Avvocato per eredità a Lucca

Studio Legale Barsotti

Avvocato Nicola Barsotti di Lucca

Lucca, via Alcide De Gasperi n. 83
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+390583493467


Avvocato per eredità a Lucca dal 2004, abilitato al patrocinio fino alla Corte di Cassazione, iscritto nelle liste del Gratuito Patrocinio dell'Ordine degli Avvocati di Lucca.

Avvocato per eredità a Lucca

 

Un avvocato per eredità come l’avvocato Nicola Barsotti di Lucca può consigliarti e guidarti nel migliore dei modi quando un tuo familiare muore lasciando beni immobili o conti correnti.

Infatti può accadere che in base al testamento tu abbia ricevuto meno di quanto ti spetta, ed allora un avvocato a Lucca per eredità come l’avvocato Barsotti ti aiuterà ad ottenere la tua quota legittima di eredità. Ma può anche accadere che il tuo parente non abbia lasciato testamento, e allora l’avvocato Barsotti di Lucca ti aiuterà ad avere quanto ti spetta.

Leggi le recensioni dei nostri clienti

 

Rob Zan
Rob Zan
2024-06-25
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Ci siamo rivolti all'avvocato Barsotti per avere una consulenza per un problema di un danno subito durante un trasporto. Ci ha ricevuti e con professionalità ci ha detto come dovevamo procedere per la chiusura del contenzioso. Terremo presente l'avvocato e lo studio per eventuali problemi in futuro. Consigliato.
Matteo Marzaro
Matteo Marzaro
2024-06-21
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Ottimo Avvocato, ho chiesto un consiglio via chat e si è mostrato subito disponibile!
PASQUALE D'AURIA
PASQUALE D'AURIA
2024-05-11
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🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝
Valentina Morelli
Valentina Morelli
2024-04-19
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L'Avvocato Barsotti si è dimostrato estremamente competente e disponibile. Cordiale e propenso all'ascolto. Mi ha dato preziosi consigli e credo non esiterò a rivolgermi nuovamente al suo studio per ulteriori necessità. Consigliatissimo.
Michela Mordini
Michela Mordini
2024-04-05
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Mi hanno risposto in brevissimo tempo ed in maniera esaustiva.
Paola Matta
Paola Matta
2024-03-15
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Ho perso improvvisamente una persona cara, paziente in RSA. Oltre all’enorme dolore sono subentrati anche mille dubbi. Ho contattato l’avvocato Barsotti che, con competenza e professionalità, mi ha aiutata a dissolverli. Ho percepito grande empatia e la consulenza telefonica gratuita, per nulla scontata, denota anche la grande umanità dell’avvocato Barsotti. Grazie.

Cosa si intende per testamento?

 

Il testamento può essere di due tipi:

olografo, quando è scritto, datato e sottoscritto dal de cuius, che può tenerlo segreto o metterlo a disposizione di chi vuole;

pubblico, quando il de cuius fa testamento per tramite di un notaio, alla presenza di due testimoni, ed il testamento è custodito dal notaio fino alla morte del soggetto

Quando una persona muore disponendo dei propri beni tramite testamento, gli articoli 536 e seguenti del codice civile prevedono che una parte del suo patrimonio debba essere destinata ai c. d. eredi legittimari (che sono il coniuge, i figli e, in assenza dei figli, gli ascendenti), mentre l’altra parte dell’eredità (c. d. quota disponibile) possa essere destinata a chiunque il testatore voglia.

Nel caso in cui il testatore non abbia rispettato i diritti spettanti agli eredi legittimi, questi ultimi potranno quindi impugnare il testamento, entro dieci anni dall’apertura della successione, per ottenere quanto gli spetta. Nel caso invece in cui non sia stato lasciato alcun testamento, gli articoli 565 e seguenti del codice civile prevedono la c. d. successione legittima, ossia una ripartizione dei beni agli eredi legittimi in base a quote stabilite dalla legge.

Quanto spetta agli eredi?

 

Riportiamo 2 tabelle con le quali si può vedere quanto spetta come minimo agli eredi se il de cuius ha lasciato testamento (TABELLA A), o se non ha lasciato (TABELLA B)

Come si accetta l'eredità?


L’eredità si trasmette agli eredi con la loro accettazione, ossia con una loro manifestazione di volontà di proseguire nella titolarità dei beni e diritti, ma anche obblighi, del de cuius. Accettando l’eredità l’erede va ad aggiungere ai propri beni quelli del de cuius, ma se quest’ultimo aveva anche dei debiti l’erede sarà tenuto ad onorarli anche con i propri averi.

Per tale motivo di solito si accetta l’eredità se è conveniente! L’accettazione non può essere parziale, cioè non si può accettare una parte dell’eredità escludendo ad esempio di subentrare nei debiti del defunto. O si accetta tutto o niente!

L’accettazione è irrevocabile, nel senso che dopo l’accettazione non si può cambiare idea, e può essere di tre tipi:

- Accettazione Espressa: quando l’erede manifesta in modo diretto la volontà di subentrare al de cuius con un atto formale.

- Accettazione Tacita: più spesso l’erede compie atti che implicitamente lo collocano come erede (ad esempio fa le volture, vende l’immobile che ha ereditato o lo affitta a terzi etc..)

- Accettazione con beneficio di inventario: se si preferisce evitare di confondere il proprio patrimonio con quello del de cuius, ci si può rivolgere alla cancelleria della Volontaria Giurisdizione del Tribunale presentando l’inventario dei beni ereditati ed essendo tenuti a pagare i debiti del de cuius solo con i crediti del predetto e non anche con il proprio patrimonio.

Come si rinuncia all'eredità?



Cosa fare quando il de cuius era sopraffatto da debiti? Meglio rinunciare all’eredità, ossia dichiarare per iscritto di non accettare l’eredità! La dichiarazione di rinuncia all’eredità può essere fatta presso la cancelleria della Volontaria Giurisdizione del Tribunale o tramite notaio.

In cosa consiste la dichiarazione di successione?



La dichiarazione di successione è l’atto con cui gli eredi e o i legatari comunicano all’Agenzia della Entrate il subentro al defunto nei diritti immobiliari o nel possesso di somme superiori a 100.000,00 €. Per quanto riguarda il subentro relativo a beni immobili si procederà anche alle volture catastali, ossia ad intestare i beni a chi li ha ricevuti in eredità e o legato.

La dichiarazione di successione comporta generalmente il pagamento di tasse e imposte nonchè, se presentata oltre 12 mesi dalla morte del de cuius, il pagamento di interessi e sanzioni.

E’ importante sapere che l’effettuazione della dichiarazione di successione è solo un atto di natura fiscale che non comporta necessariamente l’accettazione espressa o tacita dell’eredità come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione. 

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