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30/08/2021Il tumore al seno è una delle neoplasie più comuni tra le donne, con una percentuale di guarigione significativamente elevata se diagnosticato precocemente.
Tuttavia, una diagnosi tardiva o errata può compromettere la prognosi, riducendo le possibilità di trattamento efficace e aumentando i rischi di complicanze.
Con questo articolo parliamo di malasanità legata al tumore al seno e di come una paziente che ha subito danni per errori medici può ottenere con noi il giusto risarcimento.
Riportiamo anche un caso pratico di risarcimento danni per errori medici trattato dalla Corte di Cassazione Civile, con la sentenza numero 24143 del 2019.
Diagnosi del tumore al seno
La diagnosi del tumore al seno si basa su una serie di esami clinici, strumentali e di laboratorio. Il percorso diagnostico si articola solitamente nelle seguenti fasi:
- Esame clinico: il medico effettua la palpazione del seno e dei linfonodi ascellari per rilevare eventuali noduli o anomalie.
- Ecografia mammaria e mammografia: sono le principali indagini strumentali per identificare la presenza di masse sospette. La mammografia è particolarmente indicata per le donne sopra i 40 anni, mentre l’ecografia è spesso utilizzata per pazienti più giovani.
- Risonanza magnetica: indicata nei casi in cui vi siano dubbi diagnostici o per una valutazione più dettagliata.
- Biopsia: l’esame istologico su un campione di tessuto prelevato dal nodulo consente di confermare la natura della lesione, identificando eventuali cellule tumorali.
Trattamenti del tumore al seno
Il trattamento del tumore al seno varia in base allo stadio della malattia, alle caratteristiche biologiche del tumore e alle condizioni cliniche della paziente. I principali approcci terapeutici includono:
- Chirurgia:
- Mastectomia: asportazione totale della mammella.
- Chirurgia conservativa (quadrantectomia): rimozione della sola parte del seno interessata dal tumore.
- Radioterapia: utilizza radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico.
- Terapia farmacologica:
- Chemioterapia: somministrazione di farmaci citotossici per eliminare le cellule tumorali.
- Terapia ormonale: indicata per tumori con recettori ormonali positivi.
- Terapie biologiche: trattamenti mirati che agiscono su specifici recettori molecolari del tumore.
La scelta del trattamento più appropriato è definita da un team multidisciplinare di specialisti e personalizzata in base alle esigenze e alle preferenze della paziente.
Follow-up dopo il trattamento
Il follow-up è una fase cruciale per monitorare la salute della paziente e prevenire eventuali recidive. Le linee guida generalmente prevedono:
- Visite di controllo periodiche: ogni 3-6 mesi nei primi anni dopo il trattamento, per poi diradarsi progressivamente.
- Esami strumentali: mammografia, ecografia e, se necessario, risonanza magnetica per individuare precocemente eventuali recidive.
- Monitoraggio degli effetti collaterali: valutazione degli effetti a lungo termine delle terapie, come linfedema, fibrosi e problemi cardiaci in seguito alla radioterapia o chemioterapia.
Complicanze dovute a una diagnosi tardiva
Una diagnosi tardiva o errata del tumore al seno può comportare conseguenze gravi per la paziente. Tra le complicanze più comuni si annoverano:
- Avanzamento della malattia: la proliferazione delle cellule tumorali può portare alla formazione di metastasi a distanza, interessando organi vitali come fegato, polmoni e ossa.
- Trattamenti più invasivi: una diagnosi tardiva comporta spesso la necessità di terapie più aggressive e debilitanti.
- Prognosi sfavorevole: il ritardo nella diagnosi può ridurre drasticamente le possibilità di guarigione e la qualità della vita della paziente.
Errori medici e responsabilità sanitaria
Gli errori diagnostici possono derivare da molteplici fattori, tra cui:
- Sottovalutazione dei sintomi riferiti dalla paziente.
- Interpretazione errata degli esami diagnostici.
- Ritardi nell’esecuzione di indagini strumentali o nella prescrizione di ulteriori accertamenti.
In questi casi, è fondamentale affidarsi a un avvocato esperto in responsabilità medica per valutare la possibilità di ottenere un risarcimento. La normativa italiana tutela le vittime di malasanità attraverso il riconoscimento del danno biologico, morale ed economico subito.
Il caso trattato dalla Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione Civile, con la sentenza numero 24143 del 2019, ha affrontato il caso di una paziente che chiedeva di essere risarcita da due medici per danni non patrimoniali e patrimoniali subiti a causa della tardiva diagnosi di un tumore al seno.
