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09/09/2026Quando un paziente, a seguito di un ricovero, di un intervento chirurgico, di una diagnosi errata o di cure inadeguate, non muore ma riporta un peggioramento della propria salute, una menomazione permanente o altre conseguenze psicofisiche, può essere necessario verificare se il danno sia stato provocato da un errore sanitario.
Nei casi più gravi, oltre al diritto al risarcimento per malasanità, la condotta del medico o di altro esercente una professione sanitaria può assumere rilevanza penale e integrare il reato di lesioni personali colpose, disciplinato dall'art. 590 del Codice Penale e, per quanto riguarda l'attività sanitaria, dall'art. 590-sexies c.p.
Chi ritiene di avere subito lesioni permanenti per malasanità dovrebbe quindi rivolgersi tempestivamente ad avvocati che conoscano non soltanto la responsabilità civile sanitaria, ma anche il diritto penale, perché può essere necessario presentare una querela, nominare consulenti tecnici, acquisire la documentazione sanitaria e partecipare a un procedimento penale contro i sanitari ritenuti responsabili.
Il gruppo Avvocati Collegati assiste in tutta Italia dal 2004 pazienti che hanno subito gravi danni alla salute per possibili errori medici, avvalendosi anche di medici legali e specialisti nelle diverse branche della medicina per effettuare perizie medico-legali e fornire assistenza tecnica durante le indagini e nel processo penale.
- In Cosa Consiste il Reato di Lesioni Colpose Mediche
- L'elemento Materiale del Reato di Lesioni Colpose Mediche
- Il nesso causale tra errore medico e lesione
- L'Elemento Psicologico del Reato: la Colpa del Sanitario
- L'Articolo 590-sexies del Codice Penale e la Responsabilità Medica
- Lesioni Gravi e Gravissime Derivate al Paziente
- Procedibilità del Reato di Lesioni Colpose Mediche: Serve la Querela?
- Come Fare una Querela per Lesioni Colpose Mediche
- Vari Casi di Lesioni Colpose per Responsabilità Penale Medica
- Il Procedimento Penale Dopo la Querela
- Altri Articoli e Video Sulla Responsabilità Penale del Personale Medico-Sanitario
- FAQ sulle Lesioni Colpose Mediche e i Danni Psicofisici da Malasanità
In Cosa Consiste il Reato di Lesioni Colpose Mediche
L'art. 590 del Codice Penale punisce chi cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale.
La fattispecie base prevede la reclusione fino a tre mesi oppure la multa fino a 309 euro. Se invece la lesione è grave o gravissima sono previste pene più elevate. Il Codice contempla inoltre un trattamento specifico per determinate ipotesi aggravate.
Nella responsabilità sanitaria si parla comunemente di lesioni colpose mediche quando il danno alla salute del paziente è conseguenza di una condotta colposa di un medico o di altro sanitario.
Non è sufficiente, però, che il paziente abbia subito una complicanza o che il risultato delle cure sia stato insoddisfacente perché, per dimostrare una condotta penalmente rilevante occorre dimostrare:
• una condotta colposa del sanitario;
• una lesione o una malattia nel corpo o nella mente del paziente;
• il rapporto causale tra la condotta del sanitario e il danno;
• l'evitabilità dell'evento attraverso una condotta professionale corretta.
Si tratta quindi di un accertamento particolarmente complesso, nel quale diritto penale e medicina legale sono strettamente collegati.
L'elemento Materiale del Reato di Lesioni Colpose Mediche
L'elemento materiale del reato è costituito innanzitutto dalla condotta del sanitario e dalla conseguente lesione arrecata al paziente.
La condotta colposa medica che provoca lesioni al paziente può essere:
attiva, come nel caso di un errore commesso durante un intervento chirurgico,
oppure omissiva, come nel caso in cui il medico non effettui un esame necessario, non intervenga tempestivamente o non riconosca una complicanza.
L'evento deve consistere in una vera e propria compromissione della salute fisica e/o psichica del paziente.
Le lesioni subite dal paziente vittima di malasanità possono consistere, ad esempio, di:
• una lesione neurologica;
• una paralisi;
• un danno a un organo;
• un'infezione;
• un danno cerebrale;
• una menomazione motoria;
• un deficit sensoriale;
• un dolore cronico;
• una compromissione della capacità lavorativa;
• una patologia psichica conseguente all'errore sanitario;
• un aggravamento permanente di una malattia precedente.
