Avvocato a Lucca per separazioni e divorzi

Studio Legale Barsotti

Avvocato Nicola Barsotti di Lucca

Lucca, via Alcide De Gasperi n. 83
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Avvocato a Lucca per separazioni e divorzi anche con Gratuito Patrocinio.
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Valentina Morelli
Valentina Morelli
2024-04-19
L'Avvocato Barsotti si è dimostrato estremamente competente e disponibile. Cordiale e propenso all'ascolto. Mi ha dato preziosi consigli e credo non esiterò a rivolgermi nuovamente al suo studio per ulteriori necessità. Consigliatissimo.
Michela Mordini
Michela Mordini
2024-04-05
Mi hanno risposto in brevissimo tempo ed in maniera esaustiva.
Giuseppe M
Giuseppe M
2024-03-20
Non mi sono trovato per niente bene. Sulla scorta della mia esperienza non credo che le recensioni di chi parla bene siano a mio modesto parere oggettive
Paola Matta
Paola Matta
2024-03-15
Ho perso improvvisamente una persona cara, paziente in RSA. Oltre all’enorme dolore sono subentrati anche mille dubbi. Ho contattato l’avvocato Barsotti che, con competenza e professionalità, mi ha aiutata a dissolverli. Ho percepito grande empatia e la consulenza telefonica gratuita, per nulla scontata, denota anche la grande umanità dell’avvocato Barsotti. Grazie.
ANNALISA BALLETTA
ANNALISA BALLETTA
2024-03-05
Molto disponibili e celeri nel rispondere.
Luigi D'Onofrio
Luigi D'Onofrio
2024-03-05
Ottimo avvocato sempre disponibile e cordiale..
Mirko Olivieri
Mirko Olivieri
2024-02-11
Ottimo avvocato come un amico ma con tanta esperienza
Mary Vincy
Mary Vincy
2024-02-08
Gentilezza serietà e trasparenza solo che purtroppo non ho risolto il problema per cui avevo ricchiesto la consulenza

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Le nostre principali competenze


Separazioni

 

La separazione consensuale

Se hai deciso di separarti puoi rivolgerti ad un nostro avvocato divorzista al quale potrai rivolgere qualsiasi domanda utile per raggiungere il miglior risultato.
Se il tuo partner è d’accordo con te per separarvi, potete recarvi insieme dall’avvocato per separazione allo Studio più vicino a te di Lucca ed esporgli le condizioni con cui intendete separarvi.

Infatti, come anticipato, si parla di separazione consensuale quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni, ossia su come disciplinare le conseguenze della separazione. Ad esempio, se ci sono figli ci si accorderà sul loro mantenimento, se c’è una casa familiare ci si accorderà su chi dei coniugi rimarrà a viverci, ci si accorderà sul diritto di visita dei figli da parte del genitore che andrà a vivere altrove, se c’è un mutuo si deciderà chi continuerà a pagarlo, se ci sono beni in comunione si deciderà come dividerli etc..

I coniugi potranno arrivare dall’avvocato dopo aver già stabilito tra di loro la migliore modalità della separazione, oppure potranno consultarsi con l’avvocato per raggiungere un accordo, nel corso di uno o più incontri, fermo restando che in caso di separazione coniugale il loro avvocato farà gli interessi di entrambi i coniugi.

Una volta che i coniugi avranno raggiunto un accordo, l’avvocato predisporrà un atto in cui le parti daranno atto di volersi separare a determinate condizioni, atto che in gergo giuridico si chiama ricorso per separazione consensuale, che verrà presentato dall’avvocato al Tribunale del luogo in cui risiedono i coniugi.

Il Tribunale provvederà a sua volta a fissare una udienza davanti al Giudice, alla quale i coniugi ed il loro avvocato potranno decidere se partecipare o meno. Dopodiche, qualora il Tribunale ritenga che le condizioni siano rispettose degli interessi dei coniugi e dei figli, provvede con decreto alla omologazione del ricorso e dichiara la separazione dei coniugi e lo scioglimento della comunione dei beni ove sussistente. Il provvedimento del Tribunale sarà poi trasmesso, a cura della cancelleria del Tribunale, al Comune in cui i coniugi si erano sposati, affinché sia trascritta la loro separazione.

