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03/03/2022Le patologie renali rappresentano una delle aree più a rischio per casi di malasanità dovuti ad errori medici.
Tra queste, la neoplasia del rene e l’angiomiolipoma renale richiedono infatti diagnosi tempestive, corretto inquadramento clinico e trattamenti adeguati.
E infatti, un errore medico in fase di diagnosi, monitoraggio o intervento può causare lesioni gravissime, compromissione permanente della funzione renale o, nei casi più gravi, la morte del paziente.
In questo articolo analizziamo le principali patologie renali, i rischi clinici e i possibili casi di malasanità sanitaria che possono dar luogo a responsabilità medica e risarcimento del danno.
- Il ruolo dei Reni e l’importanza della Diagnosi Precoce
- Neoplasia del Rene: cos’è e perché può essere pericolosa
- Angiomiolipoma Renale: lesione benigna ma non priva di rischi
- Casi di Malasanità per Errori Medici nella Diagnosi i Cura di Patologie Renali
- I Reni, la Neoplasia e l’Angiomiolipoma
- Il Caso Giudiziario: Errata Diagnosi
- Avvocati per Risarcimento da Errori nella Cura di Malattie dei Reni
Il ruolo dei Reni e l’importanza della Diagnosi Precoce
I reni svolgono funzioni vitali per l’organismo: filtrano il sangue, regolano l’equilibrio idrosalino, eliminano le tossine e contribuiscono al controllo della pressione arteriosa.
Proprio per la loro importanza, qualsiasi patologia renale non correttamente diagnosticata o trattata può avere conseguenze sistemiche severe.
La diagnosi precoce, basata su esami strumentali e laboratoristici adeguati, è fondamentale per evitare evoluzioni irreversibili.
Quando il paziente riporta una compromissione della salute per errori medici legati ad errori o ritardi diagnostici, ha diritto ad un risarcimento per i danni psicofisici subiti.
Nel caso in cui un paziente muore per malasanità dovuta ad errori medici di diagnosi, i parenti del paziente hanno diritto ad un risarcimento per la sofferenza legata alla perdita del congiunto.
Neoplasia del Rene: cos’è e perché può essere pericolosa
La neoplasia renale, comunemente nota come tumore del rene, è una patologia che può rimanere asintomatica per lungo tempo.
Spesso viene scoperta incidentalmente durante ecografie o TAC eseguite per altri motivi.
Tra i principali rischi dovuti ad errori medici segnaliamo i seguenti:
- ritardo diagnostico;
- sottovalutazione di lesioni sospette;
- errata interpretazione degli esami radiologici;
- mancato follow-up.
Un tumore renale non diagnosticato tempestivamente può progredire, metastatizzare e ridurre drasticamente le possibilità di sopravvivenza del paziente.
Se ritieni di aver subito danni per errori medici nella diagnosi o nel trattamento di un tumore al seno, contatta subito il nostro gruppo di avvocati e medici legali per valutare il caso di malasanità ed ottenere il giusto risarcimento.
Angiomiolipoma Renale: lesione benigna ma non priva di rischi
L’angiomiolipoma renale è una neoplasia benigna composta da vasi sanguigni, tessuto adiposo e muscolare.
Nella maggior parte dei casi è asintomatica, ma può diventare estremamente pericolosa se raggiunge dimensioni rilevanti.
I principali rischi includono:
- rottura spontanea della lesione;
- emorragie interne massive;
- shock emorragico;
- necessità di interventi chirurgici d’urgenza.
Una mancata sorveglianza clinica o un errore nella valutazione delle dimensioni e del rischio emorragico può avere esiti drammatici per il paziente.
Se sospetti che un tuo familiare sia stato vittima di errori medici nella diagnosi o nella cura di patologie renali, chiedi un parere medico legale e giuridico al nostro gruppo di professionisti.
Rivolgendoti ad avvocaticollegati.it hai a disposizione avvocati e medici legali che dal 2004 assistono vittime di malasanità in tutta Italia.
