
Avvocati per Risarcimento da Malasanità Ortopedica
22/12/2023
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29/12/2023Con questo articolo parliamo dei principali motivi di diffusione delle infezioni ospedaliere, rifacendoci anche all’argomento intitolato “Infezioni correlate all'assistenza: cosa sono e cosa fare” pubblicato dal Ministero della Salute sul proprio sito.
E’ un argomento molto importante perché tratta le infezioni correlate all’assistenza (ICA), dette anche infezioni ospedaliere o infezioni nosocomiali, che spesso rappresentano un motivo di aggravamento della salute dei pazienti e, talvolta, la causa del loro decesso.
Un paziente che contrae una infezione in ambito ospedaliero o assistenziale pubblico o privato, e a causa della infezione riporta un aggravamento delle condizioni di salute o il decesso, rappresenta infatti un caso di malasanità per cui è previsto il risarcimento dei danni subiti dal paziente e/o dai suoi familiari.
- Avvocati Collegati: dal 2004 al Fianco di Vittime di Infezioni Ospedaliere
- Cosa si Intende per Infezioni correlate all’Assistenza (ICA)
- Le Cause per cui Possono Diffondersi Infezioni
- Le Infezioni Ospedaliere sono un Fenomeno Frequente
- I Microrganismi Coinvolti
- Fattori di Rischio e Trasmissione
- Guarda il Video sulle Infezioni
- Come Chiedere il Risarcimento per Infezioni Contratte in Ospedale
- FAQ – Risarcimento Danni per iInfezioni Contratte in Ospedale
Avvocati Collegati: dal 2004 al Fianco di Vittime di Infezioni Ospedaliere
Le infezioni ospedaliere rappresentano una delle forme più gravi e insidiose di malasanità perché possono colpire pazienti ricoverati per interventi chirurgici, terapie, esami diagnostici o semplici accertamenti, trasformando un percorso di cura in una vicenda dolorosa e complessa.
In alcuni casi provocano un aggravamento delle condizioni di salute, invalidità permanenti, lunghi periodi di ricovero, nuovi interventi, sepsi e, nei casi più drammatici, il decesso del paziente.
Dal 2004, noi di Avvocati Collegati assistiamo in tutta Italia pazienti lesionati e familiari di pazienti danneggiati o deceduti a causa di infezioni contratte in ambito ospedaliero, con l’obiettivo di ottenere il miglior risarcimento possibile e di ricostruire con precisione le responsabilità della struttura sanitaria.
L’esperienza di Avvocati Collegati nei casi di infezioni ospedaliere deriva dal grande numero di casi già seguiti e dalla stretta collaborazione con i nostri consulenti medici legali e specialisti in infettivologia.
Nel corso degli anni, ogni avvocato di Avvocati Collegati ha maturato esperienza in casi riguardanti:
• infezioni del sito chirurgico;
• sepsi e shock settico;
• infezioni da catetere venoso o urinario;
• polmoniti contratte durante il ricovero;
• infezioni da batteri resistenti agli antibiotici;
• infezioni successive a impianto di protesi;
• infezioni post-operatorie non diagnosticate tempestivamente;
• ritardi nella somministrazione della terapia antibiotica;
• carenze igieniche, organizzative o assistenziali;
• decessi conseguenti a infezioni ospedaliere.
Queste vicende richiedono un’analisi molto accurata perché non basta individuare la presenza di un’infezione: occorre verificare quando e dove sia stata contratta, se la struttura abbia adottato adeguate misure di prevenzione, se il rischio infettivo sia stato gestito correttamente e se la diagnosi e la terapia siano state tempestive.
I casi di infezione ospedaliera sono spesso complessi perché coinvolgono profili clinici, microbiologici, infettivologici, organizzativi e medico-legali.
La responsabilità può derivare non solo da un errore del singolo medico, ma anche da carenze della struttura sanitaria: protocolli non rispettati, sterilizzazione inadeguata, mancato isolamento del paziente, insufficiente controllo delle infezioni, ritardi negli esami colturali o nella terapia antibiotica.
