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10/09/2021
Risarcimento danni per errato intervento di prostatectomia
05/10/2021Con questo articolo parliamo di un caso di malasanità per grave negligenza medica, ossia del caso in cui il chirurgo lascia per sbadataggine strumenti operatori nel corpo del paziente.
Si tratta di casi fortunatamente rari che quando si verificano, tuttavia, possono comportare gravi lesioni per il paziente ed anche il suo decesso.
Infatti, se nel corso di un intervento rimangono strumenti medici (sia metallici che non) nel corpo del paziente, quest’ultimo può riportare semplici dolori ma anche infezioni letali.
I casi di permanenza di strumenti medici nel corpo del paziente per negligenza del personale medico sanitario rappresentano un tipico caso di malasanità che da diritto al risarcimento per il paziente leso ed i suoi familiari.
Cosa si Intende per Corpo Estraneo nel Sito Chirurgico
Con l’espressione “corpo estraneo ritenuto” si fa riferimento a qualsiasi materiale sanitario o chirurgico che, dopo essere stato introdotto o utilizzato durante l’intervento, rimane accidentalmente all’interno del paziente.
I casi più frequenti riguardano:
- garze o tamponi chirurgici;
- aghi o frammenti di aghi;
- parti di strumenti chirurgici;
- drenaggi o loro frammenti;
- materiale protesico o accessorio non correttamente gestito;
- altri dispositivi utilizzati durante l’intervento.
La ritenzione di materiale estraneo nel corpo del paziente è considerata un evento particolarmente grave, perché in sala operatoria devono essere adottate procedure di sicurezza specifiche proprio per evitare che ciò accada.
Uno dei casi più noti è quello della garza dimenticata nell’addome dopo un intervento chirurgico.
Il paziente, dopo l’operazione, può iniziare ad accusare dolore addominale, febbre, gonfiore, difficoltà digestive, infezioni o sintomi apparentemente non chiari. Talvolta il problema viene confuso con una normale complicanza post-operatoria, con il rischio di ritardare la diagnosi.
La garza trattenuta può provocare una reazione infiammatoria, un’infezione, la formazione di ascessi o una lesione degli organi vicini. In alcuni casi può rendersi necessario un nuovo intervento chirurgico per rimuovere il materiale e trattare le conseguenze prodotte.
Conseguenze che Può Provocare il Corpo Estraneo
Le conseguenze possono essere molto diverse da caso a caso.
In alcune situazioni il paziente può non avvertire sintomi immediati e la scoperta può avvenire casualmente, ad esempio durante una radiografia, una TAC, un’ecografia o un nuovo intervento chirurgico.
In altri casi, invece, la presenza del corpo estraneo può provocare complicanze importanti, tra cui:
- dolore persistente nella zona operata;
- febbre e infezioni ricorrenti;
- ascessi;
- fistole;
- emorragie;
- perforazioni intestinali;
- danni agli organi interni;
- sepsi;
- necessità di un nuovo intervento chirurgico;
- invalidità permanente;
- decesso del paziente.
La gravità del danno dipende da diversi fattori: il tipo di materiale dimenticato, la sede anatomica, il tempo trascorso prima della diagnosi, le condizioni generali del paziente e la tempestività con cui viene eseguito il trattamento.
Quando il Corpo Estraneo è un Caso di Malasanità
La dimenticanza di una garza, di uno strumento o di altro materiale chirurgico non è normalmente considerata una semplice complicanza inevitabile dell’intervento.
In sala operatoria esistono procedure di prevenzione e controllo che devono essere rispettate.
Tra queste vi sono, ad esempio, il conteggio delle garze e degli strumenti prima, durante e al termine dell’intervento, la verifica dell’integrità del materiale chirurgico, la corretta compilazione della documentazione operatoria e l’utilizzo di checklist di sicurezza.
Quando queste procedure non vengono eseguite, vengono eseguite in modo incompleto o non vengono documentate correttamente, può emergere una responsabilità della struttura sanitaria e dei professionisti coinvolti.
La responsabilità può riguardare non solo il chirurgo, ma anche gli altri componenti dell’équipe operatoria, ciascuno in relazione al proprio ruolo e ai propri compiti. Nei casi di lavoro d’équipe, infatti, la sicurezza del paziente dipende dal coordinamento tra medici, infermieri e personale di sala operatoria.
Rivolgendoti al nostro gruppo di avvocati che si occupa di malasanità dal 2004 in tutta Italia, puoi chiedere il risarcimento per danni derivati da un corpo estraneo lasciato dal chirurgo dopo un intervento.
Il Risarcimento per Corpi Estranei da Malasanità
Il paziente che subisce un peggioramento di salute per corpi estranei rimasti al suo interno nel corso di interventi chirurgici ha diritto al risarcimento dei danni biologici (fisici e psichici) e morali, nonché di quelli patrimoniali eventualmente subiti.
Per chiedere il risarcimento per lesioni subite da corpi estranei rimasti nel corso di una operazione, il paziente ha dieci anni di tempo da quando si è reso conto di avere al proprio interno strumenti medici come ad esempio bisturi, garze, clips etc..
I familiari di un paziente rimasto lesionato o morto per materiali medici rimasti nel suo corpo, hanno invece a disposizione il minor termine di cinque anni per chiedere il risarcimento per lesione del rapporto parentale (quando il familiare è rimasto lesionato) o per perdita del rapporto parentale (in caso di morte del paziente).
