Avvocato per separazione a Lucca

Separazioni, Divorzi, Mantenimento, etc

Spesso la vita ci pone di fronte a scelte difficili: è importante anche in questi momenti tutelare i propri interessi e quelli dei propri figli, se presenti, per affrontare la quotidianità consapevoli di avere compiuto tutti i passi necessari. Gli avvocati del nostro studio legale di Lucca possono difenderti se intendi separarti di comune accordo con il tuo partner o se tra di voi non c’è accordo sulla separazione.

ESISTONO DUE TIPI DI SEPARAZIONE:
  • quella consensuale (quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni della separazione)
  • quella giudiziale (quando non vi è accordo).

Vediamo nei dettagli come si svolgono le due procedure.
LA SEPARAZIONE CONSENSUALE
Se hai deciso di separarti puoi rivolgerti ad un nostro avvocato divorzista di Lucca al quale potrai rivolgere qualsiasi domanda utile per raggiungere il miglior risultato.
Se il tuo partner è d’accordo con te per separarvi, potete recarvi insieme dall’avvocato ed esporgli le condizioni con cui intendete separarvi.
Infatti, come anticipato, si parla di separazione consensuale quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni, ossia su come disciplinare le conseguenze della separazione. Ad esempio, se ci sono figli ci si accorderà sul loro mantenimento, se c’è una casa familiare ci si accorderà su chi dei coniugi rimarrà a viverci, ci si accorderà sul diritto di visita dei figli da parte del genitore che andrà a vivere altrove, se c’è un mutuo si deciderà chi continuerà a pagarlo, se ci sono beni in comunione si deciderà come dividerli etc..

I coniugi potranno arrivare dall’avvocato dopo aver già stabilito tra di loro le modalità della separazione, oppure potranno consultarsi con l’avvocato per raggiungere un accordo, nel corso di uno o più incontri, fermo restando che in caso di separazione coniugale il loro avvocato farà gli interessi di entrambi i coniugi.

Una volta che i coniugi avranno raggiunto un accordo, l’avvocato predisporrà un atto in cui le parti daranno atto di volersi separare a determinate condizioni, atto che in gergo giuridico si chiama ricorso per separazione consensuale, che verrà presentato dall’avvocato al Tribunale del luogo in cui risiedono i coniugi.

Il Tribunale provvederà a sua volta a fissare una udienza davanti al presidente del Tribunale, alla quale dovranno necessariamente presentarsi i coniugi ed il loro avvocato. Nel corso dell’udienza il Presidente del Tribunale, qualora ritenga che le condizioni siano rispettose degli interessi dei coniugi e dei figli, provvede con decreto alla omologazione del ricorso e dichiara la separazione dei coniugi e lo scioglimento della comunione dei beni ove sussistente. Il provvedimento del Tribunale sarà poi trasmesso, a cura della cancelleria del Tribunale, al Comune in cui i coniugi si erano sposati, affinché sia trascritta la loro separazione.

Dopo sei mesi dall’udienza, i coniugi potranno chiedere il divorzio.
Nel periodo intercorrente tra la dichiarazione di separazione ed il divorzio, i coniugi saranno liberi di vivere dove vogliono, ma portandosi comunque reciproco rispetto e, ove necessario, aiutandosi economicamente.

Infatti, i coniugi possono stabilire che uno dei due abbia diritto di ricevere dall’altro un assegno di mantenimento che gli consenta di far fronte ai propri bisogni, normalmente qualora non abbia redditi propri. Così come, laddove vi siano figli minorenni o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti, sarà previsto un contributo al mantenimento dei figli che il genitore con cui essi non vivono darà all’altro genitore. Oltre al contributo al mantenimento che comprende le spese ordinarie (vitto, alloggio, vestiario…), saranno concordate tra i genitori anche le ripartizioni delle spese straordinarie necessarie per i figli (spese mediche, sportive, ricreative…).
LA SEPARAZIONE GIUDIZIALE
Vediamo ora cosa succede quando i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni della separazione oppure quando uno dei coniugi intende separarsi e l’altro no.

In questi casi i coniugi dovranno avere ciascuno un proprio avvocato matrimonialista, con il quale potranno prendere contatti con l’altro coniuge per tentare, eventualmente nel corso di uno o più incontri, una conciliazione, ossia l’instaurazione di una separazione consensuale.