Casi di Malasanità per Errori Medici nella Diagnosi i Cura di Patologie Renali
Quando un paziente riporta lesioni o il decesso per casi di malasanità dovuti ad errori medici, è necessario rivolgersi ad avvocati e medici legali per ottenere il giusto risarcimento.
I casi di malasanità in ambito nefrologico e urologico possono derivare da diversi errori medici, tra cui:
- diagnosi errata o tardiva di neoplasia renale;
- scambio tra angiomiolipoma e tumore maligno (o viceversa);
- mancata indicazione a intervento chirurgico o embolizzazione;
- errori durante l’intervento con perdita della funzione renale;
- gestione inadeguata di complicanze post-operatorie;
- dimissioni premature senza adeguato controllo.
Gli errori nella gestione delle patologie renali possono provocare:
- insufficienza renale cronica;
- necessità di dialisi permanente;
- invalidità permanente;
- peggioramento irreversibile delle condizioni di salute;
- morte evitabile del paziente.
In questi casi, la legge tutela il diritto del paziente a ottenere un risarcimento per danno biologico, morale e patrimoniale, oltre al danno da perdita o lesione del rapporto parentale per i familiari di un paziente morto o rimasto gravemente lesionato.
Il paziente ha dieci anni di tempo per fare la richiesta di risarcimento, mentre i familiari del paziente morto o rimasto lesionato hanno il minor termine di cinque anni.
Se hai subito danni da errori nella diagnosi o cura di patologie renali puoi chiedere il giusto risarcimento tramite il nostro gruppo di avvocati che si occupa di risarcimenti da malasanità da oltre venti anni.
I Reni, la Neoplasia e l’Angiomiolipoma
Intanto riportiamo qualche nozione medica utile a comprendere il caso di malasanità.
I reni sono due organi pari, posti dietro all’addome ed ai lati della colonna vertebrale.
Essi filtrano dal sangue i prodotti di scarto del metabolismo, che poi vengono espulsi tramite l’urina attraverso l’apparato urinario.
La neoplasia del rene è una forma di tumore che in Italia colpisce circa 14mila persone ogni anno, più diffuso tra fumatori, obesi, ipertesi e soggetti sottoposti a esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari come il cadmio, la fenacetina e la trielina.
L’angiomiolipoma è invece un tumore benigno del rene, che in quanto benigno non si diffonde ad altri organi).
Il Caso Giudiziario: Errata Diagnosi
Nel reparto di urologia un paziente veniva sottoposto ad esame TAC dell’addome, a seguito del quale gli veniva diagnosticata, senza l’ausilio di ulteriori e dovute indagini cliniche, una neoplasia al rene sinistro, consigliandogli quale unica alternativa terapeutica, l’intervento chirurgico di nefrectomia parziale.
Secondo la prospettazione del paziente, che si rivolgeva al Tribunale di Napoli per chiedere il risarcimento, il medico del reparto errava nel formulare la diagnosi di neoplasia, senza sottoporre l’ammalato ad ulteriori e necessarie indagini, che avrebbero condotto ad accertare la reale patologia di cui era affetto l’ammalato: un’angiomiolipoma asintomatico a crescita lentissima.
Il paziente quindi si ricoverava e veniva sottoposto ad intervento chirurgico di nefrectomia parziale a sx in via laparoscopica.
Ma a seguito dell’intervento sopravvenivano complicanze tali da indurre i chirurghi ad asportare, non più la piccola lesione benigna del rene sinistro, ma l’intero organo.
Pertanto, il paziente subiva, per colpa dei medici che lo ebbero in cura nell’ospedale di No., l’asportazione di un organo perfettamente funzionante, tenuto conto che l’angiomiolipoma doveva soltanto essere monitorato perché nel 90% dei casi non degenera in una formazione maligna.
Inoltre, l’Ospedale omise di diagnosticare al degente un carcinoma del surrene dx, pur in presenza della TAC Addome, dove si evidenziava la lesione tumorale, dimettendolo dopo l’intervento di asportazione del rene sx.
