
Risarcimento da Malasanità anche al Coniuge Separato
27/02/2026
Giustizia Riparativa: Cos’è, le Fonti Normative, chi può Accedervi e quale ruolo ha l’Avvocato Penalista
17/03/2026Il nostro gruppo di avvocati e medici legali segue casi di malasanità per errori chirurgici dal 2004 in tutta Italia, tra cui quelli per errato intervento di erniectomia.
Con questo articolo parliamo proprio di erniectomia ed anche di ernioplastica, descrivendo in cosa consistono e quali possono essere gli errori medici da cui derivano gravi danni per il paziente, come nel caso giudiziario che riporteremo.
In caso di errori medici da cui derivano lesioni, il paziente può chiedere il giusto risarcimento da malasanità tramite i nostri avvocati.
Ma anche i familiari di un paziente rimasto gravemente lesionato o morto per malasanità legata a una erniectomia o una ernioplastica possono chiedere il risarcimento con l’aiuto dei nostri avvocati e medici legali.
Continua a leggere per saperne di più sul risarcimento da malasanità per errori medici nel corso della erniectomia o ernioplastica e chiama subito il Numero Verde Malasanità 800 91 23 01 per parlare del tuo caso con un nostro avvocato.
- Erniectomia o Ernioplastica
- Possibili Complicanze Mediche dell’Erniectomia e dell’Ernioplastica
- Erniectomia e Ernioplastica: Quando si può Chiedere il Risarcimento per Errori Medici?
- Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Erniectomia o Ernioplastica Errata
- Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Malasanità legata all’Erniectomia
- Ernioplastica Errata e Risarcimento: un Caso Giudiziario
Erniectomia o Ernioplastica
Erniectomia significa letteralmente “asportazione/soppressione dell’ernia”.
In pratica: il chirurgo riduce (rimette a posto) il contenuto erniato e tratta il sacco erniario (lo lega/lo asporta), poi chiude.
Spesso è usato per indicare una riparazione senza rinforzo con rete (anche se nella pratica i termini vengono talvolta usati in modo non rigidissimo).
Ernioplastica è la riparazione dell’ernia con rinforzo della parete, di solito con una protesi (rete, “mesh”).
L’idea è “ristrutturare” e rinforzare il punto debole per ridurre il rischio di recidiva.
L’obiettivo degli interventi è eliminare il difetto e ridurre il rischio di complicanze, come l’incarceramento o lo strozzamento dell’ernia, che possono diventare urgenti.
In base al tipo di ernia, alle condizioni del paziente e all’esperienza del centro, l’intervento può essere eseguito:
• a cielo aperto (open): tramite una incisione nella sede dell’ernia, la riduzione del contenuto erniario e la riparazione del difetto. Spesso si utilizza una rete protesica (mesh) con tecnica “tension-free” per rinforzare la parete.
• in laparoscopia (o mini-invasiva): con un accesso con piccole incisioni e strumenti laparoscopici; anche qui spesso si impiega una mesh.
Possibili Complicanze Mediche dell’Erniectomia e dell’Ernioplastica
Quando si procede con un intervento di erniectomia o ernioplastica è possibile che si manifestino delle complicanze, non necessariamente addebitabili a responsabilità medica.Le complicanze non addebitabili ai medici sono quelle prevedibili ma non evitabili.
Riportiamo le principali complicanze che possono manifestarsi per una erniectomia:
1) Ematoma, sanguinamento, sieroma
• Ematomi della ferita o della regione inguino-scrotale
• Sieroma (raccolta di liquido)
• Sanguinamento che, se non riconosciuto/controllato, può richiedere revisione chirurgica
2) Infezione della ferita o della protesi (mesh)
L’infezione può essere superficiale o profonda. Quando coinvolge la rete, può diventare complessa (terapie prolungate, drenaggi, fino alla rimozione della protesi in casi selezionati).
3) Recidiva dell’ernia
La recidiva (ritorno dell’ernia) può dipendere da vari fattori (tecnica, tessuti, comorbilità, sforzi precoci, ecc.).
