
Paziente diabetico subisce una amputazione per malasanità
03/08/2024
Malasanità per colpa del medico convenzionato
23/09/2024Con questo articolo riportiamo alcune “fake news” in materia di risarcimento danni da malasanità, ossia questioni che spesso sono ritenute vere ma in realtà non lo sono.
Ovviamente i nostri avvocati restano a disposizione di vittime di malasanità o loro familiari per rispondere ad ogni altro dubbio sul risarcimento danni da malasanità.
- I medici non si pronunciano mai contro altri medici: falso!
- Per una perizia è sufficiente il medico legale: falso!
- I costi di una causa per malasanità sono troppo alti: falso!
- Se si perde la causa si devono pagare le spese alle controparti: falso!
- I periti nominati dal giudice potrebbero non essere imparziali: falso!
- Per ottenere il risarcimento da malasanità ci vuole troppo tempo: falso!
I medici non si pronunciano mai contro altri medici: falso!
A volte capita che pazienti che sono stati vittima di malasanità, o familiari di pazienti che hanno subito danni per colpa medica, siano scettici sulla possibilità di trovare consulenti medici che valutino il loro caso.
Ci sentiamo dire “tanto nessun medico scriverà mai che un altro medico ha sbagliato”, oppure “il medico mi ha detto che l’altro ha sbagliato ma non intende scriverlo”. Ma è proprio così?
La nostra risposta è che un medico, così come altri professionisti sottoposti anche ad obblighi deontologici, ha il dovere di assistere il proprio paziente con diligenza e trasparenza, per cui un medico non dovrebbe omettere di dire al paziente, ed eventualmente scrivere, che è stato vittima di errori commessi da altri medici.
Ciò che può accadere è, se mai, che il medico a cui ci si rivolge per un parere sull’operato di altri medici conosca questi ultimi e ritenga opportuno declinare la richiesta.
Ciò sarebbe comprensibile, ma l’intoppo è facilmente superabile rivolgendosi ad altri consulenti medici che non avranno problemi a rilasciare una relazione scritta al paziente.
Per una perizia è sufficiente il medico legale: falso!
Una credenza popolare ritiene che per avere un parere medico in merito ad un possibile caso di malasanità sia sufficiente rivolgersi ad un medico legale, ossia ad un medico specializzato in medicina legale.
La medicina legale è la branca della medicina che si occupa dei rapporti tra medicina e legge, come ad esempio il caso del medico legale che partecipa ad una autopsia per capire se le cause del decesso sono derivate da fatti illeciti.
Ma una causa contro l’ospedale dove si è subito un errore medico non può essere svolta solo con l’assistenza di un consulente medico legale, o almeno ciò non è corretto.
Infatti, con l’entrata in vigore della Legge n. 24/2017, detta Gelli-Bianco, è stato previsto che quando un giudice dispone una perizia in ambito di responsabilità medico-sanitaria deve necessariamente nominare come periti: almeno uno specialista in medicina legale ed uno nella materia della medicina che riguarda il caso concreto.
Quindi, se ad esempio si tratta di un caso di malasanità relativo ad un intervento al cuore, il giudice nominerà un medico legale ed uno specialista in cardiochirurgia.
Ecco allora che, per meglio confrontarsi con i periti nominati dal giudice, anche la vittima di malasanità è opportuno che si avvalga di due consulenti: un medico legale ed uno specialista nella branca della medicina relativa al caso specifico.
L’assistenza nel corso della perizia del solo consulente medico legale rischierebbe di pregiudicare il contraddittorio su questioni specialistiche di cui il suddetto professionista non avrebbe le necessarie competenze.
I costi di una causa per malasanità sono troppo alti: falso!
Quando un paziente o i suoi familiari intendono promuovere una causa contro l’ospedale ed i medici che lo hanno avuto in cura, ci si deve rivolgere ad un avvocato ed a consulenti medici.
Affidandosi ad un gruppo di professionisti è normale che si debbano sostenere dei costi. Ma quanto costa una causa per malasanità? Si tratta di costi veramente improponibili?
Ebbene, intanto si deve sapere che quando l’interessato ha un reddito annuo inferiore ad € 12.838,01 (sommato a quello dei componenti della propria famiglia) può usufruire del patrocinio a spese dello Stato, detto anche gratuito patrocinio.
In questo caso la vittima di malasanità potrà affrontare una causa civile senza dover affrontare spese, né quelle vive (contributo unificato, marca da bollo, notifiche…), né quelle per l’avvocato, né quelle per i periti.
Nei casi in cui non si possa usufruire del gratuito patrocinio, i costi della causa saranno esattamente gli stessi di qualunque altra causa civile ed andranno in base al giudice a cui ci si rivolge (Giudice di Pace, Tribunale, Corte d’Appello, Cassazione) ed al valore della causa.