Il danno può dunque riguardare sia la salute fisica sia quella psichica, trattandosi in entrambi i casi di un cosiddetto danno biologico.
Occorre tuttavia dimostrare che il peggioramento sia effettivamente conseguenza della condotta sanitaria contestata.
Il nesso causale tra errore medico e lesione
Uno degli aspetti più importanti nei procedimenti penali per lesioni colpose mediche è il nesso di causalità tra la condotta del personale sanitario e le condizioni di salute del paziente.
Infatti, per ritenere colpevole il personale sanitario, non basta dimostrare che il medico abbia commesso un errore ma bisogna verificare se proprio quell'errore abbia provocato o contribuito in maniera causalmente rilevante al danno subito dal paziente.
Per questo motivo vengono esaminati nel corso del procedimento penale:
• la situazione clinica iniziale;
• le patologie preesistenti;
• gli esami effettuati;
• i referti;
• le terapie somministrate;
• il momento in cui sono comparsi i sintomi;
• le eventuali omissioni diagnostiche;
• gli interventi chirurgici effettuati;
• il decorso postoperatorio;
• le eventuali infezioni o complicanze;
• il trattamento che avrebbe dovuto essere eseguito correttamente;
• le conseguenze che si sarebbero probabilmente evitate attraverso cure adeguate.
Questo accertamento richiede normalmente una perizia medico-legale a cui possono partecipare, nell’interesse del paziente lesionato e dei suoi familiari, i nostri consulenti medici legali e i nostri avvocati.
L'Elemento Psicologico del Reato: la Colpa del Sanitario
Le lesioni previste dall'art. 590 c.p. rappresentano un reato colposo.
Ciò significa che il medico non vuole provocare il danno al paziente (se così fosse si tratterebbe di un reato doloso) ma il risultato lesivo si verifica a causa della violazione delle regole di comportamento che il sanitario avrebbe dovuto rispettare.
Tradizionalmente la colpa può manifestarsi sotto forma di negligenza, imprudenza o imperizia:
Negligenza
Si verifica quando il sanitario omette le attenzioni e le cautele normalmente richieste.
Può avvenire, ad esempio, quando:
• non controlla adeguatamente il paziente;
• non legge un esame;
• trascura un sintomo importante;
• non verifica un'allergia;
• non monitora il decorso postoperatorio;
• non interviene nonostante un evidente peggioramento clinico.
Imprudenza
L'imprudenza può ricorrere quando il medico tiene una condotta eccessivamente rischiosa rispetto alle condizioni del paziente.
Può essere il caso, ad esempio, di:
• una dimissione prematura;
• una procedura effettuata senza le necessarie condizioni di sicurezza;
• un intervento non adeguatamente indicato;
• l'assunzione di un rischio terapeutico non giustificato.
Imperizia
L'imperizia riguarda invece più direttamente la preparazione e la capacità tecnica del professionista.
Può verificarsi nell'errata esecuzione di una procedura chirurgica, nell'interpretazione di un esame diagnostico o nella scelta di una tecnica non adeguata al caso concreto.
L'Articolo 590-sexies del Codice Penale e la Responsabilità Medica
La disciplina della responsabilità penale sanitaria deve essere letta anche alla luce dell'art. 590-sexies c.p., introdotto dalla Legge n. 24 del 2017, conosciuta come Legge Gelli-Bianco.
La norma riguarda espressamente i casi di morte o lesioni personali verificatisi nell'esercizio della professione sanitaria.
La sua applicazione è stata approfondita dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza Mariotti n. 8770/2018.
La Cassazione ha chiarito, in particolare, che il sanitario può rispondere penalmente:
• per negligenza o imprudenza;
• per imperizia quando non esistano linee guida o buone pratiche applicabili;
• quando siano state scelte linee guida non adeguate al caso concreto;
• in determinate ipotesi di imperizia grave anche nell'esecuzione di raccomandazioni correttamente individuate.
Il rispetto delle linee guida, quindi, non costituisce automaticamente una garanzia di esclusione della responsabilità.
Le raccomandazioni devono essere innanzitutto appropriate rispetto alle condizioni specifiche del singolo paziente.
Lesioni Gravi e Gravissime Derivate al Paziente
La gravità della lesione subita dal paziente per malasanità assume rilievo anche ai fini penalistici.