Per ottenere un risarcimento è necessario dimostrare il collegamento tra l’infezione e il ricovero o l’assistenza ricevuta, nonché il danno subito dal paziente.
Avvocati Collegati affronta questi casi con il supporto di medici legali e specialisti, così da valutare in modo rigoroso la condotta sanitaria e costruire una richiesta risarcitoria fondata su elementi concreti.
Per tutelare pazienti e familiari, Avvocati Collegati segue una procedura strutturata per chiedere il risarcimento, pensata per raccogliere le prove, valutare le responsabilità e quantificare correttamente tutti i danni risarcibili.
1. Raccolta completa della documentazione sanitaria
Il primo passo consiste nell’acquisizione di tutta la documentazione utile: cartelle cliniche, diario infermieristico, verbali operatori, referti di laboratorio, esami colturali, antibiogrammi, esami radiologici, consulenze infettivologiche, terapie somministrate, lettere di dimissione, certificati di decesso, documentazione relativa a successivi ricoveri e controlli.
Nei casi di infezione ospedaliera, anche i dettagli apparentemente secondari possono essere decisivi: temperatura corporea, valori degli esami ematici, tempi di somministrazione degli antibiotici, comparsa dei primi sintomi, esiti degli esami microbiologici e condizioni del paziente prima del ricovero.
2. Ricostruzione cronologica del caso
Una volta raccolti i documenti, viene ricostruita la sequenza degli eventi: ingresso in ospedale, interventi eseguiti, comparsa dei sintomi, diagnosi dell’infezione, terapie avviate, eventuali ritardi, trasferimenti di reparto, peggioramento clinico, dimissioni, nuovi ricoveri o decesso.
La cronologia è fondamentale per comprendere se l’infezione sia compatibile con l’ambiente ospedaliero e se vi siano state omissioni o ritardi nella gestione del paziente.
3. Analisi medico-legale, infettivologica e specialistica
Il caso viene quindi sottoposto a una valutazione tecnica con il supporto di consulenti medico-legali e specialisti della materia. Questa analisi serve a verificare se la struttura sanitaria abbia rispettato le procedure di prevenzione e controllo delle infezioni, se la diagnosi sia stata tempestiva, se la terapia fosse adeguata e se il danno subito sia conseguenza della condotta sanitaria.
In questa fase si valutano domande decisive: l’infezione era prevedibile o evitabile? Sono stati rispettati i protocolli di igiene e sterilizzazione? Gli antibiotici sono stati somministrati in tempo? I segni di sepsi sono stati riconosciuti correttamente? Il paziente è stato monitorato in modo adeguato? Il decesso o l’aggravamento erano evitabili?
4. Valutazione dei danni del paziente lesionato
Quando emerge una possibile responsabilità, Avvocati Collegati procede alla quantificazione dei danni subiti dal paziente. Le infezioni ospedaliere possono causare danni molto gravi: invalidità permanente, perdita di autonomia, amputazioni, danni d’organo, necessità di ulteriori interventi chirurgici, lunghi periodi di ricovero, dolore, sofferenza psicologica, perdita o riduzione della capacità lavorativa.
Il risarcimento può comprendere il danno biologico temporaneo e permanente, il danno morale, il danno da sofferenza interiore, le spese mediche e assistenziali, i costi per riabilitazione, l’eventuale perdita di reddito e le necessità future del paziente.
5. Tutela dei familiari nei casi di grave lesione o morte
Nei casi più gravi, l’infezione ospedaliera non colpisce solo il paziente, ma l’intero nucleo familiare. Quando il paziente resta gravemente invalido, i familiari possono essere coinvolti nell’assistenza quotidiana e subire un profondo cambiamento della vita familiare, lavorativa ed economica.
Quando invece l’infezione conduce al decesso, i congiunti possono avere diritto al risarcimento dei danni subiti per la perdita del rapporto parentale, oltre che al ristoro di eventuali danni patrimoniali, spese funerarie e perdite economiche conseguenti alla morte del familiare.
