
Resezione gastrica e decesso del paziente
31/05/2024
Risarcimento per infezione ospedaliera da Escherichia coli
03/06/2024Quando i nostri avvocati e consulenti medici studiano un possibile caso di malasanità hanno sempre a disposizione varia documentazione del paziente, tra cui talvolta la scheda di morte Istat.
La scheda di morte Istat infatti è uno dei vari documenti che permettono di comprendere come si è svolta una vicenda caratterizzata da possibili errori medici, laddove il paziente è per appunto deceduto.
Con questo articolo spieghiamo in cosa consiste la scheda di morte Istat e come può essere utilizzata per dimostrare un caso di malasanità ed ottenere il risarcimento dei danni subiti dai familiari di un paziente deceduto.
Cos’è la scheda di morte Istat?
La scheda di morte Istat è un modulo predisposto dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) e ispirato a direttive dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che serve per raccogliere informazioni medico-sanitarie.
Il documento viene compilato da un medico certificatore (di base, di guardia, ospedaliero, necroscopo) nel caso in cui un paziente muore, affinchè se ne individui la causa iniziale del decesso o le varie patologie della morte.
Il modulo viene poi trasmesso al Comune del luogo in cui è avvenuto il decesso (che a sua volta lo trasmetterà tramite vari passaggi all’Istat) ed alla Asl.
Gli eredi di un paziente morto hanno diritto di chiedere una copia della scheda di morte, così come hanno diritto di chiedere all’ospedale o alla clinica privata dove è stato in cura la cartella clinica.
Quali informazioni sono riportate nella scheda di morte Istat?
Il modulo prevede che il medico accertatore riporti negli appositi spazi ogni malattia o stato morboso che abbia avuto rilevanza nel contribuire al decesso del soggetto.
Devono essere indicate le condizioni iniziali, ossia la patologia o le patologie diagnosticate nel periodo di cura del paziente, o anche ipotizzate come probabili.
E’ prevista anche la compilazione di un quadro relativo alle cause intermedie, ossia la serie di complicanze della patologia iniziale che si sono sviluppate fino al decesso.
C’è opi lo spazio dedicato alla causa terminale, in cui il medico accertatore dovrà riportare la condizione che ha direttamente provocato la morte del paziente (emorragia intracerebrale, encefalopatia epatica, insufficienza della valvola mitralica etc.).
Nella scheda di morte Istat sono previste anche altre informazioni utili per comprendere il decorso della patologia da cui è derivato il decesso del paziente.
La scheda di morte Istat rileva ai fini dell’accertamento dei fatti
Quando si sospetta che un paziente sia morto per errori commessi dai medici che hanno avuto in cura il paziente, il primo passo da fare è affidarsi ad avvocati esperti in malasanità.
Un avvocato esperto in malasanità potrà dire ai familiari del paziente come procedere per accertare eventuali errori, sia per fare una eventuale denuncia penale contro i medici, sia per fare una eventuale causa per ottenere il risarcimento dei danni per perdita del congiunto.
Per valutare una richiesta risarcitoria, la prima richiesta dell’avvocato ai familiari del paziente sarà quella di recuperare dall’ospedale o dalla clinica dove è avvenuto il decesso una copia della cartella clinica.
La cartella clinica è infatti l’insieme della documentazione medica relativa al ricovero del paziente nella struttura sanitaria pubblica o privata, comprensivo di esami, diagnosi, cure farmacologiche, diario infermieristico, consenso informato etc..
Una volta ottenuta copia della cartella clinica dai familiari del paziente, l’avvocato potrà consegnarla ai propri consulenti medici legali affinchè possano a loro volta valutarla ed individuare quali sono stati gli errori medici da cui è derivata la morte del paziente.
Tra i vari documenti utili a comprendere il caso vi è anche la scheda di morte Istat, perché è un documento redatto da un medico che, in quanto tale, si presume abbia conoscenze tali da descrivere con attendibilità le cause del decesso.
Ed in quanto atto sottoscritto da un medico nell’esercizio delle sue funzioni, si deve ritenere che la scheda di morte Istat sia un atto che fa fede, ossia che attesta fatti realmente accaduti o quantomeno percepiti in buona fede come tali dal medico accertatore.
Quindi, i dati inseriti dal medico accertatore nella scheda di morte Istat possono essere ritenuti equiparabili a quelli contenuti nella cartella clinica e attestano un fatto veritiero.
Le dichiarazioni contenute nella scheda di morte Istat sono quindi utili ai consulenti medici legali ed agli avvocati per l’esame di un possibile caso di malasanità.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
© avvocaticollegati.it