L'art. 583 c.p., richiamato nella disciplina delle lesioni, considera tra le ipotesi di lesione grave, fra l'altro, quelle nelle quali:
• la malattia mette in pericolo la vita;
• la malattia o l'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni dura più di quaranta giorni;
• si verifica l'indebolimento permanente di un senso o di un organo.
Sono invece considerate gravissime, tra le altre, le lesioni da cui derivino:
• una malattia certamente o probabilmente insanabile;
• la perdita di un senso;
• la perdita di un arto;
• la perdita dell'uso di un organo;
• la perdita della capacità di procreare;
• una permanente e grave difficoltà della favella.
Nel campo della malasanità possono pertanto assumere particolare rilevanza proprio quelle situazioni in cui il paziente rimanga affetto da un'invalidità permanente.
Procedibilità del Reato di Lesioni Colpose Mediche: Serve la Querela?
Questo è un aspetto particolarmente importante.
La regola generale prevista dall'ultimo comma dell'art. 590 c.p. è che il reato di lesioni personali colpose è procedibile a querela della persona offesa.
La procedibilità d'ufficio prevista dallo stesso articolo riguarda specifiche ipotesi collegate alle violazioni delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, all'igiene del lavoro o alla malattia professionale.
Ne deriva che, nelle ordinarie ipotesi di colpa professionale medica, è normalmente necessaria la querela della persona che ha subito le lesioni.
La giurisprudenza e la disciplina sulla competenza penale confermano inoltre la specificità delle fattispecie connesse alla colpa professionale, che non rientrano nell'ordinaria competenza attribuita al giudice di pace per le comuni lesioni colpose perseguibili a querela.
La questione dei termini per presentare la querela non deve essere sottovalutata.
L'art. 124 c.p. stabilisce, come regola generale e salvo che la legge disponga diversamente, che la querela deve essere proposta entro tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce il reato.
Nei casi di malasanità, tuttavia, stabilire il momento esatto dal quale decorra il termine può richiedere particolare attenzione.
Il paziente potrebbe infatti accorgersi immediatamente della lesione ma comprendere soltanto successivamente che essa può essere conseguenza di un possibile errore sanitario.
Proprio per questo motivo chi sospetta di aver subito lesioni colpose mediche dovrebbe rivolgersi immediatamente a un avvocato, evitando di attendere il decorso del tempo.
Non bisogna confondere, inoltre, il termine per proporre la querela penale con i diversi termini prescrizionali previsti per esercitare un'azione civile di risarcimento.
Come Fare una Querela per Lesioni Colpose Mediche
La persona danneggiata può rivolgersi, personalmente o con l'assistenza del proprio avvocato, alla Procura della Repubblica o agli organi di polizia giudiziaria.
Nella querela per lesioni colpose mediche è opportuno ricostruire con precisione:
• il ricovero;
• le cure ricevute;
• gli interventi eseguiti;
• i sanitari coinvolti, ove conosciuti;
• il momento in cui è comparso il danno;
• il successivo peggioramento;
• gli accertamenti effettuati;
• le conseguenze permanenti;
• i motivi per cui si sospetta un errore medico.
È inoltre opportuno mettere a disposizione la documentazione sanitaria disponibile e indicare eventuali consulenze mediche già effettuate.
Una querela in materia di responsabilità sanitaria non dovrebbe limitarsi a una generica affermazione secondo cui "il medico ha sbagliato".
È importante ricostruire scientificamente il possibile errore e soprattutto il nesso causale con le lesioni riportate.
Per questo motivo puoi affidarti al gruppo Avvocati Collegati per fare una querela contro il medico che ha procurato lesioni a te o un tuo familiare, avvalendoti anche della consulenza dei nostri medici legali.
Chiama subito e senza costi il Numero Verde Malasanità per parlare del tuo caso con un avvocato che potrà predisporre una querela per lesioni colpose mediche.
Vari Casi di Lesioni Colpose per Responsabilità Penale Medica
Lesione di un nervo durante un intervento chirurgico
Un primo caso può riguardare la lesione di un nervo durante un'operazione.
La lesione può comportare:
• paralisi;
• deficit di sensibilità;
• dolore neuropatico;
• perdita della capacità di movimento;
• necessità di ulteriori interventi;
• invalidità permanente.
Non ogni lesione nervosa costituisce automaticamente malasanità.
Occorre verificare se fosse una complicanza inevitabile oppure se sia derivata da un errore tecnico del chirurgo.
Se viene accertata la seconda ipotesi e dalla condotta deriva una malattia o una menomazione, può configurarsi il reato di lesioni colpose mediche.
