errata.
Un caso giudiziario di lesioni da tiroidectomia
Il Tribunale Civile di Ravenna, con la sentenza n. 573 del 31.08.2023, ha riconosciuto a una paziente un risarcimento di più di 300mila euro per lesioni subite a seguito di un intervento di tiroidectomia errato. Riportiamo di seguito il caso.
Una paziente affetta da gozzo multinodulare non tossico si sottoponeva in ospedale a intervento di tiroidectomia completa, a seguito del quale veniva poi trasferita presso il reparto di terapia intensiva per insufficienza respiratoria post-operatoria.
Veniva successivamente accertata la paresi della corda vocale destra e una marcata ipomobilità della corda vocale sinistra, riscontrando come le corde vocali, in posizione paramediana, consentissero un passaggio d'aria appena sufficiente e evidenziando la probabile necessità di una tracheostomia, anche temporanea, in un intervallo temporale di 24-48 ore.
La tracheostomia veniva quindi eseguita e la paziente veniva poi sottoposta a fibrolaringoscopia che documentava ipomotilità marcata del piano glottico con piano respiratorio ridotto, finché la paziente veniva dimessa.
In corso di causa veniva espletata una perizia medico legale che ha ravvisato la sussistenza sia di un nesso eziologico tra l'intervento chirurgico e la lesione all'integrità psico-fisica costituita dalla compromissione di entrambe le corde vocali sia di profili di responsabilità in capo al medico chirurgo.
I periti nominati dal Tribunale hanno individuato nella cartella clinica certificazione di una visita otorinolaringoiatrica eseguita prima dell'intervento chirurgico di tiroidectomia che testimoniava una morfologia e motilità laringea normali, quindi con spazio respiratorio normalmente ampio.
L'intervento di tiroidectomia totale è stato eseguito per una patologia benigna, ma era indispensabile per le voluminose dimensioni del gozzo che avrebbe potuto comprimere la trachea, schiacciarla e deviarla e approfondirsi dietro lo sterno.
Tuttavia questo intervento ha provocato una paralisi bilaterale di entrambe le corde vocali che si sono disposte in posizione paramediana, in adduzione, con spazio respiratorio insufficiente.
Tale danno è provocato dalla lesione dei nervi ricorrenti o laringei inferiori che decorrono dietro alla tiroide e fra trachea ed esofago.
La sintomatologia dispnoica è comparsa immediatamente dopo la tiroidectomia, all'estubazione e risveglio dall'anestesia generale, tanto è vero che è stato necessario reintubare la paziente e trasferirla in Rianimazione dove pochi giorni dopo per il persistere del danno è stata tracheotomizzata.
Per i perito non ci sono quindi dubbi, per il succedersi degli eventi, del nesso di causalità fra intervento chirurgico e danno ricorrenziale.
I due interventi successivi eseguiti con laser a CO2, a distanza di mesi, volti ad ampliare lo spazio respiratorio, non hanno conseguito il risultato sperato: la paziente è rimasta tracheotomizzata e persiste la difficoltà respiratoria e la disfonia evidentissima, con voce flebile.
I periti evidenziano il mancato utilizzo durante la tiroidectomia di una qualsiasi neurostimolazione dei nervi ricorrenti. Tale mezzo consente la sicura identificazione dei nervi e soprattutto il controllo pre operatorio della loro funzionalità.
In caso di non reperimento del nervo durante la prima emitiroidectomia e/o di un suo non funzionamento alla neuro stimolazione non si può procedere alla tiroidectomia totale, che viene rimandata ad un successivo intervento, si esegue quindi una tiroidectomia ¾ (emitiroide + istmo) anche in presenza di una patologia maligna, per essere sicuri di preservare almeno uno dei due nervi; difatti il danno di un solo nervo provoca disfonia, il danno dei due nervi laringei dispnea e possibile conseguente tracheotomia.
Anche se l'uso di neurostimolazione per operatoria non è obbligatorio, tuttavia tale metodica, in uso in dagli anni '70, riduce la possibilità di paralisi definitiva del nervo ricorrente (dal 2,5% allo 0% 1,4% secondo le statistiche riportare in letteratura) e soprattutto consente un intervento in due tempi che preserva sicuramente almeno un nervo laringeo.
Il collegio peritale ha inoltre specificato come l'intervento de quo non presentasse particolari problemi tecnici, con la conseguenza che non è applicabile il regime di responsabilità di favore previsto dall'art. 2236 c.c..
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
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