In ogni caso, i costi per l’assistenza dell’avvocato e quelli per i consulenti di parte verranno preventivati per iscritto in base al caso concreto.
Se si perde la causa si devono pagare le spese alle controparti: falso!
Se un paziente che è rimasto vittima di malasanità, o i familiari di un paziente rimasto lesionato o morto per colpa medica, intendono procedere contro l’ospedale per il risarcimento, devono fare una causa civile.
Ma prima di fare una causa civile si deve obbligatoriamente procedere, in alternativa, ad una mediazione con l’ospedale ai sensi dell’art. 8 della Legge Gelli-Bianco, o ad un ricorso per accertamento tecnico preventivo (A. T. P.) ai sensi dell’art. 696bis c. p. c..
Ebbene, percorrendo la via della mediazione, anche nel caso in cui non si giunge ad un accordo con l’ospedale, non sono previste spese legali o di altro tipo a favore della controparte.
Anche se si intraprende un A. T. P. nei confronti dell’ospedale, qualora la perizia medico legale disposta dal giudice non riconoscesse responsabilità mediche, non è prevista la condanna al pagamento di spese legali o tecniche a favore della controparte.
Quindi, scegliendo in particolare di percorrere la via dell’A. T. P. (ciò che i nostri avvocati prediligono), se la perizia medico legale risulta negativa sarà sconsigliabile procedere con una successiva causa di merito e, di conseguenza, non si pone il problema della soccombenza.
Ipotizzando invece il caso in cui l’A. T. P. sia stata positiva, ma in corso di causa venga disposta una nuova perizia con esito negativo, è probabile che il giudice dichiari compensate le spese legali ai sensi dell’art. 92 c. p. c..
I periti nominati dal giudice potrebbero non essere imparziali: falso!
A meno che la vittima di malasanità non abbia trovato un accordo con l’ospedale o la clinica per ciò che riguarda il risarcimento, è necessario rivolgersi ad un giudice affinché sia espletata una perizia medico legale.
Il giudice nominerà quindi un collegio peritale composto da un medico legale ed almeno uno specialista nella branca della medicina relativa al caso concreto.
Ebbene, qualcuno sospetta che i periti possano conoscere i medici coinvolti nel caso di malasanità e quindi che non sarebbero imparziale. Ma ciò è falso!
Intanto se il perito ha conflitti di interesse (per conoscenza dei medici coinvolti o legami con la struttura sanitaria dove è avvenuto il fatto…), ai sensi dell’art. 192 c. p. c. deve astenersi.
Se accetta l’incarico, inoltre, ai sensi del successivo articolo il perito è tenuto a giurare davanti al giudice che svolgerà la perizia bene e fedelmente, al solo scopo di fare conoscere la verità.
In base a queste circostanze si deve presumere che i periti nominati dal giudice si atterrano al giuramento ed espleteranno la perizia diligentemente ed in modo imparziale.
Ad ogni modo, laddove si ritenesse che invece il perito ha dato pareri mendaci, o ha affermato fatti non conformi al vero, si potrà denunciare ai sensi dell’art. 373 del c. p. per l’ipotesi di reato di “falsa perizia”.
Per ottenere il risarcimento da malasanità ci vuole troppo tempo: falso!
Quando un paziente vittima di malasanità si chiede quanto tempo ci vuole per ottenere il risarcimento, normalmente pensa ai noti tempi lunghi della giustizia, quindi anni.
Ma il settore del risarcimento danni da malasanità in realtà è caratterizzato da norme procedurali che possono accorciare i tempi; quindi, non è necessariamente vero che una causa per malasanità duri tanti anni.
Il primo passo che viene fatto per valutare se si può chiedere o meno un risarcimento da malasanità è quello di chiedere una consulenza medico legale e specialistica, ed i tempi per avere un parere sono al massimo di uno/due mesi.
Se il parere è positivo, gli avvocati inviano all’ospedale o alla clinica una richiesta di risarcimento danni, dando un termine massimo di 15/30 giorni per avere un riscontro.
Se non si giunge ad un accordo con l’ospedale o la clinica, a meno che non si preferisca scegliere il percorso della mediazione, si procede normalmente con un ricorso per A. T. P. che può durare al massimo 6/9 mesi e si conclude con il deposito della perizia medico legale disposta dal giudice.
Quindi, al massimo entro un anno da quando ci si rivolge ai propri avvocati e consulenti, si può ragionevolmente auspicare che si avrà a disposizione una perizia medico legale con cui si potrà fondare o meno il diritto al risarcimento.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
© avvocaticollegati.it