Avvocati Collegati valuta con attenzione anche questi profili, per costruire una richiesta risarcitoria completa e proporzionata alla reale gravità della vicenda.
6. Richiesta risarcitoria e trattativa con struttura sanitaria e assicurazione
Quando la valutazione tecnica conferma la fondatezza del caso, viene predisposta una richiesta di risarcimento nei confronti della struttura sanitaria, dei soggetti responsabili e delle compagnie assicurative.
La fase stragiudiziale viene gestita con fermezza e precisione, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento congruo senza necessariamente affrontare un giudizio lungo e complesso. Ogni proposta viene valutata alla luce della documentazione clinica, della consulenza medico-legale, della gravità dell’infezione e delle conseguenze subite dal paziente e dai familiari.
7. Azione giudiziaria, se necessaria
Se la trattativa non porta a un risultato adeguato, Avvocati Collegati assiste pazienti e familiari anche nella fase giudiziaria. In tribunale, la qualità dell’analisi tecnica e la corretta impostazione della domanda sono elementi determinanti per dimostrare la responsabilità della struttura sanitaria, il nesso causale e l’entità del danno.
L’esperienza maturata dal gruppo nei casi di responsabilità medica consente di affrontare il contenzioso con una strategia mirata, fondata su prove documentali, valutazioni specialistiche e ricostruzione puntuale degli eventi.
Cosa si Intende per Infezioni correlate all’Assistenza (ICA)
Il Ministero della Salute ritiene che “le infezioni correlate all’assistenza (ICA) costituiscono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria e possono verificarsi in ogni ambito assistenziale, incluso gli ospedali, day-hospital o day-surgery, le strutture di lungodegenza, gli ambulatori, l’assistenza domiciliare, le strutture residenziali territoriali, le cliniche o le strutture private anche in regime di convenzione”.
Le infezioni ospedaliere o nosocomiali includono infezioni trasmesse dall'esterno (esogene), da persona a persona o tramite gli operatori sanitari e l'ambiente, e infezioni causate da batteri presenti all'interno del corpo (endogene).
Le Cause per cui Possono Diffondersi Infezioni
Secondo il Ministero della Salute, le cause di diffusione delle infezioni in ambito ospedaliero sono molteplici e sono letteralmente indicate come segue:
• la progressiva introduzione di nuove tecnologie sanitarie, con l’uso prolungato di dispositivi medici invasivi e gli interventi chirurgici complessi, che, pur migliorando le possibilità terapeutiche e l’esito della malattia, possono favorire l’ingresso di microrganismi in sedi corporee normalmente sterili
• l’indebolimento del sistema di difesa dell'organismo (immunosoppressione) o gravi patologie concomitanti del paziente
• la scarsa applicazione di misure di igiene ambientale e di prevenzione e controllo delle infezioni in ambito assistenziale
• l’emergenza di ceppi batterici resistenti agli antibiotici, dovuta soprattutto all’uso scorretto o eccessivo di questi farmaci, che complica ulteriormente il decorso di molte ICA.
Secondo il primo rapporto globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le ICA provocano un prolungamento della durata di degenza, disabilità a lungo termine, aumento della resistenza dei microrganismi agli antibiotici, un carico economico aggiuntivo per i sistemi sanitari e per i pazienti e le loro famiglie e una significativa mortalità in eccesso.
Le Infezioni Ospedaliere sono un Fenomeno Frequente
Uno studio nazionale di prevalenza, pubblicato nel 2013 e condotto utilizzando il protocollo dell’ECDC, ha rilevato una frequenza di pazienti con una infezione contratta durante la degenza pari a 6,3 ogni 100 pazienti presenti in ospedale; nell’assistenza domiciliare 1 paziente ogni 100 contrae una ICA.
Non tutte le ICA sono prevenibili, ma si stima attualmente che possa esserlo una quota superiore al 50%.