Detta grave patologia era diagnosticata al paziente solo dopo lungo tempo, quando quest’ultimo si sottoponeva ad un occasionale controllo presso altro ospedale ove gli veniva riferito che il tumore era già visibile all’epoca e che tale formazione si era evoluta, diventando di 5 cm, con un’invasione vascolare e una tipizzazione più grave.
L’uomo era quindi sottoposto ad un ulteriore intervento per l’asportazione del succitato carcinoma.
In corso di causa il Tribunale disponeva una CTU che così concludeva: <<il paziente dunque fu operato da nefrectomia renale sx per via laparoscopica / laparotomica e non del necessario intervento di surrenalectomia destra per carcinoma, eseguito successivamente>>.
Vi fu poi una emicolectomia per una RCU di cui il paziente era affetto, con ileostomia terminale e ricostruzione in due tempi.
Orbene l’analisi dei fatti porta a considerare che <<l’intervento di nefrectomia sinistra era da ritenersi superfluo>> vista la natura benigna della lesione (angiolipomatosi come riportato nel referto istologico che al massimo richiedeva l’asportazione della neoformazione e non certo la nefrectomia).
Solo dopo tre anni si ebbe contezza, ad un rilievo clinico effettuato per altra patologia, che tale neoformazione era un carcinoma leggermente aumentato di dimensioni meritevole di asportazione chirurgica che fu poi effettuata tre anni dopo.
<<Non vi è dubbio dalla ricostruzione clinica e dalla revisione della letteratura che l’asportazione del rene risultò erroneo, perché trattavasi di organo sano e tutto al più poteva procedersi all’asportazione della neoformazione>>.
Inoltre nulla di diagnostico venne effettuato sulla massa surrenalica destra, che invece si rivelò un carcinoma solo tre anni dopo, epoca in cui fu sottoposto ad asportazione surrenalica destra, esponendo il paziente al maggior rischio di invasione neoplastica….
Il consulente incaricato dal Tribunale accertava che i postumi residuati al paziente sono di carattere permanente e causalmente ricollegabili al mancato trattamento che il caso richiedeva nella misura di un danno biologico valutabile al 30%, una ITT in giorni 20, una ITP in 50 giorni al 50%.
Ai fini della valutazione del danno, applicando le Tabelle di Milano, vengono riconosciuti al paziente € 155.000,00 a titolo di personalizzazione.
Il Tribunale ha ritenuto che vi sia stata una responsabilità concorsuale tra i sanitari che hanno operato insieme al primario.
Invero, in particolare, sono state evidenziate anche delle omissioni da parte del radiologo che ha effettuato l’indagine strumentale sulle lesioni renali: l’aver mancato di consigliare ai propri colleghi urologi ospedalieri di sottoporre il paziente ad esami radiologici suppletivi, quali la RMN ed un eco-color-doppler, porta ad associare lo specialista radiologo ai detti urologi.
Altro responsabile del danno conseguito al paziente dalla nefrectomia iatrogena’, è individuato nell’anatomopatologo: ‘l’unico rilievo fortemente censurabile e la cui valutazione si rimette all’esperienza ed alla scienza del CTU, è la mancata annotazione da parte dell’anatomopatologo o l’assenza del referto dei risultati dell’esame istologico estemporaneo delle biopsie, sul letto di resezione, nella cartella clinica’.
Avvocati per Risarcimento da Errori nella Cura di Malattie dei Reni
Affrontare un caso di malasanità richiede competenze legali e mediche, essendo necessario affidarsi ad avvocati e consulenti medici.
Gli avvocati possono studiare gli aspetti giuridici e rappresentarti in causa, mentre i consulenti medici possono valutare il caso clinico ed assisterti nella perizia medico legale.
Per avere un parere giuridico da parte dei nostri avvocati, e medico legale dai nostri consulenti medici, puoi contattarci tutti i giorni tramite il nostro Numero Verde Malasanità o la chat WhatsApp che trovi in ogni pagina del nostro sito.
Il network avvocaticollegati.it assiste tramite i propri avvocati pazienti e familiari vittime di errori sanitari da oltre venti anni, offrendo supporto legale qualificato in tutta Italia.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità medico sanitaria.
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