Si tratta di una delle complicanze classiche valutate negli esiti della chirurgia erniaria.
4) Lesioni a nervi
Dolore cronico post-operatorio (CPIP) e neuropatie.
Una delle complicanze più temute è il dolore inguinale cronico post-operatorio (CPIP), spesso legato a irritazione/lesione o intrappolamento di nervi nell’area (es. ilioinguinale, ilioipogastrico, genitofemorale).
Può manifestarsi come dolore urente, scosse elettriche, parestesie, limitazioni funzionali e impatto importante sulla vita quotidiana.
5) Lesioni di vasi, viscere o organi vicini
• lesioni vascolari con sanguinamento importante
• lesioni a vescica o intestino (più probabili in condizioni anatomiche difficili o interventi complessi)
• complicanze intra-addominali nelle tecniche laparoscopiche.
Nei materiali informativi per pazienti vengono indicati, tra i rischi, anche lesioni a vescica, vasi, intestino e nervi, oltre a infezione, recidiva e dolore.
6) Complicanze del funicolo spermatico e del testicolo (nei pazienti maschi)
In chirurgia inguinale si lavora vicino a strutture delicate: il funicolo spermatico e i vasi che irrorano il testicolo.
Possibili esiti avversi, in casi selezionati, includono dolore persistente, ischemia fino ad atrofia testicolare.
7) Eventi tromboembolici e complicanze anestesiologiche
Come in molte chirurgie, esistono rischi generali: trombosi venosa profonda/embolia polmonare, reazioni avverse ai farmaci, complicanze cardio-respiratorie (rischi che aumentano con età e comorbilità).
Erniectomia e Ernioplastica: Quando si può Chiedere il Risarcimento per Errori Medici?
Nel paragrafo precedente abbiamo riportato le complicanze prevedibili ma non evitabili più frequenti in caso di erniectomia o di ernioplastica.
E’ necessario sapere che non ogni complicanza è “colpa” dei sanitari: alcune sono eventi avversi noti e statisticamente possibili.
Tuttavia, quando la complicanza deriva da errori medici che potevano essere preveduti ed evitati, il danno subito dal paziente e/o dai suoi familiari può essere risarcito.
Tra i possibili errori medici in caso di ernioplastica o erniectomia, segnaliamo i seguenti:
Errori nella fase pre-operatoria
• Valutazione clinica inadeguata (es. mancata identificazione di ernia complicata/strangolata o sottovalutazione dei sintomi)
• Scelta non appropriata della tecnica (open vs laparoscopia) rispetto a condizioni del paziente, recidive, interventi pregressi
• Gestione carente di comorbilità (anticoagulanti, diabete, infezioni in atto, rischio trombotico)
• Errori intra-operatori (tecnici)
• Lesione di nervi o intrappolamento dovuto a punti/sistemi di fissaggio o posizionamento scorretto della mesh → dolore cronico e neuropatie
• Emostasi insufficiente → ematomi importanti, shock emorragico nei casi estremi
Lesioni di vasi/visceri per manovre non corrette o per mancato riconoscimento immediato della lesione
• Posizionamento/ancoraggio inadeguato della protesi → recidiva precoce, complicanze locali
• Violazioni di sterilità o gestione non corretta del campo operatorio → infezioni, anche protesiche
Errori post-operatori (sorveglianza e gestione)
• Dimissione o follow-up inadeguati in presenza di segnali d’allarme (dolore ingravescente, febbre, gonfiore marcato, difficoltà a urinare, segni di ischemia testicolare, ecc.)
• Ritardo diagnostico/terapeutico davanti a complicanze (infezioni profonde, sanguinamento, occlusione, lesioni viscerali)
• Gestione non corretta del dolore e mancato inquadramento del dolore neuropatico persistente
Consenso informato incompleto o assente
Il paziente deve essere informato in modo comprensibile su benefici, alternative e rischi prevedibili (incluso il rischio di dolore cronico, recidiva, infezione, lesioni nervose/vascolari, ecc.). In giurisprudenza è riconosciuta la rilevanza del danno da mancato consenso informato come profilo autonomo, in determinate condizioni.