La maggior parte delle ICA interessa il tratto urinario, l’apparato respiratorio, le ferite chirurgiche, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).
Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere.
I Microrganismi Coinvolti
I microrganismi coinvolti variano nel tempo.
Fino all’inizio degli anni '80, le ICA erano dovute principalmente a batteri gram-negativi (per esempio, E. coli e Klebsiella pneumoniae).
Poi, per effetto della pressione antibiotica e del maggiore utilizzo di presidi sanitari in materiale plastico, sono aumentate le infezioni sostenute da gram-positivi (soprattutto Enterococchi e Stafilococcus epidermidis) e quelle da miceti (soprattutto Candida), mentre sono diminuite quelle sostenute da gram-negativi.
Tuttavia, recentemente, alcuni gram-negativi, come gli enterobatteri produttori carbapenemasi (CPE) e Acinetobacter spp., responsabili di gravi infezioni, sono diventati molto frequenti in ambito assistenziale ospedaliero.
Fattori di Rischio e Trasmissione
Le persone a maggior rischio di contrarre una infezione sono i pazienti; tuttavia sono esposti e possono essere colpiti anche gli operatori sanitari e i visitatori.
Come le altre infezioni, a seconda del microrganismo, le ICA si possono trasmettere per contatto diretto, da persona a persona (soprattutto tramite le mani) o per via aerea (goccioline emesse durante la fonazione, gli starnuti o i colpi di tosse) o per via indiretta, mediante oggetti contaminati (come strumenti diagnostici o assistenziali, oggetti comuni).
La prevenzione e il controllo delle ICA in tutte le strutture assistenziali rappresentano interventi irrinunciabili per ridurre l’impatto di queste infezioni e, più in generale, per ridurre la diffusione dei microrganismi antibiotico-resistenti.
Uno dei punti cruciali per il contrasto alle ICA è la definizione e l’applicazione di buone pratiche di assistenza e di altre misure, secondo un programma integrato che deve essere adattato a ogni ambito assistenziale.
Tra le misure chiave il Ministero della Salute ricorda il lavaggio corretto delle mani (che rimane una delle più importanti ed efficaci), la riduzione delle procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie, il corretto uso degli antibiotici e dei disinfettanti, la sterilizzazione dei presidi, il rispetto dell'asepsi nelle procedure invasive, il controllo del rischio di infezione ambientale, la protezione dei pazienti con utilizzo appropriato della profilassi antibiotica e la somministrazione delle vaccinazioni raccomandate (quando possibile con adeguato anticipo per consentire una buona risposta immunitaria), la vaccinazione degli operatori sanitari, le attività di sorveglianza delle infezioni, l’identificazione e il controllo tempestivi delle epidemie, l’eventuale isolamento dagli altri pazienti, il rinforzo delle misure che già di norma devono essere adottate per evitare la trasmissione tra i pazienti.
Guarda il Video sulle Infezioni
Come Chiedere il Risarcimento per Infezioni Contratte in Ospedale
Abbiamo visto che il fenomeno delle infezioni ospedaliere o nosocomiali è purtroppo particolarmente diffuso e può comportare gravi conseguenze per i pazienti che le hanno contratte, tanto che può derivare loro addirittura il decesso.
Se ritieni che un tuo familiare sia morto per colpa di una infezione contratta in ospedale, devi sapere che hai 5 anni di tempo per chiedere il risarcimento e che, prima di procedere con una richiesta di risarcimento, è necessario fare una valutazione della cartella clinica da parte di consulenti medici legali e specialisti in infettivologia.
Affidando il tuo caso ad avvocaticollegati.it avrai a disposizione, oltre che avvocati esperti da venti anni nel settore del risarcimento danni da malasanità ed infezioni contratte in ambito ospedaliero, anche consulenti medici che sapranno dirti se effettivamente il tuo familiare ha contratto una infezione ospedaliera e se il decesso poteva essere evitato.
