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11/09/2025Tra i vari casi di malasanità pediatrica che abbiamo seguito nel corso di oltre 20 anni di professione, ci sono anche quelli di errori medici relativi alla sordità del neonato.
Gli errori medici relativi alla patologia del neonato affetto da sordità possono riguardare la diagnosi tardiva o errata, oppure un trattamento inidoneo.
Quando un neonato non viene adeguatamente seguito e riporta lesioni per errori medici di diagnosi o trattamento della sordità neonatale, il diretto danneggiato e i suoi familiari hanno diritto a un risarcimento.
Se ritieni che tuo figlio sia stato vittima di un peggioramento della salute per tardiva diagnosi di sordità o errate cure, chiama subito il Numero Verde Malasanità 800912301 o chatta con noi tramite WhatsApp per parlare con uno dei nostri avvocati.
Continua a leggere per saperne di più sui casi di malasanità per errori medici diagnostici o terapeutici della sordità neonatale, e per sapere come possiamo aiutare te e tuo figlio ad ottenere il giusto risarcimento.
Sordità nel Neonato: Cause, Sintomi e Cure
La sordità nel neonato è una condizione che può avere conseguenze molto gravi sullo sviluppo del bambino, specialmente se non viene diagnosticata e trattata tempestivamente.
La patologia di cui stiamo trattando, può derivare da varie cause:
- Cause genetiche, cioè ereditarie.
- Infezioni prenatali come rosolia, citomegalovirus o toxoplasmosi.
- Complicazioni durante il parto, come la sofferenza fetale o l’uso scorretto di strumenti ostetrici.
- Errori medici o malasanità, per esempio un ritardo nell’individuazione della sordità, una mancata esecuzione degli screening obbligatori o una terapia farmacologica inadeguata.
Quando si parla di malasanità si fa riferimento proprio a situazioni derivate da errori medici, in cui un mancato intervento, un ritardo diagnostico o una terapia sbagliata possono compromettere in modo irreversibile la salute del piccolo paziente.
Quando il neonato riporta un aggravamento della propria salute psicofisica a seguito di errate o tardive diagnosi, i nostri avvocati possono aiutarvi ad ottenere il giusto risarcimento.
Infatti, la diagnosi precoce è fondamentale: una sordità non riconosciuta può infatti rallentare lo sviluppo del linguaggio e compromettere le capacità comunicative del bambino.
Venendo a quelli che sono i sintomi della sordità nel neonato, vi è da dire che individuare la sordità in un neonato non è sempre semplice, ma alcuni segnali possono mettere in allarme i genitori:
- Mancata reazione ai rumori forti.
- Difficoltà a orientarsi verso la voce della madre o del padre.
- Assenza di lallazione o di tentativi di imitazione dei suoni nei primi mesi di vita.
Se non viene diagnosticata subito, la sordità rischia di peggiorare e di ostacolare lo sviluppo cognitivo e relazionale del bambino.
Per quanto riguarda le cure e trattamenti per la sordità neonatale, oggi esistono diverse soluzioni per affrontare la sordità del neonato:
Protesi acustiche per amplificare i suoni.
Impianto cocleare nei casi più gravi.
Terapie logopediche e percorsi riabilitativi specifici.
Tuttavia, la riuscita di questi trattamenti dipende molto dalla tempestività della diagnosi: un errore medico o un ritardo nella cura possono ridurre drasticamente le possibilità di recupero.
Possibili Errori Medici nella Diagnosi e Cura della Sordità Neonatale
Dopo aver esposto in maniera sintetica in cosa consiste la sordità neonatale, come viene diagnosticata e come si tratta, passiamo a quelli che possono essere i tipici errori medici relativi a questa malattia.
Tra i principali e più frequenti casi di malasanità per errori medici relativi alla sordità neonatale segnaliamo:
- Mancata esecuzione dello screening uditivo neonatale.
- Diagnosi tardiva o sbagliata.
- Utilizzo di farmaci ototossici senza adeguato controllo.
- Gestione errata delle complicanze durante il parto.
In tutti questi casi, i genitori possono trovarsi non solo di fronte a una grave sofferenza emotiva, ma anche a spese mediche ingenti per garantire al proprio figlio le cure necessarie.
Ecco allora che è opportuno rivolgersi ai nostri avvocati e medici legali per valutare il caso e procedere con una richiesta di risarcimento per il bambino e tutti i familiari.
Un Caso Pratico Giudiziario di Malasanità legata alla Sordità Neonatale
Riportiamo la sentenza n. 10516/2021 del Tribunale Civile di Milano che ha trattato un caso di risarcimento per malasanità dovuta ad errori medici per tardiva diagnosi di sordità neonatale.
La causa è stata proposta dai familiari di un minore contro una struttura sanitaria, considerato che, nonostante il bambino a otto/nove mesi non proferisse parole, fosse agitato e poco reattivo a stimoli esterni, i medici che lo avevano più volte visitato fino all'età di 32 mesi non sospettarono l'ipotesi della sordità che, invero, a seguito di visita neuropsichiatrica, veniva diagnosticata, con successiva attivazione di un impianto cocleare.
Per la famiglia del bambino, vi era stata una omessa diagnosi di sordità, con il conseguente ritardo nell'applicare le misure correttive.