Avvocati e Medici Legali per Risarcimento da Erniectomia o Ernioplastica Errata
Il paziente che subisce errori medici commessi prima, durante o dopo un intervento di ernioplastica o erniectomia, può riportare gravi lesioni o addirittura il decesso.
Le evenienze più drammatiche (seppur rare) sono in genere legate a: emorragie non riconosciute o non trattate, sepsi da infezioni profonde (anche correlate a protesi) con ritardo di diagnosi/terapia, lesioni viscerali con peritonite, eventi tromboembolici non prevenuti/gestiti nei pazienti a rischio.
Ebbene, quando il paziente rimane lesionato per errori medici legati all’erniectomia o all’ernioplastica, ha diritto ad un risarcimento che può chiedere entro dieci anni dal manifestarsi dell’evento dannoso causato da malasanità.
Per quanto riguarda i prossimi congiunti di un paziente rimasto lesionato o deceduto per malasanità legata all’erniectomia o ernioplastica, il termine per chiedere il risarcimento è ridotto a cinque anni.
Per una valutazione del caso tuo o di un tuo familiare, puoi rivolgerti subito agli avvocati e ai medici legali del nostro gruppo, che ti aiuteranno a chiedere il risarcimento secondo questa procedura:
1) Colloquio preliminare con un avvocato: puoi raccontare il tuo caso a uno dei nostri avvocati per avere subito un parere legale in merito ai presupposti per chiedere un risarcimento all’ospedale o alla clinica dove è avvenuta l’erniectomia errata;
2) Perizia medico legale: in base al tuo racconto e alla cartella clinica, i nostri medici legali potranno redigere una perizia medico legale indicando gli errori che sono stati commessi nell’erniectomia e le conseguenze subite dal paziente;
3) Richiesta di risarcimento: i nostri avvocati, sulla base della perizia medico legale, chiederanno per te e i tuoi familiari il risarcimento di tutti i danni derivati da errori medici legati all’erniectomia;
4) Eventuale mediazione o ricorso: se l’ospedale o la clinica dove è avvenuto il caso di malasanità non intende risarcire spontaneamente, l’avvocati ti consiglierà se chiedere una mediazione tramite un organismo di mediazione o presentare ricorso ai sensi dell’art. 696bis c.p.c. al Tribunale territorialmente competente, per giungere ad una conciliazione;
5) Causa civile solo in caso residuale: se non viene raggiunto un accordo per il risarcimento in sede di mediazione o ricorso per istruzione tecnica preventiva, i nostri avvocati ti seguiranno nella causa civile per risarcimento da malasanità per errori medici legati all’ernioplastica.
Se sospetti un errore medico legato all’ernioplastica, contattaci subito tramite il Numero Verde Malasanità 800912301 o la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito, per parlare del tuo caso con un avvocato esperto in risarcimento da malasanità.
Con l’aiuto dei nostri avvocati e medici legali che si occupano di risarcimento danni da malasanità legata all’ernioplastica o erniectomia, il paziente può chiedere il risarcimento delle seguenti voci di danno:
• danno biologico psicofisico (invalidità temporanea e permanente)
• danno morale per sofferenza soggettiva
• danno patrimoniale (spese mediche, perdita o riduzione del reddito, assistenza, adattamenti)
Quando il paziente riporta gravi lesioni o il decesso, anche i suoi familiari possono chiedere un risarcimento, sia per i danni economici-patrimoniali, sia per i danni non patrimoniali per lesione del rapporto parentale (in caso di paziente lesionato) o perdita del rapporto parentale (in caso di paziente morto).
Un Caso Giudiziario di Risarcimento da Malasanità legata all’Erniectomia
Ogni volta che trattiamo un argomento giuridico legato al risarcimento danni da malasanità, siamo soliti riportare anche un caso pratico trattato dai vari giudici italiani.
Per quanto riguarda l’argomento che abbiamo trattato con questo articolo, riportiamo il caso di risarcimento danni ottenuto da una paziente per errata erniectomia trattato dal Tribunale di Napoli sez. VIII con sentenza del 2 marzo 2020.
