
Casi giudiziari di malasanità
05/02/2024
Avvocati per Risarcimento da Malasanità Cardiologica
06/02/2024Con questo articolo ti spieghiamo come viene calcolato il risarcimento dei danni in caso di malasanità, indicando le voci principali di danno a favore di pazienti e familiari.
Infatti, il paziente che ha riportato lesioni per malasanità avrà innanzitutto diritto al risarcimento per le lesioni subite per colpa medica, ossia per il c. d. danno biologico fisico e/o psichico permanente o temporaneo subito.
I pazienti di un familiare rimasto leso o morto per malasanità, invece, avranno principalmente diritto al risarcimento dei danni da lesiono o perdita del rapporto parentale.
Oltre ai suddetti danni, che sono considerati non patrimoniali, sia il paziente che i suoi familiari hanno poi diritto al risarcimento dei danni economici subiti per colpa del caso di malasanità subito.
Continua a leggere questo articolo per saperne di più sul risarcimento danni da malasanità e contatta i nostri avvocati esperti in malasanità dal 2004 per ottenere il risarcimento che ti spetta.
- Il risarcimento per le gravi lesioni permanenti
- L’applicazione delle tabelle del Tribunale di Milano
- Il calcolo del risarcimento del bambino macroleso
- Il calcolo del risarcimento dell’adulto macroleso
- Il calcolo del risarcimento dell’anziano macroleso
- Le altre voci di danno: micropermanenti e temporanee
- Anche i familiari del paziente macroleso o morto hanno diritto al risarcimento
- Chiedi una valutazione del tuo caso
- Guarda i nostri video sul risarcimento danni da Malasanità
Il risarcimento per le gravi lesioni permanenti
Il paziente che subisce lesioni a seguito di errate cure o interventi medici può subire ripercussioni psico-fisiche per tutta la vita, che quindi andranno a modificare la sua condizione permanentemente.
Le lesioni permanenti più gravi (si pensi alla perdita di funzionalità di un organo o di un arto, ma anche a un disturbo psichiatrico come la depressione maggiore…) vengono dette macropermanenti e, su una scala dall’1 al 100%, sono quelle ricomprese tra il 10 ed il 100%.
Le lesioni possono essere fisiche (ossia riguardare una parte del corpo) o psichiche (quelle che hanno riportato ripercussioni a livello mentale), e l’una non esclude l’altra, nel senso che un paziente può riportare contemporaneamente sia lesioni al corpo che alla mente.
Nel settore del risarcimento danni da malasanità, le lesioni macropermanenti vengono liquidate dai giudici in base a delle tabelle redatte dai principali tribunali (Roma o Milano) alle quali si attengono tutti i tribunali italiani. Recentemente la Corte di Cassazione ha indicato le tabelle del Tribunale di Milano come preferibili per il calcolo delle macro lesioni derivate da colpa medica, affermando che le tabelle per la liquidazione del danno alla persona predisposte dal Tribunale di Milano devono ritenersi munite di un'efficacia ‘para-normativa in quanto destinate a concretizzare il criterio della liquidazione equitativa di cui all'art. 1226 del codice civile (Cassazione Civile Sezione III, sentenza n. 5475/2023).
L’applicazione delle tabelle del Tribunale di Milano
Come abbiamo detto, il calcolo delle gravi lesioni permanenti subite dal paziente vittima di malasanità vengono calcolate in base alle tabelle redatte dal Tribunale di Milano, che prevedono una liquidazione congiunta del danno conseguente alla lesione permanente psicofisica e della sofferenza soggettiva patita dal paziente.