In corso di causa il Tribunale disponeva una perizia medico legale che dava ragione alla famiglia del bambino.
Da quello che emerge nel corso della perizia, la diagnosi precoce della sordità esplica un'efficacia decisiva con riferimento sia all'acquisizione del linguaggio e della capacità di comunicazione, sia dello sviluppo cognitivo; l'assenza dell'udito determina gravi conseguenze sullo sviluppo del sistema nervoso centrale, in particolare sullo sviluppo della corteccia cerebrale.
Esiste un periodo caratterizzato da un più alto livello di neuroplasticità, cioè “della capacità del cervello di adattarsi e di modificarsi anatomicamente e funzionalmente in risposta agli stimoli sensoriali in arrivo” ; al termine di tale periodo si verifica una riorganizzazione della corteccia, in modo tale che “le aree corticali uditive lasciate “vuote” della loro fisiologica afferenza, per una sordità congenita, vengono “reclutate” da altre afferenze sensoriali aumentando la sensibilità dell'individuo a stimoli differenti da quello sonoro, ma occupandole definitivamente, in modo che, anche ristabilendo l'arrivo delle percezioni uditive (ad esempio con un Impianto Cocleare tardivo) esse non possono più essere completamente “riconvertite” alla loro funzione originale”; si tratta pertanto sia di un danno funzionale, sia di un danno anatomico.
Ne deriva l'importanza fondamentale, in caso di sordità, di ripristinare una corretta informazione sensoriale uditiva “all'interno di quel periodo temporale utile per permettere un normale sviluppo”, al fine di garantire un più adeguato sviluppo della corteccia uditiva.
Il beneficio ottimale di un impianto cocleare si raggiunge “se esso viene eseguito nel periodo critico della maggiore neuroplasticità (fino ai 3 anni, meglio entro i 24 mesi)”.
Ebbene, per i periti, anche se la diagnosi definitiva di sordità in epoca neonatale può essere posta solo utilizzando esami elettrofisiologici specifici, come i potenziali evocati uditivi, esiste una serie ben nota di sintomi e segni di tipo sia comportamentale-affettivo, sia concernenti il linguaggio, che devono porre al pediatra il sospetto clinico; gran parte di questi segni si desumono da un “attento colloquio con i familiari”; vi è dunque anche un onere del medico di stimolare e indirizzare l'attenzione dei genitori.
Venendo al caso specifico, la mancata formulazione di un sospetto di sordità in un bambino visitato venti volte nei primi 3 anni di vita si risolve in una mancata attenzione al possibile problema; ciò anche alla luce dell'assenza, nei referti delle visite del pediatra, “di qualsiasi riferimento allo sviluppo psicomotorio”.
Quindi, i periti affermano che, se la diagnosi fosse stata tempestiva, nell'ambito di una ricerca sistematica di problemi neurosensoriali (visivo, uditivo, ecc.) e fosse stata posta entro i primi 12-24 mesi di vita, l'applicazione di un impianto cocleare avrebbe potuto giungere in un momento ancora completamente adeguato a consentire un sufficiente e corretto sviluppo funzionale corticale” con una maturazione neurofisiologica “comparabile, ma non simile, con un bambino normoudente”.
Ne è derivato che la tardiva protesizzazione, che avrebbe potuto essere realizzata già intorno ai 12 mesi di vita, ha reso irreversibile il danno, che i periti individuano come segue: “Funzionamento intellettivo limite, ritardo nello sviluppo del linguaggio e dell'apprendimento, nonché a problemi affettivi cognitivi e comportamentali, difficoltà di memoria verbale, difficoltà di memoria di lavoro, diminuito benessere psicosociale, scarse capacità di adattamento e a un ridotto livello di istruzione”.
Il Tribunale, quindi, riconosce al bambino macroleso un risarcimento di oltre 300mila euro ed una rendita vitalizia.
Avvocati per Risarcimento da Malasanità per Sordità Neonatale
Quando la sordità del neonato è conseguenza di errori medici che potevano essere previsti ed evitati, i familiari del bambino hanno il diritto di chiedere un risarcimento per sé stessi e il figlio.
Per chiedere il risarcimento ci sono dei termini da rispettare: il risarcimento a favore del bambino può essere chiesto entro 10 anni da quando è divenuto noto l’errore medico e il danno, mentre il risarcimento per i suoi familiari va chiesto entro 5 anni.
Il percorso legale richiede una valutazione medico-legale accurata, capace di stabilire il nesso tra l’errore e il danno subito.
Affidando il tuo caso al nostro gruppo di avvocati e medici legali avrai a disposizione professionisti con esperienza di oltre 20 anni nel settore della malasanità.
Quando trattiamo un caso di errori medici legati alla sordità neonatale seguiamo una procedura che comprende:
1. La valutazione giuridica del caso da parte degli avvocati
2. Una analisi medico legale della cartella clinica da parte dei consulenti medici
3. La perizia medico legale tramite i nostri professionisti
4. Il tentativo di conciliazione con l’ospedale o la clinica dove sono avvenuti gli errori medici
5. L’eventuale causa civile in caso di mancato accordo
Il nostro sistema per chiedere il risarcimento per errori medici di diagnosi o trattamento della sordità neonatale ci consente di giungere in tempi non superiori a sei medi alla perizia medico legale.
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