Errore durante un intervento ortopedico
Un paziente sottoposto a intervento sulla colonna vertebrale, sul ginocchio, sull'anca o su un altro distretto può riportare danni permanenti a causa di:
• errato posizionamento di viti o mezzi di sintesi;
• lesioni nervose;
• mancata stabilizzazione;
• infezioni;
• errore nell'indicazione chirurgica;
• mancata diagnosi delle complicanze postoperatorie.
In presenza di un'invalidità permanente deve essere verificato se il risultato sia conseguenza inevitabile della patologia originaria oppure di una condotta sanitaria colposa.
Ritardo diagnostico di un ictus
Un paziente può arrivare in Pronto Soccorso con sintomi neurologici e non essere sottoposto tempestivamente agli accertamenti necessari.
Un ritardo nella diagnosi e nella terapia può provocare conseguenze gravissime:
• emiparesi;
• paralisi;
• afasia;
• disturbi cognitivi;
• perdita dell'autonomia;
• invalidità permanente.
In questi casi il punto fondamentale consiste nello stabilire se una corretta diagnosi e una terapia tempestiva avrebbero potuto evitare o ridurre il danno neurologico.
Mancato riconoscimento di un'infezione
Un'infezione postoperatoria può evolvere rapidamente.
Se i medici non riconoscono tempestivamente febbre, alterazioni degli esami, secrezioni, dolore, peggioramento clinico o altri segnali compatibili con un'infezione, il paziente può andare incontro a conseguenze molto gravi.
La sepsi può provocare danni permanenti agli organi, amputazioni, insufficienze funzionali e compromissioni neurologiche.
Anche in questi casi può essere necessario accertare una possibile responsabilità per lesioni colpose da malasanità.
Errore anestesiologico
Un errore nella somministrazione dell'anestesia oppure un insufficiente monitoraggio possono determinare:
• lesioni neurologiche;
• danno cerebrale da ipossia;
• neuropatie;
• danni agli organi;
• deficit permanenti.
Per accertare la responsabilità può essere necessario affidare il caso non soltanto a un medico legale ma anche a uno specialista in anestesia e rianimazione.
Lesioni del neonato durante parto e travaglio
Anche in ambito ostetrico possono verificarsi casi di lesioni colpose.
Tra le possibili conseguenze di errori nella gestione del travaglio o del parto possono rientrare:
• lesioni del plesso brachiale;
• danni neurologici;
• encefalopatia ipossico-ischemica;
• paralisi;
• deficit motori permanenti;
• compromissioni cognitive.
L'accertamento può richiedere contemporaneamente competenze medico-legali, ginecologiche, ostetriche, neonatologiche e neurologiche.
Errore nella terapia farmacologica
Un paziente può subire lesioni anche a seguito:
• della somministrazione del farmaco sbagliato;
• di un dosaggio errato;
• della mancata considerazione di un'allergia;
• di interazioni farmacologiche non valutate;
• della mancata sospensione di una terapia pericolosa.
Se da tali condotte deriva una malattia o una menomazione, può essere valutata anche una responsabilità penale.
Il Procedimento Penale Dopo la Querela
Dopo la presentazione della querela la Procura della Repubblica può avviare le indagini contro il personale sanitario che ha avuto in cura il paziente.
Nel corso delle indagini preliminari possono essere:
• acquisite le cartelle cliniche;
• identificati i sanitari coinvolti;
• ascoltate persone informate sui fatti;
• sequestrati documenti o dispositivi quando necessario;
• disposte consulenze tecniche medico-legali;
• effettuati ulteriori accertamenti.
All'esito delle indagini il Pubblico Ministero potrà valutare se richiedere l'archiviazione oppure esercitare l'azione penale.
Anche in questa fase è importante che la persona offesa sia assistita da un avvocato esperto in diritto penale sanitario.
L'opposizione alla richiesta di archiviazione
Quando il Pubblico Ministero ritiene che non vi siano elementi sufficienti per procedere può chiedere l'archiviazione.
La persona offesa che abbia richiesto di essere informata può, quando ne ricorrano i presupposti, valutare con il proprio avvocato la possibilità di presentare opposizione, indicando ulteriori investigazioni o elementi che ritiene necessario approfondire.
La presenza di una valida consulenza medico-legale può essere molto importante anche in questa fase.
Il processo penale contro il medico per lesioni colpose
Quando l'accusa viene portata davanti al giudice, la responsabilità del sanitario deve essere dimostrata attraverso le prove raccolte nel processo.