Per individuare i valori monetari di tale liquidazione congiunta è stato previsto un calcolo che, in base all’età della vittima di malasanità al momento del fatto ed in base al grado di invalidità riscontrato, prende in considerazione:
1) il valore del c. d. “punto”: una somma standard, corrispondente al caso di incidenza della lesione in termini standardizzabili in quanto frequentemente ricorrenti
2) la personalizzazione: una percentuale di aumento di tale somma per personalizzare la liquidazione in base al caso concreto (sia quanto agli aspetti anatomofunzionali, sia quanto agli aspetti relazionali, sia quanto agli aspetti di sofferenza soggettiva)
Resta fermo il fatto che il giudice possa modulare la liquidazione anche oltre i valori minimi e massimi, in relazione a fattispecie eccezionali rispetto alla casistica comune degli illeciti da malasanità.
Il calcolo del risarcimento del bambino macroleso
Tra i vari casi di malasanità di cui si occupa il nostro gruppo di avvocati e consulenti medici legali ci sono anche quelli relativi a danni subiti da neonati per errata gestione della gravidanza e del parto.
Un bambino nasce con grave ipossia cerebrale per colpa ascrivibile ai medici che hanno assistito al parto ritardando il taglio cesareo e l’invalidità permanente del bambino viene quantificata nella misura massima del 100%.
Applicando le tabelle del Tribunale di Milano si prende come riferimento l’età del bambino all’epoca del fatto (1) e l’invalidità riscontrata (100%).
Incrociando i due dati abbiamo come “valore del punto” del danno biologico la soma di € 8.241,49 che può essere aumentata per “personalizzazione” fino al 50%, dando un valore del punto personalizzato pari ad € 12.362,24 che, moltiplicato per 100 punti di invalidità, da come somma € 1.236.224,00.
Questa somma va poi moltiplicata per il coefficiente previsto per il caso di specie (1%), dando il medesimo risultato di € 1.236.224,00. Tale somma potrà essere ulteriormente aumentata dal giudice in misura fino al 25% ove vengano dimostrate ulteriori conseguenze pregiudizievoli del bambino.
Il calcolo del risarcimento dell’adulto macroleso
Un altro caso di malasanità di cui i nostri avvocati e consulenti medici legali sono soliti occuparsi è quello del paziente adulto che ha riportato una grave invalidità a seguito di intervento chirurgico di tipo ortopedico per stabilizzazione della colonna, riportando la semiparesi degli arti inferiori.
Facciamo quindi l’esempio di un uomo di 50 anni che abbia riportato una invalidità permanente quantificabile in misura pari al 50%.
Applicando le tabelle del Tribunale di Milano si prende come riferimento l’età dell’uomo all’epoca del fatto (50) e l’invalidità riscontrata (50%).
Incrociando i due dati abbiamo come “valore del punto” del danno biologico la soma di € 6.368,43 che può essere aumentata per “personalizzazione” fino al 50%, dando un valore del punto personalizzato pari ad € 9.552,64 che, moltiplicato per 50 punti di invalidità, da come somma € 477.632,00.
Questa somma va poi moltiplicata per il coefficiente previsto per il caso di specie (0,755 %) ed abbiamo come risultato la somma di € 360.612,00 che rappresenta il risarcimento del danno non patrimoniale biologico comprensivo della sofferenza interiore dell’uomo. Tale somma potrà essere ulteriormente aumentata dal giudice in misura fino al 25% ove vengano dimostrate ulteriori conseguenze pregiudizievoli.
Il calcolo del risarcimento dell’anziano macroleso
Tra i vari casi di malasanità di cui può rimanere vittima un anziano non autosufficiente vi è quello della caduta dal letto durante un ricovero, per mancata sorveglianza del personale medico-sanitario. Un danno tipico può essere la frattura del femore.
Facciamo quindi l’esempio di un uomo di 80 anni che abbia riportato una invalidità permanente quantificabile in misura pari al 10%.
Applicando le tabelle del Tribunale di Milano si prende come riferimento l’età dell’uomo all’epoca del fatto (80) e l’invalidità riscontrata (10%).
