
Indemnización por Errores Médicos en Italia: una Guía para Ciudadanos Extranjeros
25/09/2024
Avvocati Malasanità Genova – Studio Legale Barsotti
26/09/2024La paziente o il paziente che riporta infertilità a seguito di colpa medica ha diritto al risarcimento dei danni per aver perso la possibilità di procreare.
Il diritto al risarcimento dei danni per infertilità derivata da colpa medica - per errori diagnostici, chirurgici o terapeutici – deriva dal fatto che il paziente leso non potrà più procreare.
Nella quantificazione del risarcimento vi sono differenze laddove l’infertilità sia assoluta (risarcimento maggiore) o relativa (risarcimento minore) che avviene qualora la procreazione possa comunque avvenire artificialmente.
Continua a leggere questo articolo per sapere di più sul risarcimento danni per infertilità e rivolgiti ai nostri avvocati esperti in malasanità dal 2004 che assistono vittime di malasanità in tutta Italia.
Le Principali Cause di Infertilità
L'infertilità è una condizione medica complessa che può riguardare sia le donne che gli uomini e rappresenta un problema significativo dal punto di vista medico, psicologico e legale.
Le principali cause di infertilità nelle donne si dividono in disturbi ovulatori, problemi alle Tube di Falloppio, endometriosi e anomalie uterine.
Per quanto riguarda gli uomini, l’infertilità può principalmente derivare da oligospermia, azoospermia, anomalie morfologiche degli spermatozoi, astenozoospermia, varicocele, problemi ormonali, infezioni del tratto riproduttivo.
Ebbene, se questi ed altri casi di infertilità sono provocati da errori medici (diagnostici, chirurgici o terapeutici, la paziente o il paziente può chiedere un risarcimento dei danni.
Infatti, quando ci si rivolge ad un medico, che sia in libera professione o all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private, si ha diritto a cure adeguate.
Il medico deve curare il paziente in modo diligente, prudente e perito, attenendosi alle buone pratiche mediche, ai protocolli sanitai ed alle linee guida relative al caso specifico.
Quando invece il medico non presta le migliori cure e la paziente o il paziente subisce lesioni (come nel caso della perdita di fertilità), il medico può essere condannato penalmente e civilmente.
Anche i familiari di un paziente che è diventato sterile per colpa medica possono chiedere un risarcimento per i danni riflessi subiti.
Come Tutelarsi in Caso di Infertilità derivata da Malasanità
Quando un paziente ritiene di essere diventato sterile per colpa del medico o dei medici che lo hanno avuto in cura, per prima cosa ha bisogno di un parere da medici specialistici.
Ci si può quindi rivolgere al nostro gruppo per far valutare il caso ai nostri consulenti medici legali ed ai nostri consulenti specializzati in ginecologia ed ostetricia, urologia, andrologia, chirurgia ed in genere nella branca della medicina adatta al caso concreto.
I nostri specialisti valuteranno la cartella clinica e sapranno individuare gli errori commessi, mentre i nostri consulenti medici legali sapranno quantificare i danni.
Dopodiché i nostri avvocati esperti in malasanità da venti anni potranno procedere con una richiesta di risarcimento danni nei confronti del medico e dell’ospedale o la clinica dove si sono svolte le cure errate.
Il termine per chiedere il risarcimento danni per infertilità da colpa medica è di dieci anni da quando il paziente ha avuto conoscenza degli errori medici da cui è derivata la malattia.
I familiari di un paziente diventato sterile per colpa medica (ad esempio il coniuge del soggetto diventato sterile) hanno invece il termine più breve di cinque anni per chiedere un risarcimento per i danni riflessi subiti.
Oltre alla richiesta di risarcimento si potranno denunciare penalmente i medici che hanno provocato l’infertilità proponendo una querela per lesioni colpose in ambito sanitario entro tre mesi da quando si è manifestata la malattia e si è conosciuta la causa.
Rivolgendoti ai nostri avvocati e consulenti medici per chiedere giustizia sul caso di malasanità tuo o di un tuo familiare avrai a disposizione un gruppo di professionisti che si occupa di responsabilità medica dal 2004 ed assiste in tutta Italia.
Il Caso trattato dal Tribunale di Catania con sentenza n. 1866/2018
Riportiamo un caso giudiziario relativo al riconoscimento di responsabilità medica nella causazione di infertilità.
Una donna si è rivolta al Tribunale di Catania rappresentando di essersi sottoposta a quattro interventi da parte dello stesso medico ginecologo.
Un primo intervento di rimozione di nodulo endometriosico; un secondo in quanto il nodulo asportato si era riformato; un terzo intervento nella stessa giornata del secondo per ematoma sottocutaneo; ed un ultimo intervento per la rimozione delle aderenze formatesi in conseguenza degli interventi precedenti.