Qualora ciò non fosse possibile, l’avvocato procederà a scrivere un ricorso con il quale si chiederà al Tribunale la separazione a determinate condizioni riguardanti la casa coniugale, l’eventuale mantenimento per il coniuge e o i figli, il diritto di visita in caso di figli ed eventuali altre condizioni riguardanti la famiglia e o l’aspetto economico familiare. Il ricorso sarà presentato tramite l’avvocato al Tribunale e quest’ultimo, solitamente entro pochi giorni dal deposito del ricorso, provvederà a fissare una udienza davanti al presidente del Tribunale. A cura dell’avvocato si procederà quindi a notificare all’altro coniuge sia il ricorso che il decreto di fissazione dell’udienza.

Cosa succede alla prima udienza di una separazione giudiziale?
  • Un primo caso è quello in cui il coniuge chiamato in udienza non si presenta senza addurre un legittimo motivo. In questo caso il Tribunale prenderà atto della sua contumacia e la causa proseguirà in sua assenza. Pertanto, alla prima udienza presidenziale saranno presi provvedimenti temporanei ed urgenti nell’interesse del coniuge che intende separarsi. Dopodiché la causa proseguirà davanti ad un giudice istruttore per giungere ad una sentenza di divorzio. Laddove il coniuge dichiarato contumace si presentasse in corso di causa con un proprio avvocato avrà diritto di difendersi nelle forme e nei termini di legge.
  • Un secondo caso è quello in cui prima dell’udienza presidenziale o nel corso dell’udienza stessa i coniugi trovano un accordo per cui il Tribunale, preso atto di ciò, tramuterà la separazione da giudiziale a consensuale, emettendo un decreto di omologa della separazione. Una separazione iniziata come giudiziale potrà sempre essere convertita in consensuale qualora giungano accordi tra le parti.
  • Il terzo caso è quello in cui i coniugi anche in corso di causa non trovano un accordo. In questo caso nel corso dell’udienza presidenziale il giudice emetterà un provvedimento che in via provvisoria ed urgente disciplinerà gli aspetti familiari, patrimoniali ed economici, nell’interesse dei coniugi e dei figli minorenni ed economicamente non autosufficienti. Il Presidente del Tribunale fisserà poi una udienza davanti ad un giudice istruttore dello stesso Tribunale davanti al quale i coniugi, nel corso di più udienze e per tramite di più atti difensivi dei rispettivi avvocati, sosterranno le proprie ragioni eventualmente tramite testimoni, consulenze, indagini tributarie etc.. Una volta conclusa la fase istruttoria della causa, il giudice istruttore tratterrà la causa per la decisione ossia per la sentenza.
SEPARAZIONE CON ADDEBITO
Tra le varie cause per cui uno dei coniugi intende procedere con una separazione giudiziale vi è quella del tradimento. Il coniuge tradito ritiene di non poter proseguire la relazione matrimoniale e, anzi, chiede all’avvocato di far accertare dal Tribunale che la separazione è stata causata esclusivamente dall’altro coniuge.

Si parla di addebito della separazione, per appunto, quando il giudice accerta che la condotta di uno dei coniugi ha portato alla rottura. Ciò non avviene solo nel caso di tradimenti, ma anche quando uno dei due coniugi usa violenza fisica o psicologica nei confronti dell’altro e o dei figli, quando fa abuso di droghe o alcol etc. tanto da rendere impossibile la prosecuzione della convivenza matrimoniale. La condotta di cui trattasi deve essere la causa della separazione e non una conseguenza di una crisi matrimoniale già in atto.

Può accadere che un coniuge chieda l’addebito della separazione all’altro il quale, a sua volta chiede l’addebito della separazione all’altro. In questi casi il giudice potrebbe accogliere entrambe le domande e pronuncia il c. d. “doppio addebito.

Vediamo le conseguenze dell’addebito della separazione.
Il coniuge a cui è stata addebitata la separazione non avrà diritto al mantenimento da parte dell’altro coniuge, anche se ha uno stipendio più basso o non lavora. Al più, in casi disperati, avrà comunque diritto ad un assegno alimentare.
Altra conseguenza dell’addebito è che il colpevole della fine del matrimonio perde fin dalla pronuncia della separazione i diritti successori nei confronti dell’altro coniuge.

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