Per chiedere il risarcimento dei danni in caso di negligenza del personale medico sanitario che ha lasciato materiale nel corpo del paziente, è opportuno rivolgersi ad avvocati esperti in risarcimento danni da malasanità.
L’avvocato farà valutare il caso dai propri consulenti medici legali e poi chiederà il risarcimento all’ospedale o alla clinica dove è avvenuto il grave fatto.
Nel caso in cui non si arrivi ad un accordo in tempi rapidi, l’avvocato ti consiglierà se chiedere una perizia medico legale al giudice o se fare un tentativo di mediazione.
Se anche queste strade non sortiranno risultati, l’avvocato ti rappresenterà davanti al giudice per ottenere una sentenza di condanna dell’ospedale o della clinica al giusto risarcimento.
Affidandoci il tuo caso, con noi avrai a disposizione avvocati e medici legali che si occupano di risarcimento danni da malasanità dal 2004 in tutta Italia.
Un Caso Giudiziario di Malasanità per Corpo Estraneo lasciato dal Chirurgo
Il chirurgo “sbadato” deve risarcire il paziente! Con questo articolo ci occupiamo dell’ennesimo ed eclatante caso di malasanità di cui hanno parlato le cronache in questi giorni.
Un uomo da quando è piccolo soffre di un forte mal di testa che, progressivamente, si affianca ad una grave forma di epilessia. Tali condizioni di salute comportano per lui numerosi ricoveri e cure farmacologiche pesanti. Per non dire che a livello umano e sociale egli subisce ovvie limitazioni. Anche i suoi familiari, comprensibilmente, subiscono danni a causa delle condizioni di salute del predetto.
La condizione dell’uomo va avanti dal 1968, quando aveva solo 4 anni, fino al 2012, quando, nel corso dell’ennesimo ricovero, egli viene sottoposto ad una tac del cervello che rivela che al suo interno era presente un corpo estraneo.
Di cosa si trattava? Di un catetere da drenaggio di circa sei centimetri che gli aveva nel tempo causato tutte le problematiche di salute!
Perché aveva un catetere da drenaggio nella testa? Perché all’età di 4 anni era stato investito da una macchina ed era stato sottoposto ad intervento chirurgico per riduzione di un edema al cervello. In questa occasione, essendo l’unico intervento cranico da lui mai subito, il chirurgo aveva evidentemente “richiuso” la testa del paziente lasciandovi un catetere da drenaggio!
Anche i Familiari possono essere Risarciti
Il paziente che subisce danni da responsabilità contrattuale medico-sanitaria ha 10 anni di tempo per richiedere i danni all’Ospedale o 5 al medico dell’Ospedale, mentre i suoi familiari ne hanno 5 per chiedere danni cosiddetti “riflessi” da responsabilità extracontrattuale.
E’ normale, tuttavia, che a causa di responsabilità medico-sanitaria al paziente siano derivate lesioni lievi, gravi o gravissime, se non addirittura la morte. In questi casi il medico è quindi responsabile anche penalmente per il reato di lesioni colpose o omicidio colposo. Ebbene, in questi casi la prescrizione del diritto al risarcimento aumenta poiché, «se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile» (art. 2947 c. c.).
Ma i Giudici allungano ulteriormente i termini di prescrizione del diritto al risarcimento danni da malasanità!
Infatti, <<anche in tema di responsabilità contrattuale di natura medica, il termine decennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno decorre non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche>> (Tribunale di Milano, sentenza 5723 del 13.06.2019 in linea con il principio affermato da Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 576/2008).
Nel caso che trattiamo il paziente ha scoperto il motivo dei suoi malesseri solo nel 2012, quindi da tale data decorreva il termine decennale per chiedere i danni ed egli ha agito tempestivamente.
Nel caso di cui ci occupiamo, il paziente e sua sorella hanno fatto causa al Tribunale di Firenze che, a seguito dell’espletamento di una CTU (consulenza tecnica d’ufficio) ha effettivamente accertato che le lesioni di cui soffriva il paziente derivavano proprio dall’errore medico suddetto.
Sia lui che la sorella sono stati quindi risarciti per tutti i danni non patrimoniali e patrimoniali subiti.
Il paziente è stato risarcito per circa un milione di euro più altrettanti di interessi dal lontano 1968 e la sorella per circa trentamila euro.
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Avrai anche a disposizione una consulenza da parte dei medici legali che collaborano fianco a fianco con i nostri avvocati.
Solo con l’assistenza di medici legali potrai individuare l’errore commesso dai medici e solo con l’assistenza di avvocati potrai far valere i tuoi diritti.
Guarda i nostri Video sulla Malasanità
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NOTA BENE: avvocaticollegati.it invita gli utenti interessati a promuovere azioni di risarcimento danni per responsabilità medico sanitaria, a contattarci solo se il caso riguarda decessi o grandi invalidità. Si informa inoltre che, al fine di evitare azioni temerarie o meramente speculative, gli avvocati presteranno assistenza legale solo previa valutazione del caso da parte dei nostri consulenti medici, e solo ove questi ultimi abbiano effettivamente ritenuto sussistente una responsabilità-medico sanitaria.
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