Avvocato per divorzio a Lucca

Separazioni, Divorzi, Mantenimento, etc

Spesso la vita ci pone di fronte a scelte difficili: è importante anche in questi momenti tutelare i propri interessi e quelli dei propri figli, se presenti, per affrontare la quotidianità consapevoli di avere compiuto tutti i passi necessari. Gli avvocati del nostro studio legale di Lucca possono difenderti se, essendo già separato/a, intendi divorziare di comune accordo con il tuo partner o anche se tra di voi non c’è accordo.

ESISTONO DUE TIPI DI DIVORZIO:
  • il divorzio congiunto (quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni del divorzio)
  • il divorzio giudiziale (quando non vi è accordo)
In entrambi i casi il divorzio può essere chiesto solo dopo sei mesi da quando i coniugi si sono separati consensualmente o dopo dodici mesi dalla loro separazione giudiziale, calcolando il termine in entrambi i casi da quando vi è stata la prima udienza davanti al Presidente del Tribunale. Vediamo nei dettagli come si svolgono le due procedure.
IL DIVORZIO CONGIUNTO
Se hai deciso di divorziare puoi rivolgerti ad un nostro avvocato divorzista di Lucca al quale potrai fare tutte le domande utili per raggiungere il miglior risultato.
Se il tuo partner è d’accordo con te per divorziarvi, potete incaricare un unico avvocato con conseguente risparmio.
Infatti, come anticipato, si parla di divorzio congiunto quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni del divorzio, ossia su come disciplinare le conseguenze della fine della vostra relazione. Ad esempio, se ci sono figli ci si accorderà sul loro mantenimento, se c’è una casa familiare ci si accorderà su chi dei coniugi rimarrà viverci, ci si accorderà sul diritto di visita dei figli da parte del genitore che andrà a vivere altrove, se c’è un mutuo si deciderà chi continuerà a pagarlo etc..
I coniugi potranno arrivare dall’avvocato matrimonialista dopo aver già stabilito tra di loro le condizioni, oppure potranno consultarsi con l’avvocato per raggiungere un accordo, nel corso di uno o più incontri, fermo restando che in caso di divorzio congiunto l’avvocato farà gli interessi di entrambi i coniugi.
Una volta che i coniugi avranno raggiunto un accordo, l’avvocato predisporrà un atto in cui le parti daranno atto di volersi divorziare a determinate condizioni, atto che in gergo giuridico si chiama ricorso per cessazione degli effetti civili del matrimonio (se vi è stato matrimonio concordatario) o ricorso per scioglimento del vincolo matrimoniale (se vi è stato matrimonio civile), che verrà presentato dall’avvocato al Tribunale del luogo in cui richiedono i coniugi.
Il Tribunale provvederà a sua volta a fissare una udienza davanti al presidente del Tribunale, alla quale dovranno necessariamente presentarsi i coniugi ed il loro avvocato. Nel corso dell’udienza il Presidente del Tribunale, qualora ritenga che le condizioni siano rispettose degli interessi dei coniugi e dei figli, provvede con decreto alla omologazione del ricorso e dichiara il divorzio dei coniugi. Il provvedimento del Tribunale sarà poi trasmesso, a cura della cancelleria del Tribunale, al Comune in cui i coniugi si erano sposati, affinché sia trascritta la loro separazione.
IL DIVORZIO GIUDIZIALE
Vediamo ora cosa succede quando i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni del divorzio oppure quando uno dei coniugi intende divorziare e l’altro no.
In questi casi i coniugi dovranno avere ciascuno un proprio avvocato matrimonialista, con il quale potranno prendere contatti con l’altro coniuge per tentare, eventualmente nel corso di uno o più incontri, una conciliazione, ossia l’instaurazione di un divorzio congiunto.
Qualora ciò non fosse possibile, l’avvocato procederà a scrivere un ricorso con il quale si chiederà al Tribunale il divorzio a determinate condizioni riguardanti la casa coniugale, l’eventuale mantenimento per il coniuge e o i figli, il diritto di visita in caso di figli ed eventuali altri condizioni riguardanti la famiglia e o l’aspetto economico familiare. Il ricorso sarà presentato tramite l’avvocato al Tribunale e quest’ultimo, solitamente entro pochi giorni dal deposito del ricorso, provvederà a fissare una udienza davanti al Presidente del Tribunale. A cura dell’avvocato si procederà quindi a notificare all’altro coniuge sia il ricorso che il decreto di fissazione dell’udienza.