Se i nostri consulenti avranno riscontrato un caso di infezione ospedaliera contratto dal paziente, i nostri avvocati potranno affiancarti nel corso della pratica volta ad ottenere il giusto risarcimento di tutti i danni subiti.
FAQ – Risarcimento Danni per iInfezioni Contratte in Ospedale
1. Che cos’è il risarcimento danni per infezioni ospedaliere?
Il risarcimento danni per infezioni contratte in ospedale è il diritto riconosciuto al paziente che, durante il ricovero o un intervento, ha sviluppato una patologia infettiva causata da scarsa igiene, errori di sterilizzazione o mancata adozione di protocolli di sicurezza sanitaria.
2. Quali sono le infezioni ospedaliere più comuni che danno diritto al risarcimento?
Tra le più frequenti ci sono: infezioni del sito chirurgico, polmoniti nosocomiali, sepsi da catetere venoso o urinario, infezioni da batteri resistenti (es. MRSA, Klebsiella, Pseudomonas) e infezioni post-operatorie non trattate correttamente.
3. Quanto tempo c’è per denunciare l’ospedale per un’infezione contratta durante il ricovero?
I termini di prescrizione sono generalmente di 10 anni contro la struttura sanitaria (responsabilità contrattuale) e di 5 anni contro il singolo medico (responsabilità extracontrattuale). I termini decorrono dal momento in cui il paziente scopre il danno: è quindi importante rivolgersi subito a un legale per non rischiare la decadenza dei propri diritti.
4. A chi rivolgersi per ottenere il risarcimento danni da infezioni ospedaliere?
È necessario affidarsi a un avvocato specializzato in malasanità, che si avvalga della consulenza di un medico-legale per analizzare la cartella clinica e accertare la responsabilità dell’ospedale nella trasmissione dell’infezione.
5. Quali danni possono essere risarciti in caso di infezione contratta in ospedale?
Il paziente può ottenere un risarcimento per:
- Danni biologici (invalidità temporanea o permanente, aggravamento delle condizioni di salute);
- Danni morali e psicologici (sofferenza, peggioramento della qualità della vita);
- Danni patrimoniali (spese mediche, riabilitazione, perdita di reddito, necessità di assistenza continuativa).
6. Come si dimostra la responsabilità dell’ospedale per un’infezione nosocomiale?
La prova si ottiene tramite una perizia medico-legale, che valuta la documentazione sanitaria, i protocolli igienici adottati dalla struttura e il nesso causale tra la degenza ospedaliera e l’infezione sviluppata dal paziente.
7. È possibile ottenere un risarcimento senza avviare una causa in tribunale?
Sì. In molti casi, con una perizia medico-legale solida, è possibile ottenere un accordo stragiudiziale con l’ospedale o la compagnia assicurativa, evitando i tempi lunghi e i costi di un processo.
8. Quanto può valere un risarcimento per infezione ospedaliera?
L’importo dipende dalla gravità del danno subito, dall’età del paziente e dalle conseguenze sulla vita quotidiana e lavorativa. I tribunali si basano su parametri ufficiali come le Tabelle di Milano per la quantificazione dei danni non patrimoniali, oltre al rimborso delle spese mediche sostenute.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità.
Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico-sanitaria.
© avvocaticollegati.it




3 Comments
Le infezioni ospedaliere sono un grosso problema per chi si ricovera in ospedale. A mia madre è venuta una grave infezione urinaria. Vi contatto appena ho la cartella clinica!
Morte di mia moglie malata oncologica in chemioterapia perchè i medici hanno visto troppo tardi che aveva preso una infezione da catetere! VOGLIO GIUSTIZIA e vi invio tutta la cartella clinica.
Caro Emilio, purtroppo gli errori e ritardi di comunicazione tra il personale medico-sanitario rappresentano un grave problema che può ripercuotersi sui pazienti. Abbiamo già trattato con successo casi del genere. La invitiamo ad inviarci un promemoria dettagliato della vicenda e la cartella clinica completa per un parere medico legale dei nostri consulenti medici.