In primo grado la paziente citava davanti al Tribunale di Milano il ginecologo ed il radiologo a cui si era inizialmente rivolta, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni, a causa della tardiva diagnosi di un carcinoma mammario che aveva determinato un ritardo di oltre settanta giorni nella cura.
La paziente accusava il ginecologo di avere rinviato di un mese la visita ed il compimento di ulteriori accertamenti, dopo che essa gli ha aveva riferito di aver rilevato un nodulo al seno.
Inoltre, accusava sia il ginecologo che il radiologo di non avere diagnosticato la neoplasia in occasione della prima radiografia, ma solo in occasione di una seconda a seguito della quale, peraltro, il ginecologo suggeriva ulteriori approfondimenti che la paziente non svolgeva poiché, nel mentre, si rivolgeva ad altro medico che la operava immediatamente, rilevando peraltro che le cellule tumorali si erano estese ai linfonodi ascellari.
Il Tribunale di Milano riconosceva responsabile solo il radiologo, tuttavia riteneva che il ritardo non avesse avuto alcuna conseguenza pregiudizievole in ordine all’evolvere della malattia e delle successive cure, per cui riconosceva alla paziente solo un cosiddetto danno esistenziale, inteso come peggioramento della qualità della vita.
In sede di appello, la Corte di Appello di Milano riteneva responsabili sia il ginecologo che il radiologo, ma escludeva che dall’illecito fossero derivati danni patrimoniali, se non per spese mediche di poco valore. La Corte escludeva la risarcibilita’ dei danni non patrimoniali perche’ conseguenti ad illecito contrattuale e non a responsabilita’ civile.
Si giunge infine in Corte di Cassazione, a seguito di ricorso principale dell’erede della paziente che nel frattempo è deceduta.
Nessun sintomo può essere trascurato dal medico!
La Corte di Cassazione accoglie il motivo di ricorso con cui la paziente (a cui è subentrata l’erede) riteneva errata la sentenza della Corte di Appello laddove escludeva
responsabilità del ginecologo per il comportamento anteriore all’errata diagnosi sulla prima radiografia.
Infatti, la Corte di Cassazione ritiene che la sintomatologia che la paziente aveva esposto al medico rappresentava un problema serio e meritevole di approccio
tempestivo, considerato che l’efficacia delle cure e le probabilita’ di guarigione o di sopravvivenza sono strettamente legate alla tempestivita’ della diagnosi e delle terapie.
I Giudici affermano che
“è da ritenere inescusabile il comportamento di un medico ginecologo che, a fronte della denuncia di una sintomatologia che induce il sospetto di una neoplasia al seno – uno dei casi in cui il tumore e’ tanto piu’ efficacemente curabile, quanto piu’ tempestivamente si intervenga – non visiti, ne’ faccia visitare da altri la paziente e rinvii ad un futuro indeterminato ulteriori accertamenti”.
Inoltre, per ciò che riguarda il risarcimento dei danni, la Corte di Cassazione afferma che “l’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 cod. civ. porta ad affermare che, ove sia configurabile lesione di diritti della persona costituzionalmente protetti e tale lesione abbia determinato un danno non patrimoniale, vi e’ l’obbligo di risarcire tale danno, quale che sia la fonte della responsabilita’, contrattuale od extracontrattuale. Ha altresi’ specificato che interessi di natura non patrimoniale meritevoli di tutela possono essere individuati nell’ambito dei cosiddetti contratti di protezione, quali sono quelli che si concludono nel settore sanitario (cfr. Cass. civ. S.U. 11 novembre 2008 n. 26972)”.
La Corte di Cassazione rinvia quindi la causa alla Corte di Appello di Milano, in diversa composizione, per una nuova decisione in base ai motivi suddetti.
Il ritardo della diagnosi può provocare danni alla paziente
Si pensi al caso in cui dal ritardo sia derivato un aggravamento della malattia che comporta cure più invasive o addirittura una mastectomia (amputazione della mammella), nonchè al caso per fortuna assai raro in cui la tardiva diagnosi porti al decesso della paziente. Il caso di cui stiamo scrivendo è un tipico caso di responsabilità medica, ossia di azioni o omissioni riconducibili al medico dalle quali è scaturito un danno per la paziente che si sarebbe potuto evitare qualora il medico avesse agito con diligenza.
Se la paziente si rivolge al medico lamentando sintomi che possano astrattamente far pensare ad un tumore al seno, il medico deve assolutamente invitare la paziente ad intraprendere gli esami strumentali per accertare l’eventuale presenza del tumore.
