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28/06/2024Con questo articolo spieghiamo sinteticamente in cosa consiste la rinuncia all’eredità, come si rinuncia all’eredità e quanto costa rinunciare all’eredità.
La rinuncia all’eredità è un modo di tutelarsi da creditori di un parente defunto di cui siamo eredi che ha lasciato debiti, quanto meno in misura superiore rispetto ad eventuali crediti.
Quindi la rinuncia all’eredità è un istituto giuridico molto importante, che serve per evitare di dover pagare di tasca propria i debiti lasciati da un nostro parente morto.
Indice
- Cosa si intende per rinuncia all’eredità?
- Quando si decade dal diritto di rinuncia?
- Entro quanto tempo va fatta la rinuncia all’eredità?
- La rinuncia all’eredità si può fare in due modi
- A chi si trasmette l’eredità in caso di rinuncia?
- Quanto costa rinunciare all’eredità?
- Possiamo assisterti per la rinuncia all’eredità in Tribunale
- Leggi altri articoli sull'eredità
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Cosa si intende per rinuncia all’eredità?
La rinuncia all'eredità è un atto con cui le persone che risultano eredi di un defunto (anche detti “chiamati all’eredità”) affermano di non volerla accettare l’eredità, ciò che normalmente avviene quando il defunto ha lasciato debiti (con banche, finanziarie, Fisco, privati etc.) superiori ai crediti (immobili, autovetture, conti correnti etc.).
Con la rinuncia all’eredità si dichiara pertanto di non voler subentrare ai diritti e obblighi che aveva il de cuius, ossia il soggetto che ha lasciato l’eredità al momento della sua morte.
Ciò permette a chi rinuncia all’eredità di non dover pagare di propria tasca i debiti che aveva lasciato il defunto.
Rinunciando all’eredità non si pagheranno i debiti del defunto ma, se il defunto avesse lasciato anche crediti o beni, non si potranno nemmeno acquisire questi ultimi.
La rinuncia all'eredità non può infatti essere limitata a una parte dei beni, né annullata per errore o sottoposta a condizioni o termini.
Fino a che il diritto di accettare l’eredità non è prescritto contro i chiamati che vi hanno rinunciato, questi possono sempre accettarla, se non è già stata acquistata da altro dei chiamati, senza pregiudizio delle ragioni acquistate da terzi sopra i beni dell’eredità.
Resta inteso che, una volta accettata l’eredità (anche tacitamente), non si potrà più rinunciare all’eredità.
Quando si decade dal diritto di rinuncia?
Come abbiamo appena anticipato, ci sono casi in cui non si può più rinunciare all’eredità.
Si decade infatti dal diritto di rinunciare all’eredità, e quindi si diventerà eredi puri e semplici rispondendo delle passività (debiti) oltre che dell’attivo ereditario, in due casi:
• Quando il chiamato all’eredità si trovi nel possesso dei beni ereditari ed entro nove mesi dall’apertura della successione ereditaria, o da quello in cui abbia avuto notizia della delazione dell’eredità, non abbia provveduto a fare l’inventario o non l’abbia neppure iniziato ottenendo una proroga per completarlo;
• Quando il chiamato all’eredità abbia sottratto o nascosto uno o più beni spettanti all’eredità.
Entro quanto tempo va fatta la rinuncia all’eredità?
La rinuncia all’eredità deve essere fatta entro i seguenti termini:
• entro tre mesi dalla morte, se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ereditari
• entro dieci anni dalla morte, se non si è nel possesso dei beni
• entro il termine stabilito dal giudice nel caso previsto dall’art. 481 c. c., ossia quando qualcuno ha interesse a sapere se il chiamato o i chiamati all’eredità intendono o meno accettarla
La rinuncia all’eredità si può fare in due modi
L’articolo 519 del Codice civile prevede che la rinuncia all’eredità possa farsi alternativamente in due modi:
• tramite dichiarazione ricevuta da un notaio
• tramite dichiarazione ricevuta dal cancellerie del Tribunale in cui si è aperta la successione, ossia dell’ultimo domicilio del defunto
In entrambi i casi, la dichiarazione di rinuncia all’eredità resa al notaio o al cancelliere del Tribunale verrà inserita nel registro delle successioni, affinché la dichiarazione venga resa pubblica ed opponibile a terzi.