Già all'interno del ricorso per separazione consenuale i coniugi potranno chiedere anche il divorzio, che potrà però avvenire dopo almeno sei mesi dall’udienza della separazione.
Nel periodo intercorrente tra la dichiarazione di separazione ed il divorzio, i coniugi saranno liberi di vivere dove vogliono, ma portandosi comunque reciproco rispetto e, ove necessario, aiutandosi economicamente.

Infatti, i coniugi possono stabilire che uno dei due abbia diritto di ricevere dall’altro un assegno di mantenimento che gli consenta di far fronte ai propri bisogni, normalmente qualora non abbia redditi propri. Così come, laddove vi siano figli minorenni o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti, sarà previsto un contributo al mantenimento dei figli che il genitore con cui essi non vivono darà all’altro genitore. Oltre al contributo al mantenimento che comprende le spese ordinarie (vitto, alloggio, vestiario…), saranno concordate tra i genitori anche le ripartizioni delle spese straordinarie necessarie per i figli (spese mediche, sportive, ricreative…).


La separazione giudiziale

Vediamo ora cosa succede quando i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni della separazione oppure quando uno dei coniugi intende separarsi e l’altro no.

In questi casi i coniugi dovranno avere ciascuno un proprio avvocato matrimonialista, con il quale potranno prendere contatti con l’altro coniuge per tentare, eventualmente nel corso di uno o più incontri, una conciliazione, ossia l’instaurazione di una separazione consensuale.

Qualora ciò non fosse possibile, l’avvocato procederà a scrivere un ricorso con il quale si chiederà al Tribunale la separazione a determinate condizioni riguardanti la casa coniugale, l’eventuale mantenimento per il coniuge e o i figli, il diritto di visita in caso di figli ed eventuali altre condizioni riguardanti la famiglia e o l’aspetto economico familiare. Il ricorso sarà presentato tramite l’avvocato al Tribunale e quest’ultimo, solitamente entro pochi giorni dal deposito del ricorso, provvederà a fissare una udienza davanti al Giudice. A cura dell’avvocato per separazione a Lucca o nei nostri altri studi si procederà quindi a notificare all’altro coniuge sia il ricorso che il decreto di fissazione dell’udienza.

Cosa succede alla prima udienza di una separazione giudiziale?

  • Un primo caso è quello in cui il coniuge chiamato in udienza non si presenta senza addurre un legittimo motivo. In questo caso il Tribunale prenderà atto della sua contumacia e la causa proseguirà in sua assenza. Pertanto, alla prima udienza saranno presi provvedimenti temporanei ed urgenti nell’interesse del coniuge che intende separarsi e dei figli ove vi siano. Dopodiché la causa proseguirà per giungere ad una sentenza di divorzio. Laddove il coniuge dichiarato contumace si presentasse in corso di causa avrà diritto di difendersi nelle forme e nei termini di legge.
  • Un secondo caso è quello in cui nel corso dell’udienza i coniugi trovano un accordo per cui il Tribunale, preso atto di ciò, tramuterà la separazione da giudiziale a consensuale, emettendo il provvedimento di separazione. Una separazione iniziata come giudiziale potrà sempre essere convertita in consensuale qualora giungano accordi tra le parti.
  • Il terzo caso è quello in cui i coniugi anche in corso di causa non trovano un accordo. In questo caso il Giudice emetterà un provvedimento che in via provvisoria ed urgente disciplinerà gli aspetti familiari, patrimoniali ed economici, nell’interesse dei coniugi e dei figli minorenni ed economicamente non autosufficienti. Il Tribunale fisserà poi altre udienze e per tramite di più atti difensivi dei rispettivi avvocati, le parti sosterranno le proprie ragioni eventualmente tramite testimoni, consulenze, indagini tributarie etc.. Una volta conclusa la fase istruttoria della causa, il Giudice tratterrà la causa per la decisione ossia per la sentenza.