Nel corso dell’ultimo intervento il medico aveva effettuato una salpingectomia bilaterale (asportazione di entrambe le tube) e l'asportazione di una cisti ovarica, intervento questo non programmato.
Successivamente la donna aveva subito altri due interventi da parte di altri sanitari, di rimozione delle aderenze rimaste e di isterectomia totale.
La donna accusava il ginecologo che aveva effettuato i primi quattro interventi di averle procurato danni che ascriveva:
1) alla esecuzione di due interventi nella stessa giornata dovuta alla carenza della struttura sanitaria dove il medico operava, e segnatamente alla mancanza di un drenaggio grosso che aveva determinato la formazione di un ematoma;
2) alla tardiva diagnosi, solo al quarto intervento, delle patologie a carico di utero e ovaie;
3) all'utilizzo ripetuto della tecnica dell'incisione trasversale sovrapubica e alla mancata adozione della tecnica dell'accesso laparoscopico nella cavità peritoneale e, infine,
4) all'avvenuta asportazione delle tube (salpingectomia), con conseguente sterilità, all'età di 33 anni, in assenza del consenso della paziente.
In corso di causa il Tribunale ha disposto una perizia medico legale che ha dato ragione alla donna, riscontrando responsabilità in capo al ginecologo in merito al quarto intervento che le aveva causato una infertilità permanente.
I periti hanno ritenuto congrui ed attinenti alla patologia presentata dalla paziente i primi tre interventi eseguiti dal ginecologo, rappresentati da asportazione nodulo endometriosico superficie addominale, asportazione nodulo fibrotico superficie addominale, evacuazione ematoma.
Invece, per quanto riguarda il quarto intervento, consistito nell'asportazione di ambedue le salpingi, i periti hanno rilevato che, considerato che l'attrice all'epoca dei fatti era in età fertile (33 anni) e aveva mestruazioni con carattere regolare, posta la diagnosi di endometriosi, "trovava indicazione l'effettuazione di un intervento conservativo che avesse ad oggetto da un canto l'asportazione dei focolai endometriosici e delle conseguenti aderenze e, dall'altro, la preservazione della fertilità”.
Trovava indicazione, quindi, l'effettuazione di un intervento in laparoscopia, data la minore invasività di tale tecnica rispetto alla tecnica classica e la possibilità offerta dalla stessa, di asportare con maggiore precisione, aderenze e focolai endometriosici nel rispetto dell'integrità morfo-funzionale degli organi pelvici.
Pertanto, una tecnica laparoscopica, e non laparotomica, avrebbe preservato le tube.
Tale errato intervento decretava l'impossibilità dell'attrice di procreare spontaneamente. La conservazione di ovaie ed utero rendeva, comunque, possibile l'attuazione di tecniche di fecondazione assistita (FIVET).
L'esame istologico eseguito sulle tube rimosse in occasione di tale intervento, evidenziava tube indenni. Tale esame, appare, coerente con la RMN preoperatoria che evidenziava annesso destro, che presenta aspetto regolare e regolare aspetto dell'annesso sinistro.
La paziente, infatti, era donna in età fertile nella quale risultava possibile, attraverso accurata chirurgia laparoscopica, preservare l'integrità dell'apparato riproduttivo.
Ciò, non è avvenuto e state asportate le tube con evoluzione irreversibile verso una condizione di impossibilità a procreare spontaneamente.
La paziente è quindi stata risarcita per i danni non patrimoniali e patrimoniali subiti per colpa del ginecologo che l’aveva erroneamente operata e non le aveva chiesto un consenso informato al trattamento.
Come mettersi in contatto con i nostri Professionisti esperti in Malasanità?
Se ritieni che la infertilità tua o di un tuo familiare sia derivata da malasanità puoi contattare i nostri avvocati e consulenti medici nei seguenti modi:
• Chiama il nostro Numero Verde Malasanità 800 91 23 01, per parlare subito con un avvocato sette giorni su sette ed avere un primo consiglio giuridico sul tuo caso
• Fissa un appuntamento in uno dei nostri Studi Legali presenti nelle principali città italiane, per incontrare un avvocato ed esporre il tuo caso
• Inviaci la cartella clinica e descrivi il tuo caso, via e-mail a info@avvovaticollegati.it
o tramite la pagina del nostro sito “Il tuo caso”, per avere un parere dai nostri consulenti medici
• Chatta con noi tramite l’applicazione WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito, per avere subito informazioni sul tuo caso di malasanità
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
© avvocaticollegati.it