Cosa succede alla prima udienza di un divorzio giudiziale?
  • Un primo caso è quello in cui il coniuge chiamato in udienza non si presenta senza addurre un legittimo motivo. In questo caso il Tribunale prenderà atto della sua contumacia e la causa proseguirà in sua assenza. Pertanto, alla prima udienza presidenziale saranno presi provvedimenti temporanei ed urgenti nell’interesse del coniuge che intende separarsi. Dopodiché la causa proseguirà davanti ad un giudice istruttore per giungere ad una sentenza di divorzio. Laddove il coniuge dichiarato contumace si presentasse in corso di causa con un proprio avvocato avrà diritto di difendersi nelle forme termini di legge.
  • Un secondo caso è quello in cui prima dell’udienza presidenziale o nel corso dell’udienza stessa i coniugi trovano un accordo per cui il Tribunale, preso atto di ciò, tramuterà il divorzio da giudiziale a congiunto. Una procedura di divorzio giudiziale potrà sempre essere convertita in congiunto qualora le parti trovino un accordo.
  • Il terzo caso è quello in cui i coniugi né alla prima udienza né successivamente trovano un accordo. In questo caso nel corso dell’udienza presidenziale il giudice emetterà un provvedimento che in via provvisoria ed urgente disciplinerà gli aspetti familiari, patrimoniali ed economici, nell’interesse dei coniugi e dei figli minorenni ed economicamente non autosufficienti. Il Presidente del Tribunale fisserà poi una udienza davanti ad un giudice istruttore dello stesso Tribunale davanti al quale i coniugi, nel corso di più udienze e per tramite di più atti difensivi dei rispettivi avvocati, sosterranno le proprie ragioni eventualmente tramite testimoni, consulenze, indagini tributarie etc.. Una volta conclusa la fase istruttoria della causa, il giudice istruttore tratterrà la causa per la decisione e quindi il Tribunale emetterà una sentenza di divorzio.
L' ASSEGNO DIVORZILE
Uno degli aspetti più interessanti della procedura di divorzio, oltre alle questioni riguardanti il mantenimento dei figli e il patrimonio familiare, è quello dell’assegno divorzile.

Un assegno di divorzio è una somma di denaro che uno dei due coniugi può chiedere all’altro nel corso della causa di divorzio. Se in passato l’assegno divorzile veniva riconosciuto al coniuge più debole affinché gli fosse garantito lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, nel 2018 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno radicalmente rivisto i requisiti e le finalità dell’assegno di possibile.

Con la sentenza 18287 del 2018, infatti, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l’assegno di possibile può essere riconosciuto al coniuge economicamente più debole solo se vi è disparità economica tra i coniugi, se il coniuge più debole non ha altri mezzi per sostenersi e se nel corso della vita matrimoniale avrebbe potuto lavorare. Solitamente l’assegno divorzile viene riconosciuto quando uno dei due coniugi, per scelta di entrambi, ha sacrificato ambizioni lavorative per prendersi cura della famiglia e, essendo terminato il matrimonio quando è in età avanzata e non ha più modo di entrare nel mercato del lavoro, subirebbe un ingiusto pregiudizio economico. L’assegno divorzile, a meno che le parti non stabiliscano che venga versato in una unica soluzione, laddove è corrisposto mensilmente, nel momento in cui il coniuge che era tenuto a pagarlo era pensionato e muore, consente al beneficiario di godere della pensione di reversibilità.

Secondo le più recenti sentenze:
"in tema di riconoscimento dell'assegno divorzile ex art. 6 della Legge div., non è lo squilibrio in sé delle condizioni economiche ad essere decisivo. L'analisi del giudicante dovrà spingersi a vagliare le cause del divario patrimoniale - reddituale tra gli ex coniugi, alla stregua di un secondo, decisivo, passaggio logico-giuridico: la verifica se questa situazione di squilibrio sia stata determinata dalla maggiore profusione di energie e di capacità per la famiglia da parte del coniuge "indebolito". Questo secondo fondamentale step conduce alla riqualificazione della natura dell'assegno divorzile, cui va ascritta una funzione non solo e non più esclusivamente assistenziale, ma anche compensativa - perequativa ed eventualmente indennitaria, proprio per mezzo degli indicatori di cui all'art. 5 L. 898/70. In tale ottica viene valorizzato il principio di autoresponsabilità di ciascuno degli ex coniugi, le cui scelte di attuazione dello "scopo sociale" della famiglia, soprattutto mediante la ripartizione dei ruoli al suo interno, assumono primario rilievo nella verifica dell'adeguatezza dei mezzi e dell'incapacità di procurarseli."
GLI EFFETTI DEL DIVORZIO
Tra gli effetti principali del divorzio, oltre al fatto che la moglie perde il cognome del marito, c’è quello per cui i coniugi non sono più eredi l’uno nei confronti dell’altro. Diversamente, finché i conici sono separati, mantengono i diritti successori tra di loro. Altro effetto è che dopo il divorzio essi possono contrarre nuovo matrimonio.

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