Incrociando i due dati abbiamo come “valore del punto” del danno biologico la soma di € 2.247,68 che può essere aumentata per “personalizzazione” fino al 26%, dando un valore del punto personalizzato pari ad € 2.832,08 che, moltiplicato per 10 punti di invalidità, da come somma € 28.320,80.
Questa somma va poi moltiplicata per il coefficiente previsto per il caso di specie (0,605%) ed abbiamo come risultato la somma di € 17.134,00 che rappresenta il risarcimento del danno non patrimoniale biologico comprensivo della sofferenza interiore dell’anziano.
Tale somma potrà essere ulteriormente aumentata dal giudice in misura fino al 49%% ove vengano dimostrate ulteriori conseguenze pregiudizievoli.
Le altre voci di danno: micropermanenti e temporanee
Con questo articolo abbiamo spiegato come i giudici quantificano il risarcimento da malasanità quando il paziente ha subito lesioni permanenti in misura pari o superiore al 10%.
Nel caso in cui il paziente abbia riportato lesioni inferiori al 10% si parla di microlesioni permanenti che vengono calcolate, non in base alle tabelle del Tribunale di Milano, ma in base a quelle previste dal Codice delle Assicurazioni.
Si tratta di un calcolo simile a quello previsto per le macrolesioni, con la differenza che le somme sono inferiori (trattandosi di c. d. lesioni di lieve entità), ed è prevista solo una maggiorazione del danno biologico per c. d. danno morale.
Quando il paziente, oltre a lesioni permanenti, riporta anche un periodo di invalidità temporanea, per i giorni di assoluta o parziale incapacità di attendere alle ordinarie attività, il calcolo di tali danni biologici si aggiunge all’invalidità permanente.
Per ogni giorno di invalidità temporanea assoluta il valore è pari ad € 54,00.
Anche i familiari del paziente macroleso o morto hanno diritto al risarcimento
Finora abbiamo esposto le varie voci di danno non patrimoniale che spettano al paziente che ha riportato lesioni per malasanità.
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Ma anche i familiari di un paziente che è rimasto vittima di malasanità hanno diritto ad un risarcimento danni, nel caso in cui il paziente sia rimasto gravemente leso o morto per colpa medica.
Nel caso in cui un paziente rimanga gravemente leso a seguito di errori medici, i suoi familiari avranno diritto al risarcimento danni per "lesione" del rapporto parentale, ossia per non poter più godere nello stesso modo del rapporto con il congiunto.
Quando invece il paziente muore per un caso di malasanità, i suoi familiari potranno ottenere il risarcimento dei danni da "perdita" del rapporto parentale, ossia per la sofferenza dovuta al fatto di non poter più godere della relazione con il parente.
Il calcolo dei danni da lesione o perdita del rapporto parentale viene calcolato in base alle Tabelle del Tribunale di Milano che prevedono la liquidazione del risarcimento tra un minimo ed un massimo in base: al rapporto di parentela con la vittima, alla loro convivenza o meno, al numero di familiari che restano, al tipo di frequentazione che vi era, all'età della vittima e del familiare superstite etc.
Le Tabelle del Tribunale di Milano sono un punto di riferimento per tutti i giudici italiani quando devono quantificare il risarcimento dei danni che spettano ai familiari di un paziente rimasto gravemente leso o morto per malasanità.
Resta inteso che, sia il paziente rimasto vittima di malasanità che i suoi familiari, oltre al risarcimento dei danni non patrimoniali, possono anche essere risarciti per tutte le conseguenze economiche subite a causa della colpa medica.
Si pensi al caso in cui muore un familiare che lavorava e che manteneva con il proprio stipendio gli altri soggetti che, pertanto, avranno diritto anche ad un risarcimento per i mancati introiti del defunto.
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Se ci sarà bisogno di parlare prima di darti una valutazione economica approssimativa del tuo caso, i nostri avvocati o i nostri consulenti medici legali ti contatteranno telefonicamente o via email per un colloquio senza impegno.
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