La paziente, in quanto affetta da lombosciatalgia da radicolopatia, si sottoponeva a visita ortopedica da un medico in libera professione, cui seguiva l'esecuzione di RX rachide lombo sacrale in flesso estensione in ortostatismo che evidenziava "spondilosi L.4 L5 con iperplasia e sclerosi dei processi articolari, lieve riduzione di ampiezza della spazio interposto".
Il medico, esaminati gli accertamenti strumentali praticati, sottoponeva la ricorrente a visita medica, diagnosticando distabilità lombare con ernie discali L4 L5 e consigliava intervento chirurgico, che avrebbe potuto eseguire personalmente presso una Clinica, applicando alla ricorrente delle rivoluzionarie protesi da lui brevettate.
La donna si sottoponeva quindi ad intervento chirurgico di erniectomia e fissazione elastica.
Tuttavia, il medico e l'equipe chirurgica non solo non risolvevano il problema ma provocavano alla ricorrente un complessivo peggioramento del suo stato di salute, allorché infatti veniva dimessa con diagnosi di "Ernia del disco L4 L5 con distabilità. Erniectomia e Fissazione elastica".
Si sottoponeva poi a numerose visite ortopediche di controllo, numerosi esami RX, TAC, RMN, trattamenti sanitari, sedute di fisioterapia e fisiokinesiterapia, terapie farmacologiche che, seppur eseguiti a perfetta regola d'arte, non consentivano una perfetta guarigione per il persistente dolore e concrete difficoltà deambulatorie.
Il Tribunale ha dato ragione alla donna, riconoscendole un giusto risarcimento, sulla base delle risultanze della perizia medico legale di cui seguono i passi salienti.
L'intervento chirurgico effettuato non era idoneo al trattamento della patologia in atto perché si proponeva di eseguire l'asportazione di un'ernia del disco in realtà inesistente e perché la diagnosi differenziale con il tessuto asportato di sinoviale si sarebbe potuta ottenere con altre indagini idonee di facile esecuzione.
Il posizionamento di due distanziatori interspinosi, sebbene indicato dalla lieve stenosi lombare, è avvenuto in spazi non patologici. Se volessimo considerare la sola indicazione al posizionamento degli spaziatori interspinosi, si sarebbe potuto condurre con tecnica percutanea senza la foraminotomia e la flavectomia allargata. Va infine segnalato che in letteratura sono presenti lavori sull'utilizzo di un singolo dispositivo e non di due contigui. Tale dato appare tuttavia non determinate nella valutazione della condotta professionale dei Sanitari e nello sviluppo della patologia successiva all'intervento.
In alternativa all'intervento eseguito, constatata la instabilità (anterolistesi L4-L5 lieve) e la stenosi lieve si sarebbe potuto eseguire un intervento di laminectomia decompressiva del livello L4-L5 con stabilizzazione e artrodesi strumentata dei livelli sopra e sottostanti. Tuttavia, anche un trattamento conservativo con ortesi e cicli ripetuti di terapia fisica o tecniche infiltrative percutanee avrebbe potuto controllare la sintomatologia, soprattutto se si fosse meglio definita la etiologia e la patogenesi della "masserella" di tessuto sinoviale periradicolare asportata.
Non può essere affermato con certezza un nesso causale tra l'errore di impianto dei dispositivi interspinosi e lo sviluppo di una patologia degenerativa del rachide lombare nei tratti fissati e in quelli contigui.
Si consideri tuttavia che lo spazio patologico L4-L5 è stato modificato da una flavectomia allargata con laminectomia che aggiunge instabilità ad un tratto già patologico e che le indagini strumentali successive all'intervento hanno evidenziato un peggioramento della patologia degenerativa discale e articolare.