La separazione con addebito

Tra le varie cause per cui uno dei coniugi intende procedere con una separazione giudiziale vi è quella del tradimento. Il coniuge tradito ritiene di non poter proseguire la relazione matrimoniale e, anzi, chiede all’avvocato di far accertare dal Tribunale che la separazione è stata causata esclusivamente dall’altro coniuge.

Si parla di addebito della separazione, per appunto, quando il Giudice accerta che la condotta di uno dei coniugi ha portato alla rottura. Ciò non avviene solo nel caso di tradimenti, ma anche quando uno dei due coniugi usa violenza fisica o psicologica nei confronti dell’altro e o dei figli, quando fa abuso di droghe o alcol etc. tanto da rendere impossibile la prosecuzione della convivenza matrimoniale. La condotta di cui trattasi deve essere la causa della separazione e non una conseguenza di una crisi matrimoniale già in atto.

Può accadere che un coniuge chieda l’addebito della separazione all’altro il quale, a sua volta chiede l’addebito della separazione all’altro. In questi casi il Giudice potrebbe accogliere entrambe le domande e pronuncia il c. d. “doppio addebito".

Vediamo le conseguenze dell’addebito della separazione.
Il coniuge a cui è stata addebitata la separazione non avrà diritto al mantenimento da parte dell’altro coniuge, anche se ha uno stipendio più basso o non lavora. Al più, in casi disperati, avrà comunque diritto ad un assegno alimentare.
Altra conseguenza dell’addebito è che il colpevole della fine del matrimonio perde fin dalla pronuncia della separazione i diritti successori nei confronti dell’altro coniuge.

Divorzi

 

Il divorzio congiunto

Se hai deciso di divorziare puoi rivolgerti ad un nostro avvocato divorzista di Lucca al quale potrai fare tutte le domande utili per raggiungere il miglior risultato.

Se il tuo partner è d’accordo con te per divorziarvi, potete incaricare un unico avvocato con conseguente risparmio. Infatti, come anticipato, si parla di divorzio congiunto quando i coniugi sono d’accordo sulle condizioni del divorzio, ossia su come disciplinare le conseguenze della fine della vostra relazione.

Ad esempio, se ci sono figli ci si accorderà sul loro mantenimento, se c’è una casa familiare ci si accorderà su chi dei coniugi rimarrà a viverci, ci si accorderà sul diritto di visita dei figli da parte del genitore che andrà a vivere altrove, se c’è un mutuo si deciderà chi continuerà a pagarlo etc..

I coniugi potranno arrivare dall’avvocato divorzista dopo aver già stabilito tra di loro le condizioni, oppure potranno consultarsi con l’avvocato per raggiungere un accordo, nel corso di uno o più incontri, fermo restando che in caso di divorzio congiunto l’avvocato farà gli interessi di entrambi i coniugi.

Una volta che i coniugi avranno raggiunto un accordo, l’avvocato predisporrà un atto in cui le parti daranno atto di volersi divorziare a determinate condizioni: atto che in gergo giuridico si chiama ricorso per cessazione degli effetti civili del matrimonio (se vi è stato matrimonio concordatario) o ricorso per scioglimento del vincolo matrimoniale (se vi è stato matrimonio civile), che verrà presentato dall’avvocato divorzista al Tribunale del luogo in cui richiedono i coniugi.

Il Tribunale provvederà a sua volta a fissare una una udienza per deliberare il divorzio. Il provvedimento del Tribunale sarà poi trasmesso, a cura della cancelleria del Tribunale, al Comune in cui i coniugi si erano sposati, affinché sia trascritta la loro separazione.


Il divorzio giudiziale

Vediamo ora cosa succede quando i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni del divorzio oppure quando uno dei coniugi intende divorziare e l’altro no.
In questi casi i coniugi dovranno avere ciascuno un proprio avvocato matrimonialista, con il quale potranno prendere contatti con l’altro coniuge per tentare, eventualmente nel corso di uno o più incontri, una conciliazione, ossia l’instaurazione di un divorzio congiunto.