Sia davanti al notaio che in Tribunale è possibile presentare una unica dichiarazione di rinuncia per ogni grado di parentela (es. i fratelli/sorelle insieme).
Tutti i rinuncianti che presentano una dichiarazione unica, tuttavia, dovranno presentarsi personalmente.
A chi si trasmette l’eredità in caso di rinuncia?
Ci sono due tipi di successione: quella legittima, che avviene quando non c’è testamento e l’eredità viene devoluta in base a quote prestabilite dalla legge agli stretti congiunti, e quella testamentaria, con cui chi muore ha lasciato i suoi beni tramite un testamento.
Nel caso di successione legittima la parte di colui che ha dichiarato di rinunciare all’eredità si devolve per rappresentazione a favore dei propri discendenti o, in mancanza di questi ultimi, di coloro che avrebbero concorso con il rinunciante.
Nel caso di successione testamentaria la quota del chiamato all’eredità che rinuncia, si devolve secondo le regole della devoluzione successiva.
Quindi, se il testatore non ha previsto una sostituzione (ossia l’individuazione di uno o più soggetti in caso di mancata accettazione da parte del primo chiamato) si attua un diritto di rappresentazione.
Se invece il testatore non ha previsto una sostituzione, la quota del rinunciante all’eredità va ad accrescersi a quella dei coeredi ovvero di devolve agli eredi legittimi.
Quanto costa rinunciare all’eredità?
Per quanto riguarda la dichiarazione di rinuncia all’eredità fatta presso il Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (ultimo domicilio del defunto) sono previsti i seguenti costi.
Si deve presentare una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto di rinuncia.
Si deve inoltre versare la somma di € 200,00 per ogni soggetto che rinuncia all’eredità.
Inoltre, dopo circa una settimana dalla firma e dal deposito dell’atto presso la cancelleria del Tribunale, si potrà ritirare copia conforme all’originale della rinunzia presentando allo sportello della cancelleria una seconda marca da bollo da € 16,00 ed una da € 6,20.
Nel caso in cui si intendesse presentare la rinuncia all’eredità presso un notaio, il vantaggio è che si può fare ovunque, a prescindere da dove era domiciliato il defunto, ma lo svantaggio è che oltre alle spese del Tribunale si dovranno pagare i compensi del notaio.
Possiamo assisterti per la rinuncia all’eredità in Tribunale
Se intendi rinunciare all’eredità puoi affidarti ai nostri avvocati per assistenza nella preparazione degli atti da presentare al Tribunale del luogo in cui il tuo parente morto aveva domicilio.
La domanda va presentata presso la cancelleria della sezione Volontaria Giurisdizione del Tribunale e ad essa devono essere allegati diversi documenti, tra cui il certificato di morte in carta semplice, la copia del documento d’identità valido del defunto e dei rinunzianti, la copia del codice fiscale del defunto e dei rinunzianti, se esiste un testamento, copia conforme della sua pubblicazione con l’indicazione degli estremi di registrazione etc.
Normalmente poi si deve fissare un appuntamento con la cancelleria del Tribunale per procedere alla presentazione della rinuncia, dei relativi documenti, delle ricevute di pagamento di marche e tasse.
Quindi la procedura potrebbe richiedere impegno di tempo che puoi sopperire affidandoti ai nostri avvocati.
Questo servizio di assistenza legale per la presentazione di una rinuncia all’eredità viene offerto dai nostri avvocati solo per i Tribunali di Torino, Lucca e Roma, dove abbiamo i nostri studi legali principali.
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