La persona danneggiata potrà essere assistita dal proprio avvocato e dai propri consulenti medici.
La costituzione di parte civile per ottenere il risarcimento
Il paziente che ha subito lesioni per malasanità può inoltre valutare, quando ne ricorrano i presupposti, la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale.
Attraverso la costituzione di parte civile può essere avanzata una domanda di risarcimento nei confronti dei soggetti civilmente responsabili secondo le regole applicabili al caso concreto.
Il danno risarcibile può comprendere, a seconda della situazione:
• danno biologico temporaneo;
• danno biologico permanente;
• danno morale;
• sofferenza psicologica;
• perdita o riduzione della capacità lavorativa;
• spese mediche;
• spese riabilitative;
• necessità di assistenza;
• ulteriori conseguenze patrimoniali e non patrimoniali.
Il procedimento penale e quello risarcitorio devono tuttavia essere coordinati attentamente.
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FAQ sulle Lesioni Colpose Mediche e i Danni Psicofisici da Malasanità
1. Quando un errore medico può configurare il reato di lesioni colpose?
Un errore medico può integrare il reato di lesioni colpose mediche quando una condotta negligente, imprudente o imperita del sanitario provoca al paziente una lesione fisica o psichica. Non è sufficiente che le cure abbiano avuto un risultato negativo: occorre dimostrare la condotta colposa, il danno alla salute e il nesso causale tra l'errore sanitario e le conseguenze subite dal paziente.
2. Quali danni psicofisici possono derivare da un caso di malasanità?
I danni psicofisici da malasanità possono essere molto diversi e comprendere, ad esempio, lesioni neurologiche, paralisi, danni a organi, infezioni, deficit motori o sensoriali, dolore cronico, aggravamento di patologie preesistenti e disturbi di natura psichica. Nei casi più gravi il paziente può riportare una invalidità permanente con importanti conseguenze sulla vita personale e lavorativa.
3. È necessario presentare una querela per lesioni colpose mediche?
Nelle ordinarie ipotesi di lesioni colpose derivanti da responsabilità medica, il procedimento penale è normalmente subordinato alla presentazione della querela della persona offesa. Il termine generale previsto dall'art. 124 c.p. è di tre mesi dalla conoscenza del fatto costituente reato, ma nei casi di malasanità l'individuazione del momento da cui decorre il termine può essere complessa. Per questo è opportuno rivolgersi tempestivamente a un avvocato penalista che possa esaminare il caso concreto.
4. Come si dimostra il nesso causale tra l'errore medico e le lesioni del paziente?
Il nesso causale viene accertato ricostruendo la storia clinica del paziente e confrontando ciò che è stato effettivamente fatto dai sanitari con ciò che, secondo le conoscenze medico-scientifiche, avrebbe dovuto essere fatto. Vengono esaminate la cartella clinica, gli esami, i referti, le terapie, le eventuali omissioni diagnostiche, il decorso postoperatorio e le complicanze. Una perizia medico-legale, eventualmente svolta insieme allo specialista della branca interessata, è quindi fondamentale per verificare se una condotta corretta avrebbe potuto evitare o ridurre le lesioni.
5. Chi ha subito lesioni colpose per malasanità può ottenere anche un risarcimento?
Sì. Il paziente che abbia subito danni psicofisici per malasanità può chiedere il risarcimento dei danni quando viene accertata la responsabilità sanitaria. In presenza di un processo penale può inoltre valutare, con il proprio avvocato, la costituzione di parte civile. Il risarcimento può comprendere, a seconda del caso, danno biologico temporaneo e permanente, danno morale, sofferenza psicologica, spese sostenute e ulteriori conseguenze patrimoniali derivanti dalla lesione.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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2 Comments
Buongiorno avvocati, mio padre è morto ad agosto 2026 all’ospedale Cisanello di Lucca e dalle cartelle cliniche secondo me ci sono state gravi mancanze. Il funerale è già stato fatto e mio padre è stato cremato. Posso fare comunque una denuncia? Nel caso potete farla voi per me?
Cara Angela, il fatto che il cadavere sia stato cremato esclude la possibilità di fare una autopsia nell’ambito di un procedimento penale a seguito di denuncia. Quindi consiglio di contattarci per una valutazione della cartella clinica per poi decidere se fare comunque una denuncia o, come riteniamo più agevole, procedere con una richiesta risarcitoria in sede civile.