Qualora ciò non fosse possibile, l’avvocato divorzista procederà a scrivere un ricorso con il quale si chiederà al Tribunale il divorzio a determinate condizioni riguardanti la casa coniugale, l’eventuale mantenimento per il coniuge e o i figli, il diritto di visita in caso di figli ed eventuali altri condizioni riguardanti la famiglia e o l’aspetto economico familiare. Il ricorso sarà presentato tramite l’avvocato al Tribunale e quest’ultimo, solitamente entro pochi giorni dal deposito del ricorso, provvederà a fissare una udienza. A cura dell’avvocato si procederà quindi a notificare all’altro coniuge sia il ricorso che il decreto di fissazione dell’udienza.
Cosa succede alla prima udienza di un divorzio giudiziale?
  • Un primo caso è quello in cui il coniuge chiamato in udienza non si presenta senza addurre un legittimo motivo. In questo caso il Tribunale prenderà atto della sua contumacia e la causa proseguirà in sua assenza. Pertanto, alla prima udienza saranno presi provvedimenti temporanei ed urgenti nell’interesse del coniuge che intende separarsi. Dopodiché la causa proseguirà davanti al giudice per giungere ad una sentenza di divorzio. Laddove il coniuge dichiarato contumace si presentasse in corso di causa con un proprio avvocato divorzista avrà diritto di difendersi nelle forme e termini di legge.
  • Un secondo caso è quello in cui prima dell’udienza o nel corso dell’udienza stessa i coniugi trovano un accordo per cui il Tribunale, preso atto di ciò, tramuterà il divorzio da giudiziale a congiunto. Una procedura di divorzio giudiziale potrà sempre essere convertita in congiunto qualora le parti trovino un accordo.
  • Il terzo caso è quello in cui i coniugi né alla prima udienza né successivamente trovano un accordo. In questo caso nel corso dell’udienza il giudice emetterà un provvedimento che in via provvisoria ed urgente disciplinerà gli aspetti familiari, patrimoniali ed economici, nell’interesse dei coniugi e dei figli minorenni ed economicamente non autosufficienti. Il giudice fisserà poi una o più udienze nel corso delle quali le parti, per tramite di più atti difensivi dei rispettivi avvocati, sosterranno le proprie ragioni eventualmente tramite testimoni, consulenze, indagini tributarie etc.. Una volta conclusa la fase istruttoria della causa, il giudice istruttore tratterrà la causa per la decisione e quindi il Tribunale emetterà una sentenza di divorzio.

L'assegno divorzile

Uno degli aspetti più interessanti della procedura di divorzio, oltre alle questioni riguardanti il mantenimento dei figli e il patrimonio familiare, è quello dell’assegno divorzile.

Un assegno di divorzio è una somma di denaro che uno dei due coniugi può chiedere all’altro nel corso della causa di divorzio. Se in passato l’assegno divorzile veniva riconosciuto al coniuge più debole affinché gli fosse garantito lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, nel 2018 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno radicalmente rivisto i requisiti e le finalità dell’assegno divorzile.

Con la sentenza 18287 del 2018, infatti, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l’assegno divorzile può essere riconosciuto al coniuge economicamente più debole solo se vi è disparità economica tra i coniugi, se il coniuge più debole non ha altri mezzi per sostenersi e se nel corso della vita matrimoniale avrebbe potuto lavorare. Solitamente l’assegno divorzile viene riconosciuto quando uno dei due coniugi, per scelta di entrambi, ha sacrificato ambizioni lavorative per prendersi cura della famiglia e, essendo terminato il matrimonio quando è in età avanzata e non ha più modo di entrare nel mercato del lavoro, subirebbe un ingiusto pregiudizio economico.
L’assegno divorzile, a meno che le parti non stabiliscano che venga versato in una unica soluzione, laddove è corrisposto mensilmente, nel momento in cui il coniuge che era tenuto a pagarlo era pensionato e muore, consente al beneficiario di godere della pensione di reversibilità.