Se dal ritardo nella diagnosi derivano conseguenze pregiudizievoli per la paziente il medico dovrà risarcirla.
Si pensi al caso in cui dal ritardo sia derivato un aggravamento della malattia che comporta cure più invasive o addirittura una mastectomia (amputazione della mammella), nonché al caso per fortuna assai raro in cui la tardiva diagnosi porti addirittura al decesso della paziente.
Altre sentenze in tema di responsabilità medica relativa al tumore al seno
Cassazione penale, sez. IV, 21/02/2019, n. 23252: responsabilità dell’oncologo per tardiva diagnosi:
In tema di colpa professionale medica, l’errore diagnostico si configura non solo quando, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non si riesca ad inquadrare il caso clinico in una patologia nota alla scienza o si addivenga ad un inquadramento erroneo, ma anche quando si ometta di eseguire o disporre controlli ed accertamenti doverosi ai fini di una corretta formulazione della diagnosi. (Fattispecie di ritardo diagnostico di un carcinoma mammario, nella quale l’imputato, specialista oncologo e direttore di un centro di prevenzione oncologica, sei mesi dopo aver sottoposto la paziente ad un esame ecografico che aveva evidenziato multiple e millimetriche formazioni cistiche, senza focalità sospette in senso eteroformativo, si era rifiutato di sottoporre nuovamente a visita e a mammografia la donna che gli aveva rappresentato il persistere di sintomatologia dolorosa).
Tribunale Milano sez. I, 23/08/2016: responsabilità del radiologo per omessa diagnosi tumorale:
Deve essere affermata la responsabilità professionale della struttura di cura e del medico, quando l’indagine medico legale condotta in istruttoria abbia evidenziato che una omessa tempestiva diagnosi radiologica, circa la natura e l’esistenza di una patologia tumorale al seno, sia stata, con probabilità scientifica qualificata, la causa di una mastectomia radicale e massiva che poteva essere omessa altrimenti a favore di interventi meno demolitivi.
Cassazione penale sez. IV, 05/05/2011, n.36603: responsabilità del ginecologo per omessa diagnosi tumorale:
L’assenza di una diagnosi di metastasi in atto non autorizza a presumere che le stesse fossero in realtà già presenti; al contrario, avrebbe dovuto indurre a escluderne la presenza ed a ritenere che le stesse si fossero solo successivamente sviluppate e diffuse proprio a causa del ritardo nella formulazione della diagnosi; pertanto sussiste la responsabilità professionale del medico ginecologo per aver colposamente omesso di diagnosticare la presenza di un carcinoma al seno, avendo incredibilmente scambiato il nodulo, individuato alla palpazione dalla stessa paziente, per una costola.
Rivolgiti a noi per risarcimento da tardiva diagnosi di tumore al seno
La diagnosi precoce del tumore al seno è essenziale per garantire un trattamento tempestivo ed efficace.
Ritardi o errori nella diagnosi possono compromettere gravemente le possibilità di guarigione, rendendo necessarie terapie più invasive e riducendo la qualità di vita della paziente.
In caso di sospetta negligenza medica, rivolgersi a professionisti del settore è un passo fondamentale per tutelare i propri diritti e ottenere giustizia ed un adeguato risarcimento.
L’avv. Nicola Barsotti è a capo di avvocaticollegati.it e vanta una esperienza ventennale in materia di responsabilità medico-sanitaria, per cui è disponibile ad assistere, personalmente e/o tramite i nostri affiliati.
Se hai subito danni a causa di una diagnosi tardiva del tumore al seno, il team di avvocaticollegati.it è al tuo fianco per offrirti assistenza legale qualificata.
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3 Comments
Ho subito il ritardo della diagnosi del tumore alla mammella perché il medico non mi ha prescritto ecografia e mammografia e il nodulo da 1 massimo 2 cm si è ingrandito a più di 6 cm curandomi per 2 mesi con un integratore. Questo mi ha causato l inoperabilita immediata e cure chemioterapiche per circa 6 mesi, oltre al coinvolgimento ascellare della malattia e la prospettiva di una mastectomia.
Cara Raffaela, la ringraziamo per averci esposto il suo caso.
Contiamo di dimostrare che una diagnosi tempestiva avrebbe evitato conseguenze, o conseguenze più gravi di quelle occorse, al fine di farle ottenere il risarcimento di tutti i danni che ha subito.
Cara Raffaela, la ringraziamo per averci esposto il suo caso. Contiamo di dimostrare che una diagnosi tempestiva avrebbe evitato conseguenze, o conseguenze più gravi di quelle occorse, al fine di farle ottenere il risarcimento di tutti i danni che ha subito.