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22/12/2021
Malasanità: il risarcimento danni per “perdita di chance”
03/01/2022
- Polipo Intestinale: Cos’è, Sintomi, Cure e Complicanze
- Un caso giudiziario di errato intervento di asportazione di polipo intestinale
- Il risarcimento dei danni subiti dalla paziente: 130.000 euro
Con questo articolo parliamo di casi di malasanità per errori medici nel trattamento di polipi intestinali .
Il paziente che ha riportato lesioni per errato trattamento di polipi intestinali può chiedere il risarcimento dei danni entro 10 anni da quando ha avuto consapevolezza che i medici hanno commesso errori.
Puoi rivolgerti ai nostri avvocati che si occupano di risarcimento danni da malasanità se tu o un tuo familiare avete subito danni per una errata cura di polipi intestinali.
Ci occupiamo di assistenza legale per vittime di malasanità dal 2004 in tutta Italia e offriamo anche consulenze medico legali per l’individuazione degli errori medici e la quantificazione dei danni.
Con questo articolo riportiamo alcune nozioni cliniche sulla patologia e un caso pratico giudiziario trattato dal Tribunale di Lucca, di risarcimento danni per errata esecuzione di intervento di asportazione di polipo intestinale.
Polipo Intestinale: Cos’è, Sintomi, Cure e Complicanze
Un polipo intestinale consiste in una massa di tessuto che origina dalla parete dell’intestino e si protende nel lume.
Nella maggior parte dei casi, i polipi intestinali sono asintomatici e vengono scoperti casualmente durante esami di screening come la colonscopia. Tuttavia, in alcuni casi, possono manifestarsi sintomi, tra cui:
- Sangue nelle feci: Il sangue può essere visibile o occulto e indicare una perdita dal polipo.
- Cambiamenti nelle abitudini intestinali: Diarrea, stitichezza o un’alternanza tra le due condizioni che persiste per più di una settimana.
- Dolore o crampi addominali: Anche se meno comuni, possono verificarsi in presenza di polipi di grandi dimensioni.
- Anemia: Dovuta a perdite di sangue croniche, può provocare stanchezza e pallore.
La diagnosi dei polipi intestinali avviene attraverso esami specifici, come:
- Colonscopia: È il metodo diagnostico e terapeutico di riferimento. Permette di visualizzare i polipi e rimuoverli durante l’esame.
- Sigmoidoscopia flessibile: Simile alla colonscopia, ma esplora solo il tratto finale del colon.
- Esami delle feci: Per rilevare tracce di sangue occulto.
- Clisma opaco o TAC colonscopia virtuale: Tecniche di imaging utilizzate per identificare anomalie.
Il trattamento principale per i polipi intestinali è la loro rimozione, generalmente eseguita durante la colonscopia. Questa procedura è minimamente invasiva e permette di asportare il polipo con pinze o dispositivi ad ansa elettrica. Nei rari casi in cui il polipo è troppo grande o presenta caratteristiche sospette, potrebbe essere necessaria una chirurgia più complessa.
Dopo la rimozione, il tessuto del polipo viene inviato al laboratorio per un’analisi istologica, che determina se il polipo è benigno o maligno e guida il piano di monitoraggio successivo.
Se non trattati, i polipi intestinali possono comportare diverse complicanze:
- Degenerazione maligna: Alcuni polipi, in particolare gli adenomatosi, possono evolvere in cancro del colon-retto. La progressione avviene lentamente, spesso nell’arco di anni, il che rende fondamentale lo screening precoce.
- Ostruzione intestinale: Polipi di grandi dimensioni possono causare un blocco del transito intestinale.
- Sanguinamento cronico: Può portare a anemia e richiedere interventi medici.
- Recidive: Anche dopo la rimozione, esiste il rischio che nuovi polipi si sviluppino, rendendo necessario un monitoraggio regolare.
Un caso giudiziario di errato intervento di asportazione di polipo intestinale
Il Collegio Peritale (per comodità di seguito chiamato CTU) incaricato dal Tribunale di Lucca, ha ritenuto che la Total Mesorecatal Excision era stata la scelta chirurgica giusta, tuttavia era stata mal eseguita.
E’ vero che la disfunzionalità urinaria costituisce una complicanza nota del tipo di intervento praticato, ma, proprio perché vi sono concreti rischi di lesione delle aree innervate, nel praticare la resezione in oggetto l’operatore chirurgo colonrettale deve essere a conoscenza dei riferimenti anatomici e dei rischi di lesioni iatrogene durante la dissecazione, al fine di evitare danni ai nervi e deve operare con lo scopo dedicato di preservare la funzione dei nervi autonomi.
Valutando la condotta dei sanitari, nel caso della paziente non erano presenti fattori specifici che possano giustificare un aumentato rischio di lesione iatrogena delle strutture nervose e tali, dunque, da poter ritenere estranea sul piano causale la condotta dell’operatore rispetto al verificarsi del danno neurologico: la pelvi è quella femminile, meno a rischio perché più ampia, non si operava su un tumore esteso oltre la fascia, ma su un polipo con semplice sospetto di neoplasia maligna, non c’erano gli effetti della radioterapia etc. Pertanto, pur se la vescica neurogena è una complicanza descritta nella chirurgia rettale, il rischio in questo caso era particolarmente basso mentre l’entità del danno è molto grave (catetere a permanenza senza alcun recupero funzionale)“.
Il risarcimento dei danni subiti dalla paziente: 130.000 euro
Alla paziente viene riconosciuto dal Collegio Peritale un danno biologico consistente in una invalidità permanente del 30% e una invalidità temporanea di 6 mesi al 25%.
Oltre al danno biologico, si ritiene comprovato uno stato di sofferenza interiore dell’attrice, per la particolare tipologia di conseguenze subite, che la costringono ad indossare un catetere urinario, che comportano una frequente minzione e che hanno necessariamente inciso sullo stato d’animo della medesima, provocando senz’altro uno stato di prostrazione e vergogna, al cui ristoro deve provvedersi.
Sicché, sulla base delle Tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, il Giudice lucchese, con sentenza 757 del 3 settembre 2021, ha condannato l’ASL a risarcire alla paziente danni quantificati in euro 130.000, oltre alle spese legali.
NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico-sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
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