In particolare, alla RMN si evidenzia "...anterolistesi L4-L5 con marcati segni di artrosinovite delle relative faccette articolari interapofisarie....edema della spongiosa ossea.....cisti sinoviale...a sviluppo extravertebrale...L4-L5. Protrusione ad ampio raggio L2-L3…marcata pseudo erniazione posteriore del disco intersomatico L4-L5 che comprime il sacco ed oblitera le tasche radicolari di L5 cui si associa estrinsecazione intraforaminale da ambo i lati con impronta sulle radici spinali di L4. Protrusione discale...L5-S1."
Tale dato è sostanzialmente confermato alla RMN di 2 anni dopo ove si evidenzia anche una stenosi serrata del canale lombare al livello L4-L5.
In base alla letteratura si può affermare che la foraminotomia e la flavectomia allargata di L4-L5 sono causa di instabilità del rachide a quel livello (15-16).
È vero, tuttavia, che già precedentemente all'intervento erano presenti e obbiettivate strumentalmente patologie degenerative del rachide lombare che potrebbero aver avuto anche una evoluzione spontanea in senso peggiorativo ma, si deve considerare l'intervento come una concausa nel determinismo della patologia degenerativa del rachide sofferta dalla paziente.
Ernioplastica Errata e Risarcimento: un Caso Giudiziario
Segnaliamo un caso di risarcimento danni per errato intervento di ernioplastica trattato dal Tribunale di Termini Imerese con sentenza n. 22/2023 che ha dato ragione al paziente.
Un paziente veniva ricoverato in Ospedale a causa della comparsa di un'ernia nella regione inguinale sinistra, definita "non più riducibile dalla mattina".
Il giorno successivo veniva sottoposto ad un intervento di "ernialloplastica inguinale sinistra a eversione della tunica vaginale", consistente in una "inguinotomia con sollevamento del funicolo e dei suoi elementi.
Isolamento del sacco erniario diretto, che viene ridotto in cavità peritoneale. Eversione della tunica vaginale, con allestimento di plastica erniaria e posizionamento di protesi in polipropilene sul pavimento del canale inguinale. Sutura della fascia al di sotto del funicolo".
Dopo l'intervento aveva lamentato un acuto e persistente dolore testicolare sinistro, che l'aveva costretto a recarsi in Pronto Soccorso, dove veniva sottoposto ad esame ecografico scrotale che, tuttavia, non veniva esitato con alcuna prescrizione.
A più di un mese dall'intervento, persistendo la forte algia testicolare sinistra con irradazione a livello inguinale omolaterale, l’uomo riteneva di sottoporsi ad altro esame ecografico, questa volta presso altra struttura sanitarua, a seguito del quale veniva riscontrata la presenza del "testicolo sinistro fisso, in corrispondenza dell'anello inguinale esterno".
I successivi controlli specialistici confermavano la sconvolgente diagnosi emersa in seguito all'esame ecografico, ossia la fissità del testicolo sinistro, in quanto sollevato in alto, a livello dell'anello inguinale esterno e con setto calcifico, a cui andava ad aggiungersi la condizione di "marcata bradicinesia spermatica".
Nelle settimane successive a tali accertamenti specialistici, la vita dell'uomo, ovviamente, mutava radicalmente, in quanto il tragico quadro clinico emerso condizionava pesantemente il regolare svolgimento delle sue giornate, influendo sulla sua vita sessuale e sulla sua condizione psichica.
I lancinanti dolori al testicolo accompagnavano infatti l'uomo anche in stato di riposo, acutizzandosi durante la minzione e soprattutto durante i rapporti sessuali, ormai definitivamente compromessi a causa della forte e perenne algia.
In base alla perizia medico legale, sulla base della quale è stato riconosciuto dal Tribunale il risarcimento, emergeva un quadro clinico inequivocabile, se è vero che gli esiti residuati in capo al paziente, si rivelavano eziologicamente riconducibili all'intervento chirurgico di ernioalloplastica, poichè l'algia sofferta era da ricondursi alla fissità del testicolo sinistro a livello inguinale che lo esponeva, a causa dell'anomala posizione anatomica dello stesso, all'elevato rischio di un danno funzionale su base mista, anche di natura ischemica.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
© avvocaticollegati.it