Secondo le più recenti sentenze:
"in tema di riconoscimento dell'assegno divorzile ex art. 6 della Legge div., non è lo squilibrio in sé delle condizioni economiche ad essere decisivo. L'analisi del giudicante dovrà spingersi a vagliare le cause del divario patrimoniale - reddituale tra gli ex coniugi, alla stregua di un secondo, decisivo, passaggio logico-giuridico: la verifica se questa situazione di squilibrio sia stata determinata dalla maggiore profusione di energie e di capacità per la famiglia da parte del coniuge "indebolito". Questo secondo fondamentale step conduce alla riqualificazione della natura dell'assegno divorzile, cui va ascritta una funzione non solo e non più esclusivamente assistenziale, ma anche compensativa - perequativa ed eventualmente indennitaria, proprio per mezzo degli indicatori di cui all'art. 5 L. 898/70. In tale ottica viene valorizzato il principio di autoresponsabilità di ciascuno degli ex coniugi, le cui scelte di attuazione dello "scopo sociale" della famiglia, soprattutto mediante la ripartizione dei ruoli al suo interno, assumono primario rilievo nella verifica dell'adeguatezza dei mezzi e dell'incapacità di procurarseli."

Gli effetti del divorzio

Tra gli effetti principali del divorzio, oltre al fatto che la moglie perde il cognome del marito, c’è quello per cui i coniugi non sono più eredi l’uno nei confronti dell’altro. Diversamente, finché i coniugi sono separati, mantengono i diritti successori tra di loro. Altro effetto è che dopo il divorzio essi possono contrarre nuovo matrimonio.

Coppie non sposate con figli

 

Condizioni a tutela dei figli

Anche le coppie non sposate con figli possono lasciarsi e quindi avere necessità di regolamentare i rapporti tra loro e con i figli.

Se gli ex partner non hanno alcun dovere di assistenza tra di loro, non avendo contratto gli obblighi derivanti dal matrimonio civile o religioso, resta fermo il dovere di tutelare materialmente e moralmente i figli.

Ecco allora che in caso di scioglimento del nucleo familiare anche le coppie che non erano sposate ma hanno figli, dovranno disciplinare i loro rapporti.

Per quanto riguarda la casa in cui la famiglia ha vissuto, si dovrà procedere alla sua assegnazione al genitore con cui i figli vivranno prevalentemente. Si dovrà poi stabilire quando l’altro genitore potrà vedere e tenere con sé i figli minorenni, sia durante la scuola che durante le vacanze scolastiche.

Altra condizione che deve essere disciplinata è quella del contributo al mantenimento dei figli minorenni o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti da parte del genitore con cui non vivranno prevalentemente.

Nei casi di assistenza per separazione di coppie non coniugate con figli, l’avvocato a Lucca Nicola Barsotti aiuterà a trovare un accordo pacifico per evitare che la questione diventi litigiosa. Se non ci sarà spazio per trovare un accordo pacifico, l’avvocato a Lucca Nicola Barsotti procederà a presentare un ricorso al Tribunale di Lucca per ottenere il miglior provvedimento a tutela del cliente e dei figli.

Domande e risposte sul diritto di famiglia

Quanto costa separarsi o divorziare?
Se hai diritto al Gratuito Patrocinio non devi sostenere alcuna spesa per separarti o divorziarti perché l’avvocato sarà pagato dalla Stato.
Quanto tempo passa dalla separazione al divorzio?
Se la separazione è stata consensuale puoi chiedere il divorzio dopo 6 mesi dalla prima udienza. Se la separazione è stata giudiziale devi aspettare un anno
A chi spetta la casa se mi separo o divorzio?
Salvo diverso accordo tra le parti, la casa familiare rimane al genitore con cui i figli vivranno prevalentemente. Il genitore vi potrà abitare finchè i figli non saranno maggiorenni ed autosufficienti economicamente.
In cosa consiste l’addebito della separazione?
Quando ci si separa e si ritiene che la colpa della separazione sia dell’altro coniuge si può chiedere che sia dichiarato l’addebito della separazione a quest’ultimo. Il coniuge colpevole potrà essere condannato ad un risarcimento all’altro e, in ogni caso, perderà i diritti successori.
Quando ho diritto all’assegno divorzile?
Quando ci si divorzia il coniuge che ha sacrificato la carriera per la famiglia può chiedere che l’altro gli versi un assegno divorzile per avere un reddito dignitose, che può essere corrisposto mensilmente o in una unica soluzione.

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